Come è avvenuta l’esposizione dei dati di Revolut?
Revolut ha divulgato informazioni sensibili dei clienti a terzi non autorizzati dopo che richieste fraudolente di dati sono state inviate da un account email che utilizzava il dominio legittimo di un’agenzia governativa.
L’azienda fintech ha descritto l’incidente come una sofisticata truffa di impersonificazione esterna piuttosto che una violazione dei propri sistemi interni. Revolut ha dichiarato di aver bloccato l’indirizzo email dopo aver rilevato l’attività e ha sottolineato che i fondi dei clienti e l’infrastruttura tecnologica sottostante non sono stati compromessi.
L’aggressore sembra aver sfruttato la credibilità di un dominio governativo affidabile per convincere Revolut che le richieste di dati sui clienti fossero legittime. L’azienda non ha identificato l’agenzia governativa coinvolta, non ha rivelato come l’account email sia stato compromesso né ha specificato se le richieste fraudolente fossero concentrate in un solo paese.
Revolut ha dichiarato che è stato colpito solo un numero limitato di clienti e che questi sono stati contattati direttamente. Non ha reso noto il numero totale di persone le cui informazioni sono state condivise.
Quali informazioni dei clienti potrebbero essere state esposte?
Le informazioni potenzialmente divulgate sono estese. Le notifiche inviate ai clienti coinvolti indicano che i dati potrebbero aver incluso nomi, date di nascita, indirizzi postali, indirizzi email e numeri di telefono.
Potrebbero essere state condivise anche copie di documenti d’identità, tra cui passaporti e patenti di guida, insieme ai selfie di verifica utilizzati durante l’onboarding dell’account.
Tra le informazioni finanziarie potenzialmente esposte figurano estratti conto, IBAN, registri dei prelievi e cronologie complete delle transazioni. Tali cronologie potrebbero includere transazioni in Bitcoin per i clienti che avevano utilizzato i servizi crypto di Revolut.
L’ex CEO di Mt. Gox, Mark Karpelès, ha dichiarato pubblicamente di essere tra i clienti coinvolti e ha condiviso una copia della notifica ricevuta.
L’investigatore onchain ZachXBT ha affermato che la portata relativamente limitata dell’incidente potrebbe indicare che gli aggressori stessero selettivamente puntando ai clienti più ricchi. Ha sottolineato che l’esposizione sembra essersi concentrata su utenti con patrimoni elevati, sebbene Revolut non abbia confermato questa valutazione.
Cosa devono considerare gli investitori
Il rischio immediato riguarda meno l’accesso diretto agli account Revolut e più il valore delle informazioni esposte per frodi mirate. Documenti d’identità, cronologie degli account e registri delle transazioni crypto potrebbero fornire agli aggressori informazioni sufficienti per costruire campagne di phishing, impersonificazione o social engineering altamente convincenti contro i clienti coinvolti.
Perché l’incidente è rilevante al di là di Revolut?
Il caso dimostra come la sicurezza dei dati dei clienti possa fallire anche quando l’infrastruttura interna di un’azienda finanziaria non viene violata direttamente. I criminali puntano sempre più spesso su terze parti affidabili, provider email e domini ufficiali, poiché le comunicazioni provenienti da questi sistemi hanno maggiori probabilità di superare i controlli di verifica interni.
Revolut ha dichiarato di aver notificato l’agenzia governativa competente, così come le forze dell’ordine, le autorità di protezione dei dati e le autorità di vigilanza finanziaria dopo aver scoperto le richieste fraudolente.
L’incidente è particolarmente delicato poiché Revolut sta espandendo sia il proprio business bancario che quello degli asset digitali. L’azienda ha recentemente ricevuto un’approvazione condizionata dall’Office of the Comptroller of the Currency statunitense mentre lavora per costituire una banca nazionale negli Stati Uniti.
Si prevede che l’operazione statunitense proposta offra prodotti bancari tradizionali insieme a servizi in stablecoin. Revolut sta inoltre espandendo il proprio business crypto a livello internazionale e ad agosto ha iniziato a introdurre EURR, la sua stablecoin ancorata all’euro, per una selezione di clienti in Danimarca, Polonia e Portogallo.
L’azienda ha dichiarato in quell’occasione di servire circa 80 milioni di clienti a livello globale e di pianificare l’estensione della stablecoin a tutto lo Spazio Economico Europeo.
Le società crypto affrontano un rischio crescente sui dati dei clienti
La divulgazione di Revolut segue diversi recenti incidenti in cui i clienti di aziende crypto e fintech hanno visto esposte informazioni personali senza che gli aggressori riuscissero ad accedere alle chiavi private o ai fondi dei clienti.
SafePal ha reso noto il mese scorso che una vulnerabilità in un sistema di tracciamento degli ordini ha esposto informazioni relative a circa 39.798 clienti, tra cui nomi, dettagli di contatto, indirizzi di spedizione e cronologie di acquisto.
Anche Trezor ha dichiarato che una violazione riguardante il fornitore logistico ShipMonk ha colpito circa 67.000 clienti statunitensi, esponendo nomi, indirizzi email, numeri di telefono, dettagli di spedizione e informazioni sugli ordini. L’azienda produttrice di hardware wallet ha inoltre rivelato che gli aggressori avevano utilizzato un provider email di terze parti compromesso per inviare messaggi di phishing da un dominio legittimo.
Questi incidenti generano un rischio diverso rispetto a un attacco diretto a un wallet o a un exchange. I fondi dei clienti possono rimanere tecnicamente sicuri, mentre gli aggressori ottengono informazioni personali e finanziarie sufficienti per identificare obiettivi di valore e rendere le successive truffe considerevolmente più convincenti.
Per Revolut, le domande chiave ancora senza risposta riguardano come sia stato compromesso l’account con dominio governativo, quante richieste fraudolente siano state elaborate prima della rilevazione e se i clienti coinvolti siano stati selezionati deliberatamente in base ai saldi dei conti o all’attività di transazione.
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