Spot e comandanti imprenditori, così Kiev si prende la leadership dell’efficienza nella guerra


«Vieni da noi a scrivere le condizioni della pace». Il manifesto, con raffigurato un drone e un taccuino aperto, troneggia nel pieno centro di Kyiv, nel miglio d’oro tra la cattedrale di Santa Sofia e quella di San Michele. Sotto, un numero verde da comporre per arruolarsi, e il nome del reparto: Khartiya, il 2° corpo d’armata. Sul Khreschatyk, il vialone principale, un’intera facciata è coperta da un cartellone che raffigura un gruppo di militari dai volti decisi, con lo slogan «Insieme non ci possono spezzare»: sotto, il tridente dello stemma nazionale è affiancato dal logo arancione con tre righe diagonali, il simbolo ormai leggendario del 3° corpo d’armata. Nei vicoli alberati del centro, tra baretti e negozietti, si nascondono locandine più a misura d’uomo, con volti sorridenti di ragazzi e ragazze in uniforme che tengono in mano gli strumenti della loro vita precedente: un violoncello, un pallone da basket, dei pennelli. Sopra sono scritti i loro nomi in codice, “Tempesta” o “Piccolina”, e qualche battuta scherzosa: stanno invitando i passanti a unirsi alla unità di droni K-2, «la brigata per i tipi normali».

Nella guerra più innovativa mai combattuta, a essere all’avanguardia non sono soltanto le tecnologie belliche, ma anche i metodi di reclutamento. Nelle forze armate ucraine, ZSU, un esercito nato dalle ceneri dell’Armata Rossa, oggi ci si può arruolare secondo le regole di mercato, con una competizione che segue le regole del marketing, con tanto di budget pubblicitari. I manifesti delle singole brigate nelle strade si alternano alle pubblicità “civili” di alimentari, farmaci e negozi. I comandanti più popolari sono personaggi mediatici e le pubblicità mettono in primo piano le facce del comandante del 3° corpo Andriy Beletsky o di Kyrylo Veres della K-2. Robert Brovdi, il leggendario “Madyar”, che ha fondato addirittura un nuovo ramo dell’esercito, le truppe senza pilota, commenta ogni giorno le operazioni dei suoi droni su Facebook, dove ha quasi 900 mila follower.

A vederlo da vicino, l’esercito più numeroso ed efficiente d’Europa, si scompone in identità diverse apparentemente molto autonome, sfidando l’idea classica dell’esercito, monolitico e disciplinato. «Questa è l’Ucraina», sorride Pavlo Zagorodnyuk, imprenditore in campo petrolifero che ha trasferito all’esercito parte delle sue attività produttive, mentre suo figlio sta fabbricando droni a medio raggio. Spiegazione che gli interlocutori ucraini offrono spesso, in un misto di giustificazione e orgoglio, ma stavolta è soltanto una constatazione: «Non abbiamo uno Stato efficiente. In compenso, anzi, forse proprio per questo, abbiamo una società civile incredibilmente capace di autoorganizzarsi». Non vede nulla di strano nel fatto che singole brigate si facciano concorrenza per le reclute e per i fondi: «Esistono delle unità ottime, e quelle gestite male, con comandanti brutali. È giusto poter scegliere liberamente dove andare, e a chi donare i soldi».

Un laissez faire militare nato già nei primi giorni dell’invasione russa, quando le ZSU sono diventate il beneficiario di un crowdfunding capillare in cui si sceglieva se donare a un singolo reparto o addirittura a un soldato concreto. Del resto, in Ucraina non solo si mettono i like agli ufficiali, ma si scende anche in piazza per loro, come hanno fatto i seguaci dell’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov , portando cartelli talmente offensivi contro l’allora comandante dell’esercito Oleksandr Syrsky da meritarsi un richiamo di Volodymyr Zelensky: «Non potete insultare così i militari, in fondo è grazie a loro che avete la libertà di protestare». Obiezione fondata, che non ha impedito al presidente ucraino di sostituire Syrsky con il giovane Mykhailo Drapaty, idolo delle piazze e dei social.

Un caso senza precedenti, che il politologo (arruolato nell’esercito) Viktor Andrusiv ritiene normale per il paradosso ucraino: «Non abbiamo un unico esercito, sono due. Il primo sono i militari di professione, che mandano avanti la macchina. Conoscono bene la guerra, le armi e la burocrazia. Senza di loro, il nostro sarebbe un esercito di insorti. Poi ci sono gli ex civili, che hanno portato innovazione e tecnologia. Senza di loro, saremmo rimasti un piccolo esercito sovietico». Brovdi, o Vsevolod Kozhemyako, che nel 2022 ha fondato Khartia per difendere Kharkiv, o lo stesso Fedorov, prodigio della digitalizzazione, prima dell’invasione russa erano imprenditori di successo. Hanno portato nell’esercito il piglio delle start-up, la capacità di innovazione e la flessibilità, due tratti che perfino gli analisti russi riconoscono come il vantaggio principale degli ucraini sulla macchina militare gigantesca di Putin.

Il problema di questo liberismo bellico, aggiunge Andrusiv, è che le due anime dell’esercito si detestano a vicenda. Anche perché è nella guerra che si sta decidendo il futuro dell’Ucraina. In un Paese bombardato quotidianamente, i personaggi più popolari e autorevoli portano quasi tutti l’uniforme. La legittimazione si attinge dalla guerra, e i sondaggi premiano come candidati alla presidenza tre generali, l’ex comandante dell’esercito Valery Zaluzhny, l’ex capo dello spionaggio militare Kyrylo Budanov, e Beletsky, mentre gli altri due potenziali leader, Zelensky e Fedorov, vengono comunque oggi giudicati per il loro ruolo nella guerra. Il parlamento che emergerà dalle future elezioni porterà le mostrine. Potrebbe rappresentare una sfida per la democrazia del dopoguerra? Lo storico Yaroslav Hrytsak ammette che la situazione sia singolare, ma rifiuta il parallelo tra questi militari mediatici e i capitani di ventura del passato: «I militari non funzionano bene nella vita civile. Potranno influire sull’opinione pubblica, probabilmente verranno ricercati dalle forze politiche come testimonial, ma non condizioneranno la politica».


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม