Il totale regionale nasconde movimenti molto lontani fra loro. Il calcolo sugli importi annuali assegna all’auto nuova una perdita vicina a 44 milioni di euro. Gli altri sette comparti recuperano circa nove milioni e limitano la contrazione complessiva.
Come leggere gli importi: gli otto comparti arrotondati al milione sommano 1.538 milioni. Il totale regionale è pari a 1.539 milioni. Lo scarto nasce dagli arrotondamenti applicati ai singoli mercati.
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Quarantaquattro milioni persi sull’auto nuova
La contrazione del nuovo supera l’intera perdita regionale. Senza il recupero degli altri acquisti il saldo avrebbe assunto una dimensione maggiore. L’usato aggiunge circa quattro milioni. Gli elettrodomestici ne recuperano poco più di sei. Informatica e telefonia aggiungono quasi cinque milioni. Motoveicoli ed elettronica sottraggono poco più di cinque milioni. L’arredo rimane pressoché fermo.
La sequenza segnala un mercato guidato dalla necessità di sostituire ciò che serve ogni giorno. Un frigorifero guasto impone tempi stretti. Un’auto ancora funzionante lascia spazio al rinvio oppure orienta verso una vettura già immatricolata.
La mobilità assorbe poco più della metà della spesa
Le categorie della mobilità raccolgono insieme 821 milioni, pari al 53,3% del totale abruzzese. Casa e tecnologia sommano 717 milioni, pari al 46,6%. Fra i due aggregati corrono 104 milioni.
La distanza fra usato e nuovo è di 119 milioni. Ogni cento euro destinati alle vetture appena immatricolate ne corrispondono circa 137 impiegati nell’usato. Il rapporto monetario non coincide con il numero dei veicoli scambiati perché prezzo medio ed età delle auto modificano la spesa.
Quattro mercati raccolgono l’82,3% degli acquisti
Auto usate, mobili, auto nuove e telefonia sommano 1 miliardo e 266 milioni. Gli altri quattro comparti condividono 272 milioni. La concentrazione espone il totale regionale alle oscillazioni di pochi acquisti dall’importo elevato.
L’usato automobilistico pesa il 28,7%. L’arredo vale il 23,3%, il nuovo auto il 21% e la telefonia il 9,3%. Un punto percentuale applicato alle auto nuove equivale a circa 3,2 milioni. Lo stesso movimento sull’informatica domestica vale 400 mila euro.
L’usato supera il nuovo in tutte le province
Il sorpasso compare in ciascun territorio. A Pescara l’usato vale 1,25 volte il nuovo e il divario è di 21 milioni. A Teramo il rapporto scende a 1,20 con 16 milioni di distanza.
Chieti arriva a 1,52 e separa i due mercati di 44 milioni. L’Aquila registra un rapporto di 1,50 con 37 milioni di scarto. Le due province interne mostrano così la maggiore distanza economica fra vetture già circolanti e prime immatricolazioni.
Chieti concentra quasi metà della contrazione regionale
Applicando le percentuali pubblicate ai totali provinciali si ottiene una riduzione regionale vicina a 34 milioni. Circa 17 milioni provengono da Chieti. Teramo ne assorbe poco più di nove. L’Aquila incide per circa sei e Pescara per meno di due.
La provincia teatina pesa per il 29% sulla spesa abruzzese e per quasi il 49% sulla perdita annuale stimata. Le auto nuove sottraggono circa 17,6 milioni, più dei 16,7 milioni persi dall’intero paniere provinciale. Il saldo degli altri sette comparti recupera quasi 900 mila euro.
Pescara: sette euro su dieci nei comparti in crescita
Nel pescarese i comparti che crescono raccolgono 267 milioni, poco più del 70% del totale provinciale. Le auto usate valgono 106 milioni con +2,9%. Gli elettrodomestici raggiungono 32 milioni con +5,5%, il ritmo più alto fra le otto categorie locali.
I mobili avanzano a 84 milioni con +0,3%. L’informatica domestica sale a 10 milioni con +4,4% e la telefonia a 35 milioni con +2,4%. Le auto nuove scendono a 85 milioni con -7,3%. I motoveicoli valgono 18 milioni con -6,2%. L’elettronica di consumo chiude a 9 milioni con -2,1%.
Chieti: i mobili superano il nuovo auto di 26 milioni
I mobili raggiungono 110 milioni con +0,4% e superano di 26 milioni le auto nuove, ferme a 84 milioni con -17,3%. L’usato rimane il mercato più grande della provincia: 128 milioni con -0,6%.
Gli elettrodomestici salgono a 41 milioni con +4,8% e la telefonia a 43 milioni con +2,8%. Informatica ed elettronica di consumo valgono entrambe 12 milioni, con andamenti annuali opposti: +4,7% e -2,8%. I motoveicoli cedono il 12% e si attestano a 17 milioni.
L’Aquila: oltre metà della spesa nei mercati in aumento
Le categorie in crescita sommano 183 milioni, pari al 51,7% della spesa provinciale. L’usato guida questo insieme con 111 milioni e +1,5%. Gli elettrodomestici raggiungono 31 milioni con +4,8%.
La telefonia arriva a 32 milioni con +2,5% e l’informatica domestica a 9 milioni con +3,8%. Le auto nuove si fermano a 74 milioni con -11,5%. I mobili scendono a 80 milioni con -0,5%. Elettronica di consumo e motoveicoli valgono 9 milioni ciascuno, con -2,3% e -1,3%.
Teramo: il 55,6% del paniere appartiene ai comparti in calo
I mercati in flessione sommano 199 milioni, pari al 55,6% del paniere teramano. Le auto nuove valgono 81 milioni con -11,1% e l’usato 97 milioni con -0,4%. I motoveicoli totalizzano 12 milioni con -4,3%. L’elettronica di consumo si ferma a 9 milioni con -3,1%.
I mobili rimangono a 84 milioni. Elettrodomestici e telefonia valgono 33 milioni ciascuno, con aumenti del 3,8% e del 2,8%. L’informatica domestica raggiunge 9 milioni con +0,4%.
Il volume provinciale e l’esborso per nucleo cambiano l’ordine
Pescara supera la media regionale di 37 euro per famiglia. Teramo la oltrepassa di un euro. Chieti si colloca sette euro sotto e L’Aquila ventinove euro sotto.
Chieti rimane il mercato più grande. Pescara occupa la prima posizione quando il totale viene diviso per famiglia. Le due graduatorie rispondono a domande diverse: una misura gli euro spesi nel territorio di residenza e l’altra rapporta la cifra al numero dei nuclei.
I totali sottintendono circa 568 mila famiglie
Dividendo ciascun importo provinciale per l’esborso medio, con l’approssimazione dovuta agli arrotondamenti, il prospetto sottintende circa 166 mila nuclei a Chieti e 138 mila a Pescara. Teramo e L’Aquila si collocano entrambe poco sopra 132 mila.
La somma si avvicina a 568 mila famiglie, lo stesso ordine di grandezza restituito dal totale regionale diviso per 2.707 euro. Il maggior numero stimato di nuclei colloca Chieti al primo posto in euro pur lasciandola sotto Pescara nella media familiare.
Che cosa misura il paniere dei durevoli
Il perimetro comprende mercati con spesa elevata e frequente ricorso al credito al consumo. Per le automobili separa gli acquisti delle famiglie dalle registrazioni riferite agli altri intestatari, comprese imprese e operatori del noleggio. Per casa e tecnologia somma il giro d’affari delle categorie osservate.
Gli importi sono espressi a prezzi correnti. Un aumento della spesa non certifica più pezzi venduti. Una riduzione monetaria deriva da meno unità, prezzi inferiori oppure da un carrello spostato verso prodotti meno costosi. Le variazioni regionali descrivono euro scambiati e non volumi fisici.
Televisori e computer seguono categorie distinte
L’Osservatorio colloca nell’elettronica di consumo il comparto video, dominato da televisori e decoder, insieme ai prodotti audio. L’information technology comprende portatili e tablet. I dispositivi per il gioco appartengono allo stesso insieme.
La telefonia è conteggiata separatamente. Nel mercato nazionale gli smartphone generano circa l’85% del giro d’affari del comparto. La separazione impedisce di attribuire il -2,6% dell’elettronica ai telefoni, che in Abruzzo crescono del 2,6%.
I consumi complessivi crescono, il paniere selezionato arretra
La spesa reale delle famiglie abruzzesi è aumentata dell’1% nel 2025. Il reddito disponibile lordo è salito del 2,8% a prezzi correnti e dell’1,2% dopo la correzione per l’inflazione. Il NIC regionale ha registrato un +1,3% medio annuo.
Queste misure non contraddicono il -2,2% dei durevoli osservati. La prima comprende l’intero consumo familiare e depura i prezzi. La seconda riguarda otto mercati selezionati e usa importi nominali. La combinazione colloca la frenata nei grandi acquisti rinviabili invece che nell’intera spesa domestica.
Le immatricolazioni confermano la frenata del nuovo
Nel 2025 sono state immatricolate in Abruzzo 21.270 autovetture, il 12,2% in meno. Quelle intestate ai privati sono 16.900 e perdono il 13,4%. Nel Paese le variazioni si fermano a -2,2% sul totale e -9,5% fra i privati. L’anno precedente l’Abruzzo aveva registrato +13,1% e +11,1%.
La spesa per auto nuove arretra meno delle immatricolazioni intestate ai privati. Il rapporto fra euro spesi e unità passa da circa 18.800 euro nel 2024 a poco più di 19.100 euro nel 2025. È una grandezza aggregata distinta dal prezzo medio di listino e segnala un calo monetario meno severo di quello unitario. Il confronto annuo incorpora il forte recupero registrato nel 2024.
Il credito cresce, l’acquisto dell’auto resta rinviato
Il credito al consumo delle famiglie abruzzesi è aumentato del 5,3% nel 2025. La spinta maggiore arriva dai prestiti non finalizzati e in modo marcato da quelli personali. Il TAEG si è mantenuto all’8,7% nel quarto trimestre. I debiti familiari equivalgono a quasi il 45% del reddito disponibile.
Finanziamenti in aumento e auto nuove in calo convivono nello stesso anno. Le grandezze aggregate non consentono di attribuire i prestiti a una singola categoria. Mostrano però che la disponibilità di credito non ha impedito il rinvio delle vetture nuove. Tasso applicato e prezzo del veicolo compongono la rata sostenuta dalla famiglia.
Il peso dei veicoli cambia da provincia a provincia
Pescara destina alla mobilità il 55% del proprio totale. L’Aquila arriva al 54,8%. Teramo si colloca al 53,1% e Chieti scende al 51,2%, pur avendo il mercato provinciale più grande.
Fra la percentuale massima e quella minima corrono 3,8 punti. Nella provincia teatina casa e tecnologia sfiorano la metà della spesa. Il peso dell’arredo raggiunge il 24,6%, quota superiore a quella delle altre province.
Concessionari e negozi davanti a una domanda selettiva
Per i concessionari il peso dell’usato rende centrale la valutazione della permuta. Contano anche la disponibilità di vetture per fascia di prezzo e il tempo trascorso tra ritiro e rivendita. Uno stock troppo costoso immobilizza capitale. Un assortimento lontano dalla capacità di spesa locale allunga la permanenza in piazzale.
Nei negozi per la casa la stabilità dell’arredo convive con il ricambio degli elettrodomestici. Qui il cliente compra spesso per sostituire un apparecchio guasto o inefficiente. Telefonia e informatica richiedono rotazioni più rapide dell’assortimento. L’elettronica di consumo presenta cicli di sostituzione più lunghi e impone scorte commisurate a una domanda in calo.
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Junior Cristarella
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