Trentacinque minuti. Tanto è durato giovedì pomeriggio il Consiglio Comunale di Gaeta, convocato per l’approvazione della salvaguardia degli equilibri di bilancio e di due debiti fuori bilancio. Trentacinque minuti sufficienti per mettere a nudo i due nervi scoperti che confermano l’avvio della campagna elettorale in vista del voto della primavera 2027. Il tutto, in quello che è stato il Consiglio più smart della consiliatura per brevità e per assenze.
Matarazzo: «Accordi non rispettati, passo al misto»
Il primo colpo di scena è stato quello del consigliere Raffaele Matarazzo, arrivato in Aula pochi mesi fa per surrogare l’assessora al Commercio Paola Guglietta della lista «Avanti Tutta». È rimasto virale il video della diretta streaming in cui nel gennaio scorso il sindaco Cristian Leccese gli rivolge il celebre «Vi struppeo», per dirgli con chiarezza che non apprezzava la linea che lui ed i suoi stavano imboccando. Il professore è stato di parola: ha annunciato il passaggio a un gruppo misto che fino a quel momento non esisteva nel Consiglio di Gaeta. (Leggi qui: Quel maledetto microfono aperto).
Prima di quell’annuncio però c’era stato già un altro colpo di scena. Lo ha rivelato la conta delle assenze in Aula. Alzando la testa e guardando alla sua destra, Matarazzo ha registrato quattro consiglieri della maggioranza assenti: Marco Di Vasta, Davide Speringo, Gino Gaetani e Luigi Marzullo, quest’ultimo arrivato col fiatone in Aula perché qualcuno lo aveva avvisato che «in caso contrario sarebbero stati guai».
Quando ha chiesto la parola, in Aula è calato un silenzio glaciale. Matarazzo ha letto un intervento preparato da tempo: «Questa decisione non nasce oggi ma è la conseguenza di accordi non rispettati, di mesi di attesa snervante e confronti aspri. Ho votato e difeso alcuni provvedimenti, ma di fronte ad alcune scelte per me impopolari ho votato libero da vincoli di mandato, come dovrebbe essere per ognuno di noi. Non siamo stati eletti per fare i notai o per obbedire a ordini di scuderia».
Il riferimento implicito era al voto contrario della sua maggioranza sulla proposta di delibera di iniziativa popolare per il riacquisto del piazzale dell’ex stazione ferroviaria. Matarazzo lo ha considerato un gesto di sfiducia nei suoi confronti, un mancato ascolto delle istanze che anche lui stava rappresentando. La conseguenza è stata quella di uscire dalla maggioranza. (Leggi qui: Piazzale della stazione: Leccese trasforma la bomba politica in colpo da maestro. E qui: L’incontro sul piazzale non sblocca nulla. Ma Matarazzo sta con il comitato).
La questione Guglietta e il bersaglio non citato
Le parole di Matarazzo potrebbero mettere in discussione la permanenza in Giunta dell’assessora Guglietta. Non essendoci in maggioranza un consigliere di riferimento, automaticamente viene meno anche l’assessore che rappresenta in Giunta quel Gruppo.
Sul punto il professore ha anche tracciato la propria traiettoria futura: «Passo al gruppo misto per dare un segnale forte. Mi sentirò ancora più libero di dire e fare ciò che ritengo giusto. Rispondo solo ai cittadini di Gaeta: eletto con questa maggioranza, sto cercando di cambiare alcune cose dall’interno. Se non sarà possibile prenderò decisioni più drastiche. Sarò io a prenderle, sia chiaro a tutti».
Matarazzo non ha citato il sindaco ma il bersaglio era evidente. Non aveva mai digerito l’accusa di «fare terrorismo» sulla movimentazione delle merci polverulenti sulle banchine del porto commerciale Salvo D’Acquisto, né la proposta rivolta al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Raffaele Latrofa di trasferire quell’attività nel porto di Fiumicino.
Rosato punge: «Di maggioranza o di minoranza?»
Leccese, volutamente, non ha risposto. Con un cenno della testa ha invitato a intervenire la consigliera provinciale di Forza Italia ed ex presidente del Consiglio Comunale Pina Rosato: «Raffaele caro, ci devi chiarire una cosa: aderisci al gruppo misto di maggioranza o di minoranza?».
Non è una provocazione verbale ma una domanda politicamente decisiva: se Matarazzo dovesse sedersi accanto ai tre consiglieri del PD, Leccese sarebbe costretto a rivedere la Giunta a dieci mesi dal voto. Il professore ha finto di non sentire e ha risposto laconicamente: «La legge non impone di dichiararlo, gruppo misto e basta, voterò secondo coscienza». Punto.
La prova tangibile del distacco è arrivata subito dopo: Matarazzo si è astenuto sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio, approvata dai soli 10 consiglieri presenti, nonostante l’assessore Luca Gallinaro avesse rassicurato tutti sullo stato «buono, se non ottimo» dei conti comunali. Ed ha ribadito l’astensione sull’immediata eseguibilità del testo.
Il PD sull’Aventino: Dies non è il presidente di tutti
L’altra assenza pesante era quella del Gruppo consiliare del PD: Emiliano Scinicariello, Franco De Angelis e Sabina Mitrano. Il Gruppo aveva formalizzato la propria protesta alla vigilia del Consiglio. La miccia era stata accesa martedì 21 luglio in occasione della conferenza dei capigruppo. Il presidente d’aula Gennaro Dies aveva verificato le disponibilità di tutti i consiglieri per i due successivi Consigli Comunali (il 24 e il 31 luglio) accertando che giovedì 30 tutti i Consiglieri di minoranza sarebbero stati impossibilitati a partecipare. Ne aveva preso atto, confermando venerdì 31 con un messaggio WhatsApp al capogruppo dem Scinicariello.
Poi il contrordine. Il Consiglio veniva convocato giovedì 30, con la motivazione «altrimenti non ho i numeri». Per il PD la conclusione era scontata: «Sembrava che il dottor Dies avesse scelto di essere il presidente di tutti i consiglieri. Invece no! Contrordine: il Consiglio è convocato per giovedì 30, con la motivazione “altrimenti non ho i numeri”. Così Dies ha scelto di non essere il presidente del Consiglio e di tutti i consiglieri, ma solo della sua maggioranza. Forse qualcuno gli ha suggerito che l’occasione di non avere tutta la minoranza fosse troppo ghiotta per non essere colta. Complimenti davvero, ennesima grande prova di democrazia».
I dem si sono riservati di scrivere anche al Prefetto di Latina Ciaramella.
L’unico momento di unanimità: il Country Club
A chiudere la seduta, dopo appena trentacinque minuti, è stato l’unico punto votato all’unanimità dei presenti: la concessione dell’ex campo di calcetto di via Pisa, lo storico Country Club, all’IRL (Istituti Riuniti del Lazio) per la realizzazione di un polo dedicato all’inclusione, alla socializzazione e alla pratica sportiva per bambini e ragazzi con disabilità, anche nello spettro autistico.
A mettere una nota di calore in una seduta contrassegnata dai primi veleni elettorali sono state le consigliere Assuntina Coscione e Michela Di Ciaccio: «Votiamo un’idea che dice che una città come Gaeta non lascia indietro nessuno». Il professor Matarazzo? Anche lui ha votato sì. Almeno su questo.
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