Il messaggio social definisce la condotta difensiva scelta da Schwazer. Il procedimento sportivo segue gli atti dell’agenzia tedesca e il recepimento federale italiano. La terza provetta indicata nel post appartiene a una categoria diversa dal campione B previsto dalla procedura ordinaria.
Due materiali distinti: il campione B è parte del prelievo ufficiale. La terza provetta citata da Schwazer contiene il residuo che l’atleta dice di avere affidato a Donati.
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Il messaggio del 24 giugno definisce la scelta difensiva
Schwazer rivendica la propria estraneità all’EPO e dichiara di non avere più energia per ripetere i contenziosi seguiti alla vicenda precedente. La frase «Sono innocente» coincide con il testo integrale ripreso da ANSA. Adnkronos registra anche la precedenza assegnata alla famiglia e alla salute. Il lavoro è citato nella stessa frase.
Il rifiuto di una nuova battaglia legale lascia aperta una sola strada: l’esame del campione B insieme al residuo conservato da Donati. La scelta restringe l’iniziativa difensiva a una condizione annunciata pubblicamente e impedisce di attribuire al post il significato di una rinuncia già formalizzata negli atti.
Nel messaggio compaiono ringraziamenti all’avvocato Gerhard Brandstätter e alla manager Giulia Mancini. Sandro Donati e le persone che hanno manifestato vicinanza ricevono un ringraziamento distinto che accompagna la decisione senza modificare lo stato del procedimento.
L’atto tedesco avvia il procedimento e la sospensione
Il 22 giugno l’agenzia antidoping tedesca ha avviato la gestione dei risultati e imposto la sospensione temporanea dopo avere comunicato la rilevazione di eritropoietina sia nell’urina sia nel sangue raccolti durante i campionati tedeschi di marcia su strada. Associated Press e Sky Sport descrivono la stessa misura come provvisoria.
La sospensione opera durante l’esame del caso e l’atto ufficiale qualifica l’addebito come presunta violazione della normativa antidoping. La decisione disciplinare finale non è stata pubblicata.
Il recepimento federale arriva il 25 giugno
NADO Italia ha trasmesso gli atti alla federazione nazionale che ha recepito la sospensione cautelare. Il recepimento rende applicabile il provvedimento nel rapporto sportivo italiano senza aggiungere un giudizio sul merito. La federazione ha escluso commenti istituzionali sulla vicenda e ha qualificato come personali le dichiarazioni rese dai singoli tesserati. RaiNews registra lo stesso contenuto del comunicato federale.
L’agenzia tedesca conduce il procedimento nato dal controllo svolto in Germania e dopo la trasmissione da NADO Italia la federazione nazionale esegue la sospensione nel proprio ambito. Nessuno di questi atti contiene una pronuncia conclusiva sull’addebito.
Campione B e residuo d’urina seguono strade diverse
Il protocollo della WADA fa dividere l’urina nei contenitori A e B e lascia una quota nel recipiente di raccolta per il controllo della densità. Il campione A alimenta il primo esame di laboratorio e il campione B resta disponibile per la controanalisi prevista dalle regole antidoping.
Nel post Schwazer definisce la terza provetta come residuo del medesimo prelievo e afferma che il contenitore è annotato sul modulo di controllo senza sostituire il campione B. Gazzetta dello Sport e SportMediaset confermano che la condizione posta dal marciatore riguarda l’esame congiunto dei due materiali.
Il materiale pubblico conferma la disponibilità dichiarata da Donati e il richiamo presente nel post. Senza un atto dell’organo competente il terzo contenitore non entra da solo nella procedura di controanalisi.
La condizione sul terzo contenitore richiede un atto ulteriore
La richiesta formulata da Schwazer non compare nei comunicati dell’agenzia tedesca o della federazione italiana che riguardano la contestazione e la sospensione. L’eventuale esame del residuo richiede una decisione dell’autorità che conduce il procedimento e la definizione delle modalità di esame.
La condizione social ha un effetto definito sulla posizione dell’atleta: senza l’ammissione del terzo contenitore Schwazer dichiara che non attiverà la controanalisi del campione B. Il fascicolo già aperto non si arresta e la gestione dei risultati prosegue secondo le regole applicabili anche quando l’atleta limita o rinuncia alle proprie iniziative difensive.
La rinuncia personale richiama la vicenda pre-Rio
Schwazer collega la propria scelta alle battaglie affrontate dopo l’accusa arrivata prima dei Giochi di Rio 2016. Evita di riaprire nel post il merito di quel procedimento e concentra il messaggio sul logorio psicologico di un nuovo contenzioso. Fanpage.it conserva il riferimento al timore di compromettere la salute. Open registra la sfiducia dichiarata dall’atleta verso il sistema antidoping.
La frase «non ho nessuna fiducia in questo sistema» espone la ragione della mancata disponibilità a una difesa tradizionale senza costituire un’eccezione processuale o annullare gli atti già notificati. La motivazione personale subordina ogni iniziativa del marciatore all’uso della terza provetta.
La gara tedesca collega risultato sportivo e controllo
Il controllo richiamato nel procedimento è legato alla competizione tedesca già raccontata da Sbircia la Notizia Magazine nell’articolo dedicato alla prestazione di Schwazer nella maratona di marcia a Kelsterbach e al relativo esito agonistico. La contestazione antidoping è stata resa pubblica il 22 giugno.
I due atti appartengono a momenti separati poiché il risultato di gara precede l’apertura della gestione dei risultati e la sospensione cautelare. Il collegamento cronologico consente di capire da quale competizione provengono i campioni citati dall’agenzia tedesca senza confondere la prestazione con l’esito ancora pendente del procedimento.
Gli esiti non ancora comunicati
Alla data e ora di pubblicazione l’ultimo atto disponibile è il recepimento federale della sospensione e non esiste un comunicato con l’esito del campione B. Nessun documento pubblico attesta l’esame del residuo affidato a Donati o l’accoglimento della condizione formulata da Schwazer.
Il caso si trova nella gestione dei risultati avviata in Germania. La linea resa pubblica dall’atleta non modifica la titolarità degli atti in capo all’autorità antidoping né l’applicazione federale della misura cautelare.
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Junior Cristarella
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