Sacco presidente di LazioCrea. Il metodo Fazzone e il dividendo Ciociaria

A febbraio scorso, quando si scrisse che lo switch tra LazioCrea e il Consorzio Industriale non si sarebbe fatto (lo scambio delle due poltrone tra Forza Italia e Fratelli d’Italia che la voleva per mandare a Roma Antonello Iannarilli), il nome del sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco compariva già come destinazione naturale per la presidenza della società in house della Regione Lazio. Quattro mesi dopo, il decreto numero 23737 firmato oggi dal governatore Francesco Rocca ha trasformato quella previsione in un atto ufficiale.

Gli uomini di Forza Italia della provincia di Latina avevano avuto gli assessorati regionali. Perché avevano costruito prima e meglio il proprio peso elettorale: ed il senatore Claudio Fazzone (coordinatore regionale di Forza Italia nel Lazio) è noto per essere uomo che non dimentica le cambiali politiche aperte e che non le paghi in ordine diverso da quello in cui sono state contratte. Adesso è arrivato il turno di Frosinone: il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco è per questo il nuovo presidente di LazioCrea.

Non è un regalo: è un dividendo.

La storia comincia a febbraio

(Foto: Erica Del Vecchio © Teleuniverso)

Per capire dove siamo arrivati bisogna tornare al 26 febbraio 2026, quando su queste pagine si scrisse che lo switch tra LazioCrea e il Consorzio Industriale del Lazio non si sarebbe fatto. Fratelli d’Italia avrebbe mantenuto la guida del Consorzio con il commissario Raffaele Trequattrini (confermato dal governatore Rocca più per merito tecnico che per convinzione politica) e Forza Italia avrebbe tenuto LazioCrea (mantenendo il presidente Marco Buttarelli, più per fedeltà politica che per convinzione tecnica).

In quell’articolo compariva già il nome del sindaco di Roccasecca come candidato naturale alla successione di Buttarelli per la presidenza della società in house della Regione. (Leggi qui: Nessuno switch, Trequattrini rimane al Consorzio e Forza Italia a Lazio Crea).

Quattro mesi dopo, quel nome è diventato un decreto. Non è una sorpresa: è la conferma del metodo Fazzone, a ciascuno il suo nel momento giusto.

Cos’è LazioCrea e perché conta

LazioCrea non è un ente di secondo piano. Nata nel 2014 come braccio operativo ed esecutivo della Regione Lazio, gestisce i servizi digitali regionali, le gare d’appalto, il supporto amministrativo, la digitalizzazione sanitaria (incluso il Fascicolo Sanitario Elettronico) e la promozione dei progetti culturali e turistici del territorio. È la macchina operativa attraverso cui la Regione trasforma le decisioni politiche in atti concreti. È la leva strategica per i rapporti pubblicitari con cui promuovere il territorio. Chi la guida non decide la politica ma decide come la politica si realizza.

Il nuovo consiglio di amministrazione vede accanto a Sacco l’avvocato Fabio D’Acuti, di Monte Compatri, già sindaco e assessore all’Urbanistica e al Personale del suo comune, che porta la quota FdI. E l’avvocato Laura Pastore, di Roma, riconfermata nel ruolo che già ricopriva nel CdA uscente, che rappresenta l’altra quota Forza Italia.

Una governance bipartisan nella coalizione di centrodestra, con FdI e FI che si dividono i ruoli nell’armonia che rispecchia la attuale sintonia tra il senatore Claudio Fazzone e l’onorevole Giancarlo Righini.

Il metodo Fazzone

Claudio Fazzone (Foto: Andrea Di Biagio © Imagoeconomica)

Il senatore Claudio Fazzone è il coordinatore regionale di Forza Italia nel Lazio, l’uomo che ha mantenuto il fronte azzurro anche quando il Partito ha toccato il minimo storico. I numeri scendevano in tutta l’Italia, non nei Collegi guidati da Fazzone.

Cresciuto politicamente all’ombra di Nicola Mancino è una sintesi del pragmatismo popolare democristiano e del Manuale Cencelli. Dotato di un fiuto pressoché infallibile nell’individuare talenti politici e lanciarli: è stato lui a scoprire Cosimino Mitrano quando era funzionario al Comune di Fondi e sceglierlo come sindaco di Gaeta, divenuto tra i più popolari di sempre; oggi è Consigliere regionale. Sempre lui ha individuato Salvatore De Meo come sindaco di Fondi, rieletto con percentuali bulgare e oggi Deputato Ue. C’è lui dietro alla scelta di Gianluca Taddeo divenuto sindaco di Formia, sempre lui dietro a Pinuccio Simeone, due volte Consigliere regionale ed oggi presidente Astral

Ha costruito la propria influenza su un principio che la politica italiana della I Repubblica conosceva bene ma la II Repubblica pratica raramente con questa coerenza: i territori vengono premiati in proporzione al peso elettorale che sanno esprimere. E conseguentemente le persone.

Latina era venuta prima: ha scelto per prima. Dopo tre anni e mezzo è arrivato il turno di FrosinoneSacco alle ultime elezioni regionali del Lazio si era candidato nella lista di Forza Italia ottenendo 4.919 voti: il secondo risultato più alto tra i candidati azzurri della provincia. Preceduto solo da Gianluca Quadrini che però ha lasciato Forza Italia per la sua allergia a restare intruppato dentro uno schema come quello di Fazzone nel quale la gerarchia non ammette insubordinazioni. Fuori Quadrini, il primo a scegliere è Sacco.

Chi è Sacco

Giuseppe Sacco è sindaco di Roccasecca dal giugno 2016: un decennio esatto di governo locale, confermato dagli elettori e consolidato nel tempo. È il sindaco che nelle ultime settimane aveva alzato la voce sulla vicenda Saxa Grestone, chiedendo al MIMIT e al Tribunale di Frosinone di fare luce sulle responsabilità nella crisi dello stabilimento dopo l’uscita della precedente proprietà. È un amministratore che sa come funzionano le istituzioni e conosce dall’interno la macchina pubblica.

Giuseppe Conte (Foto: Giulia Palmigiani © Imagoeconomica)

C’è lui dietro a ben due riunioni del Consiglio dei Ministri ai tempi di Giuseppe Conte, che convocò il Governo per disporre l’allargamento della discarica provinciale di Roccasecca. Fu costretto a farlo perché Sacco era riuscito a bloccare sul piano giuridico quell’allargamento.

Portare questa esperienza alla presidenza di LazioCrea significa portare dentro la società in house la prospettiva di chi ha governato un Comune, sa cosa significa aspettare una risposta dalla Regione, conosce i tempi reali delle procedure, che ha vissuto sulla propria pelle il rapporto tra indirizzo politico e capacità operativa.

La lettura complessiva

Giuseppe Sacco (Foto: Giulia Palmigiani © Imagoeconomica)

La nomina di Sacco dice tre cose contemporaneamente. Dice che Forza Italia mantiene la presa su LazioCrea, una delle posizioni più operative nell’architettura istituzionale laziale. Dice che Fazzone onora i le cambiali politiche: chi porta voti riceve riconoscimenti e Frosinone aveva portato i suoi. E dice che la Ciociaria, dopo anni di relativa marginalità nelle nomine regionali, sta rientrando.

Da Roccasecca a LazioCrea è un salto di scala. Ma la politica, quando funziona, è esattamente questo: trasformare il lavoro sul territorio in peso istituzionale. E il peso istituzionale in posizioni che consentono di fare cose concrete.

Sacco ha tutto il background per dimostrare che quella nomina era meritata. Adesso tocca a lui.


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