Bibione, sei puledri al pascolo nell’Oasi Val Grande


L’intervento riguarda un prato di circa dieci ettari. La formula «cavalli al posto delle macchine» indica gli sfalci artificiali su quel settore. Non autorizza a estenderla a ogni attività dell’Oasi. Il materiale pubblico non quantifica le ore di lavoro meccanico né il carburante impiegato in precedenza. Manca anche una cifra economica.

Ambito dell’articolo: mandria, prato, arnie e programma europeo. Gli esiti sulla flora richiedono misurazioni prima e dopo l’inserimento e non vengono anticipati.

Sommario dei contenuti

Lo sfalcio uniforme lascia posto a prelievi selettivi

Lo sfalcio meccanico abbassa il cotico in una passata e produce un’altezza quasi uniforme. Il cavallo preleva l’erba per bocconi, ritorna sulle chiazze appetite e lascia zone più alte. Il prato assume una trama disomogenea. Selezione alimentare e calpestio alterano la superficie a macchie. Le deiezioni aggiungono nutrienti in punti circoscritti.

Quella disomogeneità non equivale da sola a un aumento delle specie. Un’intensità contenuta conserva aree corte accanto a vegetazione più alta. Una pressione eccessiva apre suolo nudo. L’assenza di prelievo favorisce accumulo di biomassa e avanzata arbustiva. La Commissione europea e Natural England convergono su questo limite: sovrapascolo e abbandono impoveriscono i prati per vie opposte.

Prato stabile indica continuità erbacea

La parola stabile descrive la permanenza del cotico erboso. Non indica un’altezza fissa né una composizione immobile. Pascolo, fioritura, senescenza e ricaccio continuano durante la stagione. Il lavoro della mandria consiste nel contenere la massa vegetale senza rasare l’intera superficie nello stesso giorno.

La risposta del prato si giudica osservando l’estensione delle zone corte e la quantità di materiale secco nelle zone alte. Una prevalenza del primo estremo segnala pressione eccessiva. Una crescita uniforme e non consumata segnala prelievo insufficiente. La regolazione avviene in punti e momenti diversi seguendo i movimenti degli animali.

La mandria arriva dalla fattoria Il Rosmarino

I sei giovani equidi provengono dalla fattoria didattica Il Rosmarino. La Regione del Veneto registra la sede legale a Marcon nell’elenco delle fattorie didattiche aggiornato al 30 aprile 2026. Il progetto non divulga razza, età individuale, peso o genealogia. Nessuna di queste informazioni va dedotta dall’aspetto dei cavalli nella fotografia.

Il lavoro preliminare è durato due anni e ha coinvolto guardiaparco e Università di Udine prima dell’arrivo. La scelta dell’area ha preceduto l’inserimento della mandria. Le condizioni osservate sul posto hanno guidato l’individuazione del prato. Il numero degli animali rappresenta la consistenza del gruppo introdotto. Non certifica da solo una soglia agronomica ottimale.

Numero degli animali, ripartizione per sesso, provenienza, superficie del prato, arnie e assenza di monta coincidono nei resoconti di ANSA, La Nuova Venezia, Il Piave, Voi TG, Friuli Oggi, Venezia Orientale News e Gruppo TV7.

Sei capi non equivalgono a una densità zootecnica

La divisione aritmetica tra sei animali e dieci ettari restituisce 0,6 capi per ettaro. Quel rapporto non coincide con le unità di bestiame per ettaro usate in agronomia. Eurostat converte gli animali mediante coefficienti legati a specie ed età e rapporta le unità alla superficie foraggera.

Per la mandria di Val Grande non sono pubblicati i coefficienti applicabili né i giorni annui di permanenza nel prato. Chiamare 0,6 «carico zootecnico» trasformerebbe una mera divisione in un indicatore che la documentazione non consente di calcolare. La pressione effettiva dipende anche dal tempo trascorso sul cotico e dalla disponibilità stagionale di erba.

Liberi nel prato senza impiego equestre

La parola liberi descrive la vita nel settore di pascolo. L’assenza di monta riguarda questi sei soggetti e separa il loro impiego dalla normale attività equestre. Le visite annunciate dall’Oasi avranno carattere osservativo. Il naturalista di Val Grande Giosuè Cuccurullo esclude un uso scenografico della mandria e collega gli animali al mantenimento del prato.

Il termine selvatici sarebbe improprio. I puledri sono affidati a una struttura e inseriti in un programma di gestione della vegetazione. Il pascolo estensivo non coincide con l’abbandono degli equidi. Libertà di movimento e assenza di monta descrivono due aspetti distinti dello stesso inserimento.

Le arnie del 2024 agiscono sulle fioriture

Le arnie sono presenti dal 2024 con la finalità dichiarata di aumentare gli impollinatori e accompagnare la formazione del prato stabile. Sul piano biologico introducono colonie gestite di Apis mellifera. L’azione immediata riguarda la presenza delle api allevate e l’attività di impollinazione sulle fioriture accessibili.

Cavalli e api agiscono su leve diverse. La mandria asporta biomassa e modifica le altezze del cotico. Le api trasferiscono polline tra i fiori visitati. L’esito comune cercato è la continuità del prato senza attribuire agli alveari il lavoro di sfalcio o ai cavalli l’impollinazione.

Il rapporto fra cotico fiorito e api compare anche nell’articolo Api morte a Osigo, il nodo dei trattamenti in vigna, dedicato alla gestione delle fioriture vicino agli alveari.

Central-BIC collega Bibione alla rete europea

Central-BIC collega l’intervento di Val Grande a una rete transnazionale. La scheda europea assegna al progetto attività sulla gestione degli habitat e sulle filiere rurali. Il versante veneto comprende azioni pilota dedicate ad allevamento e pascoli.

Central-BIC comprende il monitoraggio degli habitat e dei servizi ecosistemici. La comunicazione locale non pubblica il protocollo di campionamento né la frequenza dei rilievi. Non compare neppure una base quantitativa del prato prima dell’inserimento. L’arrivo dei puledri documenta l’avvio dell’azione. Un incremento della biodiversità non risulta già misurato.

La sostituzione riguarda gli sfalci del prato

La formula «al posto delle macchine» ha un ambito circoscritto: il mantenimento del prato interessato. Non equivale alla rinuncia a ogni mezzo meccanico nell’intera Oasi. La mandria sostituisce una lavorazione vegetazionale e non l’insieme delle attività svolte nella valle.

Nemmeno il bilancio climatico è disponibile. Per stimare emissioni evitate servirebbero tipo di macchina, ore annue, consumi precedenti e interventi richiesti dalla presenza dei cavalli. Nessuno di questi valori è stato pubblicato. L’unica estensione pubblicata riguarda circa dieci ettari.

Gli incontri con la mandria saranno osservativi

L’Oasi ha annunciato appuntamenti dedicati per vedere i puledri nel loro ambiente di pascolo. L’esclusione della monta impedisce di leggere tali incontri come escursioni a cavallo. La fruizione pubblica ruota attorno al lavoro svolto dagli animali sul prato e mantiene l’impiego ricreativo fuori dal programma.


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 Junior Cristarella

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