Il Pd punta su Angelo Pizzutelli. La lettura politica che cambia il campo largo

«Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare». A consegnare questa frase alla storia della cinematografia è stato il mitico John Belushi nei panni di Bluto Blutarsky, nel film cult Animal House del 1978 diretto da John Landis. Negli anni è diventata anche una delle espressioni più utilizzate in politica, quando una trattativa entra nella sua fase decisiva. E se c’è una sensazione che emerge dalla nota diffusa in queste ore dal Circolo del Partito Democratico di Frosinone, firmata dal segretario cittadino Stefano Pizzutelli, è proprio questa. 

La partita nel Campo largo per la candidatura a sindaco del capoluogo sta entrando nel vivo. Il PD ha deciso di scoprire le carte e di giocarsele fino in fondo. Vuole riconquistare Palazzo Munari.

Stefano Pizzutelli

Lo rileva già l’attacco della nota: «A un anno dalle elezioni amministrative, i Democratici ribadiscono l’unità del Partito e la volontà di continuare il percorso con le forze Progressiste, civiche e associative che stanno lavorando alla costruzione di un’alternativa al centrodestra»Ma il passaggio politicamente più rilevante è quello successivo«Il Direttivo cittadino, all’unanimità, ha deciso di mettere a disposizione della coalizione il nome del capogruppo consiliare Angelo Pizzutelli, individuandolo come profilo autorevole e qualificato per il percorso di costruzione dell’alternativa di governo della città». Non una candidatura a sindaco: almeno non ancora. Ma certamente qualcosa di più di una semplice disponibilità.

Prima lettura: niente cambiali in bianco al PSI. Si tratta

Il fatto che il circolo cittadino dem abbia sentito il bisogno di assumere una simile iniziativa si presta inevitabilmente a diverse letture politiche. La prima è forse la più immediata: il PD non sembra disposto ad accettare supinamente la candidatura a sindaco avanzata dal PSI attraverso il nome di Vincenzo Iacovissi, senza una vera e concreta trattativa politica. Un messaggio privo, per una volta, della diplomazia felpata usata fino ad oggi. La sintesi è: niente cambiali in bianco. Si tratta.

Vincenzo Iacovissi

Finora i socialisti hanno giocato d’anticipo, individuando con chiarezza il loro candidato sindaco nella figura di Iacovissi. Con la mossa di oggi, i Dem rispondono che il confronto non può ridursi a una semplice ratifica di decisioni già prese altrove. 

Tradotto dal politichese: il candidato del Campo largo non può essere il risultato di una sommatoria di veti o di una prova di forza, ma deve nascere da una sintesi condivisa. Stefano Pizzutelli lo fa capire chiaramente: «La scelta del candidato sindaco dovrà maturare all’interno del confronto unitario tra tutte le forze della coalizione».

Seconda lettura: direttivo all’unanimità

C’è poi una seconda considerazione, forse ancora più importante. Se il Direttivo Dem all’unanimità (la forma è stata evidenziata chiaramente, non a caso) ha individuato Angelo Pizzutelli, significa che all’interno del gruppo dirigente cittadino, compresi i consiglieri comunali, è maturata una sintesi politica precisa. Nessun distinguo, nessuna spaccatura. Almeno a Frosinone.

Il vertice con le componenti Pd

Si spiega così l’appello accorato rivolto alla Segreteria Provinciale, «nuovamente impegnata a gestire le ataviche, e forse insuperabili, divisioni interne tra correnti»«Rivolgiamo un richiamo forte e netto al Partito Democratico, a ogni livello, a partire da quello Provinciale, affinché venga superata in maniera definitiva la stagione delle divisioni interne, che troppo spesso ha indebolito il Partito e messo a dura prova ogni tentativo di costruire un progetto credibile e vincente, soprattutto nel comune capoluogo»Più chiaro di così.

Angelo Pizzutelli è il signore delle preferenze. Il suo non è un nome messo sul tavolo tanto per: significa che è stato individuato come il profilo più competitivo da mettere in campo nella corsa a Palazzo Munari. La sensazione è che Pizzutelli abbia ormai sciolto tutte le riserve sulla propria disponibilità a correre per la fascia tricolore. E questo cambia gli equilibri della trattativa. Una cosa è tenere un nome sullo sfondo; un’altra è investire ufficialmente, all’unanimità, una figura politica di spessore davanti all’intera coalizione. Da questo momento in poi diventa molto più difficile immaginare i tradizionali passi indietro che in passato hanno spesso caratterizzato le aspirazioni del Capogruppo Dem.

Terza lettura: se il PSI cala l’asso Iacovissi…

Vincenzo Iacovissi ed Angelo Pizzutelli

La terza lettura riguarda il rapporto con il Partito Socialista. Nei vari incontri che si sono succeduti fino ad oggi non è emersa alcuna disponibilità del PSI a fare un passo indietro (o anche solo di lato) rispetto alla candidatura di Iacovissi.

La risposta del PD appare quindi come una volontà di riequilibrare necessariamente il tavolo. In una metafora da partita a carte: se il PSI cala l’asso Iacovissi, il PD risponde calando il jolly Pizzutelli. Poi si vedrà chi vince. Il segnale politico è chiaro: non basta più dire «siamo partiti per primi, quindi abbiamo diritto a indicare il candidato». Il confronto, da oggi, deve essere tra pari. Non può esserci un solo nome sul tavolo.

C’è infine un ulteriore elemento che merita attenzione. La nota del PD insiste più volte sul concetto di condivisione e sulla necessità che la scelta del candidato sindaco sia il frutto di un ragionamento collettivo tra tutte le forze della coalizione. È una sottolineatura che rappresenta anche una differenza di metodo rispetto all’impostazione seguita finora dai socialisti. Il messaggio è semplice: o la scelta nasce da una sintesi politica comune, oppure il rischio è quello di compromettere l’intero progetto. Si butta l’acqua sporca con tutto il bambino.

In questo senso la disponibilità di Angelo Pizzutelli assume anche il valore di una scadenza politica. Il PD sembra dire che il tempo delle interlocuzioni infinite e delle tattiche ad oltranza fino allo sfinimento sta finendo. A un anno dal voto occorre arrivare rapidamente a una sintesi, se possibile, tra tutte le forze riformiste e iniziare a costruire la campagna elettorale.

L’altra faccia della medaglia

Angelo Pizzutelli (Foto © Stefano Strani)

La nota del PD svela però anche l’altra faccia della medaglia, quella più inquietante. La scelta della Segreteria cittadina di ufficializzare la disponibilità di Angelo Pizzutelli certifica che esistono, di fatto, almeno due opzioni politicamente credibili all’interno della coalizione. E se la sintesi non dovesse arrivare, lo scenario di due candidati sindaci nel campo Progressista smetterebbe di essere una semplice esercitazione teorica. Diventerebbe una possibilità piuttosto concreta. 

Se così fosse, a Frosinone bisognerebbe seriamente conferire la cittadinanza onoraria a Tafazzi, l’iconico personaggio della Gialappa’s Band che provava un gusto masochistico nel darsi martellate sui genitali. Una specialità in cui il centrosinistra frusinate vanta ormai una tradizione olimpica.

Ecco perché la mossa del PD di oggi va letta in termini positivi, come un’accelerazione. Non come una rottura. È il tentativo di costringere la coalizione a scegliere e a decidere. Come scriveva il filosofo e politico francese Alexis de Tocqueville«Il momento più pericoloso per un cattivo governo è quello in cui comincia a riformarsi»Vale anche per le coalizioni: il passaggio più delicato non è quando sono divise, ma quando cercano di trovare una sintesi.


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