programma dal 25 al 28 giugno


Il sottotitolo prima, durante e dopo distribuisce il racconto lungo un arco che parte dalla Sarajevo jugoslava e arriva alle eredità europee dell’assedio. La sigla 1996-2026 posta nell’apertura di giovedì fissa i trent’anni trascorsi dal 1996. Libri e teatro occupano una parte ampia del calendario. Fotografia e musica estendono il lavoro sui linguaggi usati per raccontare una città sotto attacco.

Accesso: gli incontri non richiedono biglietto. Le prenotazioni riguardano le visite guidate indicate nei singoli giorni.

Sommario dei contenuti

Le sedi seguono la progressione del calendario

Il Castello Carlo V concentra due giornate consecutive e ospita l’avvio editoriale della manifestazione. Il sabato il Castello Volante mette in relazione Sarajevo con il Mediterraneo salentino. La domenica il Palazzo Marchesale accosta fotografia e ricerca giornalistica. Il disarmo chiude il calendario. La distribuzione geografica non frammenta il programma. A Lecce domina la parola. Corigliano d’Otranto affida il tema alla scena. Melpignano parte dalle immagini.

I venti appuntamenti comprendono colloqui con autori, spettacoli, concerti e visite. Il passaggio da una sede all’altra coincide con un cambio di materia. La prima parte lavora sui racconti dell’esilio. Il fine settimana porta il tema nella performance e nell’indagine sui presunti viaggi armati verso Sarajevo.

Giovedì 25 giugno: immagini e narrativa

La prima giornata comincia dalle 17:30 alle 18:30 con Dentro l’assedio, visita al Castello Carlo V condotta dal direttore Pietro Copani. Il segmento Un altro assedio è possibile: 1996-2026 occupa la fascia 18:30-19:00. Dalle 19:00 alle 20:30 Marina Lalovic apre il confronto sulle immagini di guerra. Con lei intervengono Barbara Matejčić ed Elvira Mujčić. Gli incontri si tengono nella Piazza d’armi.

Dalle 20:30 alle 21:30 il giornalista Gigi Riva presenta il volume Mondadori C’era l’amore a Sarajevo in dialogo con Sonia Pellizzari. Giorgia Santoro interviene al flauto dopo il colloquio. La fascia 21:30-22:30 appartiene a Randa Ghazy e al libro Solferino L’Occidente è morto a Gaza. Alessandra Lupo conduce l’incontro. L’accostamento fra Sarajevo e Gaza porta già nel primo giorno il tema dell’assedio fuori dalla sola commemorazione storica.

Venerdì 26 giugno: lessico e Jugosfera

La visita delle 17:30-18:30 ripete il tragitto nel Castello Carlo V. Dalle 18:30 alle 19:00 il linguista Rocco Luigi Nichil segue la storia della parola assedio. Elvira Mujčić presenta nella fascia 19:00-20:00 il romanzo Guanda La stagione che non c’era con Lara Gigante. Il calendario passa così dal significato del termine alla sua traduzione narrativa dentro una biografia segnata dalla guerra.

Dalle 20:00 alle 21:30 Gianni Giampietro partecipa al confronto su Jugosfera ed Europa. Marina Lalovic torna al tavolo con Ubaldo Villani Lubelli e Massimo Vita. La fascia 21:30-22:30 ospita Marta Serafini con il saggio Fuoriscena Brevissima storia del conflitto tra Russia e Ucraina. Gabriella Morelli conduce il colloquio. La seconda giornata allarga la scala dai Balcani postjugoslavi alla guerra fra Russia e Ucraina.

Sabato 27 giugno: Salento e Srebrenica

Il Castello Volante apre dalle 17:30 alle 18:30 con una visita al Castello de’ Monti che parte dal Bookshop. Dalle 19:00 alle 20:00 Francesco D’Andria prende parte nell’Atrio al colloquio sul rapporto fra assedi e approdi nel Mediterraneo. Ada Fiore partecipa con Maristella Martella e Paola Moscardino. Pierpaolo Lala modera. Il programma usa il Salento come sponda geografica per discutere attraversamenti e conflitti senza equiparare vicende storiche diverse.

Dalle 20:00 alle 21:30 Diana Bošnjak Monai e Božidar Stanišić affrontano la lingua dell’esilio nell’Atrio. Giulia Maria Falzea conduce il dialogo. Andjelka Vulic legge alcuni brani. La Sala Cavallerizza ospita dalle 21:30 alle 23:00 A come Srebrenica, spettacolo scritto e interpretato da Roberta Biagiarelli. Alle 23:00 Cesare Dell’Anna ed Ekland Hasa avviano nell’Atrio il concerto Ritorno a Sarajevo. Teatro e musica occupano l’ultima parte della giornata senza interrompere il filo storico costruito dagli incontri precedenti.

Domenica 28 giugno: cecchini e disarmo

Il Palazzo Marchesale Castriota apre dalle 17:30 alle 19:00 con la visita Il giardino dietro le mura. La fascia 19:00-20:00 ospita nell’Atrio Shooting in Sarajevo, progetto fotografico di Luigi Ottani curato da Roberta Biagiarelli. Gli scatti guardano la città dai luoghi usati dai cecchini durante l’assedio. La posizione dell’osservatore diventa parte del contenuto e prepara il colloquio previsto un’ora dopo.

Dalle 20:00 alle 21:00 Ezio Gavazzeni presenta il volume Paperfirst I cecchini del week end con Ilaria Marinaci. La sessione 21:00-22:30 riunisce Valentina Avantaggiato e Federica Ferri sul disarmo. Vito Alfieri Fontana interviene insieme a Raffaele Gorgoni. Al tavolo siedono anche Giancarlo Piccinni e Francesco Romito. Pierpaolo Lala modera. L’ultima sessione affida la parola a esperienze di assistenza e giornalismo. Vito Alfieri Fontana porta nel confronto il passaggio dalla produzione di armi allo sminamento narrato nel suo libro Laterza.

Biglietti e recapiti per le visite guidate

A Lecce la visita delle 17:30 costa 8 euro e si prenota al 351 4941192. Lo stesso prezzo vale sabato al Castello Volante. Il recapito di Corigliano d’Otranto è 351 9137972.

A Melpignano la visita dura dalle 17:30 alle 19:00 e costa 6 euro. Il numero 351 9733809 riceve prenotazioni tramite WhatsApp. Per le informazioni comuni alle quattro giornate è indicato il 339 4313397. Gli incontri successivi alle visite mantengono l’ingresso libero.

Il 1996-2026 evita una celebrazione isolata

La manifestazione colloca il trentennale nell’apertura anziché relegarlo alla chiusura. La scelta obbliga ogni appuntamento successivo a misurarsi con i trent’anni trascorsi dal 1996. Il prima richiama anche la Sarajevo olimpica del 1984. Il dopo comprende l’esilio e la Jugosfera. Le guerre europee del presente entrano nei colloqui di Lecce.

Questa scansione protegge la città da una riduzione alla sola guerra. Sarajevo compare come città olimpica e multiculturale prima dell’attacco e come luogo europeo ancora interrogato dai processi migratori e dalle indagini giudiziarie. Il titolo dell’evento svolge un compito editoriale: impedisce che il 1992-1996 assorba tutto ciò che lo precede e tutto ciò che ne deriva.

Il colloquio sui cecchini incrocia il fascicolo milanese

La sessione delle 20:00 a Melpignano prende il titolo dal libro di Ezio Gavazzeni. Il tema coincide con un’indagine aperta dalla Procura di Milano sui presunti viaggi armati verso Sarajevo. Le contestazioni restano ipotesi investigative e nessuna responsabilità è stata accertata.

Sbircia la Notizia Magazine ha seguito il sequestro eseguito dal Ros il 17 giugno nell’articolo dedicato al fascicolo Sarajevo. Il collegamento interno separa il piano culturale dell’incontro dagli atti giudiziari già acquisiti. Il libro entra nel programma come materia di discussione. Il fascicolo penale segue regole probatorie autonome.

Coordinamento e soggetti coinvolti

Pierpaolo Lala ha ideato e coordina la manifestazione. Gabriella Morelli dirige il festival Conversazioni sul futuro che ospita la rassegna. Il Consiglio regionale della Puglia partecipa tramite Teca del Mediterraneo. Il progetto EcoR.E.S. coinvolge il GUS ed è finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

La rete locale comprende gli enti che amministrano le sedi. Vi partecipano Castello Carlo V e Castello Volante. Il Comune di Melpignano sostiene la tappa finale. Officine Culturali Ergot è la libreria ufficiale. La distribuzione dei compiti separa ospitalità e produzione culturale dalla vendita libraria.

Date e orari al 23 giugno

Orari, ospiti, biglietti e recapiti qui riportati coincidono con il programma diramato dagli organizzatori. ANSA conferma le date e la successione delle sedi. Salento in Tasca coincide sulle tariffe delle visite e sugli orari di avvio.


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 Junior Cristarella

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