La notizia va oltre il dato contabile. Un finanziamento europeo di questo tipo misura la capacità di un ateneo di stare dentro consorzi competitivi, assumere responsabilità scientifiche definite e trasferire competenze in filiere diverse. Nel caso di UniBa, il valore aggiunto sta nella distribuzione del portafoglio: una parte guarda alla ricerca di frontiera, un’altra alla formazione avanzata e una quota rilevante incrocia bisogni pubblici immediati.
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Il dato centrale: otto progetti e due programmi UE
Gli otto progetti europei ammessi a finanziamento portano all’Università di Bari Aldo Moro oltre 2,5 milioni di euro. La ripartizione tecnica è il primo elemento da fissare: sette progetti ricadono in Horizon Europe e uno in Digital Europe. Nel gruppo Horizon figurano anche due Doctoral Networks delle azioni Marie Skłodowska-Curie, cioè strumenti pensati per costruire percorsi dottorali internazionali e intersettoriali.
Questa architettura spiega perché il risultato si distribuisce su più settori disciplinari. UniBa entra in programmi che chiedono competenze giuridiche, chimiche, biologiche, informatiche, fisiche e socio-economiche. È una fotografia concreta del funzionamento contemporaneo della ricerca europea: il laboratorio isolato perde peso rispetto alla capacità di costruire una catena di competenze verificabile.
Horizon Europe e Digital Europe: perché la distinzione conta
Horizon Europe finanzia ricerca e innovazione lungo il periodo 2021-2027, con bandi competitivi che premiano consorzi capaci di produrre conoscenza, tecnologie e impatto misurabile. Digital Europe ha invece una funzione più applicativa: spinge capacità digitali, competenze avanzate e infrastrutture strategiche verso cittadini, imprese e amministrazioni.
Per UniBa la combinazione è rilevante perché lega due livelli diversi di posizionamento. Da un lato ci sono progetti di ricerca che producono metodi, dati e risultati scientifici. Dall’altro c’è un investimento sulla formazione di competenze rare, in particolare nel quantum. La ricaduta per il territorio nasce proprio dall’incrocio tra questi due piani: ricerca competitiva e capitale umano addestrato in reti europee.
AIR2AIR: sorveglianza aerea, frontiere e garanzie giuridiche
AIR2AIR mette UniBa dentro un tema delicato: lo sviluppo di sistemi intelligenti di sorveglianza aerea per la sicurezza delle frontiere europee. Il contributo barese, associato al Dipartimento DIRIUM e al dottor Antonio Carnevale, allarga il progetto oltre la tecnologia: il nodo è la corretta applicazione di norme giuridiche e principi etici in strumenti che possono incidere su controllo, libertà individuali e gestione dei confini.
Il progetto coinvolge soggetti accademici e industriali insieme a corpi di polizia di Paesi europei ed extraeuropei, tra cui Spagna, Germania, Polonia, Romania, Moldova, Italia e Austria. Il punto operativo è evidente: la valutazione di una sorveglianza aerea intelligente deve includere efficienza tecnica, proporzionalità, responsabilità e tracciabilità decisionale.
SEATRACE: il mare come laboratorio sugli inquinanti complessi
SEATRACE concentra l’attenzione sulle miscele di inquinanti marini e sul loro impatto ecologico. Il titolo esteso del progetto, Tracking marine pollutant cocktails and their ecological impact with advanced analytical, technological and toxicological tools, chiarisce il cambio di scala: il centro dell’indagine sono combinazioni complesse di contaminanti in aree costiere dell’Atlantico, dell’Artico, dell’Indiano e del Mediterraneo.
Per UniBa risultano coinvolti il Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente e il Dipartimento di Medicina Veterinaria. Questa doppia presenza ha un senso preciso: l’inquinamento marino richiede strumenti analitici, lettura ecotossicologica e comprensione delle catene biologiche. Il dato dei 22 partner internazionali segnala inoltre la necessità di una comparazione tra bacini e pressioni ambientali diverse.
dIscOverNET: immunità e nuove traiettorie terapeutiche
dIscOverNET porta il dossier UniBa sul terreno dell’immunoterapia. Il gruppo barese guidato dal professor Mario Cives lavora su approcci personalizzati che valorizzano le difese naturali dell’organismo, con attenzione ai linfociti infiltranti il tumore, indicati spesso con la sigla TIL. Sono cellule rilevanti perché possono riconoscere e colpire selettivamente cellule tumorali.
Il passaggio scientifico da osservare è la personalizzazione del trattamento. Una strategia immunitaria efficace richiede una risposta mirata: deve capire quali cellule sono funzionali, come espanderle e in quale contesto clinico possono diventare una risorsa terapeutica. Per un ateneo generalista, entrare in una rete di questo tipo significa collocare competenze cliniche, biologiche e traslazionali dentro un obiettivo europeo ad alta intensità tecnologica.
AMORE: formazione dottorale su acqua, PFAS e microplastiche
AMORE, acronimo di Advanced Monitoring for a Resilient Environment, è uno dei due Marie Skłodowska-Curie Doctoral Networks del pacchetto. Il progetto lavora sul monitoraggio ambientale e sulla qualità delle acque, con attenzione a PFAS, microplastiche, nanoplastiche e patogeni. La logica è formativa e scientifica insieme: costruire ricercatori capaci di leggere contaminazioni complesse con sensori, modelli ibridi e strumenti chimici avanzati.
Per UniBa partecipa il Dipartimento di Chimica, con il coordinamento della professoressa Maria Lucia Curri e il contributo della professoressa Elisabetta Fanizza e del professor Matteo Grattieri. Qui il valore comprende l’oggetto della ricerca e la struttura formativa. La rete dottorale crea mobilità, standard comuni di formazione e contatto strutturato con esigenze industriali e ambientali.
HIT: transizioni industriali viste dal lavoro
HIT sposta l’analisi sul modo in cui aree industriali europee affrontano transizione verde e digitale. Il progetto osserva equità sociale, vulnerabilità, mercato del lavoro e adattamento dei sistemi produttivi in regioni come Galles, Stiria, Bergslagen, Slesia, Puglia e Satakunta. Il centro della ricerca è la trasformazione reale dei territori, quella che tocca imprese, occupazione e competenze.
Il team UniBa coordinato dalla professoressa Lydia Greco combina analisi quantitative su dati statistici e analisi qualitative delle traiettorie di vita e lavoro. Questo metodo è cruciale perché la transizione si misura anche osservando come cambiano mansioni, percorsi professionali e vulnerabilità concrete delle persone coinvolte.
ERNEST: escape room educative per comunicare la scienza
ERNEST, European Researchers’ Night Escape Science Team, usa le escape room educative come strumento di comunicazione scientifica. L’obiettivo è portare il pubblico dentro problemi scientifici costruiti come esperienze immersive, con attività legate anche alla Notte europea dei ricercatori e a percorsi per le scuole.
UniBa partecipa attraverso il Dipartimento Interateneo di Fisica, con la dottoressa Federica Maria Simone. La scelta delle escape room ha un valore didattico concreto: è una tecnologia narrativa applicata all’apprendimento che obbliga i partecipanti a formulare ipotesi, cercare indizi e verificare soluzioni. Nel contesto STEM, questo produce un contatto più diretto con il metodo scientifico rispetto alla comunicazione frontale.
CEREBRA-AI: IA affidabile, spiegabile e continua
CEREBRA-AI, A unified framework for continual, explainable and embodied General-Purpose Artificial Intelligence, riguarda lo sviluppo di una piattaforma di intelligenza artificiale general purpose costruita attorno a fiducia, spiegabilità e apprendimento continuo. Per UniBa è coinvolto il Dipartimento di Informatica, con il coordinamento della professoressa Claudia d’Amato sul contributo dell’ateneo.
Il tratto tecnico che pesa è l’approccio neurosimbolico. In parole concrete, significa lavorare su sistemi capaci di combinare apprendimento dai dati e rappresentazioni esplicite della conoscenza. È un passaggio sensibile per l’IA europea: senza spiegazioni verificabili, provenienza dei dati e controllo del comportamento dei modelli, una piattaforma general purpose resta difficilmente adottabile in contesti pubblici, scientifici o industriali ad alta responsabilità.
European Quantum Academy: competenze quantistiche come infrastruttura
European Quantum Academy è il progetto del pacchetto che rientra nell’area delle competenze avanzate. La rete europea lavora sulla formazione in tecnologie quantistiche lungo una filiera che va dall’orientamento alla formazione universitaria, fino al dottorato, all’aggiornamento professionale e al collegamento con l’industria.
Il contributo UniBa è collegato alla professoressa Milena D’Angelo e al Master universitario di II livello in Scienze e Tecnologie Quantistiche, presentato come pratica di riferimento per formare competenze avanzate nel settore. Il punto strategico è l’ingresso dell’ateneo nel percorso europeo dei dottorati quadriennali. Per Bari significa collocarsi dove la competizione riguarda la qualità dei laboratori e la disponibilità di persone formate per quantum computing, sensing e comunicazioni quantistiche.
Che cosa cambia per UniBa e per il territorio
Il risultato consolida UniBa in una posizione europea più leggibile. L’ateneo si muove dentro una trama dove ambiente, salute, IA, quantum e scienze sociali si parlano attraverso consorzi distinti. Questa varietà ha una conseguenza pratica: aumenta la probabilità che studenti, dottorandi e gruppi di ricerca incontrino reti internazionali senza dover uscire dal perimetro istituzionale barese.
Per la Puglia l’effetto potenziale è duplice. Il primo riguarda l’attrazione di competenze e relazioni scientifiche. Il secondo riguarda la specializzazione del sistema produttivo e pubblico, perché acqua, mare, transizione industriale, sorveglianza etica e tecnologie quantistiche sono settori in cui le amministrazioni e le imprese avranno bisogno di competenze rare. Il finanziamento, quindi, è solo la prima misura. La vera prova sarà la capacità di trasformarlo in dottorati, prototipi, dati utilizzabili e collaborazioni stabili.
I prossimi passaggi da monitorare
Il passaggio successivo sarà l’avvio operativo dei progetti. Per capire il peso reale del pacchetto bisognerà seguire reclutamenti, accordi di consorzio, deliverable, call dottorali e prime attività pubbliche. I segnali più importanti arriveranno dalla capacità dei dipartimenti coinvolti di aprire posizioni, attrarre partner industriali e rendere visibili risultati intermedi.
Un aspetto va letto con particolare attenzione: le reti dottorali e la European Quantum Academy incidono sul tempo lungo della formazione. Se funzionano, producono pubblicazioni e prototipi insieme a persone con competenze trasferibili in università, aziende e amministrazioni. È qui che il pacchetto UniBa può diventare una leva strutturale oltre la fotografia positiva di fine maggio.
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Junior Cristarella
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