Students4Cooperation cresce tra scuole FVG e Slovenia


La crescita di Students4Cooperation va letta come un passaggio di metodo. La scuola entra in un programma europeo senza restare destinataria passiva: gli studenti costruiscono una proposta, la difendono davanti a una giuria e traducono i bisogni dell’area di confine in un lessico progettuale comprensibile a istituzioni e partner pubblici.

Nota di lettura: il testo distingue i dati consolidati della seconda edizione, la sequenza ufficiale del contest e le deduzioni redazionali sulle ricadute per scuole e territorio transfrontaliero.

La seconda edizione cambia scala: 69 studenti e cinque città scolastiche

Il dato dei 69 studenti coinvolti misura il salto più visibile della competizione. Il perimetro scolastico tocca Gorizia, Trieste, Pordenone, Portogruaro e Nova Gorica: una geografia che coincide con la logica del Programma Interreg, perché mette nello stesso esercizio educativo aree italiane e slovene abituate a condividere mobilità, lingua, servizi e politiche pubbliche.

La crescita rispetto all’esordio viene indicata dalla Regione come raddoppio dei partecipanti. Il salto va oltre il conteggio: una competizione scolastica diventa utile quando la domanda di partecipazione supera la singola scuola promotrice e comincia a distribuire idee su più territori. Qui il contest dimostra di riuscire a intercettare centri urbani diversi e comunità scolastiche con esigenze formative differenti.

Il meccanismo: studenti delle ultime classi, squadre fino a sei persone e un professore guida

Students4Cooperation si rivolge agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado dell’Area di Programma che frequentano le ultime due classi. La formula impone una condizione precisa: ogni squadra deve lavorare con un docente e può arrivare a un massimo di sei componenti. Questa architettura evita che l’iniziativa resti una simulazione generica, perché costringe il gruppo a produrre un’idea scritta, organizzata e valutabile.

Le tracce assegnate coprono questioni che l’area Italia-Slovenia incontra nella pratica quotidiana: educazione ambientale, tutela del territorio, mobilità sostenibile, partecipazione civica, dialogo interculturale, inclusione sociale e patrimonio culturale condiviso. La nostra lettura è che il contest funzioni come un piccolo laboratorio di policy design: gli studenti imparano a trasformare un problema percepito in una proposta con obiettivi, destinatari e possibile replicabilità.

Il calendario della selezione 2025/26

La seconda edizione ha seguito una sequenza chiara. Le iscrizioni si sono chiuse il 15 novembre 2025, la consegna delle idee progettuali era fissata al 19 dicembre 2025 e la premiazione era prevista a Grado il 17 aprile 2026, dentro l’Annual Event del Programma Interreg Italia-Slovenia. Alla scadenza sono arrivati 13 elaborati da 7 scuole; dopo la prima valutazione le prime dieci squadre hanno avuto accesso alla fase successiva.

L’incontro online del 9 marzo 2026 ha chiuso la seconda fase. Le squadre hanno presentato le proprie idee progettuali e la giuria ha definito la graduatoria finale. La scansione temporale è importante perché replica il ciclo reale di molte call europee: candidatura, istruttoria, selezione, presentazione pubblica e restituzione del risultato.

MERITO vince: la proposta del Jožef Stefan lega orientamento, lavoro e confine

Il primo posto è andato a MERITO, progetto della classe 4KB dell’ISIS/DIZ Jožef Stefan di Trieste. Nella documentazione progettuale, MERITO è descritto come una iniziativa transfrontaliera per sostenere giovani tra 18 e 22 anni nella scelta del percorso di studio e della futura direzione professionale. Il cuore della proposta è un sistema di pratiche lavorative strutturate tra Italia e Slovenia, con una piattaforma digitale di supporto e una rete di soggetti da entrambi i lati del confine.

Il secondo posto è rimasto allo stesso istituto triestino con SAC, acronimo di Searching Around the Country. La terza posizione è stata assegnata a BRIDGES dell’ISIS/DIZ Simon Gregorčič, titolo esteso in Building Regional Integration and Development through Governance and Exchange of Solution. Il dettaglio della graduatoria segnala un punto tecnico: il premio valorizza proposte costruite su strumenti operativi, turismo sostenibile, cittadinanza attiva e integrazione fra comunità scolastiche.

Il viaggio a Bruxelles trasforma il premio in formazione istituzionale

Il premio per MERITO si è concretizzato in un viaggio studio a Bruxelles dal 12 al 15 maggio 2026. Il programma ha incluso la visita all’Ufficio di collegamento della Regione Friuli Venezia Giulia, alla Commissione europea, al Parlamento europeo, alla Casa della Storia Europea e all’Atomium. Nel percorso sono entrati anche incontri sul funzionamento dell’Unione europea, sulla politica di coesione e sul ruolo dei programmi Interreg.

Questa parte pesa più di una premiazione cerimoniale. Portare gli studenti davanti alle istituzioni europee chiude il ciclo didattico: l’idea nasce a scuola, passa dalla valutazione di una giuria e arriva nei luoghi in cui i programmi di coesione prendono forma. La conseguenza formativa è concreta, perché gli studenti vedono come una proposta locale debba parlare il linguaggio amministrativo dell’Europa per diventare attuabile.

Il confronto con l’esordio spiega perché il 2026 segna una soglia

La prima edizione aveva raccolto 7 idee progettuali da 6 scuole alla scadenza del 1° dicembre 2024. La fase finale si era conclusa online il 7 marzo 2025 e il progetto vincitore era stato LET’S JOIN – I.S.Y. Italian and Slovenian youth, presentato dalla classe 4 ESABAC del Liceo linguistico Scipio Slataper dell’Istituto superiore Dante Alighieri di Gorizia. La premiazione si era svolta il 27 marzo 2025 al Teatro Verdi di Gorizia e il viaggio studio a Bruxelles era stato realizzato dal 5 all’8 maggio 2025.

Il raffronto fra le due edizioni mostra l’evoluzione reale del format. Nel primo ciclo il contest ha verificato che le scuole erano disposte a partecipare; nel secondo ha costruito un bacino più ampio e ha ottenuto l’inclusione nel brand Youth4Cooperation supportato dalla Commissione europea. Da qui nasce la lettura della Regione: Students4Cooperation viene presentato come esperienza replicabile per altri programmi di cooperazione territoriale.

Il quadro Interreg: 19.841 km quadrati, 10 aree NUTS3 e una funzione educativa

Il Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027 insiste su un’area di 19.841 chilometri quadrati con circa 3 milioni di abitanti. Il perimetro comprende le ex province friulane di Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste, la provincia di Venezia e le regioni statistiche slovene Primorsko-notranjska, Osrednjeslovenska, Gorenjska, Obalno-kraška e Goriška. La dotazione finanziaria complessiva del Programma supera gli 88,6 milioni di euro, con risorse FESR superiori a 70,8 milioni.

Dentro questo quadro, Students4Cooperation occupa una dimensione economica ridotta e una funzione strategica alta. Il Programma finanzia progetti, infrastrutture leggere, reti e azioni di governance; la competizione scolastica lavora sulla risorsa che serve a renderli comprensibili nel tempo, cioè una generazione capace di leggere il confine come spazio amministrativo condiviso.

La proposta 2026/27 da 23.000 euro: continuità strutturata

Barbara Zilli, assessore regionale alle Finanze del Friuli Venezia Giulia, ha proposto per la terza edizione un finanziamento di 23.000 euro e il patrocinio regionale per l’annata 2026/27. La formulazione è da leggere con precisione: si tratta di una proposta di continuità collegata ai risultati della seconda edizione e al riconoscimento europeo ottenuto dal format.

La posta in gioco riguarda la stabilità del modello. Un contest scolastico produce impatto quando torna con cadenza riconoscibile, permette alle scuole di programmare attività in anticipo e crea una memoria metodologica fra docenti e studenti. La nostra deduzione è che il finanziamento proposto serva soprattutto a proteggere questa continuità, perché senza una terza edizione il risultato del 2026 resterebbe legato a una singola annata brillante.

Cosa cambia per scuole e territori di confine

Per le scuole, Students4Cooperation introduce una competenza rara nel percorso ordinario: scrivere un’idea pubblica con obiettivi verificabili, beneficiari individuati e un ragionamento sulla sostenibilità. Per i territori, il vantaggio è diverso: le proposte degli studenti restituiscono una mappa di bisogni letta da chi userà mobilità, servizi, luoghi culturali e opportunità di lavoro nei prossimi anni.

MERITO rende visibile questo meccanismo. La proposta affronta l’orientamento collegando scelta formativa, prime esperienze professionali e cooperazione fra imprese o istituzioni dell’area Italia-Slovenia. In un contesto in cui le carriere dei giovani possono spostarsi velocemente verso poli lontani, far emergere opportunità transfrontaliere di prossimità diventa una politica educativa con effetti economici potenziali.


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 Junior Cristarella

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