Il dossier A5-SS27 ha superato la fase della sola calendarizzazione del cantiere. La domanda che ora pesa sulle scelte pubbliche riguarda quale traffico far passare sulle strade ordinarie quando il collegamento in galleria sarà sottratto alla circolazione.
Aggiornamento: questo articolo integra la ricostruzione pubblicata da Sbircia la Notizia Magazine il 23 maggio sul cronoprogramma dei lavori e concentra l’analisi sulla richiesta Avs, sui dati discussi al tavolo tecnico e sulle misure pratiche in valutazione.
Che cosa chiede Avs e quale traffico riguarda
La richiesta riguarda i mezzi pesanti internazionali in semplice attraversamento, cioè i camion che non hanno origine o destinazione in Valle d’Aosta o nel Cantone del Vallese. È una distinzione tecnica decisiva: un eventuale provvedimento tutelerebbe il trasporto necessario al territorio e inciderebbe sui flussi che usano la direttrice del Gran San Bernardo come tratto di collegamento transfrontaliero.
I consiglieri regionali Chiara Minelli, Eugenio Torrione e Andrea Campotaro hanno indirizzato la richiesta al presidente della Regione Renzo Testolin nelle sue funzioni prefettizie, chiedendo la valutazione di misure straordinarie per ridurre congestione e rischio durante la chiusura delle gallerie. La soglia richiamata dai proponenti è di circa 30mila Tir l’anno sulla direttrice internazionale del Gran San Bernardo: il dato va letto come indicatore politico della pressione attesa, utile a motivare un filtro selettivo e non come misura unica dell’intero traffico deviato.
Perché la richiesta arriva proprio adesso
La chiusura programmata dall’11 giugno 2026 non sottrae soltanto due gallerie al traffico. Sposta su viabilità ordinaria e urbana una quota di mezzi che oggi bypassa Aosta attraverso il raccordo. Per questo il tema dei Tir entra nella fase più concreta prima dell’avvio dei lavori: ogni decisione presa dopo l’apertura del cantiere finirebbe per rincorrere code già formate, abitudini di percorso già consolidate e criticità già percepite dai residenti.
Nella nostra ricostruzione del 23 maggio sul raccordo A5-SS27 avevamo isolato il punto operativo: il cantiere è un intervento di sicurezza. Il suo effetto reale si misura sulla capacità di governare i flussi deviati. La richiesta Avs aggiunge un livello ulteriore, perché trasforma la domanda da “dove mandare i mezzi” a “quali mezzi ammettere nella rete più fragile”.
Il cantiere resta il vincolo di base: perché la chiusura totale pesa sui Tir
Le gallerie interessate sono Côte de Sorreley, lunga 4.725 metri e Signayes, lunga 2.044 metri. L’intervento vale circa 40 milioni di euro ed è collegato all’adeguamento agli standard di sicurezza previsti per le gallerie della rete transeuropea superiori a 500 metri. La durata comunicata è di 370 giorni, con lavorazioni previste sulle 24 ore e sette giorni su sette per riportare l’infrastruttura al traffico a giugno 2027.
Il vincolo tecnico che rende delicato il dossier Tir è la configurazione a fornice unico. Le lavorazioni richiedono l’occupazione integrale della sede stradale, con rimozione e sostituzione degli impianti, scavi nei piedritti e sotto la piattaforma stradale e posa di nuovi apparati. In questo scenario il traffico pesante non può essere assorbito dal raccordo per fasce parziali: deve essere gestito all’esterno, prima che raggiunga i nodi urbani più sensibili.
Il dato dei 600 mezzi l’ora e il peso specifico dei camion
Il tavolo tecnico ha discusso i dati disponibili sui volumi del raccordo A5-SS27. Nei momenti di massima intensità, individuati nei pomeriggi di fine luglio, il flusso indicativo raggiunge circa 600 mezzi l’ora sommando i due sensi di marcia, con meno di 20 mezzi pesanti diretti verso il traforo del Gran San Bernardo o provenienti dallo stesso. È un numero che spiega la definizione di impatto significativo ma gestibile: il picco complessivo è alto, la componente pesante registrata in quel momento specifico è numericamente contenuta.
La proposta di filtro ai Tir nasce proprio dalla differenza tra volume orario e rischio di sistema. Un camion pesa sulla capacità stradale in modo diverso da un’auto: occupa più spazio, riduce la fluidità nei nodi, condiziona rotonde e immissioni e diventa più difficile da deviare quando imbocca strade locali inadatte al traffico commerciale. La gestione efficace dipende anche dal tipo di veicolo che entra nel collo di bottiglia, oltre che dal conteggio dei mezzi.
Segnaletica, finestre orarie e area ex Sima: le misure che possono incidere subito
Le misure allo studio compongono una catena operativa. La segnaletica dedicata deve intercettare l’utenza prima delle scelte sbagliate, indicando percorsi preferenziali o obbligatori verso l’alta Valle del Gran San Bernardo. La regolazione temporale dei mezzi pesanti lungo la statale consentirebbe di proteggere le fasce più cariche, in particolare le prime ore del mattino, quando si sommano spostamenti locali e traffico diretto ai servizi.
L’area ex Sima di Pollein può diventare il dispositivo più concreto per evitare che la regolazione resti solo un cartello. Usarla come spazio di stoccaggio e rilascio controllato dei camion significa trasformare il flusso in sequenze gestibili, invece di lasciare che i mezzi si accumulino spontaneamente nei punti meno adatti. La nostra deduzione operativa è netta: senza un’area di attesa, ogni divieto selettivo rischia di spostare il problema; con un’area presidiata, il filtro diventa applicabile.
Il fronte istituzionale si allarga prima dell’11 giugno
La richiesta Avs si inserisce in un quadro politico più ampio. Le forze di minoranza hanno chiesto una riunione straordinaria del Consiglio Valle da convocare nella settimana precedente l’11 giugno, cioè prima dell’inizio dei lavori. Il senso istituzionale della mossa è chiaro: portare in aula le scelte sulla viabilità prima che il cantiere produca effetti quotidiani su Aosta e sui comuni della vallata.
Il passaggio parlamentare annunciato dal Movimento 5 Stelle sposta inoltre la questione sul livello nazionale, con un’interrogazione al Ministero dei Trasporti su accordi con la Svizzera, coperture finanziarie, cronoprogramma degli interventi e coordinamento dei cantieri. Il raccordo A5-SS27 diventa così una prova di coordinamento tra territorio e collegamenti internazionali lungo le infrastrutture alpine.
Cosa cambierebbe con un filtro ai Tir di transito
Un filtro ai Tir di semplice attraversamento produrrebbe un effetto selettivo: lascerebbe spazio al trasporto con origine o destinazione nel territorio interessato e ridurrebbe il carico del traffico che attraversa la Valle senza fermarsi. Per Aosta la differenza concreta sarebbe visibile nei nodi urbani, perché il traffico commerciale in transito è quello meno legato ai servizi locali e più adatto a essere regolato a monte.
La misura avrebbe bisogno di confini chiari. Servirebbero criteri verificabili sull’origine e sulla destinazione del viaggio, indicazioni coerenti con le autorità svizzere e controlli capaci di distinguere chi deve raggiungere imprese e altre destinazioni locali da chi utilizza la direttrice come passaggio internazionale. La misura deve proteggere il trasporto merci utile al territorio ed evitare che la chiusura del raccordo trasformi la viabilità urbana in una scorciatoia obbligata per traffico estraneo alla vita della vallata.
I prossimi passaggi da verificare
La fase da osservare è quella che precede e segue l’avvio del cantiere. Prima dell’11 giugno dovranno essere definiti cartelli, percorsi, eventuali finestre orarie e modalità di uso dell’area ex Sima. Dopo l’apertura dei lavori, le prime settimane forniranno il dato decisivo: i flussi reali diranno se il modello stimato regge o se sarà necessario stringere la regolazione sui camion.
Il margine di errore è ridotto perché il cantiere durerà a lungo. Una deviazione mal compresa il primo giorno può diventare abitudine in pochi passaggi. Una soglia di accesso ai Tir fissata con ritardo può generare code dove la rete non è progettata per assorbirle. La gestione riuscirà se le decisioni avranno indicatori chiari e comunicazione anticipata, prima che gli utenti arrivino al punto di conflitto.
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Junior Cristarella
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