Il 41% degli italiani sa che nella propria città è stato avviato o programmato un intervento sul verde, contro il 20% del 2025. Lo rileva il Pulsee Luce e Gas Index, sviluppato con NielsenIQ. A Milano si chiude RiforestAzione, l’iniziativa del Ministero dell’Ambiente con Axpo Italia e Pulsee: i risultati, i nodi aperti e gli obiettivi europei
Quattro cittadini su dieci. Tanti, oggi, sono in grado di dire che nella loro città c’è un intervento sul verde in corso o in programma. Nel 2025 erano due su dieci. Il dato arriva dall’ultima rilevazione del Pulsee Luce e Gas Index, la ricerca sviluppata con NielsenIq, che misura da un anno e mezzo il rapporto tra italiani e spazi verdi.
Resta comunque una fetta consistente di popolazione, circa il 59%, che di progetti non ha notizia. Secondo la lettura presentata da NielsenIq, la quota di chi dichiara che nulla sia stato avviato cala in modo più netto a Milano, e il cambio di percezione non è neutro: per l’89% degli intervistati una riqualificazione migliora il giudizio sulla città e sulla sua amministrazione (87% nel 2025).
La rilevazione coincide con l’ultima tappa di RiforestAzione, l’iniziativa promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con il supporto di Axpo Italia e Pulsee Luce e Gas.
Il tour è partito da Roma nel marzo 2025 e ha toccato Palermo, Venezia, Napoli e Torino prima di arrivare a Milano, con l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale tra i partecipanti.
Il progetto, ha ricordato Alicia Lubrani, amministratrice delegata di Pulsee Luce e Gas e responsabile marketing di Axpo Italia, è nato per coinvolgere i cittadini oltre che le istituzioni e per accompagnare la divulgazione con un’educazione energetica e climatica che, a suo avviso, riguarda anche le bollette.


Verde essenziale per il 61%, con la manutenzione in cima alle richieste
Sul piano dei numeri, l’Index conferma un valore già alto e lo spinge più in là. Il 90% dei cittadini attribuisce al verde un peso sulla qualità della vita, esattamente come nel 2025. Cambia l’intensità: chi lo definisce essenziale, il punteggio massimo della scala, passa dal 36% al 61%.
Il 96% lo associa a città più fresche e confortevoli e l’86% ritiene necessario aumentare gli spazi verdi (82% nel 2025). Il 91% giudica utili le iniziative che diffondono buone pratiche. Tra i benefici percepiti, aria più pulita e spazi per l’attività fisica guadagnano posizioni, mentre il contatto con la natura e la riduzione dello stress restano sullo sfondo.
C’è poi un passaggio meno celebrativo. Alla domanda su cosa vada tenuto sotto controllo, i cittadini mettono in testa la manutenzione del verde e la pulizia delle aree, seguite dalla sicurezza, quindi dall’illuminazione notturna. Piantare, in sostanza, non basta. Lo ha sottolineato anche l’indagine NielsenIq, per cui la continuità di lungo termine dei progetti pesa più di prima.
Dal Piano nazionale di ripresa e resilienza ai cantieri: 210 milioni e 13 Città Metropolitane
Il perimetro operativo è l’Investimento Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano, parte della Missione 2 del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Vale 210 milioni di euro e interessa 13 Città Metropolitane.
Secondo i dati diffusi dagli organizzatori, nel 2022 erano state messe a dimora 2.025.170 unità di materiale di propagazione forestale, contro un obiettivo di 1,65 milioni; a dicembre 2024 si era arrivati a 4.661.994 tra alberi e arbusti, a fronte di un target di 4,5 milioni. La fase in corso prevede il trapianto nella destinazione finale di almeno 3,5 milioni di esemplari.
Salvatore Corroppolo, direttore della Divisione I dell’Unità di Missione Pnrr, ha parlato di oltre quattro milioni di alberi in 180 comuni. A suo giudizio, il passaggio da programmi di spesa a programmi di performance (dove conta spendere bene, con obiettivi misurabili e verificabili dai territori) è l’eredità più preziosa dell’esperienza.
L’antefatto, ha ricordato, è la legge per il clima: 20 milioni di euro per il biennio 2020-2021, poi moltiplicati per dieci con il Pnrr.
Milano: 19 comuni, 62.518 piante e un’estate che ha messo sotto stress gli alberi
Nell’area milanese gli interventi riguardano 19 comuni dell’Ecoregione Pianura Centrale, territorio agricolo e urbanizzato, dove la perdita di parte delle foreste originarie ha pesato su inquinamento atmosferico e dissesto idrogeologico. Le piante coinvolte sono 62.518, tra specie arboree e arbustive scelte per ridurre le polveri sottili, trattenere l’acqua e sostenere la biodiversità.
Dentro la città, la storia è più stretta. Secondo l’assessora all’Ambiente e Verde del Comune, Elena Grandi, nel primo bando Milano non era neppure riuscita a candidarsi, perché individuare aree da tre ettari in un tessuto così denso era impensabile. Con il nuovo bando le aree trovate sono state quattro, con mille alberi per ettaro, in zone abitate ma periferiche.
Messa a dimora e sopravvivenza, però, sono questioni distinte. Grandi ha descritto un’estate con quattro mesi di caldo, dodici ondate di calore, temperature intorno ai 38°C, notti tropicali e siccità, che ha messo in sofferenza anche gli alberi adulti: gli schianti improvvisi, a suo dire, segnalano un deperimento legato anche a scelte passate su cantieri e radici.
Gli olmi, ha aggiunto, non reggono più. Da qui la necessità di rivedere dove e quali alberi piantare, con un bando insieme alla società comunale Mm per forniture triennali da vivai che coltivino piante compatibili con il clima urbano.
Il Regolamento europeo e il salto di scala che attende l’Italia
La cornice si allarga con il Regolamento europeo sul ripristino della natura. Corroppolo ha indicato che, applicando all’Italia il 7% della superficie europea all’obiettivo comunitario di tre miliardi di alberi, il contributo italiano al 2030 sarebbe di circa 210 milioni di esemplari. Il target Pnrr era di 4,5 milioni: quasi cinquanta volte meno.
Grandi ha collegato lo strumento a un cambio di prospettiva: il verde letto come infrastruttura che fornisce servizi, con piani del paesaggio e della natura, connessioni ecologiche, integrazione tra acque e vegetazione, depavimentazione. Il piano milanese, ha spiegato, è in fase di completamento e arriverà in giunta e poi in consiglio.
Fabrizio Penna, direttore generale di Ispra, ha definito la forestazione la soluzione tecnico-scientifica più efficace per adattarsi al cambiamento climatico e ha annunciato che il lavoro proseguirà con una RiforestAzione 2.0, di cui le modalità andranno costruite.
Sul fronte digitale resta attiva Riforestazioneitalia.it, la piattaforma sviluppata da SuperUrbanity per seguire l’avanzamento dei lavori. L’iniziativa si chiude dunque con un bilancio positivo sui numeri e sulla percezione.
Il passaggio successivo si gioca su due fronti già indicati dagli stessi relatori e dagli intervistati: tenere in vita ciò che è stato piantato, anno dopo anno, e attrezzarsi a una scala di intervento che il regolamento europeo porta di colpo a un altro ordine di grandezza.
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