Cambia la domanda di energia: i consumi nascosti dietro le nuove tecnologie


Quando si parla di transizione energetica nel settore civile, l’attenzione si concentra quasi sempre su obiettivi di riduzione dei consumi energetici degli edifici. Infatti, isolamento termico, sostituzione degli impianti, installazione di pompe di calore, sistemi di illuminazione efficiente, fotovoltaico e sistemi di building automation sono gli strumenti principali delle strategie di riduzione dei consumi.

Questa direzione rimane chiaramente fondamentale, ma emerge un fenomeno parallelo altrettanto significativo. Mentre si rendono più efficienti edifici e apparecchiature, crescono rapidamente anche la digitalizzazione e l’automazione, che a loro volta creano nuovi consumi elettrici, spesso molto concentrati e poco visibili all’utente finale. Anche dietro a una sola ricerca online o un backup sul cloud esiste un’infrastruttura fisica, che consuma energia. Una parte dell’infrastruttura necessaria al funzionamento digitale dell’edificio è locale, un’altra è remota. Si pensi, quindi, a tutto ciò che sottende un nuovo sistema di infrastruttura digitale per un edificio intelligente ed evoluto. Server, processori, reti di telecomunicazione, sistemi di accumulo, gruppi di continuità e soprattutto sistemi di raffreddamento devono funzionare continuamente. In sostanza, il digitale non è immateriale e di conseguenza diventa una nuova voce di consumo da considerare.

Lo smart building è prima di tutto un edificio elettrico

Gli edifici si trasformano e diventano sempre più intelligenti, ma questa evoluzione non comporta soltanto maggiore comfort, efficienza e sicurezza. Una delle principali trasformazioni riguarda proprio l’elettrificazione, non solo per la progressiva sostituzione delle tecnologie alimentate direttamente da combustibili fossili, ma anche per la crescente diffusione di dispositivi e componenti connessi e alimentati dalla rete.

Quando si valuta l’efficienza di uno smart building, l’attenzione si concentra giustamente sui risparmi ottenibili attraverso l’automazione, che permette di ottimizzare il funzionamento degli impianti e ridurre sensibilmente gli sprechi. Per rendere possibili queste funzioni, però, è necessaria una vera e propria infrastruttura digitale permanente. Un sensore consuma pochissimo, così come un singolo router, un attuatore o una videocamera, ma in un edificio complesso possono essere presenti centinaia o migliaia di dispositivi costantemente connessi, spesso operativi 24 ore su 24.

Inoltre, questo consumo non si esaurisce necessariamente all’interno dell’edificio. I dati prodotti dai sensori vengono raccolti, trasmessi, archiviati e analizzati: alcune elaborazioni avvengono localmente, altre attraverso piattaforme cloud ospitate in data center che possono trovarsi a centinaia o migliaia di chilometri di distanza. Esiste, quindi, un consumo legato all’edificio digitale che non è immediatamente visibile agli utenti, ma che non può essere trascurato, soprattutto se si considera l’impatto della digitalizzazione su larga scala, oltre i confini del singolo immobile e fino alla dimensione di intere città e territori.

Data Center: consumi energetici e fabbisogno per il raffreddamento

Secondo l’International Energy Agency, nel 2024 i data center nel mondo hanno consumato circa 415 TWh di elettricità, equivalenti a circa l’1,5% della domanda elettrica globale. Un dato che può sembrare “piccolo”, ma che è cresciuto negli anni a un ritmo di circa il 12% annuo e che sembra accelerare ulteriormente. Nel 2025, secondo l’aggiornamento pubblicato dall’IEA nel 2026, i consumi elettrici dei data center sono aumentati del 17%, arrivando a circa 485 TWh. Il punto, però, non è soltanto quanta energia viene consumata, ma anche dove, quando e con quale potenza viene richiesta. A differenza di tanti piccoli carichi distribuiti sul territorio, un grande data center concentra una domanda enorme in un singolo sito.

Inoltre, l’energia utilizzata dalle apparecchiature informatiche viene in larga parte trasformata in calore, che deve essere dissipato. Per questo il cooling rappresenta uno degli aspetti centrali nella progettazione dei data center. I sistemi di raffreddamento ad aria sono ancora largamente utilizzati, con configurazioni sempre più evolute per separare i flussi caldi e freddi e aumentare l’efficienza. L’aumento della densità di potenza, soprattutto nelle infrastrutture destinate all’intelligenza artificiale, sta però accelerando l’evoluzione di nuove tecnologie di raffreddamento.

Si va oltre la semplice domanda relativa a quanto consuma un data center e si sviluppano riflessioni anche in merito alla possibilità di recuperare il calore generato. Teoricamente, in presenza di condizioni tecniche e territoriali adatte può essere recuperato e utilizzato, per esempio, nelle reti di teleriscaldamento o in edifici vicini. La fattibilità, oltre alla convenienza, dipendono dalla distanza dagli utilizzatori, dalle temperature disponibili, dalla continuità della domanda termica e dalle infrastrutture necessarie. In ogni caso, ciò che conta è che un’infrastruttura digitale potrebbe essere progettata come parte di un sistema energetico urbano, anziché come un oggetto isolato.

Quindi uno smart building consuma di più? No, ma la tecnologia non deve essere fine a sé stessa

Quanto detto finora, rende evidente che la digitalizzazione degli edifici abbia introdotto nuovi consumi, ma è anche vero che ciò offre degli strumenti per gestire in modo più efficiente quelli già esistenti. Sensori, sistemi BMS, algoritmi e piattaforme digitali richiedono energia per funzionare, ma permettono di intervenire sui carichi più rilevanti dell’edificio, dalla climatizzazione all’illuminazione. La questione non è, quindi, eliminare il consumo associato alla digitalizzazione, ma valutarne il bilancio complessivo, considerando quanta energia queste tecnologie richiedono e quanta ne permettono di risparmiare attraverso una gestione più intelligente.

La domanda di energia degli edifici non sta semplicemente aumentando o diminuendo, ma sta cambiando forma. La sfida, per il settore dell’edilizia, sarà quella di trovare un equilibrio tra nuovi consumi ed efficienza, sfruttando l’intelligenza dell’edificio non per aggiungere tecnologia fine a sé stessa, ma per utilizzare l’energia in modo sempre più consapevole ed efficace.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม