Trent’anni di Colletta Alimentare, a Verona le testimonianze di chi costruisce condivisione


Un uomo si avvicina ai volontari della Colletta con un carrello pieno. Loro aspettano che consegni una borsetta; lui, invece, lascia tutta la spesa. «Quando avevo bisogno sono stato aiutato. Adesso, grazie a Dio, ho trovato un lavoro, la mia famiglia è qui con me, sto bene. Quindi mi sento di dover donare». È una delle testimonianze raccontate giovedì 8 ottobre al Palazzo della Gran Guardia di Verona, durante l’incontro “Gesti che costruiscono pace”, promosso dal Banco Alimentare del Veneto nell’ambito di RelazionExpo per i trent’anni della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare.

A ricordare quell’episodio è stato Guido Squaranti, presidente dell’Associazione Caritauri, dando voce alle organizzazioni partner territoriali che ogni giorno distribuiscono gli alimenti alle persone in difficoltà. Un racconto che esprime il significato dell’incontro: riconoscere le relazioni che nascono intorno al dono del cibo e che, nel tempo, possono trasformare chi riceve un aiuto in qualcuno pronto ad aiutare.

Al confronto, moderato dal direttore di TeleArena Mario Puliero, sono intervenuti la presidente del Banco Alimentare del Veneto Adele Biondani, il vescovo di Verona monsignor Domenico Pompili, Lorenzo Rossetto, amministratore delegato di Rossetto Trade, e Francesco Zavarise, consigliere sezionale dell’Associazione Nazionale Alpini di Verona.

Una storia che cresce, sacchetto dopo sacchetto

Ad aprire la serata è stata Adele Biondani, ricordando quanto la Colletta contribuisca all’attività quotidiana del Banco Alimentare del Veneto. Nel 2025 sono state raccolte complessivamente oltre 5.800 tonnellate di alimenti, equivalenti a oltre 11,7 milioni di pasti, destinati a 83.000 persone. Di queste, 656 tonnellate sono arrivate dalla Colletta Alimentare, 208 nella sola Verona.

Numeri cresciuti nel tempo: nel 1999 la raccolta era stata di 38 tonnellate a Verona e 138 in tutto il Veneto. Dietro ogni tonnellata, ha ricordato Biondani, ci sono tanti piccoli gesti, compiuti sacchetto dopo sacchetto.

Proprio questa storia invita a non considerare la Colletta un appuntamento scontato. «Ciò che conta non è la quantità di quello che riceviamo, che raccogliamo, ma è la decisione di condividere un bisogno», ha sottolineato la presidente. Il cibo risponde a una necessità essenziale e, nello stesso tempo, permette di dire a una persona: «Non sei solo. Io so che ci sei, tu per me esisti e io non posso non tenerne conto».

Pompili: creare relazioni capaci di cambiare le situazioni

Il vescovo Domenico Pompili ha proposto una riflessione sulla “relianza”, richiamando il pensiero di Edgar Morin: la capacità di creare rapporti e alleanze che consentano di affrontare situazioni apparentemente insostenibili.

«A me pare che il Banco Alimentare sia veramente una traduzione esemplare di che cosa significhi relianza», ha affermato. Un’esperienza che si inserisce nella prospettiva dell’economia civile e coinvolge migliaia di persone, mostrando come la raccolta di alimenti abbia un valore che va oltre il suo risultato materiale. Partecipare, ha osservato Pompili, suscita entusiasmo nei giovani e negli adulti e fa sentire ciascuno utile.

Nel corso della serata sono stati proposti anche due contributi video di Davide Simone Cavallo, il giovane che ha perdonato i propri aggressori dopo un accoltellamento che gli ha fatto perdere l’uso delle gambe. Le sue parole sulla possibilità di aiutare gli altri e sulla gratitudine per chi, durante il ricovero, gli preparava un pasto hanno accompagnato la riflessione sul valore dell’attenzione alla persona.

Imprese e volontari, un impegno condiviso fin dalla prima edizione

Lorenzo Rossetto ha ricordato l’adesione dell’azienda alla Colletta fin dall’inizio e il coinvolgimento dei collaboratori. Ancora oggi, ha raccontato, se nei giorni precedenti non vengono contattati dal Banco Alimentare, i responsabili dei punti vendita chiamano per assicurarsi che la raccolta si svolga anche nei loro supermercati.

Un entusiasmo che si traduce nell’accoglienza dei volontari e nella disponibilità di spazi adeguati. «Vedere tutti questi ragazzi, anche molto giovani, che mettono a disposizione il loro tempo è una cosa che mi emoziona veramente tanto», ha detto Rossetto. Biondani ha ricordato la disponibilità concreta trovata nell’azienda già nel 1997, quando la proposta della Colletta era ancora una novità.

Anche gli alpini partecipano dalla prima edizione. Francesco Zavarise ha sottolineato il significato di mettersi al servizio di un’iniziativa promossa da altri, condividendone lo scopo e lavorando insieme alle diverse associazioni. Un impegno che guarda anche al ricambio generazionale: nei campi scuola estivi viene presentata l’attività del Banco Alimentare, invitando i ragazzi a partecipare alla Colletta insieme agli alpini.

Il primo compito è accogliere e ascoltare

Per le organizzazioni partner, la Colletta garantisce alimenti preziosi per i mesi successivi, ma è anche un’occasione per coinvolgere amici, familiari, associazioni sportive e culturali. «Ci siamo sentiti veramente parte di un grande movimento», ha raccontato Squaranti.

Il rapporto con le persone continua poi durante tutto l’anno. Alle associazioni arrivano nuove richieste dai servizi sociali e da famiglie che attraversano difficoltà anche temporanee. «Credo che il nostro primo compito sia accogliere. Accogliere e ascoltare», ha spiegato il presidente di Caritauri, ricordando che al bisogno di cibo si accompagnano spesso altre necessità, da affrontare insieme ai servizi e alle istituzioni.

L’appuntamento del 14 novembre

La serata ha aperto il percorso di incontri in Veneto che accompagnerà la 30ª Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, sabato 14 novembre 2026.

In conclusione, Adele Biondani ha ringraziato il gruppo di volontari che lavora all’organizzazione già da febbraio e ha rivolto un invito a tutti: vivere la giornata prestando attenzione a ogni persona incontrata, da chi dona a chi passa oltre, dai volontari nei supermercati agli autisti, fino a chi controlla gli alimenti in magazzino a notte inoltrata.

«Ciascuna delle persone che incontrerete è comunque degna di attenzione. Ha una storia, un percorso alle spalle, per cui vale la pena guardarla e portarla nel cuore». È da questa attenzione che un gesto semplice, come fare la spesa per qualcun altro, può diventare un gesto che costruisce pace.


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