-52% di co2 in due anni. Tutti i numeri verso la sostenibilità


L’aeroporto “Vincenzo Florio” di Trapani-Birgi aggiunge un nuovo tassello al proprio percorso di crescita. Lo scalo gestito da Airgest ha ottenuto la certificazione internazionale Airport Carbon Accreditation (ACA) di Livello 2, rilasciata da ACI Europe (Airports Council International Europe), il principale organismo che rappresenta gli aeroporti europei.

 

La consegna ufficiale della certificazione è avvenuta ieri pomeriggio nella sala conferenze dell’aeroporto, dove il direttore generale di ACI Europe Olivier Jankovec ha consegnato l’attestato al presidente di Airgest Salvatore Ombra e all’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Alessandro Aricò.

 

Alla cerimonia hanno partecipato anche il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani Salvatore Quinci e il direttore generale di Airgest Enrico Maria Malato, protagonisti di un confronto sul percorso che ha portato Birgi a raggiungere questo traguardo.

 

Cos’è la certificazione ACA

 

L’Airport Carbon Accreditation è il programma internazionale promosso da ACI Europe che certifica l’impegno degli aeroporti nella riduzione delle emissioni di anidride carbonica generate dalle proprie attività.

Il Livello 2, ottenuto da Birgi, certifica non solo la misurazione delle emissioni, ma anche l’attuazione di un vero piano di gestione finalizzato a ridurle, attraverso interventi concreti e verificati da organismi indipendenti.

Si tratta di una certificazione riconosciuta a livello mondiale che coinvolge centinaia di aeroporti e rappresenta oggi uno degli indicatori più importanti in materia di sostenibilità ambientale nel settore aeroportuale.

 

 

L’assessore regionale Aricò: “Su Birgi la Regione ha investito molto. E’ un riconoscimento sul percorso di sostenibilità ambientale”

L’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Alessandro Aricò, ha sottolineato il forte impegno del Governo Schifani sullo scalo trapanese. «Su Birgi la Regione ha investito molto, non solo dal punto di vista economico, ma anche su quello infrastrutturale. La presenza del direttore generale di ACI Europe per la consegna di questa certificazione è motivo di grande soddisfazione. Si tratta di un riconoscimento importante non soltanto per i risultati ottenuti nella riduzione delle emissioni di CO₂, ma anche perché conferma il percorso di sostenibilità ambientale che vogliamo portare avanti attraverso il sistema aeroportuale siciliano. Oggi Birgi dimostra che, con una gestione efficace e una visione chiara, è ancora possibile realizzare piccoli grandi miracoli aziendali». 

 

Aricò ha poi confermato la prosecuzione delle agevolazioni per i residenti siciliani che viaggiano in aereo: «Tutti i cinque milioni di siciliani possono beneficiare di uno sconto del 25% sul costo dei voli. L’agevolazione sale al 50% per studenti, persone con disabilità pari o superiore al 67% e cittadini appartenenti a nuclei familiari con Isee fino a 15 mila euro. Il nostro obiettivo è ampliare ulteriormente il numero dei vettori e delle tratte interessate, così da consentire l’applicazione dello sconto direttamente in fase di prenotazione. Proprio due giorni fa abbiamo pubblicato il bando per estendere il sistema anche ad altri collegamenti, come ad esempio la tratta Trapani-Roma operata da Ita Airways».

 

 

 

 

 

Ombra: “Non è solo un riconoscimento, ma il risultato di un grande lavoro”

 

Per il presidente di Airgest Salvatore Ombra, il valore della certificazione va ben oltre l’aspetto simbolico. «La certificazione Airport Carbon Accreditation – Livello 2 non è soltanto un importante riconoscimento, è la testimonianza concreta dell’impegno, della visione e della passione che ogni giorno animano il nostro aeroporto. È il risultato di un grande lavoro di squadra che guarda al futuro con responsabilità, verso una sostenibilità e un’innovazione sempre più spinte».

 

Ombra ha ricordato come il percorso ambientale proceda parallelamente a quello della crescita dello scalo. «Questo traguardo si aggiunge al grande lavoro che stiamo portando avanti per incrementare il traffico passeggeri e rendere l’Aeroporto Vincenzo Florio sempre più moderno, efficiente e accogliente».

 

Il presidente di Airgest ha inoltre annunciato una delle prossime tappe del piano di investimenti. «A breve contrattualizzeremo i primi tre dei sette progetti finanziati con i fondi FSC, (13,8 milioni) così da avviare i lavori entro la fine dell’estate e proseguire il percorso di riqualificazione e sviluppo dello scalo».

 

Infine il ringraziamento rivolto ai dipendenti e alle istituzioni che hanno sostenuto il progetto. «Questo risultato appartiene a tutti: al Consiglio di amministrazione, a tutto il personale di Airgest che con professionalità contribuisce ogni giorno alla crescita dell’aeroporto e alle istituzioni che continuano a credere nel ruolo strategico dello scalo per lo sviluppo economico e turistico del territorio».

 

I numeri della sostenibilità

 

Ad entrare nel dettaglio dei risultati ottenuti è stato il direttore generale di Airgest Enrico Maria Malato, illustrando il percorso tecnico che ha portato alla certificazione.

 Malato ha spiegato che il riconoscimento arriva al termine di un processo rigoroso. «C’è un verificatore esterno che ha preso tutte le informazioni, ne ha accertato la regolarità e la veridicità. Solo dopo questa verifica abbiamo potuto richiedere ad ACI Europe la certificazione».

 

I dati presentati raccontano una trasformazione significativa dello scalo. Tra il 2023 e il 2025 le emissioni di CO2 sono diminuite del 52%. Parallelamente è stato ridotto il consumo di gasolio destinato al riscaldamento, passato da 23 mila litri a circa 4 mila litri nell’arco di due anni.

 

Uno dei risultati più rilevanti riguarda anche l’eliminazione delle perdite di gas refrigeranti. «Nel 2023 queste perdite equivalevano a 447 tonnellate di CO2. Oggi sono state completamente azzerate». Airgest ha inoltre ampliato la produzione di energia da fonti rinnovabili attraverso l’installazione di un nuovo impianto fotovoltaico da 50 kW, accompagnato dalla progressiva sostituzione dell’illuminazione con tecnologia LED e dall’efficientamento degli impianti di climatizzazione.

 

 

 

Meno emissioni nonostante l’aumento dei passeggeri

 

Uno degli indicatori più significativi riguarda l’impatto ambientale per singolo passeggero. Nel 2023 ogni viaggiatore che transitava dal “Vincenzo Florio” generava, relativamente alle attività dello scalo, 0,95 chilogrammi di CO2. Nel 2025 il dato è sceso a 0,60 chilogrammi, con una riduzione del 36,8%. Un risultato ottenuto mentre lo scalo continua ad aumentare il numero dei passeggeri, dimostrando come crescita e sostenibilità possano procedere insieme. «Oggi stiamo definendo un metodo di lavoro – ha spiegato Malato – un percorso che ci porterà nel prossimo futuro ad ulteriori traguardi. Quello che abbiamo fatto è stato possibile soltanto grazie a un buon lavoro di squadra».

 

Quinci: “Birgi è un modello per tutto il territorio”

 

Il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani Salvatore Quinci ha inserito il riconoscimento in una prospettiva più ampia, legata allo sviluppo dell’intera provincia.

 «L’aeroporto di Birgi è stato, in questi anni, uno strumento di sviluppo e di crescita del territorio ed oggi fa anche da apripista alle nuove sfide che ci attendono, a cominciare da quella energetica».

Secondo Quinci la certificazione rappresenta molto più di un attestato tecnico. «La certificazione internazionale ACA non è soltanto un nuovo riscontro concreto della qualità della governance dello scalo, rappresenta anche la necessità di una visione strategica che dovrebbe essere espressione di tutto il territorio».

 Il presidente del Libero Consorzio evidenzia come la transizione ecologica non sia più un tema teorico. «La transizione ecologica non è più materia di dibattito: è un obiettivo da raggiungere il prima possibile. Il Vincenzo Florio indica un percorso da seguire e un metodo da consolidare».

 

 

Investimenti, crescita e futuro

 

Nel suo intervento Quinci ha riconosciuto anche il ruolo svolto dalla Regione Siciliana e dalla governance di Airgest. «Bisogna riconoscere l’attenzione e l’impegno finanziario della Regione, che ha onorato la propria responsabilità di azionista di riferimento, così come il lavoro svolto dal presidente Salvatore Ombra, che parla attraverso i risultati raggiunti e una gestione oculata del piano degli investimenti». Per il presidente del Libero Consorzio, il futuro dell’aeroporto dovrà essere sempre più integrato nella pianificazione strategica del territorio. «Il Piano Strategico del Libero Consorzio non potrà che avere come punto di riferimento il Vincenzo Florio, che va difeso e sostenuto con una condivisione territoriale che, a volte, stenta ancora ad emergere».

 

Un aeroporto sempre più centrale

 

Negli ultimi anni il “Vincenzo Florio” ha consolidato il proprio ruolo nel sistema aeroportuale siciliano, tornando a registrare una crescita costante del traffico passeggeri grazie all’apertura di nuove rotte, agli investimenti infrastrutturali e alla collaborazione con la Regione Siciliana.

 

La certificazione ACA di Livello 2 rappresenta ora un ulteriore elemento di qualificazione dello scalo, che punta non solo ad aumentare i collegamenti e i servizi, ma anche a ridurre progressivamente il proprio impatto ambientale.

 

L’obiettivo dichiarato è quello di proseguire lungo il percorso di innovazione già avviato, con nuovi interventi finanziati attraverso i fondi FSC e un piano di riqualificazione destinato a rendere Birgi sempre più competitivo nel panorama aeroportuale nazionale ed europeo.




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