Il 14 settembre all’Università degli Studi della Basilicata il confronto tra giovani, università, nuovi linguaggi della comunicazione e politica regionale. Al centro lavoro, spopolamento, sviluppo territoriale e capacità delle istituzioni di costruire nuove opportunità
Quanto è davvero sostenibile, oggi, costruire il proprio futuro nel Mezzogiorno? E, soprattutto, quanto la possibilità di restare, partire o tornare rappresenta una scelta individuale e quanto, invece, dipende dalle condizioni economiche, sociali e istituzionali offerte dai territori?
Sono queste alcune delle domande al centro della giornata di studio “Restare, partire, tornare. La sostenibilità generazionale del Mezzogiorno tra lavoro, territori e partecipazione”, organizzata dall’Associazione universitaria Next dell’Università degli Studi della Basilicata, nell’ambito del programma “Legàmi Sostenibili”, realizzato con il finanziamento dell’Università degli Studi della Basilicata.
L’appuntamento è in programma lunedì 14 settembre 2026, alle ore 16.00, presso l’Aula Scotellaro del Polo Francioso dell’Università degli Studi della Basilicata, a Potenza.
La giornata nasce dalla volontà di ampliare il concetto di sostenibilità, superando la sua tradizionale dimensione ambientale per interrogarsi sulla capacità di un territorio di garantire alle nuove generazioni condizioni concrete per costruire il proprio progetto di vita. Lavoro, precarietà, università, casa, servizi, mobilità, spopolamento, opportunità professionali, partecipazione e rapporto con le istituzioni saranno alcuni dei temi al centro del confronto.
Ma la domanda generazionale sul “restare o partire” porta con sé anche una questione più ampia: quale modello di sviluppo è oggi in grado di creare opportunità nei territori più fragili e quale ruolo possono ancora svolgere le istituzioni pubbliche?
Negli ultimi decenni la trasformazione dell’economia globale, la crescente liberalizzazione dei mercati e la finanziarizzazione hanno modificato profondamente il rapporto tra economia, Stato e territori.
Il Mezzogiorno si trova così a confrontarsi con una duplice sfida: da una parte la necessità di recuperare competitività e capacità di attrarre investimenti e capitale umano; dall’altra quella di contrastare il progressivo impoverimento demografico e professionale determinato dalla partenza di migliaia di giovani.
La giornata di studio intende quindi aprire una riflessione anche sul possibile recupero di una maggiore capacità di intervento delle istituzioni pubbliche: investimenti, politiche territoriali, servizi, università, infrastrutture e nuove politiche industriali possono ancora rappresentare strumenti attraverso i quali costruire sviluppo e restituire alle giovani generazioni una reale libertà di scelta?
Il primo confronto: giovani, comunicazione e università
A discutere questi temi saranno Giordano Gasperini, divulgatore politico, e Andrea Borello, divulgatore politico, due figure che attraverso i linguaggi dei social media affrontano quotidianamente temi di politica, società e attualità rivolgendosi in particolare a un pubblico giovane.
Accanto a loro interverrà Riccardo Roni, professore universitario dell’Università degli Studi della Basilicata e Presidente della Società Filosofica Italiana – Sezione di Potenza, chiamato a fornire una prospettiva scientifica e critica sui processi sociali, economici e culturali che interessano le giovani generazioni e i territori del Mezzogiorno.
L’incontro sarà introdotto da Luca Smaldore, Presidente dell’Associazione universitaria Next, e moderato da Dalila Novelli, laureata dell’Università degli Studi della Basilicata.
Il primo tavolo non sarà quindi un confronto sui social in quanto tali, ma sull’utilizzo di nuovi linguaggi per intercettare domande, aspettative e difficoltà di una generazione che vive trasformazioni profonde nel rapporto con il lavoro, la politica e il proprio territorio.
La seconda parte della giornata sarà dedicata al confronto diretto con la politica regionale.
Sono previsti gli interventi di rappresentanti delle diverse forze politiche presenti nel panorama istituzionale lucano:
• Alessia Araneo, Consigliera regionale M5S;
• Piero Lacorazza, Consigliere regionale PD;
• Mario Polese, Consigliere regionale Italia Viva;
• Giovanni Russo, Vicesindaco di Picerno e Consigliere provinciale della Lega;
• Alessandro Galella, Consigliere regionale Fratelli d’Italia;
• Vincenzo Taddei, Segretario provinciale Forza Italia;
• Donato Lettieri, Portavoce regionale AVS Europa Verde;
• Aurelio Pace, Vicesegretario regionale Azione;
• Angelo Chiorazzo, Vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, Basilicata Casa Comune.
Il cambio di tavolo rappresenterà uno degli elementi caratterizzanti dell’iniziativa: le questioni emerse dal primo confronto verranno infatti sottoposte direttamente ai rappresentanti della politica regionale, chiamati a confrontarsi sulle possibili risposte istituzionali.
L’obiettivo è superare la logica del semplice dibattito e trasformare una domanda apparentemente individuale — “restare, partire o tornare?” — in una questione di politica pubblica.
Non soltanto, dunque, chiedersi perché i giovani partono, ma anche quali condizioni economiche, sociali e istituzionali siano necessarie affinché partire possa essere una scelta e non una necessità; affinché chi parte possa tornare; e affinché chi sceglie di restare possa trovare nel proprio territorio opportunità adeguate per costruire il proprio futuro.
“Restare, partire, tornare” diventa così una riflessione sulla sostenibilità generazionale del Mezzogiorno, ma anche sulla capacità della politica e delle istituzioni di rendere concretamente possibili queste tre opzioni.
L’iniziativa rientra nel programma “Legàmi Sostenibili”, finanziato dall’Università degli Studi della Basilicata, con il sostegno del Fondo Etico BCC Basilicata e la collaborazione della Società Filosofica Italiana – Sezione di Potenza.
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