Il lancio delle Brigate del Lavoro supera il calendario sindacale ordinario. Il sindacato arriva nei luoghi di raccolta con contratto alla mano, accesso alla previdenza, controllo delle giornate dichiarate e ascolto immediato davanti a paghe fuori contratto o intermediazione imposta.
Il tracciato fattuale consolidato dalla redazione coincide con la comunicazione della Flai Cgil Puglia e con le cronache di ANSA, l’Immediato, Foggia Città Aperta, Stato Quotidiano, Antenna Sud, Giornale di Brescia e Noi Notizie: partenza da Borgo Mezzanone, progressione regionale, attività nei campi e clinica mobile sanitaria compongono lo stesso tracciato pubblico.
Avvertenza redazionale: le righe seguenti separano l’avvio delle Brigate dal tema giudiziario del caporalato. Qui non viene annunciata una nuova indagine penale; viene aperto un presidio sindacale dentro una filiera agricola ad alta esposizione.
Sommario dei contenuti
Borgo Mezzanone come base nei campi
La Casa del Popolo di Borgo Mezzanone è la base di partenza permanente indicata per le uscite. La sede ha una ragione materiale: Borgo Mezzanone si trova dentro il territorio foggiano in cui la domanda stagionale di manodopera, la distanza dai centri urbani e la vulnerabilità abitativa rendono difficile l’accesso ordinario agli sportelli.
Antonio Ligorio, segretario generale della Flai Cgil Puglia, ha collegato l’avvio all’insegnamento di Giuseppe Di Vittorio: incontrare i lavoratori dove vivono il rapporto di lavoro reale, nei campi, lungo le strade di raccolta della manodopera e nelle piazze dei borghi agricoli.
Le attività previste nei campi
Il pacchetto di intervento comprende presìdi nei campi, sportelli mobili, assemblee nei luoghi di lavoro, accompagnamento all’accesso ai diritti e assistenza sindacale diretta. In termini materiali lo spostamento non ricade sul bracciante: è lo sportello a raggiungere la zona di lavoro.
Lo scarto rispetto al modello d’ufficio riguarda il tempo della tutela. Se una paga non torna o una giornata non compare, l’informazione ricevuta a fine stagione arriva tardi; l’uscita sul campo intercetta la distorsione quando il rapporto è ancora vivo.
La platea agricola pugliese nel 2025
La base numerica usata per orientare la partenza fotografa una Puglia agricola più concentrata. Gli operai agricoli iscritti negli elenchi anagrafici sono 151.416 nel 2025; nel 2019 erano 172.720. Lo scarto è di 21.304 persone, pari al 12,3% della platea 2019.
La composizione per sesso registra 53.339 donne e 98.077 uomini. La quota femminile si ferma al 35,2%. La denuncia sindacale sulla retribuzione delle donne entra dentro questa minoranza numerica: il peso contrattuale si assottiglia quando la presenza è più frammentata tra aziende e giornate.
Meno iscritti e più giornate lavorate
Tra 2024 e 2025 le giornate lavorate passano da 15.082.027 a 15.276.658. L’aumento è di 194.631 giornate, circa 1,3%, dentro una platea che nel confronto lungo si è ristretta. La stagionalità non scompare; si addensa su meno iscritti e su territori in cui l’intermediazione pesa di più.
I lavoratori non italiani salgono da 41.128 a 44.659, con 3.531 presenze in più. L’incremento dell’8,6% segnala una domanda di manodopera che cerca disponibilità stagionale e alloggi vicino alle raccolte. È proprio in quel punto che trasporto, casa e paga rischiano di finire nella stessa mano.
Foggia prima nella distribuzione regionale
Foggia guida la distribuzione provinciale con 40.628 iscritti, il 26,8% del totale regionale. Bari segue con 32.791, Taranto con 24.963, Brindisi con 18.853, BAT con 17.598 e Lecce con 16.583.
La partenza dal capoluogo dauno ha anche una matrice materiale, oltre al valore simbolico di Di Vittorio. La provincia foggiana è la prima per numero di operai agricoli e ospita un nodo abitativo, Borgo Mezzanone, che rende visibile il nesso tra lavoro, mobilità quotidiana e accesso ai servizi.
La clinica mobile accanto alla tutela sindacale
Mediterranea Saving Humans mette a disposizione una clinica mobile sanitaria. La presenza sanitaria accanto a quella sindacale allarga il campo d’intervento: nei rapporti agricoli irregolari il corpo del lavoratore è spesso il primo archivio delle violazioni, tra fatica, caldo, spostamenti e mancata prevenzione.
Portare assistenza sanitaria vicino ai campi intercetta situazioni che lo sportello sindacale da solo vede tardi: malesseri non trattati, turni incompatibili con le temperature, assenza di riposo, mancata conoscenza dei servizi pubblici. La dimensione sanitaria diventa così una spia del rapporto di lavoro.
Il sindacato di strada dal 2009 a oggi
Ligorio ha richiamato il 2009 come anno del primo sindacato di strada strutturato con la Flai nazionale. Il richiamo colloca le Brigate del Lavoro dentro una pratica già sperimentata: presenza stabile nelle aree di reclutamento e contatto senza mediazioni private. Le campagne diventano spazi di relazione economica e sociale, oltre che luoghi produttivi.
Azzerare l’attesa in sede e il filtro dell’intermediario cambia la geografia della tutela: il luogo della prestazione diventa anche luogo di orientamento sui diritti. La frase di Di Vittorio, «il sindacato vive dove vive il lavoro», viene applicata al punto più esposto della filiera agricola.
Articolo 603-bis e soglia penale
La legge 29 ottobre 2016, n. 199 ha riscritto l’articolo 603-bis del codice penale sul reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Il nucleo supera la sola irregolarità formale; guarda al reclutamento o all’impiego di manodopera in condizioni di sfruttamento con approfittamento dello stato di bisogno.
Per i campi la soglia si riconosce nei segnali materiali: paga palesemente difforme dai contratti, orari fuori misura, sicurezza assente, alloggio degradato, trasporto controllato dall’intermediario. Ispettori e magistratura mantengono il proprio terreno; le Brigate raccolgono il primo contatto con chi subisce la condizione e spesso non sa a chi rivolgersi.
Il filo con gli articoli già pubblicati
Su Sbircia la Notizia Magazine il tema è già presente in pagine che seguono casi e numeri collegati. Il dossier sul caporalato tra Brindisi e Taranto ha affrontato paghe sotto soglia, alloggio degradato e sequestri; l’articolo sui braccianti nei Decreti Flussi ha seguito il ricatto documentale; la pagina sul lavoro irregolare separa sommerso economico e sfruttamento penale.
Il nuovo presidio da Foggia dialoga con quei precedenti perché interviene prima del fascicolo giudiziario: porta informazione e assistenza nel luogo in cui il rapporto di lavoro prende forma. Il tratto diverso rispetto alle inchieste già seguite è temporale: dal fatto accertato dopo il controllo si arriva al contatto preventivo con il bracciante.
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Junior Cristarella
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