Ludoil prende il controllo di Isab: 1,3 miliardi per rilanciare la maxi raffineria


Ludoil rileva il 51% di Isab e guida il primo polo di raffinazione italiano. Investimenti per 1,3 miliardi in 5 anni, svolta biocarburanti e nuova occupazione.


23 Settembre 2026 alle 16:42




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Fonte: ANSA

Ludoil Capital, società interamente controllata da Ludoil Energy – holding della famiglia Ammaturo attiva nella distribuzione e nella trasformazione di prodotti energetici – ha perfezionato l’acquisizione del 51% di Isab srl da Goi Energy srl. Isab controlla il principale polo di raffinazione italiano, uno dei maggiori del Mediterraneo, con impianti concentrati nell’area industriale di Priolo, Melilli e Siracusa.

L’operazione è arrivata al traguardo dopo l’esito positivo del procedimento di golden power, il meccanismo con cui il governo italiano può porre condizioni o bloccare operazioni societarie in settori considerati strategici, come energia, difesa o infrastrutture critiche.

Golden power e Antitrust: il ruolo del governo e delle autorità

Nella nota diffusa da Ludoil si sottolinea che, in una fase caratterizzata da tensioni internazionali e riflessi sui costi dell’energia, l’esecutivo ha «salvaguardato il principale polo di raffinazione del Paese, tra i maggiori del Mediterraneo, garantendone la rilevanza strategica attraverso puntuali disposizioni e accompagnandone il ritorno in mani italiane».

Ludoil evidenzia inoltre che sia l’autorizzazione Antitrust – cioè il via libera dell’autorità garante della concorrenza, chiamata a valutare l’impatto dell’operazione sul mercato – sia l’esame ai sensi del Regolamento europeo sulle sovvenzioni estere si sono conclusi «senza prescrizioni».

Un altro elemento messo in rilievo è la velocità dell’iter: «Tra l’annuncio dell’accordo, il 13 maggio 2026, e il closing sono trascorsi poco più di quattro mesi: un tempo raro, per un perimetro di eccezionale complessità, che attesta la determinazione con cui i soggetti pubblici coinvolti hanno presidiato ogni fase dell’operazione, a tutela degli approvvigionamenti e della sicurezza energetica dei cittadini».

Enterprise value da 1 miliardo e ruolo delle banche italiane

Con la chiusura dell’operazione, da oggi Ludoil assume la guida industriale e la gestione della raffineria Isab. Il valore dell’asset, in termini di enterprise value – cioè il valore complessivo dell’azienda che tiene conto sia del capitale proprio sia dell’indebitamento finanziario netto – è indicato in 1 miliardo di euro.

Il supporto finanziario è stato fornito da un pool di banche italiane, con una garanzia Sace. Sace è la società pubblica specializzata in assicurazioni e garanzie a supporto dell’export e degli investimenti, spesso utilizzata per ridurre il rischio delle operazioni di finanziamento di grandi progetti industriali.

Nel dettaglio, Bper e UniCredit hanno agito come Global Coordinator, Mandated Lead Arranger e Bookrunner, ossia con i ruoli chiave nell’organizzazione e nel collocamento del finanziamento; Mps ha partecipato come Mandated Lead Arranger. Ludoil precisa che Bper Corporate & Investment Banking ha assunto anche il ruolo di Banca Agente, coordinando l’operazione nei rapporti tra gli istituti finanziatori e con Sace.

Secondo la nota, «la partecipazione congiunta dei tre istituti riflette la capacità del sistema bancario italiano di sostenere investimenti industriali di lungo periodo».

Il piano industriale: più efficienza e svolta verso i biocarburanti

Il piano industriale per Isab, articolato su cinque anni, si muove su due direttrici principali.

La prima riguarda la piena efficienza delle infrastrutture di raffinazione, attraverso la rimessa in servizio e l’ammodernamento di diverse unità di processo oggi dismesse. Tra queste vengono indicate:

  • la distillazione primaria e la desolforazione nel sito Nord;
  • il solvent deasphalting nel sito Igcc-Sud;
  • il thermal cracking nel sito Sud.

La distillazione primaria è il processo base con cui il greggio viene separato nelle sue diverse frazioni, mentre la desolforazione serve a ridurre il contenuto di zolfo nei prodotti finiti. Sistemi come solvent deasphalting e thermal cracking sono invece impiegati per trasformare le frazioni più pesanti del greggio in prodotti di maggior valore, come gasoli e benzine.

Secondo Ludoil, il riavvio di queste unità accrescerà la capacità di lavorazione della raffineria e orienterà la resa verso distillati a minore tenore di zolfo e a minore contenuto carbonico, in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni e con gli standard ambientali più stringenti sui carburanti.

La seconda direttrice è la conversione ai biocarburanti. Questa trasformazione, ricorda Ludoil, è stata avviata nel luglio 2026 con il co-processing all’FCC del sito Nord, cioè l’utilizzo congiunto di feedstock fossili e organici nell’unità di cracking catalitico fluido (FCC), uno dei cuori tecnologici delle raffinerie moderne.

Il progetto prevede la creazione di una filiera verticalmente integrata che impiega oli vegetali non alimentari per produrre:

  • biobenzine;
  • Sustainable Aviation Fuel (SAF), il carburante sostenibile per l’aviazione;
  • Hydrogeneted Vegetable Oil (HVO), un biocarburante avanzato ottenuto dall’idrogenazione di oli vegetali.

Secondo il piano, questi prodotti verranno inizialmente realizzati sfruttando gli impianti esistenti, per poi essere sviluppati in unità dedicate. In totale, sono previsti investimenti in conto capitale per circa 1,3 miliardi di euro nel prossimo quinquennio.

Occupazione: organico confermato e nuova domanda di profili tecnici

Ludoil indica che l’attuale organico di Isab è confermato per intero, un elemento centrale per un sito produttivo che ha un forte impatto economico e sociale sul territorio siracusano.

Nel corso dei cinque anni di rilancio, le commesse d’investimento collegate ai progetti sugli impianti coinvolgeranno circa 1.000 persone in più, tra profili ingegneristici, logistici e delle costruzioni, provenienti da tutta Italia.

A regime, l’esercizio degli impianti rinnovati e delle nuove linee di biocarburanti richiederà circa 100 nuovi tecnici e operatori specializzati. In questa prospettiva, Ludoil definisce «decisiva» la cooperazione tra Isab e il sistema siciliano della formazione tecnica superiore, con l’obiettivo di creare competenze adeguate per le esigenze della raffineria e delle nuove tecnologie energetiche.

Ludoil diventa la più grande MultiEnergy privata italiana

Nella visione del gruppo, «l’integrazione di Isab completa la value chain di Ludoil», ossia la sua catena del valore dall’approvvigionamento della materia prima alla distribuzione al cliente finale. Ludoil afferma che, grazie a questa operazione, diventerà la più grande MultiEnergy Company privata italiana, con ricavi consolidati attesi di circa 13 miliardi di euro annui.

La raffineria Isab viene descritta come l’elemento centrale di questo modello, con la ricezione di greggio e materie prime organiche e la loro trasformazione in carburanti e biocarburanti. A completare il perimetro del gruppo concorrono:

  • gli impianti di biometano;
  • la produzione di energia da fonti rinnovabili;
  • i depositi costieri dal nord al sud del Paese, destinati allo stoccaggio e alla presenza logistica sui territori;
  • la rete di stazioni di rifornimento, capillare su scala nazionale, che porta i prodotti fino al consumatore finale.

Ludoil segnala di aver curato l’intera operazione in-house, mentre Goi Energy è stata assistita dallo studio legale BonelliErede.

Il nuovo CdA di Isab

In occasione della prima assemblea dei soci sotto la nuova compagine azionaria, Isab ha nominato un nuovo Consiglio di amministrazione composto da tre membri. Marco Russo Spena, designato dal socio di maggioranza, assume la carica di presidente, mentre Paolo Fedeli, anch’egli indicato dal socio di maggioranza, diventa amministratore delegato. Fabio Cadeddu entra in consiglio come rappresentante del socio di minoranza.

La composizione del CdA riflette quindi il nuovo equilibrio azionario, con Ludoil in posizione di controllo grazie al 51% del capitale di Isab.

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