Welcome to Maga Italia. La fusione tra la rete trumpiana e Welcome to Favelas (e non solo)


Domenica 6 settembre, al circolo degli Scacchi, tra deputati, finanziatori americani e vertici dei think tank conservatori, anche Massimiliano Zossolo si gustava i tagliolini al pesce serviti dal catering del Cpac, la più importante convention repubblicana che sbarcherà ufficialmente in Italia nel 2027. Zossolo è il fondatore di Welcome to Favelas, pagina social che a lungo ha raccontato il degrado di Roma e che da un anno è diventato megafono del sovranismo nel nostro Paese in stile Make America Great Again. Non sono poche le voci, anche a destra, che leggono la sua presenza al galà del conservatorismo italo-americano come il segno di un’operazione d’influenza trumpiana in Italia. 

Influencer intraprendente, con alle spalle una condanna per devastazione e saccheggio, incontriamo Zossolo per caso a un altro evento. Alle Officine Farneto, mercoledì scorso a Roma, era ancora nel vivo “A Testa Alta”, la kermesse economica della Lega. Zossolo non è qui (solo) nella veste di capo di Welcome. Tatuaggio sul volto, modi affabili, gira tra gli stand salviniani come responsabile della redazione italiana di NewsForce, pagina americana che anche in Italia ha trovato terreno fertile e ora diffonde reels anti-immigrazione e pro-destra. Il claim della versione italiana è netto: “Le notizie che tutti gli altri media non ti raccontano”.

A Ponte Milvio, Roma Nord, con lui c’è il volto di NewsForce Italia, l’italo-cubana Maila Maria Rosa. La pagina viaggia già oltre i 300mila follower. “Abbiamo cambiato nome a quella di backup di Welcome”, spiega Zossolo mentre Maila intervista tre leghiste espressione dell’ala più sovranista del partito: le eurodeputate Silvia Sardone, Susanna Ceccardi, Anna Maria Cisint. Tutte e tre lottano contro “l’islamizzazione” dell’Italia. La chiacchierata sotto il logo della Lega inizia da qui. “Abbiamo fatto interviste anche in Israele, ma soprattutto in Italia. Saremo anche a Fenix”, la reunion dei giovani di Fratelli d’Italia, partito di Giorgia Meloni, anticipa Zossolo. “Andiamo ovunque possiamo fare domande, ma a sinistra non ci vogliono”.

Gli aneddoti fanno intuire qualcosa, ma non bastano. Da dove nasce NewsForce? Perché fomenta l’indignazione? Perché diffonde le teorie MAGA in Europa? Da chi è finanziata? O banalmente: perché Zossolo era all’evento di presentazione del Cpac? Sono domande poste da HuffPost. Alcune trovano risposta. Altre, come quella sui soldi, posta senza successo al fondatore, invece no. In ambienti più istituzionali della destra di governo monta una certa diffidenza. Negli ultimi anni sono esplose pagine di informazione social con che guardano a destra come Esperia o Ribalta. Ma queste si inseriscono tutti in contesti più istituzionali, spesso legati a FdI o comunque al mondo conservatore più tradizionale. L’operazione di Welcome to Favelas, quindi di NewsForce Italia, non è legata a un partito di governo: più che all’Italia, guarda all’America. 

Zossolo era alla cena di gala del Cpac su invito degli organizzatori americani. Non c’era Giorgia Meloni, invitata, come nemmeno i suoi vice Matteo Salvini e Antonio Tajani. Ma ogni partito di centrodestra ha inviato in rappresentanza almeno un parlamentare. Al posto della premier, c’era la sorella, Arianna, responsabile della segreteria politica di FdI. Non un ospite di secondo piano. Più che le cariche, però, è interessante scandagliare il mondo di influencer attovagliati. A tenere le fila di questo gruppone, come si nota da un video postato online da una terrazza romana, c’era Joey Mannarino.

Fondatore dell’OvertonInstitute, conduttore e volto di Newsforce negli Usa, con i suoi 668 mila follower Mannarino è uno dei volti più riconoscibili del verbo MAGA tra Washington e Roma, ma anche in altre capitali europee. In un recente video, ha attaccato frontalmente Elly Schlein, segretaria del Partito democratico in Italia. Rilancia idee radicali sull’immigrazione, sulla necessità di salvare l’Occidente. Con lui c’erano altri influencer sovranisti, dalla catalana Ada Lluch alla polacca Weronika Rogowska, fino a Maila Maria Rosa.

Non mancava certo Marcel Kaminstein, figura vicina all’amministrazione Trump e regista – insieme a Matt Schlapp, storico organizzatore del Cpac, e Francesco Giubilei, presidente di Nazione Futura – del trasloco in Italia della convention conservatrice. Sono i volti più istituzionali del ponte tra la destra italiana e quella americana. Una galassia in cui si muovono, grazie ai social come NewsForce, alcuni volti MAGA di Roma e dintorni. C’è appunto Zossolo, anche se il più riconoscibile è Lorenzo Caccialupi.

A maggio 2025, Caccialupi frequentava l’Università di San Diego. Come molti studenti, anche lui era in ascolto di Charlie Kirk, arrivato al campus per il tradizionale “Prove me wrong”, evento in cui sfidava chiunque sulle tematiche più disparate. Davanti a Kirk, propagandista MAGA popolarissimo in America con l’associazione Turning Point, prende il microfono Caccialupi. Con un forte accento italiano, lo studente romano lo ringrazia, gli parla di immigrazione, sul declino dell’Europa. Kirk è stato ucciso il 10 settembre 2025 durante un altro evento in Utah. Il video di Caccialupi è diventato virale e ora l’italiano è una stella nel firmamento MAGA in Europa. Costruito un profilo da attivista, oggi Caccialupi vale 380mila follower, parla in inglese di tematiche identitarie nel solco di “Dio, Patria e Famiglia” ed è presenza fissa nella rete del Cpac, ma non solo: nei mesi scorsi si era fatto ritrarre a Roma con Dominik Tarczyński, europarlamentare e fan dell’operato dell’Ice negli Usa, ma anche Eva Vlaardingerbroek, attivista olandese e figura di spicco del cospirazionismo europeo.  Anche Caccialupi si aggirava in sala durante l’intervento di Matteo Salvini a Roma. 

Non è il solo, come Welcome non è l’unico canale. Ci sono i podcast, come The Right Side, condotto da Eleonora Tomassi, giornalista e collaboratrice dell’ex avvocato di Trump, Rudolph Giuliani. Ci sono gli eventi, come Progetto Rinascita Italiana, organizzato da un think tank fondato nel 2026 da Luca Di Giacomo, broker italo-americano che porterà a Roma a novembre una sfilza di influencer di destra. Quello che, però, ruota attorno a Zossolo, Welcome to Favelas e soprattutto Newsforce Italia sembra diverso. Sembra un’operazione di influenza MAGA in Italia. 

I temi, i post, i contatti tra i due mondi forniscono alcuni indizi sulla connessione. Per smentirla, basterebbe conoscere gli aspetti economici, ma a domanda sul finanziamento di NewsForce Italia, Zossolo ha rifiutato di rispondere. La rete della piattaforma è internazionale: NewsForce ha pagine negli States, in America Latina, in Europa. Online è ricostruibile a chiazze la struttura di NewsForce AG, una società svizzera con sede a Wollerau, nel Canton Svitto, costituita il 2 dicembre 2025, con un capitale sociale di 100 mila franchi. L’oggetto sociale è la “produzione e distribuzione di un canale televisivo unico sui social media”. L’unico amministratore e firmatario che compare nel registro è Patrick Wolfgang von Reding-Biberegg. Domicilio, azionariato: tutte informazioni che mancano. L’Executive Producer di NewsForce a livello internazionale è Patrick Ney, britannico residente in Polonia, che già nel 2020 collaborava con Stefan Tompson, fondatore di Visegrad24, pagina conservatrice ora inglobata da NewsForce. Contemporaneamente, hanno lanciato il centro studi Atlantic Strategy Institute, con base a Bruxelles. 

Andando a ritroso sul lato italiano, invece, è facile cogliere il punto di svolta a destra. Donald Trump è tornato alla Casa Bianca il 20 gennaio 2025. Tre giorni dopo Welcome ha reso noto l’incontro con un emissario di Elon Musk. Iniziano lì i post in difesa di mister Tesla come del fondatore di PayPal e di Palantir Peter Thiel. Il feed si riempie di attacchi sull’immigrazione, contro l’Europa, a favore della destra estrema, Alternative fur Deutschland compresa.  

Non solo: il 27 luglio Welcome presenta domanda per partecipare al programma del Dipartimento di Stato americano “Developing Civilizational Bonds, Democratic Resilience and Rule of Law in Europe”, un bando che mette a disposizione fino a tre milioni di dollari per finanziare progetti europei. A quanto apprende Huffpost, Welcome non ha ancora ricevuto una risposta dagli Stati Uniti. Ma l’esposizione è già evidente – basti pensare che il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha criticato l’iniziativa americana parlando di rischio di interferenze USA in Europa. 

Sono appunto ombre, che si sommano, seppur soffocate da contenuti che soffiano nelle vele della destra più estrema. Come ha faticosamente ricostruito Repubblica, il primo marchio di Welcome viene depositato il 3 giugno 2014. I titolari sono Zossolo, Gianmarco Ciotti e Lorenzo Napolitano. Nel gennaio 2016 la pagina però viene intestata interamente a Marin Cankja, residente a Fucecchio, in provincia di Firenze. Poi le tracce si perdono. 

L’assenza di una chiara società editoriale, i contatti espliciti con il mondo MAGA: sono fattori che fanno mormorare anche in certi ambienti conservatori sul progetto di Zossolo. Sul sito internet la partita Iva rimanda allo studio che, secondo il fondatore, avrebbe semplicemente realizzato la piattaforma. A Report, Zossolo ha spiegato di aver “una partita IVA personale”. Le sponsorizzazioni “le incasso io” ha spiegato a Rai3, ma i volumi d’affari sarebbero “rasenti lo zero”. Una dichiarazione che lascia dubbi mentre pagine affini, da Cronaca Italiana a Emergenza Baby Gang, alimentano un flusso di news non più riconducibile solo a un successo social scoppiato mentre Zossolo era ai domiciliari.


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