Guida pratica alle Tre Cime di Lavaredo fra navette, percorso ad anello e rifugi — idealista/news


Le Tre Cime di Lavaredo, simbolo delle Dolomiti e Patrimonio UNESCO, non sono solo tre pareti ma un sistema di sentieri, rifugi e punti di vista che richiede un minimo di strategia. In poche ore si passa da una mulattiera comoda a un valico ventoso, da pascoli curati a laghetti che riflettono pareti verticali. Conviene sapere dove mettersi in fila, quando fermarsi e come scegliere il rientro. Ecco una guida essenziale, utile e concreta per vivere le Tre Cime al meglio.

Dove si trovano e come arrivare

Le Tre Cime si collocano tra i comuni di Auronzo di Cadore (Belluno) e Dobbiaco (Bolzano), nel cuore delle Dolomiti di Sesto e all’interno del Parco Naturale Tre Cime, riconosciuto UNESCO dal 2009. Il profilo più iconico – Cima Piccola, Grande e Ovest una accanto all’altra – si osserva dal versante nord, tra Forcella Lavaredo e Rifugio Locatelli. Dal lato sud, raggiunto dalla strada di Auronzo, il colpo d’occhio è diverso ma altrettanto scenografico.

Per un primo approccio si punta al Rifugio Auronzo (2.333 m), base del classico anello. Da Misurina si risale passando accanto al Lago d’Antorno sulla strada panoramica a pedaggio, lunga circa 6-7 km, che termina nel grande parcheggio ai piedi delle pareti meridionali.

In alta stagione si dovrebbero considerare i mezzi pubblici: una navetta collega Dobbiaco al Rifugio Auronzo dal versante altoatesino; dal Veneto operano corse stagionali da Auronzo e da Cortina d’Ampezzo con cambio a Misurina o a Calalzo di Cadore. In inverno la strada resta chiusa e l’accesso avviene soltanto a piedi con ciaspole o con sci alpinismo, in genere da Misurina o dal Lago d’Antorno. Un’informazione pratica decisiva: l’accesso motorizzato alla strada del Rifugio Auronzo è contingentato e richiede la prenotazione online del parcheggio

Il Giro delle Tre Cime: cosa aspettarsi davvero

Dal parcheggio del Rifugio Auronzo la vista abbraccia Misurina, Cristallo, Cadini e le grandi cime del Cadore. Qui inizia il celebre giro ad anello delle Tre Cime: circa 9-10 km complessivi, 400 metri di dislivello, quota tra 2.200 e 2.450 metri. Il tracciato principale segue il sentiero 101 nella prima parte e il 105 per il rientro: classificazione escursionistica, fondo spesso ghiaioso e meteo variabile da considerare.

Il primo tratto verso il Rifugio Lavaredo è il più facile: una larga sterrata su cui si procede in una ventina di minuti. A metà strada compare la cappella di Santa Maria Ausiliatrice, incastonata nella roccia sotto le pareti sud. Dal rifugio la salita si fa più netta verso Forcella Lavaredo, dove in pochi minuti si guadagna quota e cambia la scena.

Dalla forcella si scende nella conca che porta al Rifugio Locatelli (2.405 m), prima in leggera discesa e poi con una breve risalita. Con passo tranquillo e qualche sosta, il collegamento dalla forcella al Locatelli impegna in genere meno di un’ora. Sulle creste attorno si riconoscono altre cime delle Dolomiti di Sesto, mentre una breve deviazione conduce ai Laghi dei Piani, due specchi d’acqua incastonati tra prati e rocce.

Al Locatelli conviene decidere il rientro: tornare sui propri passi fino alla Forcella Lavaredo oppure proseguire sul 105 per chiudere l’anello passando da Langalm e Forcella Col di Mezzo. La seconda opzione regala ambienti più selvaggi, piccoli laghi e la vista laterale-ocidentale delle pareti, ma aggiunge una lunga discesa, saliscendi e il tratto conclusivo quando le gambe sono già stanche.

Tra soste, fotografie e pranzo in rifugio o al sacco, il percorso richiede 3-4 ore di cammino effettivo, che facilmente diventano 4-5 ore complessive

Rifugi e punti panoramici da non perdere

Il Rifugio Auronzo è la base più accessibile: qui si organizza la giornata, si controlla un’ultima volta il meteo e si studia la carta. La terrazza affaccia sui Cadini di Misurina, un labirinto di guglie che cambia colore con la luce.

Il Rifugio Lavaredo, a circa venti minuti, è la sosta breve ideale in quota. Dalle sue panche si osserva lo “Spigolo Giallo” alla Cima Piccola, una delle vie d’arrampicata più celebri delle Dolomiti. Il Rifugio Locatelli domina invece le pareti nord e regala la scena dell’enrosadira, il virare della roccia dal rosa al rosso.

Più appartato, il Rifugio Pian di Cengia serve come punto d’appoggio per itinerari più lunghi, inclusi i percorsi del “Giro dei Tre Rifugi”. Lungo il 105, Malga Langalm colpisce per il contrasto tra i prati curati e la verticalità delle Tre Cime che chiude l’orizzonte.

Quando andare e cosa mettere nello zaino

Tra fine giugno e fine settembre i sentieri risultano in genere liberi dalla neve, i rifugi principali sono aperti e la strada a pedaggio per Auronzo è attiva. Luglio e agosto concentranо il maggior afflusso: quando possibile conviene puntare alla seconda metà di giugno o a settembre, con giornate ancora lunghe e comitive ridotte.

Nella mezza stagione alcuni rifugi chiudono e i tratti in ombra possono restare ghiacciati: si dovrebbe verificare sempre l’apertura delle strutture e consultare con cura le previsioni. In inverno la zona cambia volto: strada chiusa, accesso solo con ciaspole o sci alpinismo, rifugi in quota non operativi.

Per l’escursione estiva lo zaino include calzature da trekking, abbigliamento a strati, giacca antipioggia, cappello, occhiali da sole, crema solare, riserva d’acqua e qualche snack. La copertura telefonica non è garantita ovunque: una mappa cartacea o un’app GPS usata con criterio resta un supporto importante.

Idee nei dintorni: passeggiate, musei e sapori

Ad Auronzo di Cadore il Lago di Santa Caterina accompagna il paese con un giro quasi pianeggiante di poco più di 4 km, attrezzato con panchine e punti panoramici. Il Museo Palazzo Corte Metto propone sezioni su fauna, flora e mineralogia, con una ricostruzione di dinosauro molto apprezzata dai più piccoli. Poco fuori, la Riserva naturale di Somadida tutela uno dei boschi più importanti del Cadore, con sentieri facili, centro visite e un giardino dedicato alle farfalle.

In estate si possono aggiungere attività ludiche come il Fun Bob sul Monte Agudo, i percorsi sospesi del Tre Cime Adventure Park o una visita a una fattoria didattica, ad esempio l’agriturismo Ai Lares. Verso valle, a Lozzo di Cadore, la Roggia dei Mulini racconta mulini, segherie e antiche fucine lungo il Rio Rin, alcuni restaurati e visitabili in giornate dedicate. Chi è interessato alla storia della Grande Guerra può salire al Monte Piana, tra trincee e camminamenti che guardano dalle Tre Cime fino a Cortina, con il Rifugio Bosi come riferimento per visite guidate.

Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembrano tre giganti di pietra che toccano il cielo: la guida per visitare il posto più iconico d’Italia


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