Un’isola con il profumo di lavanda nell’aria e, proprio di fronte, un arcipelago che porta un nome che non si dimentica: le “isole dell’inferno”. A Hvar, in Croazia, mare e memoria camminano insieme tra campi coltivati da millenni, fortezze affacciate sull’Adriatico e villaggi intatti. Qui si possono vedere processioni notturne, antichi teatri e calette raggiungibili solo in barca. La distanza ridotta dall’Italia e i collegamenti via Spalato rendono l’isola una fuga rapida, ma ricca di sorprese.
Storia e patrimoni: dall’antica piana greca al teatro seicentesco
La forza di Hvar si percepisce nei suoi siti storici e nelle tradizioni che ancora oggi scandiscono l’anno, molte delle quali riconosciute a livello internazionale. In poche decine di chilometri si passa da tracce del mondo greco a testimonianze rinascimentali, fino a tradizioni vive protette dall’UNESCO.
La piana di Stari Grad (UNESCO)
Il cuore agricolo dell’isola è la piana di Stari Grad, detta anche Khora Pharu, un reticolo di vigneti e uliveti separati da muretti a secco che ripete ancora l’assetto imposto oltre 2.400 anni fa dai coloni greci.
Camminare lungo le strade bianche tra case rurali, cappelle e chiesette isolate significa attraversare un Mediterraneo contadino rarissimo, motivo per cui l’area è tutelata come Patrimonio Mondiale UNESCO.
Fortezze, arsenale e un teatro del 1612
Nel centro di Stari Grad spicca il Tvrdalj di Petar Hektorovic, residenza fortificata del XVI secolo con una vasca per i pesci nel cortile e giardini ombrosi: un’elegante sintesi tra pietra, acqua e vita marinara. A Hvar città, la fortezza Fortica (Spanjola), anch’essa del Cinquecento, offre la veduta simbolo sull’abitato e sulle isolette di fronte, tra tetti arancioni e un mare che vira dal turchese al blu.
Poco più sotto, l’Arsenale custodisce uno dei primi teatri pubblici d’Europa, il Teatro di Hvar fondato nel 1612: l’esterno richiama la vocazione marittima e militare, mentre gli interni ottocenteschi raccontano un’epoca di commedie e drammi in abiti eleganti.
Fedi e saperi: merletto di agave e “Za krizen” (UNESCO)
Nel monastero benedettino di Hvar si mantiene la rarissima lavorazione del merletto di agave, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio immateriale: trame sottili ottenute dalle fibre delle foglie, intrecciate a mano in motivi geometrici e simbolici.
Il legame con la spiritualità culmina nella processione “Za krizen”, che da oltre 500 anni, nella notte del Giovedì Santo, collega sei villaggi su un percorso di circa 22 chilometri. Fedeli scalzi o in abito tradizionale seguono in silenzio il crocifero, in una pratica anch’essa protetta dall’UNESCO.
Borghi, un tunnel nella roccia e la vita di ogni giorno
Lontano dai riflettori del porto, Hvar conserva paesi dove la quotidianità scorre ancora tra viuzze lastricate e orti recintati da muretti. Questi centri dell’interno offrono prospettive diverse sul paesaggio, con viste sui vigneti che digradano al mare.
Pitve, Jelsa e quel tunnel senza luci
Pitve, tra i più antichi insediamenti, è diviso in Gornje e Donje, collegati da vicoli consumati dal tempo e dominati dalla chiesa di San Giacomo. Nei punti più alti si scorgono Jelsa, i filari dei vigneti e, nelle giornate terse, l’isola di Brac.
Subito oltre il paese, il tunnel di Pitve – costruito all’inizio degli anni Sessanta per unire nord e sud tra Jelsa e Zavala – è stretto, lungo circa 1,4 chilometri e privo di illuminazione interna: un passaggio essenziale che si apre all’improvviso su mare del versante meridionale, nato per esigenze legate alla gestione di una cantina e diventato quasi un piccolo rito di guida.
Lavanda, boschi e parchi avventura
Jelsa, con il suo porto e un’ampia area verde, è una base comoda anche per attività a tema outdoor: nel bosco alle spalle si trova l’Adventure Park Hvar Jelsa, con oltre 15 proposte tra paintball, tiro con l’arco, percorsi “warrior range” e sfide di equilibrio come il “log fight”.
Più all’interno, Malo e Velo Grablje raccontano la storia della lavanda che ha segnato economia e paesaggio dell’isola: all’inizio dell’estate i campi si tingono di viola, mentre a Brusje, affacciata sui dorsi collinari, si respira anche il profumo del rosmarino oltre a quello della macchia mediterranea.
Mare da cartolina e le “isole dell’inferno” davanti a Hvar
Davanti alla città di Hvar si allunga l’arcipelago delle Pakleni (o Paklinski) otoci: una ventina tra isole, scogli e isolotti coperti di pinete, cuciti da baie strette e calette appartate. L’accesso è semplice: taxi boat che fanno la spola durante il giorno o il noleggio di piccole imbarcazioni da Hvar o da Stari Grad.
Jerolim, Palmizana e snorkeling da manuale
Jerolim è nota per tratti di costa dedicati al naturismo, con scogli piatti perfetti per stendersi.
Palmizana offre una baia riparata e sabbia chiara, adatta a chi cerca più agio e servizi. Sulle isole più frequentate non mancano beach bar e ristoranti, mentre molte insenature si raggiungono solo a piedi tra pini e lentisco.
Spiagge e calette: dove l’acqua vira dal verde al blu
Lungo la costa di Hvar si alternano baie note e rientranze quasi invisibili. La varietà è ampia, a misura di chi ama i ciottoli chiari, le discese a piedi tra i pini o gli arenili comodi per famiglie. In ogni caso, la trasparenza dell’acqua resta l’elemento che sorprende più di tutto, con cambi di colore netti già a pochi metri dalla riva.
- Dubovica: spiaggia di ciottoli bianchi e acqua cristallina, raggiungibile con un sentiero in discesa.
- Milna: tre spiagge attrezzate affacciate su una baia dall’acqua limpida.
- Jelsa e dintorni: tratti sabbiosi adatti alle famiglie e ingressi facili in mare.
- Calette in barca: innumerevoli rientranze rocciose dove gettare l’ancora e nuotare in silenzio.
Adrenalina a picco sul mare: Ferrata Hvar e Cliffbase
Chi desidera misurarsi con la roccia trova sulla collina sopra Sveta Nedilja la Ferrata Hvar, un percorso che alterna tratti di escursionismo a passaggi verticali su scale metalliche fissate alla parete. In uno dei punti più scenografici si attraversa un ponte sospeso sopra il villaggio, con lo sguardo che scorre dai tetti alle vigne terrazzate fino alla linea del mare.
L’ambientazione è tipicamente carsica, tra grigi intensi della pietra e il verde degli ulivi secolari, ed è richiesto l’uso di imbrago e kit da ferrata. Per chi non avesse l’attrezzatura, a Sveta Nedilja è attivo il centro Cliffbase, che offre noleggio dell’equipaggiamento e servizi di guida.
Come arrivare a Hvar
Raggiungere Hvar richiede di combinare un trasferimento terrestre con un collegamento marittimo. Dall’Italia conviene puntare su Spalato (Split), in aereo o via terra, per poi imbarcarsi verso l’isola. Sono disponibili collegamenti sia per la città di Hvar sia per Stari Grad, con quest’ultimo porto dedicato ai traghetti per veicoli.
Esistono anche linee da altre località della costa dalmata, ma Split resta in genere l’accesso più comodo. Una volta sull’isola, si può scegliere tra autobus locali, auto a noleggio, scooter, taxi o barche lungo costa.
Articolo visto su (travel.thewom.it) L’isola di pietra e lavanda che nasconde le “isole dell’inferno”: è questo il mare più bello a due passi dall’Italia
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