Dal diritto alla disconnessione alle posizioni economiche ATA, passando per l’intelligenza artificiale: Ivana Barbacci traccia la rotta della Cisl Scuola [VIDEO INTERVISTA]


La segretaria generale nazionale della Cisl Scuola, Ivana Barbacci, è stata ospite di Orizzonte Scuola TV per un’ampia intervista sui temi caldi del comparto Istruzione e Ricerca. Al centro del confronto, il rinnovo del contratto scuola 2025-2027 e le sfide che attendono docenti e personale ATA.

Sul fronte delle relazioni sindacali, Barbacci ha sottolineato come la pubblica amministrazione si muova “all’interno di un terreno che è costellato da norme che evidentemente non possono essere né abrogate da un contratto né tantomeno interpretate liberamente”. La difficoltà principale, ha spiegato, sta nel “rendere fattivo il potere contrattuale all’interno di un terreno molto stretto che è quello delle norme”.

Tra gli aspetti che il sindacato intende portare in trattativa, la segretaria ha citato l’organizzazione del lavoro del personale ATA, oggi materia esclusivamente datoriale: “Così come c’è un piano delle attività che riguarda il personale docente che è fortemente stringente, anche l’orario e le attività del personale ATA possono diventare materia di contrattazione e non più di informazione e confronto”.

Altri temi caldi sono il diritto alla disconnessione, già introdotto nel contratto precedente “ma di fatto non è mai entrato nella pratica del personale”, e la mobilità, su cui la Cisl Scuola vuole “contrattualizzare tutte quelle condizioni che oggi, con uno sforzo di moral suasion, abbiamo ottenuto nella decretazione”.

Non è mancato un passaggio sulla trasparenza dei compensi del fondo d’istituto: “Non è interessante il nome e cognome di chi prende il compenso, è interessante sapere quanto vale quell’attività”. Un tema su cui il sindacato sta lavorando in queste settimane, in vista del prossimo incontro all’Aran del 23 settembre.

Mobilità dei docenti: “La prima sede è provvisoria, bisogna poter fare domanda”

Sul delicato tema della mobilità, Barbacci ha rivendicato con orgoglio l’azione della Cisl Scuola: “Nel 2022 la Cisl Scuola sottoscrisse da sola, in assoluta solitudine, un contratto collettivo integrativo che poi consentì a circa quindicimila colleghi neoassunti di poter fare la domanda di mobilità”.

La segretaria ha voluto “sfatare un mito”: “Fare la domanda di mobilità non determina in maniera automatica che si ottenga il trasferimento. Serve un incrocio tra domanda e offerta, dettato anche dalla disponibilità dei posti”. La Cisl Scuola sostiene da tempo che “la prima sede è una sede provvisoria” e che quindi il docente “si accetta il ruolo su quella sede e si deve poter fare la domanda di mobilità”.

Quanto alle deroghe, il sindacato punta ad ampliarle ulteriormente. “Nel contratto di quest’anno abbiamo ampliato la possibilità del diritto di ricongiungimento al figlio che passa da dodici anni a quattordici. Il nostro obiettivo è andare anche un po’ più avanti, immaginare che si possa essere tutelati fino a che i figli non hanno diciotto anni”. Altro fronte è il ricongiungimento ai genitori over 65: “Vogliamo rendere solide queste deroghe e non fluttuanti a seconda del legislatore di turno”.

L’obiettivo finale è garantire agli studenti la continuità didattica: “Una volta che si è ottenuta quella sede, si deve poter garantire almeno la stabilità di un triennio per poter garantire il percorso, il progetto professionale”.

Formazione incentivata: “Risorse da contrattualizzare per uscire dall’appiattimento professionale”

Sulla formazione incentivata prevista dall’articolo 16 del decreto legislativo 59/2017, Barbacci è stata netta: “Questa è una norma sbagliata”. Introdotta dal governo Draghi con il ministro Bianchi, la norma prevede “tre moduli da tre anni di formazione, quindi tre, sei, nove anni, per arrivare ad ottenere un compenso di poco più di cinquemila euro anno”.

“Di fatto dopo nove anni si resta esattamente quello che si è”, ha denunciato la segretaria, ricordando che la Cisl Scuola “fece unitariamente uno sciopero nel 2022 proprio per contestare questa logica”. Le risorse disponibili sono circa 320 milioni, ma per un contingente ridotto: “Ottomila persone ogni triennio. Gli insegnanti sono circa ottocentomila, stiamo ragionando dell’uno per cento”.

La proposta della Cisl Scuola è chiara: “Contrattualizzare quelle risorse, renderle utili per la contrattazione, creare un fondo nazionale destinato a incamerare quelle risorse da destinare in quota parte alla formazione ma in un’altra quota parte a incarichi di supporto al piano dell’offerta formativa”.

L’obiettivo è “uscire dall’appiattimento contrattuale e professionale della professione docente, dare degli spazi di crescita in termini di esperienza, valorizzazione e responsabilità”. Barbacci ha ricordato che “nell’atto di indirizzo del contratto c’è un’impostazione di questo tipo. Le condizioni politiche, le condizioni economiche ci sono, pertanto va dato seguito attraverso un’azione contrattuale”.

Personale ATA: “Fondo stabile e piano straordinario di assunzioni”

Sulle posizioni economiche del personale ATA, la segretaria ha parlato di “battuta d’arresto che riteniamo assolutamente necessario venga superata”. La Cisl Scuola aveva stabilito nel contratto “che si dovesse creare un fondo apposta per poter dare regolarità ai pagamenti”. Barbacci ha anticipato che “il Ministero dell’Economia insieme al Ministero dell’Istruzione stanno trovando la soluzione per coprire tutti gli anni e mettere a regime dal 2024 in avanti tutto il percorso”.

Quanto alle immissioni in ruolo, la situazione è preoccupante: “Una scelta che nel tempo si sta reiterando è quella di coprire esclusivamente con le nomine e il ruolo del personale ATA il turnover. Questa è una scelta che riteniamo assolutamente inadeguata”.

I numeri parlano chiaro: “Sono circa trentamila i posti vacanti, che devono essere coperti”. La richiesta alla politica è di “programmare un piano di assunzioni progressivo nel giro di due o tre anni, in modo tale che gradualmente si dà stabilità al personale e si dà anche certezze e garanzie alle scuole”. Barbacci ha sottolineato che “il personale ATA in tutta la pubblica amministrazione è quello che ha una base stipendiale più bassa”.

Intelligenza artificiale: “La relazione educativa non è sostituibile”

Sul progetto del Ministero e sull’intelligenza artificiale nelle scuole, Barbacci ha offerto una riflessione articolata. “La relazione educativa intanto non è sostituibile. Non è sostituibile da nessuno il rapporto educativo docente-discente”.

La segretaria ha invitato a “evitare di scoprire i rischi dell’intelligenza artificiale troppo tardi rispetto al cattivo uso che se ne può fare”, citando l’errore commesso con i social: “Abbiamo lasciato che i social diventassero ormai attraversassero la vita quotidiana di ciascuno. Quando i buoi sono usciti facciamo interventi di restrizione”.

Barbacci ha ricordato che “ci sono interventi recenti di Anthropic che stanno individuando forme per rallentare l’evoluzione dell’intelligenza artificiale generativa perché pare sfugga al controllo umano”. La scuola, però, “non può disinteressarsi del fenomeno”. La proposta è di “assumere gli alfabeti capaci di poter interpretare questi strumenti e fare in modo che gli studenti non la usino di nascosto”.

Il parallelo con la calcolatrice è illuminante: “Quando è entrata nelle aule scolastiche, è sembrato essere una forma per accelerare processi. Oggi le competenze in matematica sono drammaticamente diminuite anche perché i conti a mano non li fa più nessuno”. La soluzione è “non frenare ma governare, guidare il cambiamento e le accelerazioni anche digitali”.

Barbacci ha messo in guardia dai rischi di amplificazione dei divari territoriali: “In alcune realtà non c’è ancora la banda né la rete, per altri versi si accelerano le divaricazioni intergenerazionali e quindi l’incomunicabilità tra le nuove generazioni e chi è nato negli anni Sessanta”. La risposta è nella formazione: “Quella che nasce dal basso, analizzare i bisogni degli insegnanti e cercare di corrispondere a questi bisogni”.

Conferenza programmatica a fine settembre

In chiusura, Barbacci ha anticipato i contenuti della Conferenza programmatica della Cisl Scuola, in programma dal 22 al 24 settembre. “Abbiamo scelto di dargli un indirizzo programmatico. Vogliamo stimolare il dibattito chiamando all’attenzione l’opinione pubblica, la scuola, ma anche la politica”.

I temi centrali saranno “un focus sulle nuove generazioni, quindi la base per la quale la scuola esiste, un focus sull’intelligenza artificiale, un focus sulle competenze trasversali che servono per essere cittadino del mondo”. L’evento, trasmesso in streaming, non si rivolgerà “solo alla dirigenza sindacale, ma all’opinione pubblica, al mondo della scuola e alle istituzioni”. L’obiettivo è “dare contributi importanti per l’avvio di un anno scolastico e anche per l’avvio di una nuova legislatura che sarà molto complessa”.


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 Andrea Carlino

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