13 opere degli architetti Aalto sono Patrimonio Mondiale UNESCO


Dal Sanatorio di Paimio a Villa Mairea, passando per l’abitazione e lo studio degli Aalto a Helsinki fino alla Church of Three Crosses, nella città di Imatra: nel corso della 48esima sessione del World Heritage Committee, che si è svolta tra il 19 e il 26 luglio a Busan, in Corea del Sud, è stata accolta la proposta di iscrizione alla lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO dei cosiddetti Aalto Works. Salgono dunque a otto i siti Patrimonio UNESCO della Finlandia, terra natale dei progettisti Alvar, Aino ed Elissa Aalto, autori dei tredici beni in questione (tra singoli edifici e complessi architettonici) complessivamente realizzati in un arco temporale lungo sei decenni (dal 1928 al 1988). La loro candidatura risale al 2025; è stata presentata dal Ministero dell’Istruzione e della Cultura della Finlandia, su elaborazione di The Finnish Heritage Agency in collaborazione con Alvar Aalto Foundation, ICOMOS Finland e con i proprietari dei siti.

Paimio Sanatorium 1929–33. Backside façade. Photo Maija Holma © Alvar Aalto Foundation

Cosa sono gli Aalto Works e perché sono diventati Patrimonio Mondiamo UNESCO

Diffuso nel paese scandinavo, questo patrimonio architettonico “esemplifica il Movimento Moderno del XX secolo e la sua risposta alle ampie esigenze sociali” indica l’UNESCO. A comporlo sono “strutture civiche, comunitarie e residenziali, situate sia in contesti urbani che rurali, internazionalmente associate ad Alvar Aalto, ma che riflettono anche la collaborazione creativa tra Aalto, AinoMarsio-Aalto, Elissa Aalto, lo studio Aalto e i loro partner nella progettazione. Radicate nelle tradizioni costruttive finlandesi ma ispirate alle idee moderniste globali, le opere esprimono una visione incentrata sull’uomo, specifica per il luogo ed empatica, che contraddistingue il contributo finlandese all’architettura moderna”. Piena soddisfazione è stata espressa dai promotori della candidatura; tra loro Tommi Lindh, CEO della Alvar Aalto Foundation, per il quale la recente iscrizione rappresenta “una chiara dimostrazione dell’importanza attribuita all’opera degli Aalto, non solo nella storia nazionale, ma anche in quella internazionale dell’architettura e del design, e noi finlandesi possiamo esserne orgogliosi”. Cinque delle tredici architetture comprese negli Aalto Works si concentrano nella capitale del Paese; il sindaco di Helsinki, Daniel Sazonov, ha dunque commentato l’inclusione nella lista esprimendosi in termini di “meraviglioso e significativo riconoscimento internazionale per l’architettura finlandese. I cinque siti di Helsinki sono parte integrante del patrimonio architettonico e culturale dellanostra città“.

Le cinque architetture degli Aalto Patrimonio UNESCO a Helsinki

Un itinerario nel segno dell’architettura degli Aalto, capace di ricalcare la geografia degli Aalto Works, può quindi avere un degno inizio da Helsinki e dalla Aalto House (1935–36). Situata nel quartiere residenziale Munkkiniemi, questa residenza della famiglia è oggi visitabile con tour guidati. Associa funzionalità e comfort con i materiali naturali tipici del vocabolario degli Aalto; fino al 1955 è stata impiegata anche come studio di architettura, un compito in seguito assolto dall’edificio costruito ad hoc a breve distanza dalla dimora. Si tratta dell’Aalto Studio, la cui sede fu ampliata tra il 1962 e il 1963: la caratterizzano spazi flessibili, concepiti per assecondare le necessità di spostamento e organizzazione interna, sulla base delle singole commesse. Nel 1984 è passato sotto la tutela della Alvar Aalto Foundation, che lo ha mantenuto il più intatto possibile. Attualmente accoglie il personale di questa istituzione e continua a essere dunque adoperato come ambiente di lavoro.

È Patrimonio UNESCO anche la (rinnovata) Finlandia Hall. E ci si può soggiornare

Dalla dimensione privata e professionale degli Aalto, scorrendo la lista degli Aalto Works localizzati a Helsinki si passa alla sfera pubblica con il National Pensions Institute KELA. Ultimato nel 1956 e particolarmente significativo per il design dei suoi interni, con soluzioni illuminotecniche calibrate sulla base delle diverse funzioni, si trova del quartiere Töölö, leggermente arretrato rispetto alla strategica arteria cittadina Mannerheimintie. Proprio lungo questa strada sorge la Finlandia Hall, datata 1971. Sala concerti e congressi, situata accanto al Museo Nazionale della Finlandia e al Parlamento, con i suoi volumi monumentali e il rivestimento marmoreo, è considerata uno dei simboli architettonici della città. Si tratta del più grande tra gli edifici degli Aalto a Helsinki ed è stato oggetto di ristrutturazione tra il 2022 e il 2025. Oltre a un ricco programma di eventi culturali, “offre al pubblico la possibilità non solo di visitare un edificio UNESCO, ma anche di soggiornarvi, vivendo un’esperienza immersiva all’interno di uno dei capolavori dell’architettura” come sottolineato da Johanna Tolonen, CEO di Finlandia Hall. Risale, infine, al 1958 la costruzione della Casa della Cultura, voluta dal Partito Comunista Finlandese per “rendere la cultura patrimonio dell’intera nazione“. Anch’essa tra i punti di riferimento locali, al pari dell’edificio precedente è tutelata dal Building Protection Act.

Finlandia Hall, 19621967–75. Façade. Photo Kari Hakli © Alvar Aalto Foundation.
Finlandia Hall, 19621967–75. Façade. Photo Kari Hakli © Alvar Aalto Foundation

Un itinerario in giro per la Finlandia nel segno dell’architettura degli Aalto

Fuori dal perimetro della capitale, le architetture degli Aalto divenute Patrimonio UNESCO riuniscono (almeno) due esempi conosciuti ben oltre la cerchia degli specialisti. È questo indubbiamente il caso del celeberrimo Sanatorio di Paimio (1929-33), pietra miliare dell’architettura del Novecento e prossima destinazione turistico-ricettiva, come abbiamo anticipato nella newsletter Artribune Render. È l’esito di un concorso indetto nel 1928 per rispondere all’urgenza del Paese di disporre di un edificio adeguato alla degenza dei malati di tubercolosi. Con il suo impianto strutturale, gli interni, gli arredi e perfino con i suoi colori incarna un’idea di architettura appositamente concepita per la cura e il benessere, in cui ogni dettaglio è stato messo a punto per favorire il recupero dei pazienti. Un esempio? La sedia Paimio (modello n.41, del 1931), con le sue curvature disegnate per facilitare la respirazione dei malati. Altrettanto conosciuta è Villa Mairea (1938-39) a Noormarkuu, nella Finlandia occidentale, riuscito esempio di architettura organica immerso in un parco. Aperta al pubblico, vanta interni conservati in modo autentico.

Chiese, case, edifici pubblici: il modernismo umanista degli Aalto

Tra gli Aalto Works, affrontano il tema abitativo anche il complesso residenziale (di proprietà privata) costruito a partire dal 1936-38 in un’area boschiva di Kotka, per i lavoratori della cartiera di Sunila, e la Muuratsalo Experimental House (1952-54), a Jyväskylä. Oggi museo accessibile in orari circoscritti e con ingressi contingentati, nacque come laboratorio di sperimentazione sui materiali e luogo di ricerca (nonché come casa vacanze estiva) per gli Aalto. Si resta nella stessa città con il Säynätsalo Town Hall (1949-52) e l’University of Jyväskylä – Aalto campus (1951–71). Completano la lista, e questo itinerario architettonico in Finlandia, il Seinäjoki Civic Center (1951–87) ovvero un complesso di edifici che costituisce il polo amministrativo e culturale della città di Seinäjoki e comprende una chiesa, e la Church of Three Crosses (1956-1958) di Imatra. Ancora oggi in uso, è spesso introdotta come “la più singolare” tra quelle progettate dagli Aalto: una definizione legata anche alla possibilità di aggregare (o usare in modo indipendente) le due sale parrocchiali e gli ambienti della chiesa propriamente detta.

Valentina Silvestrini

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