Nel maggio 2025 un movimento globale ha messo radici nel nostro Paese. HeForShe, l’iniziativa delle Nazioni Unite lanciato nel 2014 per coinvolgere attivamente uomini e ragazzi nella lotta per la parità di genere, ha ufficialmente iniziato il suo percorso italiano grazie all’impegno di UN Women Italy. A distanza di poco più di un anno ha già dimostrato di crescere con forza: il 17 giugno 2026, durante la seconda edizione del Gala HeForShe a Napoli, sono stati nominati quattro nuovi Advocates, portando a dieci il numero totale di figure che incarnano il messaggio di cambiamento culturale.
Un Movimento Globale che Raggiunge l’Italia
HeForShe non è una semplice campagna di sensibilizzazione. È una mobilitazione su scala mondiale che, secondo le stime, ha già raggiunto oltre un miliardo di persone, coinvolto più di 2 milioni di attivisti e generato oltre 3 miliardi di conversazioni online sulla parità di genere. Le sue campagne – #JustSayBro, #ChangeThePunchline, #RespectfullyDisruptive – hanno dimostrato di saper contrastare il sessismo in ogni ambito della vita quotidiana, professionale e mediatica.
A livello internazionale, la HeForShe Alliance riunisce alcuni tra i leader più influenti del mondo. Tra i Champions ci sono rappresentanti istituzionali come Pedro Sánchez, Presidente del Governo spagnolo, e Félix Tshisekedi, Presidente della Repubblica Democratica del Congo, insieme ai vertici di grandi multinazionali come Al Cook, CEO di De Beers Group, e Ralph Mupita, CEO di MTN Group. Il network coinvolge anche figure di rilievo del settore istituzionale e non profit, come Dr. Akinwumi Adesina, Presidente della African Development Bank, Hugh Evans, CEO e co-fondatore di Global Citizen, e Michelle Terry, CEO di Movember.
I numeri raggiunti finora da HeForShe parlano chiaro: il 45% delle organizzazioni aderenti ha aumentato la rappresentanza femminile, il 64% ha incrementato la presenza di donne nei ruoli apicali, e il 55% ha favorito una crescita significativa delle nuove assunzioni femminili.
Gli Advocates: Volti di un Cambiamento Necessario
La forza di HeForShe risiede nella capacità di coinvolgere leader che incarnano il cambiamento. In Italia, dieci personalità di rilievo, provenienti da diversi settori della società, hanno accettato questa responsabilità.
I Primi Sei Advocates (2025)
Gino Cecchettin, fondatore della Fondazione Giulia Cecchettin, rappresenta l’impegno contro la violenza di genere. La sua lotta è radicata nella determinazione di trasformare il lutto per l’omicidio della figlia in azione concreta per l’inclusione e la prevenzione della violenza.
Alessio Boni, attore e attivista, porta il messaggio di parità nei luoghi della cultura e dell’arte, dimostrando che il cambiamento culturale passa anche attraverso la sensibilizzazione artistica e la visibilità mediatica.
Luca Fratini, Console Generale a Edimburgo, rappresenta l’impegno istituzionale e la capacità di tradurre i principi di parità in politiche concrete a livello nazionale e internazionale.
Alessandro Rosina, Professore ordinario di Demografia e Statistica sociale all’Università Cattolica di Milano, incarna il ruolo della ricerca e della conoscenza nel definire politiche inclusive, fornendo i dati e le evidenze scientifiche necessarie per il cambiamento.
Corrado Tomassini, Responsabile Relazioni Istituzionali di UN Women Italy, e Filippo Agnello, Tesoriere di UN Women Italy, garantiscono il supporto organizzativo e strategico al movimento, assicurando che la visione di HeForShe si traduca in azioni concrete.
I Quattro Nuovi Advocates (2026)
Francesco Billari, Magnifico Rettore dell’Università Bocconi, estende il movimento nel mondo accademico, promuovendo modelli di leadership inclusivi e l’adozione di piani di parità di genere nelle istituzioni universitarie.
William Griffini, CEO di Carter & Benson e cofondatore del Winning Women Institute, porta l’expertise organizzativa nel settore privato, promuovendo la prima certificazione italiana dedicata alla gender equality nel lavoro.
Stefano Ciccone, Fondatore e Presidente di Maschile Plurale, rappresenta il fronte culturale della lotta al sessismo, impegnato da anni nel contrasto alla violenza di genere e nella promozione di una cultura maschile libera da stereotipi.
Guido Borsani, Presidente di Fondazione Deloitte, dimostra come il settore privato può farsi promotore di iniziative di impatto, dall’Osservatorio STEM per ridurre il gender gap nelle discipline scientifiche, ai progetti simbolici come la scultura dedicata a Margherita Hack, prima opera pubblica italiana dedicata a una scienziata.
L’Urgenza del Cambiamento in Italia
Dietro questi nomi e questi impegni c’è una realtà che non può essere ignorata. L’Italia, nel Global Gender Gap Report 2025 del World Economic Forum, si colloca all’85° posto su 148 nazioni, perdendo 16 posizioni rispetto al 2014. Ancora più preoccupante, il Paese è al 117° posto per partecipazione e opportunità economiche, con le donne che rappresentano il 41,2% della forza lavoro ma solo il 28,8% delle posizioni di leadership.
Come emerge dai dati del report di UN Women Italy, Deloitte, Winning Women Institute e Havas, presentato in occasione del WEP Forum 2026, l’occupazione femminile in Italia si attesta al 58%, contro il 71,3% della media Ue, un divario che colloca il Paese nelle posizioni di coda in Europa. Ai vertici la situazione non migliora: solo il 2,9% degli amministratori delegati italiani è donna, contro il 7,8% della media Ue. Ogni anno, inoltre, 60mila donne lasciano il lavoro nel primo anno di vita del figlio.
Anche l’accesso alle discipline STEM resta un nodo critico: solo il 16,4% delle studentesse italiane sceglie percorsi tecnico-scientifici. Non sorprende, quindi, che le donne rappresentino solo l’1,5% degli specialisti ICT e che, come emerge dallo stesso report, appena il 2% dei finanziamenti early-stage di venture capital raggiunga aziende con team fondatori interamente femminili.
Le disparità si accumulano lungo tutto il ciclo lavorativo: secondo il report Italia e parità di genere pubblicato da UN Women Italy e Deloitte, il 15,6% delle donne lavora part-time involontariamente (contro il 5,1% degli uomini), e questi squilibri si traducono, al momento della pensione, in un gender pension gap del 28,6% e in una copertura previdenziale inferiore di 14,6 punti percentuali rispetto agli uomini.
Anche le infrastrutture sociali pesano su questo quadro: la copertura degli asili nido si ferma al 30% a livello nazionale (17,4% nel Mezzogiorno), lontana dall’obiettivo europeo del 45% fissato per il 2030, e il congedo di paternità obbligatorio – fermo al minimo di 10 giorni previsto dalla normativa europea – viene utilizzato solo dal 64,5% dei padri, con un divario che arriva al 76% al Nord e scende al 44% al Sud e nelle Isole.
A livello globale, le stime indicano che con questi ritmi serviranno ancora 123 anni per raggiungere la piena parità di genere, ma in Italia il ritardo è ancora più marcato.
Una Responsabilità Condivisa
Il messaggio di HeForShe è radicale nella sua semplicità: la parità di genere non è una sfida che riguarda soltanto le donne, ma una responsabilità collettiva. “Il coinvolgimento attivo degli uomini nel percorso verso la parità è imprescindibile se vogliamo accelerare il raggiungimento di una società equa e inclusiva a livello globale”, commenta Darya Majidi, Presidente UN Women Italy. “Insieme agli advocate italiani e a quelli di tutti i Paesi in cui HeForShe è presente, celebriamo questa alleanza come leva concreta per costruire un mondo più giusto, inclusivo e sostenibile per tutte e tutti”.
Come sottolineato da Corrado Tomassini, Board Member di UN Women Italy e tra i primi HeForShe Advocates italiani, “con HeForShe in Italia vogliamo dare voce alle esperienze di uomini che di fronte all’ingiustizia e alla disparità hanno deciso di agire: protagonisti di un cambiamento reale, quotidiano, a favore della parità di genere. Abbiamo bisogno quanto mai di modelli positivi maschili di inclusione in tutti gli ambiti della società e per tutte le fasce d’età, con particolare attenzione ai giovani”.
Antonio Garofalo, Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, che ha ospitato la cena di Gala, aggiunge: “La sfida per il raggiungimento della parità di genere deve essere globale e condivisa da tutti. È una sfida culturale che chiama in causa anche gli uomini, il loro impegno e la loro responsabilità. Contrastare stereotipi, linguaggi discriminatori, comportamenti sessisti, disparità economiche e di trattamento richiede uno sforzo comune per far sì che si promuovano il rispetto e l’inclusione nei luoghi di lavoro, di studio ed in tutti gli aspetti della vita quotidiana”.
Guardando al Futuro
Con dieci Advocates di rilievo, una rete internazionale di organizzazioni e milioni di attivisti nel mondo, HeForShe in Italia è una realtà in crescita. Ogni Advocate rappresenta un settore diverso della società – accademia, impresa, istituzioni, cultura, ricerca, terzo settore – dimostrando che il cambiamento verso la parità di genere non è una battaglia di nicchia, ma una sfida che coinvolge l’intera società.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Redazione Web
Source link



