10 giugno 2026 – ore 12:30 – Un nuovo spazio di ascolto, dedicato al benessere psicologico della comunità e rivolto a tutte le fasce d’età: si presenta così “Il Filo”, centro di consulenza psicologica che aprirà a Trieste nel mese di luglio. Realtà a orientamento multidisciplinare, “Il Filo” guarda a percorsi di supporto costruiti in modo condiviso, grazie alla cooperazione tra diverse figure professionali. All’interno de “Il Filo” le competenze s’intrecciano e i professionisti si confrontano, per garantire una presa in carico completa e coordinata e rispondere in maniera più efficace alle necessità del territorio.
Un nuovo spazio di ascolto per la comunità
L’idea che ha portato alla nascita de “Il Filo” è maturata circa tre anni fa, all’interno di una cooperativa sociale già attiva sul territorio e impegnata in particolare nel sostegno ai minori in condizioni di vulnerabilità. L’iniziativa è partita da Giulia Borsoi, psicoterapeuta e componente del consiglio di amministrazione della Santa Angela Merici Società Cooperativa Sociale, insieme a Sebastian Gerlini, presidente della cooperativa. Lavorando quotidianamente a contatto con famiglie e giovani, i promotori del progetto hanno osservato una crescente domanda di supporto psicologico, non solo da parte dei minori seguiti dai servizi, ma anche di studenti universitari e giovani adulti alle prese con fragilità emotive, educative e sociali. Da questa consapevolezza è nata la volontà di costruire una risposta concreta ai bisogni dei cittadini. Attorno all’idea iniziale si è quindi formato un gruppo di professionisti con competenze diverse, i quali hanno contribuito a definire, un filo alla volta, l’identità e gli obiettivi del progetto.
“Il Filo non nasce come un’alternativa ai servizi pubblici”, precisa Gerlini, “ma come un supporto complementare, capace di rispondere a bisogni che a volte rimangono insoddisfatti a causa delle lunghe liste d’attesa nel pubblico, o dei costi spesso insostenibili nel privato.” L’obiettivo del centro è dunque offrire percorsi che risultino accessibili ad ogni fascia della popolazione: per realizzare questa visione, “Il Filo” adotta un sistema di tariffe differenziate in base all’ISEE degli utenti. “Chi dispone di maggiori risorse contribuisce di più”, spiega il presidente, “mentre chi ha meno possibilità può accedere ai servizi a costi ridotti: in questo modo, vogliamo garantire a tutti un servizio equo e inclusivo”.
“Il Filo”: una metafora di cura e connessione
La scelta del nome “Il Filo” è il risultato di una riflessione condivisa tra le promotrici del progetto. “Ci è voluto del tempo, prima di capire come chiamare la nostra realtà”, racconta Giulia Borsoi. L’immagine che ha ispirato la scelta finale è quella di una matassa di fili intrecciati, interpretata come una metafora della vita: “ognuno costruisce la propria storia attraverso relazioni, esperienze, pensieri ed eventi che si intrecciano nel tempo”, continua la psicoterapeuta, “talvolta creando nodi e ostacoli difficili da comprendere o affrontare da soli”. In questa prospettiva, “Il Filo” si propone come uno spazio di accoglienza e ascolto, dove poter “sbrogliare” i nodi che generano disagio o difficoltà e “riprendere il filo del proprio benessere”.
L’idea di intreccio rimanda anche a un altro concetto fondante de “Il Filo”: “La nostra realtà vuole intrecciarsi con altri servizi della comunità e del territorio”, aggiunge Borsoi, “perciò fare rete con l’azienda sanitaria, le comunità, altre associazioni e naturalmente le scuole”. Ed è proprio dall’unione di molteplici punti di vista che nasce “Il Filo”, realtà che ha come priorità una presa in carico integrata e una visione della persona a 360 gradi.
Un intreccio di competenze: il valore dell’approccio multidisciplinare
L’approccio multidisciplinare de “Il Filo” si basa su una presa in carico condivisa, che coinvolge l’intera équipe fin dal primo contatto con la persona. “A differenza di molti studi associati, dove i professionisti condividono semplicemente gli spazi, qui i casi vengono discussi regolarmente attraverso momenti di confronto, supervisione e intervisione, permettendo interventi integrati tra diverse figure specialistiche”. Questo consente di cogliere la complessità di ciascuna situazione e individuare le risposte più adeguate, evitando letture incomplete e orientando con precisione il percorso di assistenza. Alla base vi è una forte valorizzazione delle competenze professionali: ogni attività viene affidata a specialisti qualificati, nel rispetto dei rispettivi ruoli e ambiti di intervento.
L’approccio multidisciplinare non caratterizza soltanto i servizi offerti da “Il Filo”, ma ha guidato fin dall’inizio la costruzione dell’intero progetto. La ricerca e la ristrutturazione degli spazi hanno richiesto un importante investimento economico e organizzativo: ci sono voluti quasi due anni di lavoro e un team di professionisti qualificati per portare a termine il progetto. “Noi partiamo dal presupposto che ognuno ha una propria competenza”, spiega Gerlini: “La cooperativa si è dunque affidata a figure esperte per ogni fase del percorso: dall’architetto per la progettazione degli spazi ai professionisti della brand identity, fino al consulente legale per gli aspetti legati alla privacy.” In altre parole, “Il Filo” valorizza le competenze e il lavoro di squadra come elementi fondamentali per costruire servizi di qualità.
A chi si rivolge “Il Filo”?
“La nostra intenzione è quella di rivolgerci a tutti, dall’infanzia fino all’età adulta”, spiega Giulia Borsoi. “Le nostre competenze ci permettono di dedicare un focus particolare all’infanzia, l’adolescenza e i giovani adulti.” “Il Filo” ha inoltre un occhio di riguardo per il sostegno alla famiglia e alla genitorialità: “In questo momento storico emergono in modo significativo le difficoltà dei genitori nel rapporto con i figli”, evidenzia la psicologa, “soprattutto nella fase della preadolescenza e dell’adolescenza”. In ogni caso, “Il Filo” è aperto a tutti coloro che hanno il desiderio o la necessità di cominciare o continuare un percorso di supporto psicologico, a prescindere dall’età.
Chi sono le professioniste de “Il Filo”?
Le professioniste de “Il Filo” sono figure con competenze altamente specializzate. L’équipe, giovane e completamente al femminile, comprende le psicoterapeute Giulia Borsoi e Maša Jović, la neuropsicologa Antonella Gagliano, la logopedista Vanessa Strain, la psicologa psicomotricista Maria Concetta Lisi e la psicologa neuropsicomotricista Elena Farruggia. Le principali aree di intervento riguardano la psicoterapia e la psicomotricità, considerata uno dei servizi cardine del progetto: in particolare, l’area dedicata alla psicomotricità è pensata come uno spazio protetto per i bambini più piccoli che stanno vivendo le prime fasi di distacco dai genitori, per accompagnarli in modo graduale e sicuro nel loro percorso di crescita.
Grazie all’intreccio di molteplici competenze, il nuovo centro psicologico prevede l’attivazione di vari percorsi individuali e di gruppo: i trattamenti individuali possono riguardare anche situazioni specifiche come i DSA o difficoltà nello sviluppo psicomotorio, mentre le attività di gruppo assumono una valenza educativa oltre che terapeutica. Tra i servizi offerti figurano percorsi di yoga-motricità e psicomotricità di gruppo, pensati per sostenere lo sviluppo e la socializzazione dei bambini anche al di fuori del contesto scolastico. A questi si aggiungono percorsi di psicoterapia individuale, terapia familiare, formazione, logopedia e potenziamento neuropsicologico.
La sede de “Il Filo”: un luogo di cura e confronto
Lo studio ospita diversi ambienti funzionali alle attività dei professionisti: ambulatori per colloqui e consulenze, una sala riunioni per il confronto tra specialisti e uno spazio riservato ai percorsi di psicomotricità. “Gli spazi de ‘Il Filo’ sono organizzati non solo per essere un luogo di co-working, ma anche per aprirsi alla collaborazione con professionisti esterni”, spiega Gerlini: “La struttura comprende tre ambulatori, una palestra e una sala riunioni, ambienti ampi e concepiti per un utilizzo flessibile. Oltre alle attività dell’équipe, alcune stanze vengono affittate a professionisti esterni, selezionati tra figure affini all’ambito del progetto che condividono una visione comune. Questi professionisti operano in autonomia ma in integrazione con il servizio, favorendo scambi e collaborazioni.” L’obiettivo è creare un ambiente aperto e dinamico, in cui competenze diverse possano intrecciarsi e arricchire l’offerta complessiva del centro.
Particolarmente significativa anche la zona in cui sorge la sede de “Il Filo”: “Saremo in via delle Settefontane 4”, spiega il presidente. “Una scelta coraggiosa, quella di costruire un progetto così ambizioso in una zona della città che ultimamente è sulle pagine di cronaca per altri motivi. Vogliamo trasmettere questo messaggio: ci siamo, proprio dove la cittadinanza ne ha più bisogno.”
Un nuovo modo di pensare il benessere: qual è la visione de “Il Filo”?
“Stare male è normale. Provare tristezza, o in generale emozioni considerate ‘negative’, è parte naturale dell’esperienza umana e svolge una funzione fondamentale nella vita di ciascuno”, spiega Giulia Borsoi. “Il nostro obiettivo è offrire uno spazio in cui queste emozioni possano essere accolte e comprese, dando loro un senso. Vogliamo accompagnare le persone nei momenti di difficoltà affinché non si sentano sole, ma ascoltate e sostenute in un percorso di consapevolezza e cambiamento, verso un maggiore equilibrio personale.”
Articolo di Benedetta Marchetti
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