in Europa crescono lasciti testamentari, in Italia aumento costante tra 2020 e 2024



In Europa il lascito solidale cresce, si consolida e diventa una leva sempre più importante per il futuro del Terzo settore. È quanto emerge da una nuova indagine internazionale promossa dal comitato ‘Testamento solidale’, in collaborazione con Legavision, la rete internazionale che riunisce oltre 25 realtà -dall’Australasia all’Europa agli Stati uniti- impegnate nella promozione e sensibilizzazione sulle donazioni testamentarie. L’analisi coinvolge alcune delle principali realtà europee impegnate nella diffusione della cultura del legacy giving: Remember a charity (Uk), Testament solidaire (Francia), HaZTestamentoSolidario.org (Spagna), Nachlass-Netzwerk gemeinnützige Ug (Germania), Testament.be (Belgio), Artsen zonder Grenzen (Paesi bassi) e Forget me not (Austria). Uno scenario che conferma quanto rilevato in Italia con la ricerca 2025 del Comitato, che evidenzia una crescita significativa del fenomeno nel Terzo settore italiano.

Negli ultimi dieci anni l’importanza dei lasciti solidali per la raccolta fondi è cresciuta in modo significativo in tutta Europa. In Francia e in Belgio l’incremento registrato è del 20%, mentre Germania, Spagna e Paesi Bassi segnano una crescita di almeno il 50%. Ancora più marcato il dato dell’Austria, dove il peso dei lasciti solidali è raddoppiato (+100%) nell’arco di un decennio. Un trend che conferma come la solidarietà testamentaria stia diventando una risorsa sempre più strategica per il non profit europeo. E se si allarga lo sguardo a un periodo più lungo, il caso del Regno unito mostra le potenzialità di questo fenomeno: dal 1992 al 2025 il valore delle donazioni testamentarie è aumentato del 400%, fino a rappresentare oggi circa il 30% delle entrate da fundraising delle mille maggiori organizzazioni benefiche del Paese che ricevono i maggiori introiti da lasciti.

“Da oltre 25 anni lavoriamo per far crescere il lascito solidale nel Regno unito -afferma Lucinda Frostick, director di Remember a charity, la campagna nazionale del Regno unito per promuovere i lasciti solidali- e, durante questo periodo, i lasciti a favore di cause benefiche sono diventati non solo un modo profondamente significativo per le persone di sostenere le cause che stanno loro più a cuore in tutto il Paese, ma anche una fonte di entrate fondamentale che ha permesso alle organizzazioni benefiche di continuare a operare in tempi economici sempre più difficili. La collaborazione ci dà una voce più forte e collettiva, generando un impatto duraturo per le comunità e le future generazioni. Questo studio sottolinea la crescente importanza e il valore delle entrate derivanti dai lasciti per sostenere le buone cause a livello internazionale. Ed è per questo che il lavoro del comitato ‘Testamento solidale’ è così importante per il futuro del settore non profit italiano”.

In prospettiva, in tutti i Paesi europei si prevedono ulteriori crescite a doppia cifra dei lasciti solidali nei prossimi 5/10 anni: l’indagine rileva previsioni del +50% in Germania e Austria, +20/50% in Belgio e Paesi Bassi; +10/20% in Uk e Spagna. Ricordano Elly Lont e Lena Vizy, coordinatrici di Legavision: “La crescita dei lasciti solidali in Europa conferma che questa forma di generosità sta diventando una leva sempre più strategica per il futuro del settore non profit. In qualità di rete globale che riunisce le principali campagne dedicate al lascito solidale, Legavision osserva quanto siano fondamentali informazione, collaborazione e fiducia per aiutare le persone a comprendere che una donazione testamentaria è una scelta accessibile a tutti e un modo concreto per far vivere i propri valori anche nel futuro. Il confronto tra i diversi Paesi dimostra che quando le organizzazioni lavorano insieme per promuovere la cultura del lascito, la consapevolezza dei cittadini cresce in modo significativo, generando un impatto positivo straordinario nella costruzione di un mondo migliore, più umano, sostenibile e pacifico per le future generazioni”.

I dati italiani raccolti dal comitato ‘Testamento solidale’ mostrano una traiettoria coerente con il resto d’Europa. Tra il 2020 e il 2024 cresce infatti di 16 punti percentuali la quota di organizzazioni non profit che hanno ricevuto almeno un lascito solidale, passando dal 61% al 77%. Aumenta anche il peso dei lasciti sul totale della raccolta fondi degli enti: dall’8% del 2020 al 14% del 2024, quasi il doppio in cinque anni. “Il confronto europeo ci dice con chiarezza che il lascito solidale sta diventando ovunque una forma sempre più importante di partecipazione civica e di sostegno al bene comune -commenta Rossano Bartoli, portavoce del comitato ‘Testamento solidale’-. Anche in Italia osserviamo una crescita concreta e strutturale del fenomeno, favorita da una maggiore consapevolezza culturale e da un progressivo superamento di molti pregiudizi, anche grazie all’azione di sensibilizzazione sul tema che il Comitato e gli enti del Terzo settore compiono da anni, per informare l’opinione pubblica”.

L’analisi europea evidenzia anche un’evoluzione del profilo di chi sceglie di fare un lascito solidale. Se nella maggior parte dei Paesi i donatori restano prevalentemente over 65, donne e senza eredi diretti, nei contesti in cui il fenomeno è più diffuso -come il Regno unito- si abbassa progressivamente l’età media dei testatori e aumenta il numero delle persone con figli che scelgono di destinare una parte del proprio patrimonio a una causa benefica. Una tendenza che trova riscontro anche nel nostro Paese, dove il lascito solidale è sempre più percepito come una scelta compatibile con la tutela della famiglia e con la trasmissione dei propri valori alle nuove generazioni. Secondo la ricerca italiana del Comitato, infatti, il 68% degli italiani coinvolgerebbe i propri familiari nella decisione di fare un lascito solidale, confermando la dimensione sempre più ‘familiare’ e condivisa di questa scelta. “Con le nostre ricerche, sviluppate anno per anno, come Comitato abbiamo visto crescere la cultura del lascito, che oggi sempre più viene vissuto come una scelta valoriale, che spesso coinvolge l’intera famiglia in un percorso consapevole che diventa anche trasmissione di valori e di visione”, spiega Bartoli.

Nonostante la crescita del fenomeno, in tutta Europa restano forti alcune barriere culturali: il timore che un lascito possa togliere qualcosa ai propri cari, il tabù della morte, la percezione di complessità burocratiche e la scarsa conoscenza dello strumento. Per questo, sottolinea il network europeo delle associazioni coinvolte, la comunicazione e l’informazione continuano ad avere un ruolo decisivo. In tutti i Paesi analizzati, le organizzazioni investono sempre più in attività di sensibilizzazione, campagne informative, eventi pubblici, webinar e collaborazione con notai e professionisti.

“Il lascito solidale non è una scelta riservata a grandi patrimoni -conclude Bartoli-. È un gesto possibile anche attraverso contributi piccoli o medi, frutto di una vita normale, che può però generare un impatto concreto e duraturo per la ricerca scientifica, l’assistenza, i diritti, la tutela dell’ambiente e il sostegno alle persone più fragili. In tutta Europa sta crescendo la consapevolezza che lasciare qualcosa agli altri significhi, in fondo, lasciare una parte dei propri valori e della propria idea di futuro”.


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