I servizi di interesse generale e la solidarietà intergenerazionale sono strettamente interconnessi. Alla conferenza Delivering intergenerational solidarity – the role of services of general interest (Realizzare la solidarietà intergenerazionale – il ruolo dei servizi di interesse generale), tenutasi a Bruxelles, i partecipanti hanno sottolineato che i servizi di interesse generale quali, tra gli altri, gli alloggi, l’approvvigionamento idrico ed energetico e l’assistenza sanitaria e sociale possono rafforzare la solidarietà tra le generazioni e quindi migliorare il benessere delle nostre società.
L’evento, organizzato congiuntamente dalla sezione Trasporti, energia, infrastrutture, società dell’informazione del Comitato economico e sociale europeo-Cese e dal governo basco, ha riunito rappresentanti della Commissione europea, del Comitato europeo delle regioni e di organizzazioni che rappresentano i giovani e gli anziani. Le discussioni si sono incentrate sulla rilevanza politica e sociale dei servizi di interesse generale nel promuovere la solidarietà intergenerazionale in tutta l’Unione europea.
Dall’edilizia abitativa al ciclo dei rifiuti
I servizi di interesse generale sono servizi che le autorità pubbliche degli Stati membri dell’Ue considerano di interesse generale e che costituiscono pertanto una componente fondamentale dei sistemi economici, sociali e giuridici europei. Sono soggetti a specifici obblighi di servizio pubblico, ma possono essere forniti dalle autorità pubbliche o dal settore privato. Comprendono settori quali l’edilizia abitativa, l’approvvigionamento idrico ed energetico, lo smaltimento dei rifiuti e delle acque reflue, i trasporti pubblici, l’assistenza sanitaria, i servizi sociali, i servizi postali, nonché i servizi per i giovani, per la famiglia, la cultura e la comunicazione.
«Tali servizi svolgono un ruolo fondamentale nel dare espressione concreta al principio della solidarietà intergenerazionale. Influenzando direttamente l’accesso alle risorse, le opportunità e la partecipazione alla società per le persone di tutte le età, possono contribuire a promuovere l’equità tra le generazioni, a rafforzare il progresso sociale e a promuovere la coesione di una comunità», si legge in una nota del Cese.
«I servizi di interesse generale sono pertanto fondamentali per il benessere delle nostre società. Costituiscono un pilastro fondamentale del modello sociale europeo e sono strettamente legati alla promozione della solidarietà intergenerazionale, riconosciuta come un obbligo giuridico ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 3, del trattato sull’Unione europea», afferma il Cese.

La solidarietà intergenerazionale ha molteplici dimensioni. Presuppone il riconoscimento delle responsabilità reciproche delle generazioni più giovani e più anziane, promuovendo nel contempo la comprensione, il rispetto e i benefici condivisi in tutta la società. Questo principio può essere attuato al meglio creando sinergie tra le funzioni preventive, abilitanti e redistributive dei servizi di interesse generale.
Il Cese e l’equità intergenerazionale
«Negli ultimi anni il Comitato economico e sociale europeo-Cese ha lavorato intensamente su questo tema ed è emerso come pioniere tra le istituzioni dell’Ue nella promozione dell’equità intergenerazionale. L’economia dell’Ue può prosperare solo se tutti i gruppi di popolazione, indipendentemente dalla loro età, sono in grado di partecipare pienamente al mercato del lavoro e alla società dell’Ue, in linea con i principi del pilastro europeo dei diritti sociali. A tal fine, è importante garantire che i servizi di interesse generale non si limitino a svolgere il ruolo di semplici meccanismi per la fornitura di servizi, ma che fungano anche da strumenti per promuovere l’equità intergenerazionale», sottolinea una nota del Cese.
In tale contesto, nel settembre 2022 il Cese ha varato il progetto del Test giovani, che consente alle organizzazioni giovanili di partecipare ai gruppi di studio e di contribuire direttamente all’elaborazione dei pareri del Cese, garantendo in tal modo che i loro punti di vista siano inclusi nel processo decisionale dell’Ue.
Sulla base di questi lavori, nel settembre 2024 il Cese ha formulato raccomandazioni concrete sulla solidarietà intergenerazionale adottando il parere Promuovere una solidarietà intergenerazionale europea – verso un approccio orizzontale da parte dell’UE. Il Comitato esorta la Commissione europea a presentare proposte riguardanti il mercato del lavoro, l’”economia d’argento” (silver economy), i sistemi pensionistici, i servizi sanitari e di assistenza, lo sviluppo locale, l’edilizia abitativa, la mobilità, la politica climatica, l’apprendimento permanente e il volontariato.
Infine, nel luglio 2025 il Comitato ha sottolineato l’importanza di garantire un’adeguata fornitura di servizi di interesse generale per la prosperità e la competitività sostenibili dell’Ue. Nel parere sul tema Il ruolo dei servizi di interesse generale (SIG) per la competitività, la coesione sociale e la democrazia nell’Unione europea, il Comitato invita la Commissione ad adottare un piano d’azione specifico sui servizi di interesse generale.


Zubiak, il ponte basco tra le generazioni
In tale contesto, la questione fondamentale rimane quella del finanziamento. Con l’avanzare dei negoziati sul quadro finanziario pluriennale (Qfp) 2028-2034, i responsabili politici stanno valutando come integrare al meglio l’equità intergenerazionale in modo tangibile nelle politiche sociali e di coesione europee.
Allo stesso tempo, a livello regionale sono già emerse alcune buone pratiche. Il governo basco, ad esempio, è stato particolarmente attivo su questo tema. Dopo aver monitorato attentamente i lavori dell’Ue in questo settore e in particolare i risultati del panel europeo di cittadini, ha adottato un nuovo patto intergenerazionale.
Questa iniziativa, nota come Zubiak, Strategia per il patto tra le generazioni (zubiak in basco significa “ponte”), fornisce un modello per promuovere il dialogo intergenerazionale e la coesione sociale. Concepita per promuovere l’empatia, la responsabilità condivisa e il riconoscimento reciproco tra le generazioni, la strategia Zubiak si articola in tre pilastri: superare le divisioni attraverso il dialogo; ricostruire il tessuto sociale creando spazi sicuri; e responsabilizzare i giovani tenendo conto delle loro preoccupazioni.
Nel 2027, nell’ambito della strategia Zubiak, il governo basco ospiterà a Bilbao una conferenza internazionale sulla solidarietà intergenerazionale. Sarà un’occasione per fare il punto sui progressi compiuti e mostrare in che modo le discussioni si sono tradotte in politiche concrete che migliorano la vita delle persone costruendo comunità più coese.
Trasformare la strategia in azione
A livello europeo, negli ultimi mesi gli sforzi di sensibilizzazione del Cese hanno dato i loro frutti. Nel marzo 2026 la Commissione europea ha compiuto un importante passo avanti con la pubblicazione della sua strategia sull’equità intergenerazionale. La prossima sfida consisterà nel tradurre questa strategia in azioni concrete in tutti gli Stati membri dell’Ue, garantendo che tutte le fasce di età siano prese in considerazione e che l’inclusione e la coesione sociale siano realmente rafforzate.
≪È indispensabile garantire che le decisioni adottate oggi non danneggino le generazioni future e che si sviluppino un maggiore impegno e una maggiore solidarietà tra persone di età diverse. Permettetemi di incoraggiarvi a mantenere questo forte slancio, a rimanere aperti e creativi e a cogliere questa opportunità tempestiva di agire. La società civile organizzata deve essere pienamente coinvolta nell’elaborazione delle politiche. Affinché le politiche abbiano successo, le parti sociali e le organizzazioni della società civile devono essere consultate il prima possibile≫. Così Séamus Boland, Presidente del Comitato economico e sociale europeo-Cese.


≪La strategia sull’equità intergenerazionale è l’impegno della Commissione a favore di un’elaborazione delle politiche equa, di opportunità eque e di luoghi equi. Prenderemo sistematicamente in considerazione gli impatti a lungo termine di tutte le nostre decisioni per garantire che l’Europa rimanga innovativa, economicamente resiliente e strategicamente autonoma, che le generazioni giovani e future possano permettersi un luogo in cui vivere, e che gli europei possano trasformare le nuove tecnologie in ciò di cui abbiamo bisogno. Sono grato a coloro che, prima di me, hanno plasmato il programma dell’equità tra generazioni. Non da ultimo il Cese. Il vostro Test giovani è stato un modello per esaminare ogni politica nella prospettiva del suo impatto sui giovani≫. Queste le parole di Glenn Micallef, commissario europeo per l’Equità intergenerazionale, i giovani, la cultura e lo sport.
Anziani e giovani dalla stessa parte
≪La solidarietà intergenerazionale non è una vaga aspirazione, ma un obbligo giuridico derivante dal trattato Ue. Eppure oggi è sotto pressione e, se non siamo attenti, le sfide attuali possono dividerci. Nei Paesi baschi riteniamo necessario costruire ponti tra le generazioni più anziane e quelle più giovani, tra la memoria di ciò che siamo stati e il futuro. Ecco perché i servizi di interesse generale sono così importanti, perché non si limitano a soddisfare le esigenze, ma sono ponti che costruiscono comunità≫. Così Iván Larraza Vila, viceministro del Welfare presso il ministero del Welfare, della gioventù e della sfida demografica del governo basco.
≪L’impegno del governo basco a favore della società basca consiste nel porre le persone al centro delle politiche pubbliche. Elaborando una nuova agenda sociale, saremo in grado di continuare a migliorare settori quali la sanità, l’istruzione, l’occupazione, gli alloggi, la sicurezza e i servizi sociali. Perseguiremo tutto questo applicando la solidarietà intergenerazionale e garantendo la sostenibilità economica del modello di welfare≫, così spiega Txema Ezkerra Fernandez, direttore per la diversità, la coesistenza e la solidarietà intergenerazionale presso il ministero del welfare, della gioventù e della sfida demografica del governo basco.
Le foto dell’articolo sono del Comitato economico e sociale europeo-Cese, in apertura la conferenza organizzata a Bruxelles dal Comitato economico e sociale europeo-Cese e dal governo basco
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Cristina Barbetta
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