La Tari aumenta, Massa si inabissa, la scena è tutta di De Santis e Macciomei

C’è la narrazione ufficiale — quella dei comunicati stampa istituzionali in cui tutto fila liscio tra «provvedimenti fondamentali» e «sostenibilità economica». E poi c’è la politica vera, quella che si mastica tra i banchi del Consiglio Comunale e nei corridoi di Palazzo Antonelli. La seduta consiliare di Ceccano ieri pomeriggio ha offerto una plastica rappresentazione dei nuovi equilibri di potere all’interno della maggioranza Querqui: un ecosistema dove i ruoli formali iniziano a sbiadire, dove i silenzi fanno più rumore delle parole e dove una figura, su tutte, sta accentrando su di sé le leve del comando. 

Ma per capire il clima in aula, bisogna fare un passo indietro di qualche ora.

Il prologo: la tromba d’aria e la scure di Del Brocco

L’albero caduto a Ceccano

Alle 14.00, poche ore prima del suono della campanella consiliare, una violenta tromba d’aria si abbatte su Ceccano. Il bilancio è il solito copione: alberi crollati e disagi. Il tempismo è letale per il consigliere delegato all’Ambiente, Colombo Massa (esponente dei Verdi), che finisce immediatamente nel mirino dell’ex assessore al ramo, Riccardo Del Brocco.

Sui social, l’ex assessore all’Ambiente durante la giunta di centrodestra Riccardo Del Brocco affonda il colpo con sarcasmo feroce: «E 3… la natura si ribella. Non deve essere facile avere uno dei Verdi come delegato all’ambiente. ps: per fortuna anche stavolta senza feriti. Buon consiglio comunale…». Un siluro politico mirato a evidenziare la presunta inadeguatezza dell’attuale delegato di fronte a un tema così delicato.

È con questo macigno sulle spalle che Colombo Massa si siede in Consiglio. E il suo atteggiamento, come vedremo, sarà emblematico.

TARI: i costi salgono e l’opposizione attacca

Il piatto forte del Consiglio è l’approvazione del Piano Economico Finanziario (PEF) del servizio rifiuti 2026-2029 e delle relative tariffe Tari. Il sindaco Andrea Querqui indossa i panni del tecnico e spiega che il PEF certifica la sostenibilità del servizio e ne determina il costo, calcolato secondo il Metodo Tariffario Rifiuti (MTR-3) di ARERA. Cioè? Il sindaco spiega che la tariffa per i Rifiuti si calcola in base ad una formula precisa nella quale i Comuni devono metterci i loro numeri; poi l’equazione si sviluppa da sola.

Un calcolo complesso che tiene conto di residenti, utenze, tonnellate prodotte e percentuale di differenziata. I numeri parlano chiaro: il costo annuo del servizio passerà da 3,1 milioni di euro nel 2026 a 3,3 milioni nel 2029. E poiché i costi devono essere coperti integralmente dalla tassa, il risultato pratico per i cittadini è un aumento in bolletta stimato tra il 3% e il 5%.

L’intervento chirurgico di Alessia

Alessia Macciomei

È qui che si accende lo scontro. La consigliera di minoranza Alessia Macciomei va all’attacco. Ricorda che nel nuovo capitolato era prevista la vendita dei materiali riciclabili, frutto del lavoro della passata gestione Del Brocco. In pratica: dice che l’ex assessore aveva programmato la vendita di plastica, carta, alluminio e vetro raccolti con la differenziata, un’operazione capace di generare circa 135mila euro di ricavi.

La domanda è tagliente: perché quelle risorse non sono state usate per alleggerire le bollette delle famiglie? «Perché, oggi che potete, non avete pensato di stornare quei 135mila euro dalla tariffa in modo da evitare aumenti?» . Macciomei rincara la dose denunciando un peggioramento visibile del servizio, dall’erba alta al mancato spazzamento. Parla di un «lavoro che però non vede continuità specie nel servizio di spazzamento… erba alta a tutti i lati delle strade , discariche abusive, incuria ovunque segno evidente di mancanza di controllo…».

Lancia la sfida politica: una delega così pesante non può restare nelle mani di un semplice consigliere delegato ma necessita di un assessorato vero e proprio: «segno ancora più evidente che avere una delega a mezzo servizio e non assessorato, non produce granché. Anzi. Zero». Un attacco frontale e diretto a Colombo Massa, che non risponde. Come non risponderà nemmeno il sindaco Querqui.

Il silenzio di Massa e il «De Santis Show»

Colombo Massa

Di fronte a un attacco così esplicito sulla sua delega, le logiche della politica imporrebbero una replica immediata. Invece, il buio. Il delegato all’Ambiente opta per un silenzio assordante: nessuna parola né per difendere le tariffe né per rispondere alle accuse sull’incuria del verde. Ha forse paura di metterci la faccia di fronte a un aumento delle tasse? O c’è dell’altro?

A correre in soccorso — e a difendere la retroattività dei costi di conferimento a tonnellata aumentati nel 2023 — ci pensa prima il sindaco Querqui.

Ma subito dopo ecco il vero dato politico della giornata: interviene il vicesindaco Mariangela De Santis (delegata alle Politiche Sociali). Non si limita a un commento: replica punto su punto alla Macciomei, sminuisce i meriti di chi l’ha preceduta e difende l’operato ambientale con la foga di chi detiene materialmente la delega. Si sostituisce, di fatto, al delegato silente.

La sindaca ombra e le sponsorizzazioni

Mariangela De Santis

L’onnipresenza della De Santis non è una novità, ma in questo Consiglio ha raggiunto l’apogeo. È sempre lei a presentare e difendere il nuovo Regolamento per le sponsorizzazioni e le liberalità, che consente l’istituzione di specifici capitoli di bilancio e disciplina l’affidamento delle aree verdi. Un tema che, a rigor di logica, avrebbe dovuto coinvolgere l’assessore al Commercio Federica Maura o lo stesso delegato all’Ambiente. Invece la De Santis, supportata dalla Segretaria comunale, ha gestito l’intera pratica, spiegando in aula le procedure sottosoglia (affidamento diretto) e soprasoglia (avviso pubblico) previste dal Codice degli Appalti.

Un protagonismo assoluto. Dai corridoi di Palazzo Antonelli il mormorio si fa sempre più insistente: l’Amministrazione Querqui è palesemente a «trazione De Santis». È lei che detta i tempi, blocca le modifiche scomode, come quelle richieste dalla capogruppo FdI Ginevra Bianchini, respinte in nome del Codice degli Appalti. E si prende la scena al posto del sindaco e dei colleghi silenti. Senza il suo placet, a Ceccano, non si muove foglia.

Folclore e Principesse

Manuela Maliziola

In un Consiglio così denso di retroscena non sono mancati i momenti «vintage». C’è stato l’intervento di Maliziola che, fedele alla sua fama, non manca mai un’alzata di mano. Ha votato a favore del regolamento sponsorizzazioni per salvare una donazione da 250mila euro della Principessa Brancaccio, risalente all’era dell’ex sindaco Papetti, destinata a borse di studio e a rischio prescrizione. Questione liquidata dalla De Santis con un secco «articolata» e bisognosa di procedure specifiche.

C’è stato l’intervento dell’assessore Ciotoli sulla differenziata nei cimiteri. E, per non farsi mancare il folclore politico, la perla dell’assessore ai Lavori Pubblici Giulio Conti: ha elogiato il sindaco ricordando epiche battaglie del passato, quando Querqui si presentò in Consiglio alle 23.30 addirittura con le flebo pur di difendere l’ambiente. Altri tempi.

Il Consiglio si chiude con l’approvazione di una variazione urgente di bilancio: 55mila euro dal PNRR per la trasmissione dati del personale e 13mila euro per spese legali pregresse. Maggioranza compatta; l’area FdI vota contro, il resto della minoranza si astiene.

La seduta è tolta, i numeri sono salvi. Ma la sensazione è che il sindaco Querqui abbia ormai delegato, oltre alle funzioni, anche la leadership. Nelle mani sicure — e onnipresenti — del suo vicesindaco.


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