il “non caso” che agita il Consiglio


Doveva essere il giorno del ritorno di Anna Lisa Bianco in Consiglio comunale.

Invece si è trasformato nell’ennesimo motivo di scontro a Palazzo Cavarretta.

Da sabato 21 giugno sono scaduti i diciotto mesi di sospensione che avevano allontanato la consigliera comunale dall’aula in applicazione della Legge Severino, dopo la condanna in primo grado nell’ambito dell’inchiesta “Aspide”. Eppure, alla prima seduta utile del Consiglio, Bianco non era presente.

Il suo seggio, anziché tornare semplicemente alla titolare, è diventato il centro di un confronto che coinvolge Presidenza del Consiglio, Segreteria generale e Prefettura.

Ma la vicenda non riguarda soltanto una questione procedurale.

Con il ritorno di Anna Lisa Bianco, infatti, cambiano gli equilibri numerici del Consiglio comunale. L’opposizione arriva a quota 15 consiglieri, considerando anche Franco Briale, oggi indipendente ma componente di un gruppo consiliare di opposizione.

È un numero che pesa.

Perché quindici consiglieri sono sufficienti non soltanto per presentare una mozione di sfiducia al sindaco, ma anche per approvarla senza dover cercare sostegni nella maggioranza.

 

Il caso sollevato in aula

La questione è emersa durante la fase delle comunicazioni.

Il consigliere Salvatore Daidone, esponente di “Sud Chiama Nord”, ha posto il problema della validità al voto di Baldo Accardo, il consigliere che in questi diciotto mesi ha occupato il seggio della Bianco come supplente. Eletto in “Trapani Tua”, oggi all’opposizione, al momento della supplenza Accardo ha deciso di restare in maggioranza. 

Secondo Daidone, la scadenza del periodo di sospensione potrebbe aprire interrogativi sulla piena legittimità della presenza del supplente in aula, soprattutto in vista dell’approvazione di atti rilevanti come la cosiddetta “rottamazione quinquies”.

Accardo ha scelto una linea di assoluta prudenza istituzionale, dichiarandosi disponibile ad astenersi dalle votazioni per evitare qualsiasi possibile contestazione.

Una disponibilità che ha fotografato il clima di incertezza creatosi attorno a un seggio che, comunque, tornerà alla sua titolare una volta completato il reintegro.

A ridimensionare la discussione è stato il consigliere Franco Briale.

Il ragionamento è apparso lineare: fino a quando Anna Lisa Bianco non tornerà formalmente a esercitare il proprio mandato, Baldo Accardo continua a svolgere pienamente le funzioni per cui è stato chiamato a sostituirla.

Anche perché gli atti inseriti all’ordine del giorno avevano già completato il loro percorso nelle commissioni consiliari competenti.

Così, mentre in aula si discuteva del ruolo del supplente, il Consiglio avrebbe potuto continuare regolarmente l’esame dei provvedimenti previsti.

 

La tesi dell’automatismo

Per il presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo la situazione sarebbe già definita.

Con una comunicazione inviata alla Prefettura, Mazzeo ha segnalato la conclusione del periodo di sospensione e il conseguente reintegro della consigliera.

La sua interpretazione è netta: la sospensione prevista dalla Legge Severino non comporta la perdita del mandato elettivo, ma soltanto la temporanea impossibilità di esercitarlo.

Scaduti i diciotto mesi previsti dalla legge, il consigliere torna automaticamente nella pienezza delle proprie funzioni.

Una lettura che porta a una conseguenza precisa: la supplenza di Baldo Accardo dovrebbe considerarsi automaticamente conclusa, con una presa d’atto ufficiale del Consiglio.

 

La linea della prudenza

Diversa la posizione del segretario generale del Comune, Giovanni Panepinto.

Pur senza contestare il diritto della consigliera a tornare in aula, Panepinto avrebbe evidenziato l’opportunità di attendere una presa d’atto formale della Prefettura prima di considerare definitivamente concluso il procedimento.

Una posizione che punta a evitare possibili contestazioni sulla correttezza dell’iter amministrativo.

Il confronto ruota attorno a questo punto.

Per la Presidenza del Consiglio, l’eventuale comunicazione della Prefettura avrebbe natura ricognitiva, limitandosi a prendere atto di una situazione già determinata dalla legge.

Per la Segreteria generale, invece, quel passaggio rappresenterebbe l’ultimo tassello necessario per chiudere formalmente la vicenda.

Nel frattempo non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale da parte della Prefettura.

Ed è questo elemento ad avere mantenuto aperta la discussione.

Se il reintegro è già efficace per effetto della legge, allora il ritorno della consigliera sarebbe una conseguenza automatica della scadenza dei diciotto mesi.

Se invece occorre attendere una presa d’atto formale, si apre una fase transitoria che la normativa non disciplina in maniera esplicita.

Nel mezzo resta Baldo Accardo, che continua a occupare il seggio in qualità di supplente.

 

La partita dietro il seggio

A diciotto mesi dall’inchiesta Aspide, la vicenda continua dunque a produrre effetti sulla vita politica cittadina. Non soltanto per gli aspetti amministrativi.

Il dibattito sul seggio della Bianco arriva infatti in un momento particolare.

Per la prima volta dall’inizio della consiliatura, il ritorno della consigliera consegna all’opposizione una maggioranza potenzialmente autosufficiente.

Fino a oggi qualsiasi ragionamento sulla tenuta dell’amministrazione Tranchida passava dalla necessità di trovare sostegni all’interno della maggioranza.

Con 15 consiglieri, questo scenario cambia.

Per questo la discussione emersa in aula va oltre la vicenda procedurale.

Da una parte c’è una consigliera che ha terminato il periodo di sospensione previsto dalla legge. Dall’altra c’è un’opposizione che, con il suo rientro, raggiunge i numeri necessari per determinare autonomamente l’esito di una eventuale mozione di sfiducia.

Mentre il confronto ufficiale resta concentrato sulle comunicazioni della Prefettura e sul ruolo del consigliere supplente, la geografia dell’aula è già cambiata.

E quando Anna Lisa Bianco tornerà a sedersi tra i banchi del Consiglio, la questione non sarà più se l’opposizione dispone dei numeri.

La matematica consiliare sarà già scritta.

Resterà da capire se quei numeri verranno trasformati in una scelta politica.

 




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 redazione@tp24.it (Valentina Colli)

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