Catanzaro. Le carte dell’inchiesta per corruzione: Occhiuto e Daffinà “strozzano” Posteraro. La triste vicenda degli assegni a garanzia



Nelle seguenti conversazioni POSTERARO discuteva con la moglie in merito al rimborso delle partecipazioni di OCCHIUTO e, in una prima conversazione, faceva già riferimento a qualcosa che si ritiene possa riferirsi a un incarico promessogli da OCCHIUTO.

Successivamente, sempre la DODARO rappresentava le sue preoccupazioni e i suoi timori sulla vicenda. Tali conversazioni sono molto importanti perché, durante una di esse, DODARO evidenziava come POSTERARO avrebbe dovuto stare lontano da “quel mondo”, ossia la politica e gli incarichi fiduciari, se il prezzo da pagare era vedersi costretto a corrispondere denaro, anche mettendo a garanzia degli assegni.

Infatti, nella conversazione, POSTERARO aveva riferito alla DODARO che, tramite il suo commercialista, OCCHIUTO gli aveva richiesto alcuni assegni (“vuole degli assegni lui!”) e che avrebbe incontrato OCCHIUTO e detto commercialista, Daffinà, verosimilmente lunedì 25.11.2024 (in realtà, come riscontrato, l’incontro si teneva domenica 24.11.2024). In relazione alla richiesta di assegni, a garanzia del pagamento dilazionato che POSTERARO avrebbe promesso a OCCHIUTO per la liquidazione delle quote societarie, la DODARO manifestava il suo disappunto, consigliando a! marito di non farsi coinvolgere in queste dinamiche e rifiutare fermamente la predetta richiesta.

Successivamente, POSTERARO riferiva alla moglie che voleva evitare di finire in causa con OCCHIUTO. Tuttavia, POSTERARO aggiungeva che se, durante l’incontro, OCCHIUTO gli avesse manifestato la volontà di aspettare l’acquisto da parte di TRECCANI, gli avrebbe detto: “senti bello mio tu però non puoi più pensare di speculare sul mio lavoro e sui soldi di mio padre, per cui io ti azzero la quota in RETAIL, restituisci subito la macchina perchè non lavori per la società”, lasciando intendere che parte delle disponibilità della società fossero stati frutto di somme di denaro versate da suo padre, POSTERARO Francesco.

SINTESI:
Maria Gabriella Dodaro per Paolo Posteraro. Posteraro: non so se ho fatto una minchiata a dire si vafanculo andiamo in causa,
Dodaro Maria Gabriella: andare in causa non conviene mai, Pa’ poi 80 (ndr. mila euro) li hai messi in conto, per questo ti dico, 100 compreso di macchina, 80 eravamo arrivati noi a dire che valeva quello, quindi comunque hai fatto bene a di si perchè alla fine di una causa, dopo aver pagato, come avevamo detto, già solo per coinvolgere Augusta se ne partono per un parere per una cosa 10 mila euro, calcola pure questo, poi non ti puoi fidare nessuno di calabrese te lo devi far fare da uno di fuori, quindi questo hai fatto bene,
Paolo Posteraro: si, forse si.

Maria Gabriella Dodaro: Poi avremo tempo di pensare ad accomodamenti ed altre cose, ma di sostanza a non fare la causa, a queste condizioni, fai bene, poi tutto il resto si vede, viene o non viene come al solito, se viene viene, se non viene sei diverso anche in questo da tutti gli altri, ti posso dire, se viene perchè ti stima, verrà, se non viene appunto tu non fai le cose perché do ut des, tanto che ti saresti financo dimesso da Matilde.
Paolo Posteraro: Oggi Tonino è scantato (si è sorpreso}, dice eh Roberto mi aveva detto che avevi parlato con Matilde ma non che ti volevi dimettere, eh dico perchè Roberto (OCCHIUTO) racconta le cose a suo uso e consumo, gli ho detto comunque Domenica lo tratterò malissimo, dirò tu con me ti sei comportato malissimo, glielo dirò proprio”…
Maria Gabriella Dodaro: come amico, come amico, innanzitutto sei stato assente, sei sparito, non ti dimenticare che ho avuto l’anno più buio della mia vita, dovevo fissare gli appuntamenti peggio degli altri per parlarti
Paolo Posteraro: sono stato un anno depresso e non ti ho visto, no gliele dico tutte, a sto punto…
Maria Gabriella Dodaro: questa estate so che ti ho detto questa cosa (incomprensibile) stato particolarmente vicino, hai fatto passare un mese per dirmi due, e per dirmi che ti dimettevi, eravamo a fine luglio, glielo dici pure davanti a Tonino, tanto non sei ne il primo ne l’ultimo che soffre di…
Paolo Posteraro: ma gliel’ho già detto a Tonino sono stato, ho avuto una brutta depressione e Roberto non l’ho visto e non l’ho sentito

SINTESI:
Paolo Posteraro per Maria Gabriella Dodaro. Posteraro dice di stare molto male.
Maria Gabriella Dodaro: Amore, ma le cose economiche vanno meglio, non può essere un problema la cosa economica, uno perchè vanno meglio e si fa fronte a tutti e comunque alla fine, come ti ha detto pure tuo padre, i suoi soldi ci sono, abbiamo immobili, cose, i quali sono stati solo quelli di Tenuta (ndr Tenuta del Castello) amore mio, e tu comunque ti sei preso il beneficio
Paolo Posteraro: i benefici, di Tenuta?
Maria Gabriella Dodaro: no di Tenuta, i benefici dalle società in questi anni, quindi non pensare, che se c’hai messo 300, sono 300 persi e basta,
Paolo Posteraro: lo so benissimo
Maria Gabriella Dodaro: perchè magari ci sarai andato in pareggio, non lo so
Paolo Posteraro: scusa Ga, sono preso per questo, tu sei stanca di tutto questo, non ce la fai più

Maria Gabriella Dodaro: no, io ho paura che è diverso, ho paura che tu stai male, e ovviamente mi auguro fortemente che fu stia bene, perchè ho il desiderio che tu stai bene, ho il desiderio di stare bene con te, è una cosa diversa, mi dici che cosa è che ti preoccupa in particolare, che mo’ stamattina…dove hai lavorato, da Matilde?
Paolo Posteraro: avevamo un evento con (incomprensibile)
Maria Gabriella Dodaro: e non hai pensato al lavoro che stavi facendo? com’è che ti è venuto in mente?
Paolo Posteraro: si, però ho un chiodo fisso in testa,
Maria Gabriella Dodaro: eh ma in particolare su cosa? Mo’ cos’è che ti brucia
Paolo Posteraro: soldi che mi mancano, la preoccupazione di st’uscita di Roberto e le risorse per liquidarlo
Maria Gabriella Dodaro: allora, io mo’ domani vado da Andrea Bruno, se si vende il magazzino, se non si vende il magazzino ce li facciamo prestare da tuo padre e gli dico che poi glieli ridò io

Paolo Posteraro: Mo’ a papà gli devo chiedere una cosa diversa
Maria Gabriella Dodaro: Cioè?
Paolo Posteraro: se mi fa un mutuo, lui a me, nel senso che non con una banca, se mi da 60 mila euro e io glieli restituisco a 5 mila euro al mese in un anno… 

Maria Gabriella Dodaro: per me sì, se ti fa stare meglio a te, sì amore mio, fai così, se fa stare meglio a te, se io lo proponessi a mia madre o l’avessi proposto a mio padre, e loro mi avessero detto sì, essendo io figlia unica, li avrei mandati a quel paese e gli avrei tolto il saluto, però…non esiste un mutuo ad un figlio, però se tuo padre vuole così e ti fa stare anche meglio, che forse alla fine è anche meglio perchè tu senti di non dovergliene chiedere, va benissimo…
Paolo Posteraro: preferisco così

Maria Gabriella Dodaro: uhm uhm…per Roberto questo?
Paolo Posteraro: per Roberto e per avere un po’, per non stare senza soldi, perchè mi manca l’aria, mi rendo conto che sono stato tutta la vita senza soldi, però ora sono arrivato in un momento che mi manca l’aria…
Maria Gabriella Dodaro: Va bene amore, fai così e poi in più ci saranno i miei con la vendita di quell’immobile che non produce niente
Paolo Posteraro: (NDR piange)
Maria Gabriella Dodaro: Ma perchè
Paolo Posteraro: (incomprensibile)
Maria Gabriella Dodaro: Dai amore! Però! ti vuoi rovinare la vita
Paolo Posteraro: sai come mi sento, come quelle persone che ho sempre sentito raccontare che avevano distrutto le famiglie,
Maria Gabriella Dodaro: lo dici sempre e non è così, siamo molto lontani amore, anche perché tu immobili ne hai acquistato, ne hai aggiustato, hai dato da mangiare alla tua famiglia, continui a dare, le spese straordinarie ci sei pronto e quindi stai tranquillo, non è così, è una percezione sbagliata che hai, l’unico sbaglio che hai fatto oggi è che non sei andato dall’analista.
Paolo Posteraro: ma ci vado domani, non potevo Ga, Myrta me la devo tenere buona,
Maria Gabriella Dodaro: sì, però come, appunto…
Paolo Posteraro: c’avevamo un evento
Maria Gabriella Dodaro: tu hai presente gli anoressici che si sentono grossi?
Paolo Posteraro: no
Maria Gabriella Dodaro: gli anoressici che stanno morendo, praticamente, di fame e hanno la taglia 36, si guardano allo specchio e si vedono grossi perché hanno una patologia, tu allo stesso modo, sei capace, ti vedi, e ti guardi incapace, hai una percezione di te totalmente sbagliata…


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