Cammarata, un borgo da scoprire nel cuore dei Monti Sicani — idealista/news


Tra le montagne dei Sicani, a quasi 700 metri di quota, si estende uno dei borghi più singolari della Sicilia centro-meridionale. Cammarata, in provincia di Agrigento, conserva intatto il carattere di un insediamento medievale: strade strette, pavimentazione in acciottolato, archi arabo-normanni e chiese ricche di opere d’arte; la storia del paese parte da lontano, con strati di culture diverse che si leggono ancora nel tessuto urbano e nei monumenti. Cammarata, inoltre, partecipa attivamente al progetto Case a 1 euro per il recupero del centro storico.

Dove si trova il paese di Cammarata?

Cammarata sorge alle pendici del Monte omonimo, punto più elevato dei Monti Sicani con i suoi 1.578 metri, in provincia di Agrigento. Il paese si trova a 689 metri sul livello del mare, in un territorio ampio e boscoso dove nasce il fiume Platani.

Chi si trova in visita ad Agrigento, che dista circa 50 km, può raggiungere Cammarata percorrendo la SS 189.

Le origini arabe e la storia millenaria di Cammarata

Le origini del borgo di Cammarata sono di matrice araba. Il primo documento che cita il territorio risale al 1141: la normanna Lucia di Cammarata donò al vescovo di Cefalù una chiesa e cinque casali dai nomi di chiara derivazione araba. Prima ancora, nel 1087, il Conte Ruggero aveva preso possesso del castello durante la conquista normanna della Sicilia, cedendolo poi alla consanguinea Lucia d’Altavilla.

Nei secoli successivi il borgo passò sotto diverse casate: Svevi, Aragonesi, Moncada, Abatellis e Branciforte si alternarono nel suo controllo, lasciando ognuno una traccia nell’assetto urbano e nella storia locale. Tra gli episodi più drammatici c’è il lungo assedio tra il 1398 e il 1400, quando le truppe di Bernardo Cabrera cercarono di piegare la resistenza dei cammaratesi senza riuscirci per oltre due anni. Il feudalesimo si concluse ufficialmente nel 1812.

Cosa vedere a Cammarata e dintorni: i luoghi di maggiore interesse

Il centro storico di Cammarata ha mantenuto la struttura tipica del borgo medievale, con una rete di vicoli, scalinate e archi che collegano i diversi livelli del paese. La via principale, denominata “strada carrozza“, è una delle poche pianeggianti e percorribili e collega il Municipio al Castello. Di seguito, i luoghi di Cammarata che meritano una visita.

  • Castello di Cammarata: delle sette torri originarie resta principalmente la torre carceraria, che ospita una mostra fotografica permanente con pannelli interattivi e ricostruzioni 3D della storia locale.
  • Chiesa Madre di San Nicola di Bari: ricostruita nel 1640 su una struttura normanna del 1100, custodisce uno degli organi a canne più antichi della Sicilia, costruito nel 1506, e una tela del pittore Pietro D’Asaro datata 1625.
  • Chiesa dell’Annunziata (XIV secolo): conserva opere d’arte di rilievo e i resti delle mura perimetrali del Monastero delle Benedettine.
  • Riserva Naturale Monte Cammarata: circa 2.000 ettari di boschi di lecci, roverelle e carrubi distribuiti tra tre comuni; la fauna protetta comprende poiane, gheppi e nibbi reali. I sentieri principali sono il Pizzo della Rondine (6 km), la vetta del Monte Cammarata (6,3 km) e l’Itinerario dei marcati (7,8 km, difficoltà bassa).

Curiosità su Cammarata

Sull’origine del nome Cammarata esistono due ipotesi: una lo ricollega al greco bizantino kàmara, che significa “stanza a volta”, probabilmente riferito alle caratteristiche architettoniche del luogo; un’altra teoria propone invece una derivazione latina: Camicus Erat, ovvero “qui era Camico”, l’antica città sicula citata dalle fonti classiche, nelle cui vicinanze sarebbero stati ritrovati dei reperti.

Particolarmente singolare è il rapporto tra Cammarata e il comune confinante di San Giovanni Gemini: sono praticamente attaccati e condividono persino una strada; il territorio di San Giovanni è incluso in quello di Cammarata, di cui costituisce una vera enclave.

Tra gli aneddoti storici più singolari c’è quello legato allo stemma comunale di Cammarata. Dopo la resa del 1400, il casato dei Moncada impose ai cammaratesi un nuovo stemma: una donna nuda che allatta due serpenti ignorando i propri figli distesi ai suoi piedi, un’immagine concepita per umiliare una popolazione che aveva resistito duramente all’invasore.

Case a 1 euro

Nel 2015 il Comune ha approvato un regolamento per la cessione di immobili abbandonati nel centro storico, alcuni al prezzo simbolico di un euro, per usi abitativi, commerciali o ricettivi.

L’iniziativa, chiamata Case a 1 euro, ha raggiunto visibilità mondiale dopo un servizio della CNN ed è oggi gestita in collaborazione con l’associazione “Street to”, formata da giovani professionisti locali che seguono gli acquirenti dall’acquisto fino al termine delle ristrutturazioni. La quasi totalità degli interessati proviene dall’estero. 

Feste ed eventi a Cammarata

La vita del paese di Cammarata è scandita da un fitto calendario di tradizioni popolari. L’ultima domenica di maggio si tiene la Cavalcata del SS. Crocifisso degli Angeli: cavalli e cavalieri percorrono le vie del paese in un corteo che parte dalla casa del Paliante – colui che ha fatto un voto – per concludersi alla chiesa.

La festa di San Giuseppe si articola in due momenti: la parte religiosa a marzo e quella civile il 18 agosto, con la processione dei simulacri portati a spalla, San Giuseppe dagli uomini e la Madonna di Cacciapensieri dalle donne. Il 6 dicembre si tiene la festa patronale di San Nicola di Bari, con relativa processione; poco dopo, il Presepe Vivente chiude il calendario dell’anno.

Cosa mangiare a Cammarata

La tradizione gastronomica locale è profondamente radicata nell’allevamento e nell’agricoltura. Cammarata è storicamente un territorio vocato alla produzione casearia: tra i formaggi tipici figurano il pecorino di latte ovino, il canestrato a latte misto (pecora e vacca), il caciocavallo vaccino a pasta filata e la provola fresca a forma di pera, prodotta nella zona insieme a San Giovanni Gemini.

Nei panifici il pane si prepara con farine di grani antichi autoctoni, recuperati e valorizzati negli ultimi anni con ottimi risultati. Completano il quadro l’olio extravergine d’oliva e la frutta locale, in particolare le pesche.

Vivere a Cammarata

Per chi sta valutando di trasferirsi permanentemente in questo borgo o investire in un immobile del luogo o nei dintorni, su idealista è possibile consultare annunci sempre aggiornati di case in vendita sia a Cammarata che nel resto della Sicilia.


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 Gabriella Dabbene

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