Con l’avvio dell’estate va a pieno regime la stagione espositiva 2026 e il programma artistico è molto vasto; dalla fotografia all’arte antica e moderna, passando per la stampa giapponese, i musei di tutta la penisola hanno in serbo un calendario ricchissimo dal quale abbiamo selezionato una serie di mostre assolutamente da non perdere. Ecco quali sono.
Claudia Giraud
CAMERA, Torino – Harry Gruyaert e Werner Jeker
Il Centro Italiano per la Fotografia prosegue la propria programmazione con due mostre che inaugurano la direzione artistica di François Hébel (Francia nel 1958), la prima grande mostra in Italia dedicata al maestro del colore, il belga Harry Gruyaert (Belgio, 1941), dal titolo Retrospettiva e un’esposizione originale nella Project Room, dedicata al più importante grafico svizzero che lavora con la fotografia Werner Jeker.
Torino // 18 giugno – 4 ottobre 2026
Harry Gruyaert – Retrospettiva | Werner Jeker – Foto Typo
CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, Via delle Rosine 18
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Palazzo del Broletto e Pinacoteca Civica, Como – William Turner
Da non perdere la mostra, allestita al Palazzo del Broletto e alla Pinacoteca civica, ideata e organizzata dal Comune di Como e dalla Tate di Londra. Stiamo parlando di William Turner a Como che presenta acquerelli e dipinti del più importante pittore romantico inglese incentrati sul paesaggio italiano, in particolare su quello di Como e del suo territorio: tutte le opere esposte provengono dalla collezione Tate, una delle principali istituzioni britanniche dedicate all’arte.
Como // Fino al 27 settembre 2026
William Turner a Como
PINACOTECA CIVICA di Como, PALAZZO DEL BROLETTO e SAN PIETRO IN ATRIO
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Mart, Rovereto – Anselmo Bucci
A Rovereto la più ampia mostra mai dedicata ad Anselmo Bucci (Fossombrone, 1887 – Monza, 1955), pittore, incisore, disegnatore e scrittore che manterrà sempre una forte autonomia intellettuale, evocata dal complesso rapporto con il gruppo di Novecento Italiano, di cui è tra i membri fondatori e a cui conferisce il nome, salvo poi allontanarsene. Oltre 150 opere ricostruiscono la carriera, la vita, i legami di un intellettuale a tutto tondo, offrendo al pubblico e alla critica una delle figure più complesse, colte e indipendenti del XX secolo, tra Milano e Parigi.
Rovereto (TN) // Fino al 27 settembre 2026
Anselmo Bucci (1887 – 1955). Il tempo del Novecento tra Italia e Europa
MART Rovereto, Corso Bettini, 43
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MAEC, Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona – Gino Severini
Il MAEC, Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona, dedica una grande mostra internazionale al suo concittadino Gino Severini (Cortona, 1883 – Parigi, 1966), tra i principali protagonisti dell’arte del Novecento e uno dei protagonisti del Futurismo, in occasione del sessantesimo anniversario della sua scomparsa. Ne racconta il ruolo di mediatore tra mondi differenti: tra Italia e Francia, tra tradizione e innovazione, tra avanguardia e classicità, tra arte moderna e spiritualità.
Cortona (AR) // Dal 5 luglio al 1° novembre
Gino Severini. Modernità come dialogo
MAEC, Piazza Signorelli, 9
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Musei Nazionali di Matera – Mimmo Jodice
Uno sguardo contemporaneo sull’antico, capace di restituire ai nostri giorni e rinnovare nel tempo odierno l’aura originaria di opere e monumenti di un Mediterraneo perduto. Una immersione nella visione del passato attraverso immagini potenti, frutto di un’arte fotografica trasformativa. È questo Mimmo Jodice. Mediterraneo, la mostra a cura di Carlo Sala che accoglie il pubblico nella sede di Palazzo Lanfranchi dei Musei Nazionali di Matera, per poi approdare a dicembre al Centre d’Art Moderne di Tétouan in Marocco.
Matera // Dal 7 luglio al 8 novembre 2026
Mimmo Jodice. Mediterraneo
MUSEI NAZIONALI DI MATERA – Palazzo Lanfranchi, Piazza G. Pascoli, 1 – Centro Storico
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MAO Museo d’Arte Orientale, Torino – Utagawa Hiroshige
Il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenta la mostra Paesaggi da sogno / Dreamscapes, dedicata alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, (Edo, 1797 – 1858), uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento. Il percorso espositivo riunisce una selezione di 36 stampe con l’intento di restituire al pubblico la dimensione immersiva e “cinematografica” di quel mondo fluttuante, ampliando lo sguardo anche ad alcuni oggetti e alle forme della cultura materiale nel Giappone tra XVIII e XIX secolo.
Torino // Dal 24 luglio al 29 novembre 2026
Paesaggi da sogno / Dreamscapes. Le 53 stazioni della Tokaido
MAO Museo d’Arte Orientale, Via San Domenico, 11
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Tenuta Dello Scompiglio di Vorno (Capannori, Lucca) – Hans Op de Beeck
Mostra personale di Hans Op de Beeck (Belgio, 1969) dal titolo Danse Macabre, a cura di Angel Moya Garcia alla Tenuta Dello Scompiglio. L’artista belga lavora attraverso un’ampia varietà di media e forme, sviluppando nel tempo un corpus di opere versatile che comprende installazioni, sculture, video, testi, disegni, fotografia e dipinti ad acquerello. Nell’ultimo decennio è stato attivo anche nel teatro, nell’opera e nella danza contemporanea come drammaturgo, regista, scenografo e costumista.
Vorno (Capannori, Lucca) // Fino al 25 ottobre 2026
Hans Op de Beeck – Danse Macabre
TENUTA DELLO SCOMPIGLIO, 67/B, Via di Vorno
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Reggia di Venaria, Torino – ROBINO. Eredità visive di tre generazioni
La mostra fotografica ROBINO. Eredità visive di tre generazioni è un viaggio di immagini firmate da tre generazioni di fotografi, dedicato a una singolare genealogia familiare – quasi una saga – che ha per protagonisti i tre membri della famiglia Robino che nel corso di tre quarti di secolo si sono dedicati e si dedicano all’universo delle immagini fatte a macchina: dalla fotografia analogica a quella digitale, dall’immagine di sintesi e all’intelligenza artificiale.
Venaria Reale (TO) // Fino al 30 agosto 2026
ROBINO. Eredità visive di tre generazioni
Reggia di Venaria, Promenade della Galleria Alfieriana
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Fondazione Accorsi-Ometto, Torino – Il Sodoma
La Fondazione Accorsi-Ometto dedica un’importante rassegna a Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, (Vercelli, 1477 – Siena, 1549), a quasi ottant’anni dall’ultima grande retrospettiva che si tenne nel 1950 a Vercelli e a Siena: per la prima volta è all’attenzione del pubblico la produzione iniziale del pittore, nella quale emerge un’elaborazione frenetica delle diverse esperienze maturate dall’artista che gli hanno permesso di sviluppare un linguaggio del tutto personale.
Torino // Fino al 6 settembre 2026
Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento
FONDAZIONE ACCORSI-OMETTO, Via Po 55
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Sedi varie a Cadore – Tiziano
Nel 450 esimo anniversario della morte di Tiziano (Pieve di Cadore, 1488/1490 – Venezia, 1576), la 22esima edizione della rassegna promossa dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore presenta un programma che intreccia linguaggi diversi per raccontare un patrimonio culturale vivo, capace di generare consapevolezza, partecipazione e comunità. Un percorso che unisce luoghi, persone e visioni, invitando il pubblico a riscoprire il legame profondo tra il Maestro cadorino e la sua terra che avrà il suo culmine nella grande mostra in programma dal 18 luglio presso il Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore.
Cadore e dintorni // Dal 19 giugno al 26 settembre 2026
Estate Tizianesca
Sedi varie Cadore (TV)
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Fondazione MAST, Bologna – Bernd & Hilla Becher
Fondazione MAST ospita Bernd & Hilla Becher. History of a Method, un’ampia retrospettiva dedicata alla coppia di artisti tedeschi, figure centrali nella storia della fotografia del Novecento. La mostra, a cura di Gabriele Conrath-Scholl, Max Becher e Urs Stahel presenta per la prima volta in Europa la ricchezza e l’ampiezza tematica dell’opera dei due artisti. Nelle gallerie del MAST sono esposte oltre 350 fotografie originali in bianco e nero, affiancate da un ampio corpus di materiali di approfondimento.
Bologna // Fino al 27 settembre 2026
Bernd & Hilla Becher. History of a Method
FONDAZIONE MAST, via Speranza 42
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Fellini Museum, Rimini – Carlo Zauli
Tra i maggiori protagonisti della ceramica italiana e della scultura del secondo Novecento, Carlo Zauli (Faenza, 1926 – 2002) ha saputo trasformare un materiale profondamente legato alla tradizione in un linguaggio contemporaneo, capace di dialogare con la scultura, l’architettura e le ricerche artistiche internazionali del suo tempo. Ora una grande mostra lo celebra al Palazzo del Fulgor, sede del Fellini Museum del Comune di Rimini, esponendo sculture, litografie e acqueforti provenienti dal Museo Carlo Zauli di Faenza.
Rimini // Fino al 23 agosto 2026
Carlo Zauli – Sensualità della forma
FELLINI MUSEUM, Piazzetta San Martino
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Palazzo Firenze, Roma – Umberto Eco
Nel decennale della morte di Umberto Eco (Alessandria, 1932 – Milano, 2016), la Società Dante Alighieri e la Fondazione Umberto Eco realizzano un progetto che ripercorre la biografia intellettuale di uno dei principali intellettuali della contemporaneità. Al convegno inaugurale seguirà la mostra Umberto Eco e il nome delle cose: tra i materiali esposti figurano le tavole originali di Milo Manara, concesse dall’autore, ed elementi della scenografia firmata da Dante Ferretti per Il nome della rosa di Jean-Jacques Annaud, prestati dallo scultore Fabio Crisarà, insieme a testimonianze del Gruppo 63 e delle collaborazioni di Eco con Carmi, Baj e Pericoli.
Roma // Dal 24 giugno al 26 luglio 2026
Umberto Eco e il nome delle cose
Palazzo Firenze, Piazza di Firenze
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MAXXI, Roma – Andrea Pazienza
Nel settantesimo anniversario della nascita, dopo la grande mostra al MAXXI L’Aquila, arriva il secondo capitolo del progetto dedicato ad Andrea Pazienza (San Benedetto del Tronto, 1956 – Montepulciano, 1988) Non sempre si muore, il titolo della mostra, è tratto da un’intervista rilasciata dall’autore a Clive Griffiths nel 1988: Pazienza continua a vivere nei capolavori che non tramontano, nelle opere inedite che continuano a venir fuori, nello sguardo lucido con cui ha attraversato il suo tempo e immaginato il futuro.
Roma // Fino al 27 settembre 2026
Andrea Pazienza – Non sempre si muore
MAXXI – MUSEO DELLE ARTI DEL XXI SECOLO, via Guido Reni 4
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Fondazione Pino Pascali, Polignano a Mare (BA) – Vincenzo Agnetti
Vincenzo Agnetti (Milano, 1926 – 1981), come noto, è stato il vincitore del III Premio Nazionale Pino Pascali nel 1972 – dopo le edizioni vinte da Maurizio Mochetti e Vettor Pisani – a cui poi è seguita, l’anno successivo, la mostra personale presso la Pinacoteca Provinciale di Bari dal 21 ottobre al 21 novembre 1973. Ora, l’esposizione Vincenzo Agnetti – Mostra Premio Pascali 1973, a cura di Gaspare Luigi Marcone, alla Fondazione Pino Pascali, nell’anno del centenario della nascita dell’artista, lo omaggia su più registri: da un lato una ricostruzione filologica e dall’altro una rievocazione contestuale e ambientale.
Polignano a Mare (BA) // Fino al 27 settembre 2026
Vincenzo Agnetti – Mostra Premio Pascali 1973
FONDAZIONE PINO PASCALI, Via Parco del Lauro 119
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Fondazione Biscozzi – Rimbaud, Lecce – Gianni Bertini
Da non perdere la mostra dedicata a uno dei più originali e autorevoli artisti che, operando tra l’Italia e la Francia, fu precursore e interprete della trasformazione culturale europea nel secondo Dopoguerra. Si tratta di Gianni Bertini. Storia di un uomo senza storia. Con oltre 40 opere e una selezione di libri d’artista, la mostra si concentra su un tratto specifico, tra i più originali e avvincenti, della produzione di Gianni Bertini (Pisa 1922 – Francia, 2010) compreso tra il 1946 e gli anni Settanta: l’elaborazione della Mec-Art.
Lecce // Fino al 13 settembre 2026
Gianni Bertini. Storia di un uomo senza storia
FONDAZIONE BISCOZZI – RIMBAUD, piazzetta Giorgio Baglivi 4
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Gibellina (TP) – Quindici artisti internazionali
Nell’ambito del programma di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, al MAC Museo d’Arte Contemporanea “Ludovico Corrao” quindici artisti internazionali compongono una mappa dell’abitare contemporaneo in Domestic Displacement, la mostra a cura di Giulia Ingarao e Antonio Leone: affrontano il trauma dello sradicamento, la precarietà della memoria e le poetiche dello straniamento, facendo convergere esperienze intime e tensioni storiche globali.
Gibellina (TP) // Dal 26 giugno Al 27 settembre
Domestic Displacement
MAC – Museo D’arte Contemporanea Ludovico Corrao, Viale Segesta
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Museo Riso, Palermo – Pop Art americana e Nouveau Réalisme
La mostra La forma consumata. Arman, Rotella, Warhol, propone un inedito confronto tra Andy Warhol, Arman e Mimmo Rotella, mettendo in dialogo Pop Art americana e Nouveau Réalisme sviluppando una lettura attuale sul destino dell’oggetto e dell’icona nella cultura visiva contemporanea. Il settecentesco complesso monumentale del Real Albergo dei Poveri – nella parte rinnovata delle sale espositive che amplificano gli spazi del Museo Riso – ospita quindi una riflessione sul consumo dell’immagine nella società contemporanea, mettendo in relazione tre figure centrali del secondo Novecento che, con linguaggi autonomi, hanno indagato il rapporto tra oggetto, icona, riproducibilità e comunicazione di massa.
Palermo // Fino al 27 dicembre 2026
La forma consumata. Arman, Rotella, Warhol
REAL ALBERGO DEI POVERI – MUSEO RISO, Corso Calatafimi 217
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Ca’ Pesaro, Venezia – Jenny Saville
Nell’anno di Biennale Arte, la Galleria Internazionale di Ca’ Pesaro torna alle voci contemporanee con una straordinaria mostra di una delle pittrici più importanti del nostro tempo, Jenny Saville. Si tratta della prima ampia esposizione dell’opera di Saville a Venezia e intende documentarne lo sviluppo ripercorrendone la carriera dagli esordi negli anni Novanta fino ai giorni nostri.
Venezia // Fino al 22 novembre 2026
Jenny Saville a Ca’Pesaro
GALLERIA INTERNAZIONALE D’ARTE MODERNA DI CA’ PESARO, Santa Croce, 2076
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Fondazione Prada, Venezia – Arthur Jafa e Richard Prince
Helter Skelter mette in relazione le opere di due tra i più rilevanti artisti americani, Arthur Jafa (1960) e Richard Prince (1949), evidenziando un dialogo creativo finora inesplorato. Attingendo in larga parte alla cultura popolare americana, i due artisti ne mettono a nudo la crudezza e gli inganni, adottandone al contempo miti e perversioni. Entrambi gli artisti tracciano delle topografie specifiche degli Stati Uniti: se Jafa riflette sulla sua identità di uomo afroamericano con la missione di rafforzare il cinema e l’arte Black, Prince oscilla tra una critica lucida della mascolinità bianca e il fascino per il lato oscuro della psiche americana.
Venezia // Fino al 23 novembre 2026
Helter Skelter: Arthur Jafa and Richard Prince
FONDAZIONE PRADA – Ca’ Corner Della Regina, Calle de Ca’ Corner, Santa Croce 2215
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