Bombola del gas al sole, quali sono i rischi — idealista/news


Quando si avvicina l’estate e le temperature cominciano a salire, molti si chiedono se lasciare la bombola di gas sul balcone o in giardino sia davvero sicuro: una preoccupazione legittima, che riguarda molte abitazioni non allacciate alla rete del metano. Il tema delle bombole del gas al sole tocca aspetti di sicurezza che la normativa italiana affronta con indicazioni precise, spesso poco conosciute; ignorarle non significa soltanto rischiare sanzioni, ma anche mettere a rischio l’incolumità di persone e cose. Capire cosa succede quando una bombola si scalda troppo, e come evitarlo, è fondamentale per gestire il GPL in modo consapevole e corretto.

Le bombole del gas possono stare al sole? La verità sui rischi

Le bombole di gas sono progettate e realizzate per operare in un intervallo di temperature compreso tra -20 °C e +50 °C: a prima vista, potrebbe sembrare un margine sufficiente per affrontare anche le giornate più torride.

Il punto critico, però, è che la temperatura dell’aria e quella della superficie metallica non coincidono: esposta ai raggi solari diretti la bombola del gas si scalda molto più rapidamente dell’ambiente circostante, raggiungendo valori ben oltre il limite consentito.

Cosa succede quando la pressione e la temperatura aumentano

Con l’aumento della temperatura, il gas all’interno delle bombole tende ad espandersi, facendo salire la pressione interna. I dispositivi di sicurezza moderni riescono a gestire queste variazioni entro certi limiti, ma un’esposizione prolungata a calore intenso può portare a conseguenze serie: secondo le indicazioni tecniche disponibili, un incremento di appena 10°C è sufficiente a causare lo snervamento dell’acciaio del contenitore.

Tra i rischi più rilevanti si trovano:

  • rilascio di gas verso l’esterno, con potenziale rischio di innesco;
  • alterazione della struttura metallica per deformazione;
  • compromissione del funzionamento delle valvole di sicurezza;
  • in scenari estremi, rottura del contenitore con rischio di incendio o esplosione.

I sistemi di sicurezza delle bombole moderne riducono questi pericoli, ma non li eliminano del tutto: rappresentano un livello aggiuntivo di protezione, non una sostituzione delle corrette pratiche di installazione.

Dove posizionare la bombola del gas all’esterno in sicurezza

Il riferimento principale per l’installazione degli impianti a GPL domestici fino a 35 kW è la norma tecnica UNI 7131: essa stabilisce criteri precisi su posizionamento, ubicazione e caratteristiche degli alloggiamenti, con l’obiettivo di ridurre i rischi al minimo.

La bombola del gas va collocata in posizione verticale, con rubinetto o valvola rivolti verso l’alto, e ancorata stabilmente per evitare ribaltamenti accidentali. Le bombole si possono tenere sul balcone, poiché le ubicazioni ammesse comprendono l’adiacenza alla parete esterna dei locali alimentati dal gas e i balconi o terrazzi direttamente prospicienti quegli stessi ambienti. Ci sono anche degli espliciti divieti sul posizionamento delle bombole:

  • la bombola non deve trovarsi al di sotto del livello del suolo, né in prossimità di interruttori elettrici, prese d’aria o materiali combustibili: rientra dunque tra gli oggetti che non si possono tenere in cantina;
  • sui balconi condominiali è consentita una sola bombola con peso massimo di 15 kg;
  • su superfici esterne generiche il limite sale a tre bombole, per un peso complessivo non superiore a 75 kg.

Soluzioni per proteggere la bombola del gas dal caldo estivo

Trovare un punto che rimanga in ombra durante le ore più calde è la soluzione migliore per evitare il surriscaldamento delle bombole del gas: non sempre è possibile farlo naturalmente, ma alcune strutture – come tettoie, pensiline o pannelli schermanti – riducono considerevolmente l’esposizione solare; l’importante è che consentano anche una buona circolazione dell’aria.

Un errore da evitare è ricoprire la bombola del gas con teli in plastica o materiali non traspiranti: questi finiscono per trattenere il calore invece di disperderlo, aggravando il problema anziché risolverlo. Molto più efficaci sono i contenitori e gli armadietti metallici per bombole, progettati appositamente per proteggerle dagli agenti atmosferici, mantenerle in posizione verticale e assicurare la necessaria ventilazione.

Come proteggere una bombola gas dal sole?

Tra le soluzioni disponibili in commercio, le coperture termiche impermeabili – spesso chiamate copribombola – meritano un approfondimento: questi prodotti isolano la superficie metallica sia dal calore diretto che dall’umidità, contribuendo a mantenere più stabile la pressione interna. A differenza delle coperture improvvisate, permettono al calore di dissiparsi senza accumularsi all’interno del rivestimento.

La norma UNI 7131 definisce anche i requisiti degli alloggiamenti fissi: devono essere in materiale incombustibile, avere un volume interno pari almeno a 1,5 volte quello della bombola ed essere provviste di aperture di aerazione permanenti non inferiori al 20% della superficie in pianta, distribuite sia in alto che in basso.

Sbalzi termici: perché fare attenzione alla bombola anche con il freddo

Il caldo estivo non è l’unico fattore di rischio: possono causare danni anche le temperature rigide invernali, poiché abbassano la pressione interna della bombola, rendendo l’erogazione del gas meno regolare e la fiamma meno stabile. In presenza di neve, ghiaccio o umidità prolungata, la superficie metallica è esposta alla formazione di ruggine, che nel tempo può compromettere l’integrità strutturale del contenitore.

Per questi motivi è importante proteggere la bombola del gas in ogni stagione evitando che si trovi a contatto con acqua stagnante e ghiaccio, riparandola dalle intemperie e verificando periodicamente lo stato esterno del contenitore; in caso di danni o corrosione visibile, la sostituzione è l’unica soluzione corretta.


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 Gabriella Dabbene

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