Cambio di marcia, cambio di assetto, cambio di velocità: la Segreteria cittadina del PD a Frosinone ha cambiato stile di guida. Non è più quella timorosa dell’anziano che affronta la superstrada per Terracina a 30 km/h al volante della sua Panda del 1985, creando una fila interminabile di macchine. Somiglia piuttosto a quella tenuta da Lewis Hamilton domenica scorsa, quando alla guida della Ferrari F1-75 ha trionfato al GP di Barcellona con una media oraria di 251 km/h.
Un nuovo corso, un new deal impresso dal Segretario Dem Stefano Pizzutelli, che da qualche tempo punta a presidiare i dossier più delicati nell’attività di opposizione all’amministrazione del sindaco Riccardo Mastrangeli. Lo sta facendo proprio su uno dei temi più sensibili per i cittadini: la mobilità. Che a Frosinone non è solo una questione di asfalto e sensi di marcia ma il vero termometro del malcontento popolare. Un argomento destinato inevitabilmente a diventare uno dei terreni principali anche della prossima campagna elettorale per le comunali del 2027. Perché il traffico, la viabilità, gli spostamenti quotidiani, i parcheggi – ergo la qualità della vita – incidono direttamente sulla percezione che i cittadini hanno dell’efficacia di un’amministrazione.
Il calendario in mano, peggio di un mastino
Oltre alla costanza, il Segretario cittadino del PD si è messo letteralmente con il calendario in mano. Sta contestando all’amministrazione ogni giorno, ogni ora, ogni minuto di ritardo rispetto alla conclusione dei lavori nell’area di De Matthaeis. Non soltanto evidenziando i ritardi del cantiere ma mettendo in fila tutte le criticità che, a suo giudizio, l’intervento sta producendo sulla circolazione nel capoluogo. La sensazione, osservando la determinazione con cui sta seguendo la vicenda, è che non abbia alcuna intenzione di mollare la presa: peggio di un mastino napoletano. Un po’ come la feroce determinazione di John Wick nel vendicarsi del figlio del boss mafioso Tarasov che gli aveva ucciso il cane.
L’ultimo affondo arriva proprio per la data che, secondo il cronoprogramma esposto nel cartello sul cantiere, avrebbe dovuto segnare la conclusione dei lavori: «Il 17 giugno era il giorno in cui, secondo il cartello informativo, i lavori a De Matthaeis avrebbero dovuto terminare. Ma i lavori sono fermi da un mese ed è palese quanto siano stati inutili». Una frase che racchiude il cuore dell’attacco politico del PD.
Pizzutelli entra poi nel merito dei numeri e delle scelte amministrative: «Spendere 645.000 euro per realizzare una rotatoria (l’altra costò 105.000 euro) e un marciapiede di venti metri, riuscendo peraltro a peggiorare la situazione, è l’emblema plastico di un fallimento totale sulla mobilità da parte della giunta». Non è soltanto una contestazione economica. È soprattutto una contestazione politica: il Segretario dem sostiene che, una volta completata l’opera, gli effetti sulla fluidità del traffico saranno addirittura peggiori rispetto alla situazione precedente. Da qui la stoccata del commercialista: «645.000 euro spesi e traffico rallentato».
Kambo e Sacra Famiglia: la mozione rimangiata
Ma De Matthaeis, nell’impostazione della segreteria PD, rappresenta soltanto una parte di un problema più ampio. Il ragionamento viene allargato ad altri due nodi cronici della viabilità cittadina: Piazzale Kambo e la chiusura della piazza della Sacra Famiglia.
Su Kambo, Pizzutelli ricorda un elemento politicamente non secondario: «Il 5 marzo 2025 il Consiglio Comunale approvò all’unanimità una mozione per la riapertura al traffico dell’area. All’unanimità: quindi la votò anche il sindaco, salvo poi rimangiarsi tutto». Una frase che rappresenta probabilmente l’accusa politicamente più pesante dell’intera nota, perché chiama direttamente in causa la coerenza dell’azione amministrativa. La tesi è chiara: la situazione della stazione e dell’intero quadrante continua a peggiorare proprio perché quelle decisioni non sono state attuate.
Per questo il segretario dem torna a chiedere la riapertura di Piazzale Kambo e una diversa regolamentazione della piazza della Sacra Famiglia: aperta al traffico nei giorni feriali e chiusa nei weekend e durante gli eventi. «Pare evidente a tutti che, se la strada più trafficata della città viene chiusa con una curva stretta, il traffico rallenta fino a bloccarsi. Se invece il traffico può fluire, tutto diventa più scorrevole e le auto non restano ferme a inquinare e ingolfare un intero quartiere».
La solitudine del numero primo
Un dato non può essere negato: il passo del Circolo Pd di Frosinone è diverso. Dopo anni di totale evanescenza e di assenza più completa, ora l’azione politica c’è. A mancare è il Gruppo consiliare: agisce come se non esistesse un Partito che li ha candidati e nel nome del quale sono stati eletti: come se il Pd fossero loro e nessun altro.
Come giustificare altrimenti la mossa compiuta nei giorni scorsi da Norberto Venturi in splendida solitudine ed assoluto scoordinamento? È andato a sedersi al tavolo di fondazione del Terzo Polo insieme ad esponenti dell’opposizione di centrodestra: senza alcun via libera, senza una strategia. Soprattutto senza considerare che da mesi il suo Segretario Politico sta lavorando per ricucire un campo largo su Frosinone da schierare alle prossime Comunali. (Leggi qui: Frosinone, il silenzio del Pd fa più rumore del Terzo Polo).
Il che ha delegittimato il Segretario. Ne ha fatto un uomo politicamente solo, senza i consiglieri del suo Partito.
La trattativa con il PSI non sarà a costo zero
Al di là del merito tecnico delle proposte, la vicenda racconta soprattutto altro. Racconta di un Partito Democratico che sembra aver deciso di riappropriarsi del proprio ruolo guida nel centrosinistra cittadino. Per storia, struttura organizzativa e peso elettorale, il PD resta il baricentro naturale della coalizione progressista. E questo nuovo attivismo appare come il tentativo di tornare a occupare stabilmente (meglio tardi che mai) il centro della scena politica. Almeno quella vista da sinistra.
Un elemento di novità che inevitabilmente si intreccia con il confronto già aperto all’interno del campo riformista per la scelta del candidato sindaco. Perché se il PSI di Gianfranco Schietroma rivendica legittimamente l’indicazione del candidato sindaco con Vincenzo Iacovissi, il PD sta facendo capire che la trattativa non sarà a costo zero. Tradotto dal politichese: i democratici faranno pesare fino in fondo il proprio consenso, la propria organizzazione e la propria presenza sul territorio. Non rinunceranno facilmente alla battaglia per esprimere il futuro candidato sindaco della coalizione. Poi può anche essere che alla fine saranno costretti a cedere, ma il PD vuole farlo partendo dalla cabina di regia.
L’obiettivo finale resta quello della costruzione del campo largo, unitario e competitivo: l’unica strada realisticamente percorribile per tentare di contendere il Comune di Frosinone a Mastrangeli, più eventuali ulteriori aspiranti alla fascia tricolore. E provare a vincere le elezioni del prossimo anno. Nel frattempo il messaggio che arriva dalla Segreteria cittadina è chiaro: il PD ha ricominciato a fare opposizione quotidiana. E Stefano Pizzutelli sembra intenzionato a trasformare ogni ritardo, ogni cantiere fermo e ogni ingorgo nel traffico in un caso politico. Perché la mobilità non è più soltanto una questione amministrativa. È già diventata un tema da campagna elettorale.
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