A Ivrea debutta Ex Machina, la comunità olivettiana guarda al futuro tra tecnologia, lavoro e inclusione


Ivrea torna a interrogarsi sul futuro partendo dalla sua storia più riconoscibile: quella olivettiana. Dal 19 al 21 giugno la città ospita la prima edizione di “Ex Machina – La comunità che vide il futuro”, tre giorni di incontri, mostre, panel, musica e attività pubbliche dedicate al rapporto tra tecnologia, lavoro, welfare, comunità e nuove generazioni.

Il progetto è promosso dalla Fondazione Natale Capellaro Ets e da Mio Lab Tecnologic@mente, con il sostegno della Regione Piemonte, in collaborazione con il Comune di Ivrea e con il patrocinio del Ministero della Cultura, di Confindustria Canavese e di Canavese Turismo Sport e Cultura. La manifestazione si svolgerà nel cuore del sito patrimonio mondiale Unesco della città olivettiana, tra il Laboratorio-Museo Tecnologic@mente, l’Officina H e la Fabbrica dei Mattoni Rossi, lungo via Jervis, la strada che Le Corbusier definì “la via più bella del mondo”.

L’idea di fondo è usare l’eredità di Adriano Olivetti non come un patrimonio da contemplare, ma come una piattaforma viva per leggere il presente: intelligenza artificiale, cittadinanza digitale, archivi, lavoro, space economy, generazioni Stem, welfare, inclusione e nuove forme dell’umano nell’epoca delle macchine intelligenti. Non solo un festival, quindi, ma il momento pubblico più visibile di un percorso sociale e culturale destinato a proseguire per un anno con laboratori, workshop, attività educative e iniziative rivolte anche alle persone in condizioni di fragilità sociale, educativa o occupazionale.

A dare peso nazionale alla prima edizione sarà la presenza di Federico Faggin, ospite d’onore della manifestazione. Fisico, inventore e imprenditore, Faggin è una delle figure italiane più importanti nella storia mondiale dell’informatica: negli Stati Uniti ha sviluppato la tecnologia Mos Silicon Gate e ha progettato l’Intel 4004, il primo microprocessore commerciale al mondo. Sabato 20 giugno sarà protagonista del panel “L’uomo che vide il futuro”, in dialogo con Jakidale, tra i più noti divulgatori tech italiani, e con Massimo Banzi, co-fondatore di Arduino. A moderare l’incontro sarà Massimiliano Peggio, giornalista de La Stampa.

La manifestazione si aprirà venerdì 19 giugno nel pomeriggio al Laboratorio-Museo Tecnologic@mente, dopo il taglio del nastro davanti alla Fabbrica dei Mattoni Rossi. La prima giornata sarà dedicata al rapporto tra memoria industriale e innovazione nel Canavese, con un confronto su impresa, territorio, comunità, archivi digitali, cultura tech e nuove generazioni. Tra gli ospiti sono indicati Carlo Galli, Guerino Nuccio Bovalino, Cecilia Botta, Massimo Banzi, Simona Casonato, Alberto Ferrari, Sabrina Innocenti, Elena Negro, Giorgio Garuzzo, Alberto Zambolin, Enrico Manini, Nicoletta Esposito, Costanza Cavalli, Bruno Murari, Carlo Massironi e Flavio Serughetti. Alle 19 il vicepresidente della Regione Piemonte e assessore alle Politiche sociali, Maurizio Marrone, consegnerà il premio della prima edizione di Ex Machina.

Il giorno centrale sarà sabato 20 giugno, quando il baricentro si sposterà all’Officina H. Alle 11.45 è prevista una sessione istituzionale con il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone, il sindaco di Ivrea Matteo Chiantore, il presidente della Fondazione Natale Capellaro Andrea Tendola, il presidente di Confindustria Canavese Paolo Conta, la presidente della Fondazione Adriano Olivetti Cinthia Bianconi, il presidente dell’Associazione Archivio Storico Olivetti Gaetano Adolfo Maria di Tondo, Luca Pallanch del Centro Sperimentale di Cinematografia, Daniela Bruno del Fai e Alessandro Cremonesi di STMicroelectronics.

La giornata affronterà anche il peso dell’immaginario olivettiano nel design, nell’architettura e nella cultura, con Costanza Casali, Maurizio Vitale, Giuseppe Lupo e Niccolò Bellazzini, e si allargherà ai temi dello spazio con Mario Caligiuri ed Emilio Cozzi, moderati da Carmine Festa del Corriere della Sera. Nel pomeriggio, dalle 16, sarà inaugurata una mostra che unirà i pezzi storici della collezione del museo alle opere di Astrid Fuchslocher, Sabina Oehninger, Joey Guidone, Giulia Osella e John Blond, nella cornice dell’Officina H, eccezionalmente visitabile anche in orario serale.

La sera la Fabbrica dei Mattoni Rossi ospiterà il Tech Party Tellmewine x Ciao Discoteca Italiana. Musica, vino e community accompagneranno la pedonalizzazione di via Jervis, con attivazioni speciali pensate per trasformare la parte terminale della strada in uno spazio aperto e condiviso.

Domenica 21 giugno, dalle 18, la riflessione si sposterà sulle nuove generazioni e sulle competenze scientifiche e tecnologiche. Il panel “Generazione Stem” vedrà la partecipazione di Gastone Garziera, figura storica della Olivetti Programma 101, di Eleonora Sayaka, divulgatrice digitale e retrocomputing creator, e di Tatiana Tommasi del Politecnico di Torino. A seguire, Anastasio presenterà il suo nuovo album in dialogo con il giornalista e scrittore Sebastiano Caputo, in un incontro dedicato al rapporto tra tecnica, immaginario, spiritualità e condizione umana.

La chiusura sarà affidata al panel “Custodi di un patrimonio e portatori di una visione. La comunità che vede il futuro”, dedicato alle realtà che custodiscono e rilanciano l’identità culturale, sociale e industriale del Canavese. Interverranno, tra gli altri, Filippo Ghisi, site manager Unesco Ivrea, Matteo Olivetti, Fabrizio Gea, Elena Testa, Alberto Bich, Stefano Zordan, Enrica Zanetto, Marco Saccenti e Andrea Tendola.

Ex Machina si presenta così come un esperimento culturale e sociale in un luogo simbolo dell’industria italiana: Ivrea, la città in cui tecnologia, lavoro e comunità hanno già provato, una volta, a immaginare il futuro. L’ingresso agli appuntamenti è libero e gratuito fino a esaurimento posti, con registrazione su Eventbrite.


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