Sono passati 6 anni da quando, dopo un cantiere durato appena 150 giorni, a Camerino risuonò la musica dell’Accademia “Franco Corelli”. Era il 1° ottobre del 2020, erano passati 4 anni dal terremoto che aveva devastato la cittadina marchigiana riempiendola di rovine e di silenzio.
L’apertura dell’Accademia della Musica, firmata dallo studio Alvisi Kirimoto insieme al giovane studio locale Harcome, fu un segno non solo di ricostruzione, ma di speranza e di rilancio: costruita nell’area del cratere sismico su un terreno donato dal Comune, di fronte al nuovo campus universitario, fu sostenuta dalla Andrea Bocelli Foundation (Abf), in linea con la sua mission di “ricostruire innovando”.
È questo uno dei due progetti che oggi Laura Biancalani, alla guida della Fondazione, sceglie per raccontare questo impegno lungo 10 anni. Il 24 agosto le devastanti scosse con epicentro Accumoli e Arquata del Tronto. Poco più di due mesi dopo, la sequenza sismica nelle Marche.
Da allora ad oggni, l’Accademia non solo ha vinto l’International Architecture Award del Chicago Athenaeum (nella categoria dedicata ai musei e agli edifici culturali), ma è diventata meta e oggetto di studio di università e scuole di architettura italiane e straniere.

Da allora l’edificio – 700 metri quadrati su due livelli, con dieci aule tematiche e un auditorium – può accogiere fino a 160 studenti, come sede distaccata del Conservatorio di Fermo.
È anche sede di “Abf Voices of“, il programma della Fondazione che crea cori in contesti di fragilità sociale. Proprio a fine luglio i giovani coristi di Camerino hanno preso parte al primo “ABF Voices of Global Gathering”, il raduno internazionale che ha riunito oltre 160 giovani coristi da Uganda, Terra Santa, Napoli in dieci giorni di attività condivise, culminati con l’esibizione davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e con l’incontro con Papa Leone XIV a Castel Gandolfo.


«L’Accademia di Camerino racconta molto chiaramente cosa intendiamo quando diciamo ‘ricostruire innovando‘”, spiega Biancalani. «Non abbiamo solo rialzato muri crollati, ma abbiamo consegnato alla comunità un luogo capace di generare bellezza, relazioni e persino un piccolo indotto legato alla cultura architettonica».
Benedetta, dai temi sulla scuola ricostruita alle aule di Medicina
L’altra storia con cui la Fondazione oggi sceglie di ricordare, condensandoli, questi 10 anni al fianco del Centro Italia, riguarda il primo intervento messo in campo all’indomani del terremoto, non come semplice finanziatore, ma come soggetto attivo nella ricostruzione e l’innovazione delle scuole pubbliche.
La prima fu la Scuola “Giacomo Leopardi” di Sarnano. E da qui arriva la storia di Benedetta, che allora aveva 10 anni e aveva visto la sua scuola crollare e poi rialzarsi, grazie alla sinergia tra la Andrea Bocelli Foundation e la Only the Brave Foundation.


Benedetta aveva assistito e immortalato nei suoi temi la ricostruzione delle scuole, ma anche il suo sogno di poter continuare gli studi restando nel suo paese. Oggi Benedetta ha 20 anni, studia Medicina con voti eccellenti e continua a scrivere alla Fondazione per ringraziarla.
«È una delle storie che meglio raccontano il senso che diamo alla ricostruzione: non tanto riaprire un edificio, ma aprire ai più giovani le porta del futuro. Leggendo le lettere di Benedetta, dieci anni dopo, capiamo di esserci mossi nella direzione giusta», afferma Biancalani.
10 anni di impegno e lo stesso principio guida
A dieci anni dal sisma, l’Andrea Bocelli Foundation «conferma il suo impegno nella ricostruzione e nella promozione di innovazione sociale», spiega Biancalani.
«Il terremoto ha lasciato cicatrici profonde non solo nelle infrastrutture, ma anche nella vita delle persone e delle comunità locali. Il nostro motto “ricostruire innovando” guida ogni intervento: non si tratta solo di ripristinare ciò che era, ma di creare qualcosa di migliore, più resiliente e contemporaneo sia in termini di sicurezza e prevenzione, sia in termini di approcci pedagogici», spiega ancora Biancalani.
L’amministrazione condivisa, nella pratica e in numeri
Il metodo è quello dell’amministrazione condivisa, introdotto formalmente proprio nel 2016 con la Riforma del Terzo Settore, in linea con l’articolo 118 della Costituzione: gli enti non profit partecipano, insieme ai soggetti pubblici, alla realizzazione dell’interesse generale attraverso processi di co-programmazione e co-progettazione.
«Abf ha applicato questo principio in tutti i suoi interventi nell’area del sisma, combinando opere pubbliche realizzate a spese del privato, convenzioni con enti locali e scuole, e un protocollo d’intesa con il ministero dell’Istruzione per l’inserimento di un approccio pedagogico centrato sulle competenze trasversali», spiega Biancalani.
Gli investimenti complessivi della Fondazione per la ricostruzione ammontano a oltre 13 milioni di euro diretti e gestiti direttamente da Abf, a cui si sommano oltre 22 milioni di euro gestiti in collaborazione con altri soggetti.
Ogni anno, con personale proprio e in collaborazione con istituzioni scolastiche, enti locali e altre organizzazioni del Terzo Settore, la Fondazione raggiunge oltre 1.000 alunni delle scuole pubbliche del territorio e oltre 700 beneficiari di attività di comunità, tra masterclass residenziali estive con giovani artisti italiani e internazionali e summer camp.
Edifici ricostruiti, scuole che si popolano
A dieci anni di distanza, l’impatto di questi interventi si misura anche attraverso il numero crescente delle iscrizioni: a Sarnano, Muccia e Sforzacosta le nuove strutture hanno permesso di accogliere un numero crescente di studenti, diventando un punto di riferimento anche per le famiglie delle comunità limitrofe, in un‘area interna del Paese storicamente esposta al rischio di spopolamento.
«I dati ce lo confermano ogni anno: la qualità della scuola e dei luoghi di relazione guidano le scelte delle famiglie, anche quella di restare o tornare a vivere in questi territori», sottolinea Biancalani.
E questo non è un dettaglio da poco: in queste aree interne, il sisma ha aggravato il rischio di uno spopolamento già in corso da tempo. Una buona scuola qui può fare la differenza ancor più che altrove, diventando la ragione per cui una famiglia sceglie di restare. O di tornare.
«Per il futuro, questa è la sfida, di fronte alla quale continueremo a mettere in campo tutto il nostro impegno e le nostre competenze: fermare l’abbandono delle aree interne e costruire aggregazioni territoriali capaci di garantire qualità della vita e servizi», conclude Biancalani.
Tutte le foto sono state fornite da Andrea Bocelli Foundation.
Foto apertura credit Giacomo Moresi per Abf
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Chiara Ludovisi
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