Unità del Partito Democratico, scelte condivise per un progetto di rilancio con cui mettere fine all’esperienza della Giunta di centrodestra guidata ad Alatri dal sindaco Maurizio Cianfrocca. È la ricetta del consigliere democrat Matteo Recchia che tocca tutti i nodi del dibattito politico per la creazione di un’alleanza progressista da schierare alle prossime Comunali del 2027.

Lancia un chiaro messaggio al suo Pd ed ai potenziali alleati: «Serve unità al di là delle sensibilità diverse per un rilancio della città». Ma la strada non sarà in discesa: anche se Recchia si mostra fiducioso 

Consigliere, come valuta lo stato di salute delle minoranze?

«In questi anni la minoranza ha svolto con serietà, responsabilità e unità il proprio ruolo di opposizione e di controllo sull’attività dell’amministrazione di centrodestra. Il confronto tra le diverse forze di minoranza è continuo ma oggi non credo sia sufficiente raccontare soltanto ciò che abbiamo fatto come opposizione. Bisogna iniziare a costruire concretamente l’alternativa per Alatri». 

Quale?

«Per alternativa intendo un progetto di governo della città, non una semplice alleanza elettorale. Dobbiamo dire agli alatrensi come vogliamo intervenire sulla Sanità, sulla difesa del nostro ospedale sempre più a rischio, sul decoro urbano, sulla viabilità, sui servizi, sulle politiche sociali, sulle opportunità per i giovani e sul rilancio economico e turistico. Sicuramente una città diversa da come è stata ridotta da cinque anni litigiosi dell’amministrazione Cianfrocca».

Da settembre si entra nel vivo in vista del rinnovo del Consiglio comunale. Quale sarà il lavoro da fare?
Roberto Addesse con Maurizio Cianfrocca

«Dobbiamo costruire una proposta che metta Alatri al centro. E che sappia parlare a tutte quelle sensibilità civiche e politiche che oggi si sentono alternative all’amministrazione Cianfrocca-Addesse. Non serve mettere insieme dei simboli per vincere un’elezione: serve mettere insieme idee, competenze e persone per governare una città». 

Da dove partire?

«Dovremo partire dai problemi reali di Alatri e dare risposte credibili, coinvolgendo chiunque abbia voglia di dare un contributo, senza preclusioni e senza steccati. I litigi interni del centrodestra, le ‘dimissioni’ anticipate di Cianfrocca per l’impossibilità di governare, le fughe in avanti di Addesse senza alcun sostegno politico, le stiamo pagando come cittadini. Bisogna voltare pagina al più presto ma prima del candidato viene il progetto. Prima delle ambizioni personali viene Alatri».

Il centrodestra appare diviso e bloccato dopo l’annuncio con cui il sindaco Cianfrocca ha ufficializzato la sua intenzione di non candidarsi per un secondo mandato. Pensa sia un’occasione?
I consiglieri di centrodestra Borrelli, Iannarilli, Santucci ed il coordinatore Iovino della Lista Rocca

«Non sono interessato alle beghe interne del centrodestra. Mi interessa che le loro divisioni non ricadano sulla città e sui cittadini come purtroppo sta accadendo a causa di un’amministrazione che sembra più concentrata sulla propria competizione interna che sui problemi di Alatri. Sindaco e vicesindaco che sembrano gareggiare sugli annunci, sulle iniziative e sulla comunicazione, mentre la città continua ad avere problemi concreti che attendono risposte. Il centrodestra spaccato è una evidenza: noi dobbiamo dimostrare che esiste un’alternativa seria, unita e capace di governare. Perché la vera sfida del 2027 non sarà vincere contro qualcuno, ma convincere gli alatrensi che esiste una strada migliore per la città».

Il suo PD è diviso. Da un lato l’ex Presidente del Consiglio Regionale Mauro Buschini, che sostiene la candidatura a sindaco dell’ex magistrato Adolfo Coletta. Scostato ma non contrapposto c’è l’ex Segretario Provinciale Luca Fantini che chiede di partire dalla coalizione e dal programma per arrivare eventualmente a Coletta. Posizioni ben distanti da quella dell’ex vicesindaco Fabio Di Fabio, attuale capogruppo, che punta ad una coalizione civica moderata. Lei con chi sta?

«Non stiamo scegliendo tra due linee, abbiamo da subito avanzato la proposta di un percorso sul programma che arrivi poi alla scelta del candidato migliore. Siamo dalla parte di una sintesi politica e di un progetto che possa essere utile ad Alatri. Nel Partito Democratico ci sono sensibilità e posizioni diverse, ed è normale che sia così». 

Però la dialettica è utile se porta ad una sintesi: se è discussione infinita è deleteria….
Fabio Di Fabio

«Ma la dialettica interna non può trasformarsi in una contrapposizione permanente. Così come non si possono contrapporre fughe in avanti ad un progetto politico di più ampio respiro. Il punto non è stabilire oggi chi abbia ragione tra una posizione e l’altra: il punto è capire quale sia la proposta migliore per Alatri. Credo che il PD debba avere la maturità di mettere insieme queste sensibilità, confrontarsi sul programma e individuare, attraverso un percorso condiviso, il candidato e la squadra più adeguati a governare la città».

Dopo l’accordo provinciale pensa sia possibile vedere unito il PD?

«Assolutamente sì. E penso che sia anche necessario. Sono convinto che, attraverso il confronto e il dialogo, saremo in grado di trovare una sintesi e presentarci agli elettori con un progetto chiaro, un programma credibile e una squadra capace di governare. E credo che l’accordo raggiunto a livello provinciale possa rappresentare proprio un punto di partenza e possiamo farlo anche ad Alatri».

Qual è il ruolo dell’ex segretario provinciale Luca Fantini?
Mauro Buschini con Luca Fantini

«Luca Fantini è una delle personalità che può dare un contributo importante alla costruzione della proposta e della squadra migliore possibile per Alatri. Ha esperienza politica, capacità, un ruolo operativo di grande prestigio qual è il consigliere di amministrazione Saf e conosce profondamente il territorio. Ha maturato un percorso che gli consente di mettere a disposizione competenze e relazioni importanti. Se sarà protagonista anche in prima persona lo valuteremo più avanti, nel momento e nelle sedi opportune».


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