cybersecurity, startup e STEM le priorità


GIOVANNI PAGNACCO PRESIDENTE ALDAI FEDERMANAGER

Si è tenuta presso l’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia a Milano l’Assemblea annuale di ALDAI-Federmanager, la maggiore organizzazione territoriale di Federmanager, polo di riferimento per i servizi ai manager e partner del sistema industriale.

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L’evento si è aperto con i saluti istituzionali di Gianluca Comazzi, Assessore al Territorio e Sistemi Verdi di Regione Lombardia. A seguire gli interventi di Giovanni Pagnacco, Presidente di ALDAI-Federmanager e di Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda. In conclusione, si è svolta una tavola rotonda che ha visto la partecipazione di Paolo Magri, Presidente del Comitato Scientifico ISPI, Marco Taisch, Professore di Digital Manufacturing & Operations Management al Politecnico di Milano, Modestino Colarusso, Direttore Generale di Confindustria Energia, e Valter Quercioli, Presidente nazionale Federmanager.

L’Assemblea annuale quest’anno ha rappresentato un momento di approfondimento e confronto, nel corso del quale sono stati presentati i risultati dell’indagine Energia per il Paese, energia per le imprese, condotta da AstraRicerche per ALDAI-Federmanager tra il mese di marzo e aprile 2026. Dalla rilevazione condotta tra gli iscritti all’associazione lombarda emerge con chiarezza come l’energia costituisca un ambito strategico per le imprese e per il sistema Paese. Inoltre si individuano con chiarezza le priorità strategiche per la crescita delle imprese lombarde, insieme alle principali misure urgenti di politica industriale attese dal Governo e alle sfide da affrontare.

I principali risultati dell’indagine

  • Innovazione al centro della crescita, insieme alla valorizzazione dei talenti e allo sviluppo di partnership
  • I settori strategici per il futuro sono cybersecurity, startup, temi ambientali, biotech e scienze della vita, con crescente centralità di competenze avanzate, formazione continua e discipline STEM
  • Politiche industriali strutturali: i manager chiedono interventi più incisivi e di lungo periodo. Priorità alla semplificazione burocratica e a un piano energetico stabile (in forte crescita al 33,1%)
  • Energia e geopolitica principali rischi: i costi elevati dell’energia restano la minaccia principale (64,2%), seguiti dal rafforzarsi delle tensioni geopolitiche (53,3%)

Il Presidente di Aldai Giovanni Pagnacco dichiara: “Il quadro che emerge dalla Ricerca evidenzia come la Lombardia debba continuare a investire con decisione sull’innovazione, il capitale umano e la sostenibilità, rafforzando al tempo stesso la capacità di affrontare rischi esterni sempre più complessi. Tra le priorità dei manager per il sistema Paese emergono la semplificazione burocratica e la definizione di politiche energetiche strutturali, mentre i principali fattori di rischio restano l’elevato costo dell’energia e l’instabilità geopolitica. In prospettiva, lo sviluppo della Lombardia si fonda su ambiti ad alto contenuto innovativo — quali cybersecurity, startup e sostenibilità — con una centralità sempre maggiore di competenze avanzate, formazione continua e discipline STEM”.

Priorità strategiche dei manager lombardi per la crescita delle imprese

Nel 2026 l’innovazione si conferma la priorità: quella di prodotto resta al primo posto con il 24,6% delle preferenze, mentre cresce in modo rilevante rispetto all’anno scorso l’innovazione dei processi, raggiungendo 16,8%. L’attrazione, lo sviluppo e la retention dei talenti si confermano tra le priorità chiave. Parallelamente, aumenta l’interesse verso partnership e collaborazioni. Restano invece meno centrali nel dibattito sostenibilità e gender gap. Emergono infine differenze significative legate alla dimensione aziendale e al ruolo: i General Manager mostrano ad esempio un orientamento sempre più marcato verso innovazione e internazionalizzazione, mentre nelle aziende con meno di 50 lavoratori l’attenzione verso le collaborazioni scende al 22%.

Misure urgenti di politica industriale richieste dai manager lombardi al Governo

Tra le misure urgenti per il sistema Paese emergono prioritarie la semplificazione burocratica e la sostenibilità energetica e ambientale. Cresce in modo significativo, di quasi 16 punti percentuali in un solo anno, l’importanza di un piano energetico di lungo periodo, raggiungendo il 33,1%. Diminuisce invece la richiesta di incentivi fiscali, a favore di interventi più strutturali e strategici. Aumenta anche l’interesse per la partecipazione pubblica in settori chiave e per le partnership pubblico-private.

Minacce economiche in Lombardia

L’analisi evidenzia le principali minacce per l’economia lombarda, in un contesto globale complesso e in continua evoluzione. Al primo posto si conferma il tema dei costi elevati dell’energia, indicato dal 64,2% degli intervistati e in ulteriore crescita. Sale in modo significativo anche la preoccupazione per le tensioni geopolitiche e i conflitti internazionali, che raggiungono il 53,3% (dal 43% dell’anno precedente). Restano rilevanti i rischi legati alla delocalizzazione e al rallentamento industriale europeo. In calo invece i timori legati alle politiche economiche statunitensi e alla crisi di alcuni settori.

Ambiti strategici per la Lombardia

Guardando al futuro, emergono con chiarezza gli ambiti strategici per lo sviluppo della Lombardia. In cima alla classifica si collocano la cybersecurity (58,1%) e l’innovazione con startup e nuove imprese (53,1%), seguite dai temi ambientali — energia, acqua e rifiuti — al 50,3%, e dal settore biotech e scienze della vita (46,9%). Si osserva invece una flessione rispetto all’anno precedente per ambiti come lo Smart Government (41,9%) e la mobilità e le infrastrutture (37,3%), pur restando rilevanti. Più stabili, ma comunque presenti, altri settori come difesa e aerospazio (33,5%), smart society (31,8%) e smart economy con servizi avanzati e sostenibili per l’industria, il turismo, le banche, le assicurazioni, il Fintech e il commercio (28,2%).

Competenze manageriali richieste dal mercato e sviluppo dei talenti

La visione di lungo periodo diventa la competenza più richiesta dai manager (67,1%), con una crescita molto marcata rispetto al passato. Seguono flessibilità e capacità di adattamento quasi al 58%, sempre più cruciali in un contesto incerto. Anche il problem solving si conferma tra le competenze chiave per i manager al 52,2%. Spicca la forte crescita delle capacità di reskilling e upskilling con un aumento di 12 punti, segno di un mercato in rapida evoluzione. Al contrario, cala l’importanza attribuita al team building, pur restando rilevante. Le competenze tecnico-scientifiche continuano a crescere progressivamente. Emergono differenze di genere significative, con le donne più orientate all’adattabilità e alla formazione continua. Anche l’età incide: i giovani valorizzano maggiormente il reskilling, mentre i senior puntano su visione strategica e competenze tecniche.

Sul fronte dei talenti, si rafforza il legame tra università e mondo del lavoro come leva principale di sviluppo. Viene valorizzato il merito attraverso borse di studio e percorsi dedicati. Cresce il ruolo dei manager nella formazione dei giovani, sia su soft skills sia su competenze tecniche. Infine, aumenta l’attenzione verso le discipline STEM, soprattutto tra le manager donne. Particolarmente significativo è il cambiamento registrato sul fronte delle discipline STEM: pur rimanendo in fondo alla classifica, la promozione di questi percorsi registra la crescita più marcata, passando dall’11,7% del 2023 al 29,9% nell’ultimo anno. Un dato che segnala un’attenzione crescente verso le competenze scientifiche e tecnologiche.


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