Tra i nomi partecipanti figurano i grandi dell’architettura come, solo per dare l’idea: Zaha Hadid Architects, OMA – Office for Metropolitan Architecture e BIG – Bjark Ingels Group. Ma a vincere il concorso internazionale di architettura per lo stadio Maksimir e il centro sportivo e ricreativo Svetice, a Zagabria, è lo studio VG13 dei due architetti italiani, Tommaso Fantini e Alberto Rossi (entrambi classe 1992). Oggetto della competizione sono uno stadio da 35mila posti (categoria Uefa quattro) e un intero quartiere dedicato allo sport, ai margini del parco Maksimir.
La competizione ha raccolto ben 88 proposte da 20 Paesi. A lanciarla, lo scorso marzo, era stata la città di Zagabria finanziatrice dell’opera al 50% (l’altra metà è coperta da risorse statali) con il supporto di Daz, l’associazione degli architetti di Zagabria. La giuria ha votato all’unanimità il progetto su proposte arrivate da tutto il mondo ma poi, dopo alcune critiche alimentate sui social da architetti locali esclusi, è divampata – fa sapere Repubblica – una protesta sovranista, sfociata in un ricorso da parte del Governo, nonostante ci fosse anche un rappresentante dell’Esecutivo (il ministro dello sport e del turismo) tra i membri della giuria.
Al di là delle polemiche, vale la pena approfondire la proposta italiana vincitrice, il cui punto focale è lo stadio che il progetto è chiamato a sostituire: il Maksimir, casa della Dinamo e teatro anche dei violenti scontri tra serbi e croati nel maggio 1990. L’opera è dell’architetto Vladimir Turina. Con la sua tribuna dalle solette a sbalzo, è una delle più elevate opere dell’architettura croata del Dopoguerra. Per la struttura, indebolita dal terremoto del 2020 che ha reso inagibile la tribuna est, è in programma la demolizione a partire dal 2027.
Vista dello stadio da Maksimir Park, VG13 Architects, Stadio Maksimir e Centro sportivo e ricreativo di Svetice, a Zagabria. Image courtesy © VG13 Architects
Vista aerea del complesso, VG13 Architects, Stadio Maksimir e Centro sportivo e ricreativo di Svetice, a Zagabria. Image courtesy © VG13 Architects
Lo stadio progettato dai vincitori – secondo la giuria -: «Rappresenta un contributo significativo alla tipologia dell’arena commerciale contemporanea». «Il progetto – si legge nel verdetto – reinterpreta in modo creativo le qualità originali dello stadio di Turina: la leggerezza delle solette sospese, l’autonomia delle tribune, la monumentalità della struttura e il ruolo determinante dei vuoti. Quattro volumi apparentemente distinti danno vita a una composizione plastica, quasi suprematista, di elementi orizzontali e inclinati sovrapposti. Il rapporto tra struttura, paesaggio e spazi intermedi genera una silhouette forte, enigmatica e riconoscibile, capace di diventare una nuova icona per questa parte della città senza ricorrere a convenzionali esibizionismi formali».
La città dello sport (il progetto immagina un piccolo brano di città) prolunga il bosco del parco Maksimir, aperto alla fine del Settecento e primo parco pubblico del Sud-est europeo. Una grande diagonale la attraversa andando a collegare un importante hub intermodale per il trasporto con l’asse principale del parco, passando per lo stadio di atletica, che è disposto in obliquo. L’hub intermodale diventa la piazza e l'”ingresso cerimoniale” del complesso.
«Lo stadio è coeso e connesso – scrivono gli architetti -: le tribune si articolano in quattro grandi corpi leggermente sfalsati, che negli angoli si aprono verso il parco e la città. Le costituiscono un numero limitato di superfici astratte, solette orizzontali e piani inclinati che si sovrappongono e slittano l’uno sull’altro. Nello stesso gesto queste superfici formano le gradinate, ospitano i percorsi, reggono la copertura e danno forma agli spazi pubblici intorno all’edificio».
Un angolo delle gradinate visto dal campo da gioco. VG13 Architects, Stadio Maksimir e Centro sportivo e ricreativo di Svetice, a Zagabria. Image courtesy © VG13 Architects
Vista aerea dello stadio. VG13 Architects, Stadio Maksimir e Centro sportivo e ricreativo di Svetice, a Zagabria. Image courtesy © VG13 Architects
«Ridotta all’essenziale – proseguono i progettisti -, l’architettura trae forza dalla purezza delle forme e dalla configurazione plastica che queste assumono. Ne nasce un gioco di elementi che è insieme un luogo di raccolta, dove la folla si stringe attorno al campo, e un gesto di apertura verso il parco, la città e la vita pubblica che continua oltre i giorni di partita».
«L’identità e lo spirito dell’originario stadio Maksimir – si legge nella relazione stilata dalla giuria – costituiscono il punto di partenza per la nuova proposta. Le tribune sono formate da una sequenza di piani piegati che, simultaneamente, sostengono la copertura, organizzano i flussi di circolazione e incorniciano gli ingressi verso la città e il parco. La configurazione compatta degli spalti preserva l’atmosfera raccolta tipica della partita, mentre le aperture tra i settori mettono in comunicazione lo stadio con il bosco circostante e gli spazi pubblici. Nell’area di progetto, lo stadio di atletica, i palazzetti dello sport e le infrastrutture di trasporto sono disposti come volumi autonomi all’interno di un paesaggio boschivo continuo che collega il Parco Maksimir a Borongaj».
Lo stadio di atletica. VG13 Architects, Stadio Maksimir e Centro sportivo e ricreativo di Svetice, a Zagabria. Image courtesy © VG13 Architects
Hub di interscambio di Borongaj. VG13 Architects, Stadio Maksimir e Centro sportivo e ricreativo di Svetice, a Zagabria. Image courtesy © VG13 Architects
La giuria – presieduta da Toma Plejić e composta da Vasa Perović (Bevk Perović arhitekti), François Chas (NP2F), Mia Roth-Čerina, Nenad Fabijanić e Vjera Bakić, oltre che dal sindaco di Zagabria Tomislav Tomašević, dal ministro del Turismo e dello Sport Tonči Glavina e dal presidente della Dinamo Zagabria Zvonimir Boban – ha premiato con il secondo posto il progetto di XDGA – Xaveer De Geyter Architects di Bruxelles. Seguono in classifica: il team dei cileni di Plan Común, dei parigini Studio Muoto e da DATA architectes e poi, in quarta posizione njiric+ arhitekti di Hrvoje Njirić, tra le figure di riferimento dell’architettura croata contemporanea e, infine, al quinto posto LAN di Parigi insieme a P2PA.
CREDITI DEL PROGETTO
Nome del progetto: Stadio Maksimir e Centro sportivo e ricreativo di Svetice, Zagabria
Progetto: VG13 Architects (Tommaso Fantini, Alberto Rossi)
Concept strutturale: Alessandro Garzanti, G-SDS Structural Design Studio
Collaboratori: Nicola Andjelic, Giovanni Campagna, Niccolò Pasti, Tommaso Sala, Massimiliano Selenati
Committente: Città di Zagabria (investimento condiviso al 50% con lo Stato croato)
Organizzazione del concorso: DAZ – Associazione degli architetti di
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