Ad aprile, una sentenza del Tar aveva annullato la delibera del Comune di Torino che prevedeva un aumento del 3,5% delle tariffe per i servizi alla disabilità a fronte di un aumento dei costi del personale stimato intorno al 10-15%. Le cooperative sociali l’avevano definita «una decisione storica, che ribadisce l’urgenza di ripensare il welfare». A distanza di tre mesi, la Giunta comunale ha approvato un sostegno economico da 1,6 milioni di euro «per garantire continuità e qualità ai servizi dedicati alle persone con disabilità per il 2026 e, nello stesso tempo, l’avvio di un percorso condiviso per aggiornare il sistema tariffario in vista del rinnovo dell’Albo dei servizi accreditati».

Raccontare le professioni del sociale non è un atto di cronaca, ma un atto culturale e politico. È la scelta di portare finalmente sotto i riflettori chi lavora nell’ombra, chi svolge un mestiere che la società finge di rispettare e che invece tratta con noncuranza. Lo facciamo su VITA magazine di maggio.
SOCIAL WORKER, SENZA DI LORO PERDIAMO TUTTI
La delibera recepisce un accordo raggiunto tra la Città di Torino e le organizzazioni rappresentative dei gestori dei servizi per persone con disabilità: Anffas, Agci Piemonte, Confcooperative Piemonte, Legacoop Piemonte e Uneba. «In assenza di un aggiornamento del quadro tariffario regionale», ha detto l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, «mettiamo a disposizione risorse comunali importanti, per contribuire alla sostenibilità di un sistema che negli ultimi anni ha dovuto affrontare un forte aumento dei costi. Il riconoscimento del contributo permette tra l’altro di raggiungere a fine 2026, per la parte sociale, l’incremento complessivo del 10% previsto dal Patto per un welfare innovativo e sostenibile, firmato dalla Regione Piemonte con le rappresentanze dei gestori nel 2024 senza gli enti locali, e poi disatteso dalla stessa Giunta regionale. Allo stesso tempo avviamo un percorso condiviso di revisione delle tariffe che coinvolgerà la Città, l’Asl e i gestori dei servizi, con l’obiettivo di costruire un quadro più adeguato e stabile rispetto alle esigenze attuali e di garantire qualità e continuità agli interventi sociosanitari sul nostro territorio. Ma continuiamo a sollecitare la Regione a onorare i propri impegni relativi alla componente sanitaria delle rette».
Che cosa prevede
Il provvedimento prevede il riconoscimento di un contributo straordinario, interamente a carico del Comune, a favore dei servizi sociosanitari iscritti alla sezione B dell’Albo cittadino. Per i servizi semiresidenziali, compreso il Servizio socio educativo riabilitativo, si legge in una nota diffusa dal Comune, «il contributo corrisponderà a un aumento del 7% della quota sociale delle tariffe dal 1° gennaio al 31 ottobre 2026, percentuale che salirà al 10% nei mesi di novembre e dicembre. Per i servizi residenziali il sostegno sarà invece pari al 3,5% della quota sociale nel periodo gennaio-ottobre 2026 e al 6,5% negli ultimi due mesi dell’anno. Gli incrementi saranno calcolati sulle tariffe e sulle rette in vigore al 31 dicembre 2025».
Accanto alle misure immediate di sostegno economico, la delibera avvia anche il percorso di revisione tariffaria per il triennio 2027-2029. Saranno istituiti tavoli tecnici con la partecipazione di rappresentanti della Città di Torino, dell’Asl Città di Torino e dei gestori dei servizi per analizzare l’andamento dei costi e il loro impatto sulla sostenibilità del sistema. Il lavoro accompagnerà il processo di rinnovo dell’Albo dei servizi accreditati, in scadenza il 31 dicembre 2026.
Le cooperative: «Un segnale concreto»
Per Confcooperative è «un segnale importante di responsabilità istituzionale e di attenzione alla tenuta del welfare locale, perché riconosce la necessità di accompagnare la qualità e la continuità dei servizi con condizioni economiche sostenibili per chi li gestisce». Irene Bongiovanni, presidente di Confcooperative Piemonte Nord e vicepresidente vicaria di Confcooperative Piemonte, lo definisce «uno sforzo economico non indifferente da parte della città, che riconosciamo e apprezziamo». Enrico Pesce, presidente di Federsolidarietà Piemonte, aggiunge: «Ci auguriamo che questo esempio venga seguito anche dagli altri Comuni e capoluoghi piemontesi, affinché la sostenibilità dei servizi e la qualità del lavoro diventino obiettivi condivisi in tutto il territorio regionale».
Barbara Daniele, responsabile di LegacoopSociali Piemonte, sottolinea che l’adeguamento delle tariffe era diventato non più rinviabile per garantire la sostenibilità e la qualità dei servizi dedicati alle persone con disabilità. «Apprezziamo quindi lo sforzo e l’attenzione dimostrati dalla Città di Torino, che con questo accordo compie un passo importante nella giusta direzione, riconoscendo il ruolo delle cooperative sociali come componente essenziale dell’infrastruttura sociale del territorio, capace di costruire coesione, prossimità e risposte ai bisogni delle persone insieme alle istituzioni», spiega. «Continueremo a lavorare affinché questo percorso produca risultati concreti e riconosca pienamente il valore del lavoro svolto dalle nostre imprese. Garantire condizioni economiche adeguate significa consentire alle cooperative di investire nelle persone, nella qualità dei servizi e nella professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori».
In apertura, attività di laboratorio in un centro diurno per persone con disabilità (Fotografia della cooperativa sociale Stranaidea)
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Daria Capitani
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