Obiettivo: promuovere la cultura del rispetto attraverso progetti educativi, percorsi formativi, concorsi, incontri nelle scuole e collaborazioni con istituzioni di pena, ministeri, università ed enti
Assisi, 8 giu. 2026 – “Da Assisi partirà un nuovo percorso che guarda al futuro con la convinzione che il rispetto rappresenti il primo e più importante strumento per costruire una società migliore. Il rispetto è un principio, un diritto ed un dovere, è il fondamento della civiltà”. (Nella foto, da sx Cristina Virili, Maria Cristina Zenobi)
Sono le parole di Maria Cristina Zenobi, presidente dell’associazione Nel nome del rispetto, che sabato 6 giugno ha presentato, insieme alla vicepresidente Cristina Virili, Il cammino del rispetto. L’obiettivo del progetto, che ricalca quello dell’associazione stessa, è promuovere la cultura del rispetto tra i giovani e in generale nella società, attraverso progetti educativi, percorsi formativi, concorsi, incontri nelle scuole e collaborazioni con istituzioni di pena, ministeri, università ed enti, a partire dalla città serafica fino a raggiungere altre città italiane.

Abbiamo più di 40 ambasciatrici in Italia, tra insegnanti e dirigenti. Siamo anche riusciti a istituire, con legge dello Stato, la Giornata nazionale del rispetto, che ricade il 20 gennaio e su questa scia abbiamo siglato protocolli d’intesa con la Polizia di Stato e il Ministero della Giustizia ed è in via di sottoscrizione anche un altro protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito”. Sull’argomento, la presidente Zenobi ha pubblicato nel 2012 il libro dal titolo “Se mi ami parlami”, presentato nelle scuole e università, nel quale l’autrice, forte anche dell’esperienza maturata quale responsabile di uno sportello antistalking, offre riflessioni sull’importanza del rispetto reciproco nelle relazioni interpersonali, indicando nel dialogo e nella mediazione gli strumenti più efficaci per il superamento di incomprensioni e di pregiudizi.
All’incontro hanno preso parte Marco Martino, dirigente superiore della Polizia di Stato – Direzione centrale anticrimine, con la quale l’Associazione ha sottoscritto un importante protocollo d’intesa lo scorso 18 gennaio, Nicola Petruzzelli, direttore dell’Istituto penale per i minorenni di Bari, Agostino Benedetti, presidente Fipav Umbria, Francesco Calisti, presidente Virtus Bastia e Giulio Ndongmo, presidente della Commissione ‘Sport e Benessere’ della Consulta provinciale degli studenti (Cps) di Perugia. Tra le autorità, presenti anche Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, e Valter Stoppini, sindaco di Assisi.
Sono intervenuti, inoltre, il regista della miniserie ‘La buona battaglia – Don Pietro Pappagallo’, Gianfranco Albano, che ha ricordato l’importanza del rispetto “a tutti i livelli e in tutte le forme”; Giacomo Marinelli Andreoli, direttore di Umbria TV, che ha relazionato sul tema della pace e del rispetto, portando l’esperienza eugubina contenuta nel libro di cui è autore, Nel segno dei padri; Thomas Ducato, responsabile Scuola e formazione di Edulia Treccani, sul tema dell’educazione nell’era digitale; Maria Martello, già giudice onorario, esperta in mediazione dei conflitti e docente di psicologia dei rapporti interpersonali, sul “Rispetto dell’altro che va di pari passo con il Rispetto di sé”. Sono state lette, inoltre, le lettere fatte pervenire dal ministro per le disabilità, Alessandra Locatelli, e dal sottosegretario del Ministero dell’istruzione e del merito, Paola Frassinetti.
Particolarmente emozionante è stata la premiazione dei vincitori del progetto-concorso nazionale indetto dall’Associazione, che ogni anno coinvolge migliaia di studenti provenienti da tutta Italia. Due i temi, ‘L’intelligenza artificiale nel rispetto dell’intelligenza emotiva’ e ‘Sport ed ecosostenibilità’, a cui i giovani hanno dovuto ispirarsi per i loro elaborati, tra poesie, componimenti, testi di canzoni, video o altri lavori multimediali che sono diventati così espressione di disagio e difficoltà delle nuove generazioni, ma anche di affetti, passioni, sentimenti, coraggio, speranza e desiderio di costruire relazioni positive.
Presente anche l’orchestra nazionale ‘Nel nome del rispetto’, composta da giovani studenti musicisti che si sono esibiti sotto la direzione della professoressa Maria Sasso, colei che ha ideato e musicato l’inno nazionale dell’Associazione.
“Uscendo da qui dobbiamo essere un esercito di artigiani di pace – ha dichiarato Maria Martello –, portando un messaggio che parte dalla terra di San Francesco, del quale voglio ricordare l’episodio del lupo di Gubbio. San Francesco fece da mediatore, tra gli uomini e l’animale ‘colpevole’ di attaccare il bestiame e predare gli abitanti della città. Ecco, nella nostra vita possiamo vivere conflitti interpersonali o anche conflitti legali e a questo bisogna rispondere con la mediazione. La mediazione dei conflitti rappresenta una vera rivoluzione sociale del nostro tempo e si può bene immaginare quanto sia importante che l’adolescente la impari già dai banchi di scuola, così da evitare poi forme di bullismo, di emarginazione e quindi di malessere individuale che si si ripercuote nella società e a volte genera anche fatti violenti”.
“I giovani, e non solo, hanno bisogno di messaggi importanti di legalità – ha affermato Martino – e della presenza delle associazioni del terzo settore. La sola presenza della Polizia di Stato, infatti, non è sufficiente oggi a raggiungere tutte le aree e i soggetti più problematici. Anche per questo lavoriamo sulla prevenzione dei delitti”. “Il rispetto parte prima di tutto da noi perché se non abbiamo rispetto di noi stessi, non possiamo averlo per gli altri – ha detto il sindaco Stoppini –. Non c’è luogo migliore di Assisi per iniziare questo cammino. San Francesco aveva e predicava il rispetto per la natura, per gli animali, per le persone più fragili e spero che Assisi diventi una luce per tutti i giovani, una luce nel mondo”.
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Gilberto Scalabrini
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