Fratelli d’Italia riaccende i motori a Ceccano: l’obiettivo è tornare al governo

Fratelli d’Italia si lascia alle spalle il passato. Riaccende ufficialmente i motori nella città dove per prima mise le radici strappando l’amministrazione al centrosinistra che l’aveva governata da sempre. Lo fa con un’assemblea pubblica. L’obiettivo non scontato è tornare a governare il Comune di Ceccano. Il trio di Consiglieri che oggi siede in opposizione fa quadrato, mentre il Presidente del Circolo usa le “supercazzole” del film Amici Miei per attaccare l’amministrazione di centrosinistra del sindaco Andrea Querqui.

Sui social, però, pesa il silenzio di chi non ha ancora digerito le scorse elezioni.

In politica, le parole sono importanti ma a volte i manifesti lo sono ancora di più. Quello apparso in queste ore a Ceccano, a lettere cubitali gialle su sfondo blu, lancia un messaggio che non ammette fraintendimenti: «SI RIPARTE!». Fratelli d’Italia ha deciso di uscire dal tatticismo e di riprendere in mano l’iniziativa politica sul territorio. E non si tratta di una mossa scontata o banale: è la dichiarazione d’intenti di un Partito che, superate le tempeste, ha un solo, chiaro obiettivo nel mirino: tornare a governare la città.

Venerdì sera, al Centro Sportivo Marini, la risposta è arrivata.

Il trio consiliare compatto e la regia di Liburdi

Ginevra Bianchini, Rino Liburdi, Alessia Macciomei, Ugo Di Pofi

L’appuntamento era rivolto a iscritti e simpatizzanti. Il dato politico visivo più forte è stat l’unità d’intenti del gruppo consiliare: sul manifesto figurano fianco a fianco i tre consiglieri comunali Ugo Di Pofi, Ginevra Bianchini e Alessia Macciomei. In una fase in cui la coesione è merce rara, presentarsi come un blocco granitico è la prima regola d’ingaggio per essere credibili.

A coordinare le operazioni e a tirare le fila di questa complessa ripartenza è il Presidente del Circolo cittadino, Rino Liburdi, a cui spetterà il compito di concludere i lavori dell’assemblea. Ed è proprio Liburdi ad aver iniziato a “far gustare” ai cittadini, nei giorni precedenti, il clima di battaglia che si è respirato venerdì sera, utilizzando armi affilate e metafore cinematografiche di altissimo livello.

Dalla “supercazzola”a Totò

Liburdi non ha usato mezzi termini per scaldare i motori. In un post sui social, ha sferrato un attacco frontale all’attuale amministrazione, prendendo di mira le risposte fornite alle interrogazioni della minoranza sulla gestione, definita «disastrosa», del Verde Pubblico.

Una scena dal film Amici Miei

Per inquadrare la situazione, il Presidente di Circolo ha scomodato la comicità d’autore: ha paragonato le risposte dell’amministrazione alla mitica e incomprensibile “supercazzola” di Ugo Tognazzi nel film Amici Miei, definendole senza appello «un’offesa all’intelligenza dei cittadini di ogni colore politico». Ma non si è fermato qui. Rincarando la dose nei confronti del delegato all’Ambiente, ha chiamato in causa persino il Principe della risata, Totò, dedicandogli un perentorio: «Ma ci faccia il piacere!»

La riunione

L’assemblea di venerdì sera al Centro Sportivo Marini ha risposto alla domanda che il manifesto poneva. La partecipazione è stata ampia: dal direttivo al completo alle decine di candidati delle scorse comunali, dagli iscritti ai simpatizzanti. Ma il dato politicamente rilevante non è il numero dei presenti: è chi era presente.

Erano in sala tutte le anime del Partito, incluse quelle che nel 2025 avevano scelto strade diverse, presentando un progetto civico alternativo al simbolo di Fratelli d’Italia. La presenza di Fabio Giovannone (che si ferma per uno scambio di battute con Liburdi) e di Federica Aceto ed Alessandro Savoni, quest’ultimo alla sua prima uscita pubblica dopo un anno e mezzo di autosospensione, è il segnale che il Partito ha cercato e in parte trovato. Savoni è intervenuto. Ha ribadito il proprio impegno per il Partito ed ha manifestato la volontà di «tornare a lavorare uniti insieme».

Non è mancata qualche scintilla — il classico regolamento di conti tra chi non si parla da mesi — ma il bilancio della serata è quello che conta: erano tornati, e avevano scelto di dirlo in pubblico.

I consiglieri BianchiniDi Pofi e Macciomei hanno raccontato l’attività del primo anno di consiliatura. Ha preso la parola anche l’ex assessore all’Ambiente Riccardo Del Brocco (se non ci fossero state le dimissioni in massa e la decisione di azzerare tutto, lui sarebbe stato il candidato sindaco da contrapporre ad Andrea Querqui), con un intervento sul metodo: ognuno contribuisce secondo le proprie caratteristiche e sensibilità, l’importante è viaggiare nella stessa direzione.

Liburdi apre e chiude

L’intervento di Riccardo Del Brocco

A chiudere i lavori il presidente Rino Liburdi, con un intervento che ha raccolto e rilancia le proposte emerse dalla serata, tracciando una linea precisa: non solo opposizione intransigente all’amministrazione Querqui, ma anche proposte concrete, convegni, iniziativa politica sul territorio. «Abbiamo gettato le basi per tornare a ragionare su un impegno comune e un progetto unitario», ha detto. «Una comunità che discute e si confronta».

Il dato con cui Fratelli d’Italia di Ceccano esce dall’assemblea è più solido di quello con cui ci era entrata. Le fratture del 2025 non sono sparite ma sono state messe in comune, discusse, parzialmente assorbiteLiburdi ha svolto la funzione di raccordo tra sensibilità che faticavano a stare nella stessa stanza. Il fatto che ci siano riuscite è già un risultato politico.

Se la coesione regge, le prossime elezioni saranno una partita aperta.

Il convitato di pietra: il silenzio dei “dissidenti”

Tuttavia, in politica, spesso fa più rumore ciò che manca rispetto a ciò che viene detto. Se nel mondo reale i consiglieri appaiono uniti e la leadership del circolo suona la carica, nella piazza virtuale dei social network si registra qualche assenza di troppo.

Alessandro Savoni

Ad un occhio attento non sfugge, infatti, la mancanza di condivisioni e di “like” strategici da parte di figure ben precise. È il segno inequivocabile che le scorie delle ultime, turbolente elezioni amministrative non sono state ancora del tutto smaltite. Più di qualche “dissidente” (esponenti che pur essendo tesserati o storicamente vicini a Fratelli d’Italia non avevano seguito le direttive del Partito nell’ultima tornata elettorale) sta restando alla finestra. Non sono ancora convinti di intraprendere questo nuovo percorso e, col loro silenzio digitale, marcano una distanza che i vertici del partito dovranno prima o poi affrontare se vogliono davvero ricostruire un fronte largo e vincente.

Dai banchi della maggioranza, intanto, la manovra viene osservata sicuramente con attenzione, ma senza un’esagerata preoccupazione. Negli ambienti del governo cittadino, infatti, in tanti derubricano questo appuntamento a un fisiologico “atto dovuto” dopo un anno di consiliatura. Una riorganizzazione interna, insomma, che era ampiamente messa in conto e che non toglie il sonno a Palazzo Antonelli. Eppure, per quanto non ci sia allarmismo, c’è la chiara consapevolezza di avere di fronte pur sempre il primo partito del centrodestra, la forza politica trainante che fa diretto riferimento alla premier Giorgia Meloni. Vedere una corazzata di questo calibro serrare i ranghi e riorganizzarsi sul territorio significa che il tempo della luna di miele e dell’opposizione frammentata potrebbe volgere al termine. Da questa mattina a Ceccano, la partita a scacchi ricomincia ufficialmente.


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