Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)


SEDE REFERENTE

Mercoledì 3 giugno 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO, indi della vicepresidente Tiziana NISINI. – Interviene la Viceministra del lavoro e delle politiche sociali, Maria Teresa Bellucci.

La seduta comincia alle 14.10.

Sulla pubblicità dei lavori.

Walter RIZZETTO, presidente, avverte che il gruppo M5S ha chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche attraverso il sistema di ripresa audiovideo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l’attivazione.

DL 62/2026: Disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all’occupazione e di contrasto del caporalato digitale.
C. 2911 Governo.
(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 27 maggio 2026.

Walter RIZZETTO, presidente e relatore, avverte che sono stati ritirati l’articolo aggiuntivo Tassinari 7.02 e l’emendamento Giaccone 13.6.

Chiara TENERINI (FI-PPE), relatrice, invita al ritiro degli emendamenti Scotto 1.1, Tassinari 1.10, Giaccone 1.8, mentre esprime parere contrario su tutte le altre proposte emendative riferite all’articolo 1.
Invita al ritiro degli emendamenti Tassinari 2.8, Giaccone 2.6, mentre esprime parere contrario su tutte le restanti proposte emendative riferite all’articolo 2.

Walter RIZZETTO, presidente e relatore, invita al ritiro dell’emendamento Caparvi 3.11, degli identici emendamenti Giaccone 3.9 e Madia 3.15, degli identici emendamenti Tassinari 3.1, Scotto 3.3 e Madia 3.14 e dell’emendamento Tassinari 3.12; invita altresì al ritiro degli identici emendamenti Scotto 3.4 e Giaccone 3.10, nonché dell’emendamento Giaccone 3.8. Esprime parere contrario su tutte le altre proposte emendative riferite all’articolo 3.
Fa presente che l’articolo aggiuntivo Barabotti 4.04 è accantonato. Esprime parere contrario su tutte le restanti proposte emendative riferite all’articolo 4.
Esprime parere contrario su tutte le proposte emendative riferite all’articolo 5.

Chiara TENERINI (FI-PPE), relatrice, invita al ritiro dell’emendamento Madia 6.9, degli identici emendamenti Scotto 6.4 e Tassinari 6.1, dell’emendamento Tassinari 6.3, nonché degli identici articoli aggiuntivi Tassinari 6.01, Giaccone 6.04 e Madia 6.020, degli identici articoli aggiuntivi Caparvi 6.05 e Tassinari 6.08, dell’articolo aggiuntivo Scotto 6.03, degli identici articoli aggiuntivi Giaccone 6.06 e Tassinari 6.09, degli articoli aggiuntivi Giaccone 6.07, D’Attis 6.010, Malagola 6.029 e 6.031.
Esprime parere favorevole sull’articolo aggiuntivo Malagola 6.032. Esprime parere favorevole sull’articolo aggiuntivo Mascaretti 6.034, a condizione che sia riformulato nei termini riportati in allegato.
Avverte che sono da considerarsi accantonate le seguenti proposte emendative: Tassinari 6.2, Volpi 6.16, Malagola 6.15, Scotto 6.02, Mari 6.035.
Esprime parere contrario su tutte le altre proposte emendative riferite all’articolo 6.
Avverte che, con riferimento all’articolo 7, sono da ritenersi accantonati l’emendamento Giaccone 7.51, gli identici emendamenti Bruzzone 7.20, Squeri 7.22 e Furgiuele 7.17, gli emendamenti Rosato 7.19, Tassinari 7.23, Cerreto 7.54, Volpi 7.67 e l’articolo aggiuntivo Giaccone 7.04.
Invita al ritiro degli emendamenti Caparvi 7.54 e Giaccone 7.21, mentre esprime parere contrario su tutte le altre proposte emendative riferite all’articolo 7.
Invita al ritiro degli emendamenti Giaccone 8.3 e 8.2, mentre esprime parere contrario sulla proposta emendativa Gribaudo 8.1.
Con riferimento all’articolo 9, invita al ritiro dell’emendamento Giaccone 9.1 mentre esprime parere contrario sulle proposte emendative Carotenuto 9.2, Mari 9.4 e Tucci 9.3.
Avverte che, con riferimento all’articolo 10, sono da considerarsi accantonate le seguenti proposte emendative: Giaccone 10.25, Scotto 10.4, Squeri 10.11 e Giaccone 10.8. Sono altresì accantonati gli identici emendamenti Caparvi 10.10 e Tassinari 10.14 e l’emendamento Caparvi 10.26.
Invita al ritiro degli emendamenti Tassinari 10.13, degli identici Scotto 10.6 e Tassinari 10.12 e dell’emendamento Giaccone 10.9, mentre esprime parere contrario su tutte le altre proposte emendative riferite all’articolo 10.
Con riferimento all’articolo 11, invita al ritiro dell’articolo aggiuntivo Malagola 11.06, mentre esprime parere contrario su tutte le altre proposte emendative.
Avverte che, con riferimento all’articolo 12, sono accantonate le proposte emendative Giaccone 12.5 e Tassinari 12.6.
Invita al ritiro dell’emendamento Volpi 12.15, mentre esprime parere contrario su tutte le altre proposte emendative riferite all’articolo 12.
Con riferimento all’articolo 13, invita al ritiro degli emendamenti Lazzarini 13.2 e Caparvi 13.3, mentre esprime parere contrario su tutte le altre proposte emendative.
Avverte che, con riferimento all’articolo 14, la proposta emendativa Tassinari 14.9 è accantonata ed esprime parere contrario su tutte le altre proposte emendative.
Con riferimento all’articolo 15, esprime parere favorevole sull’emendamento Giaccone 15.6 ed invita al ritiro dell’emendamento Tassinari 15.10.
Avverte quindi che gli identici emendamenti Caparvi 15.5 e Tassinari 15.9 sono accantonati ed esprime parere contrario su tutte le altre proposte emendative riferite all’articolo 15.
Avverte che, con riferimento all’articolo 16, sono accantonate le seguenti proposte emendative: Schifone 16.9 e Casasco 16.8. Sono stati altresì accantonati gli articoli aggiuntivi Giaccone 16.013, D’Attis 16.049, gli identici Furgiuele 16.034, Rosato 16.037 e Tassinari 16.053, l’articolo aggiuntivo Comaroli 16.010 e gli identici articoli aggiuntivi Vietri 16.09, Gusmeroli 16.025 e Lazzarini 16.075.
Invita al ritiro degli identici emendamenti Tassinari 16.7, Caparvi 16.3 e Scotto 16.10, degli articoli aggiuntivi Giovine 16.085, Gusmeroli 16.026 e 16.027, Varchi 16.087, degli identici articoli aggiuntivi Furgiuele 16.033, Rosato 16.038 e Tassinari 16.054, dell’articolo aggiuntivo Lazzarini 16.043, degli identici articoli aggiuntivi Giaccone 16.035, Squeri 16.051 e Steger 16.046, e degli articoli aggiuntivi Lazzarini 16.072 e Tassinari 16.050.
Esprime, infine, parere contrario su tutte le altre proposte emendative riferite all’articolo 16.

La Viceministra Maria Teresa BELLUCCI esprime parere conforme a quello espresso dai relatori.

Riccardo TUCCI (M5S) chiede di conoscere l’approccio con cui il Governo ha esaminato le proposte emendative del decreto in esame, in quanto, eccetto per le proposte emendative accantonate, i pochissimi pareri favorevoli non riguardano nessun emendamento presentato dalle forze di opposizione.
Si interroga quindi sul ruolo del Parlamento e della Commissione rispetto a un provvedimento che appare blindato e che non lascia alcun ruolo alle forze di opposizione, considerato che il Governo e i relatori non hanno valutato favorevolmente nessuno degli emendamenti delle minoranze tra quelli contenuti nelle oltre cento pagine del fascicolo di seduta.
Sostiene che il decreto sia meritevole di un supplemento di riflessione, anche alla luce del fatto che esso interviene surrettiziamente sulla questione della rappresentanza sindacale, non definisce il trattamento economico complessivo e rischia di cristallizzare contratti di lavoro al ribasso.
Rileva, quindi, che le forze di maggioranza hanno bocciato emendamenti di buon senso, trasversali alle diverse posizioni politiche, come ad esempio quello teso al contrasto alla disparità salariale riferito all’articolo 6 del decreto in esame.
Afferma, infine, che le forze di opposizione hanno dimostrato, diversamente dai gruppi di maggioranza, un atteggiamento costruttivo in quanto motivati da un obiettivo comune in tema di lavoro.

Marco SARRACINO (PD-IDP), nel rilevare come il provvedimento in esame preveda il cosiddetto salario giusto – che, a dispetto del nome, consente la stipula di contratti con retribuzione oraria di 4 o 5 euro – afferma come si tratti di un provvedimento ingiusto non solo per i lavoratori ma anche per i membri del Parlamento, in quanto si è finito per bocciare persino gli emendamenti, condivisibili, presentati da rappresentanti dei partiti di maggioranza e ignorati dal Governo.
Rileva come, in tal modo, la Commissione di merito sia stata «silenziata», non lasciando alcuna possibilità, per le forze di opposizione, di emendare il testo del provvedimento, già ritenuto irricevibile, e finendo per accantonare le proposte delle stesse forze di maggioranza, in quanto controverse e politicamente divisive.
Sostiene di non sapere cosa aspettarsi dal seguito dell’esame delle proposte emendative, che forse sarà incentrato sulle gabbie salariali, sul ripensamento in merito alla fiscalità di vantaggio e alla decontribuzione per i comuni montani, o sulla possibilità per il Governo di sostenere le aree interne benché, nel Piano strategico nazionale delle aree interne (PSNAI), sia poi previsto che tali aree debbano essere abbandonate al loro destino.
Nel sottolineare, infine, come i gruppi di opposizione abbiano dimostrato un atteggiamento di grande responsabilità, conclude affermando che, di fronte alla chiusura delle forze di maggioranza, il suo gruppo politico non può fare altro che fare opposizione nelle sedi istituzionali e nel Paese.

Francesco MARI (AVS), associandosi alle considerazioni già espresse dai colleghi, rileva come su un totale di 299 emendamenti presentati, eccetto le proposte emendative per le quali è stato proposto un temporaneo accantonamento, soltanto due, pari allo 0,66 per cento, abbiano ricevuto parere favorevole da parte dei relatori e del Governo.
Sostiene che, come naturale, il confronto parlamentare si alimenta anche attraverso posizioni opposte e che l’attività emendativa è il primo momento di confronto, nella Commissione di merito, non rilevando tuttavia la volontà, da parte delle forze di maggioranza, di coinvolgere le altre forze politiche rispetto ai temi del lavoro contenuti nel decreto in esame.
Eccepisce, al riguardo, che le forze di maggioranza e il Governo hanno scelto di arroccarsi intorno alla proposta iniziale senza concedere alcun reale confronto, con le altre forze politiche, nelle opportune sedi parlamentari.

Dario CAROTENUTO (M5S), nel ritenere imbarazzante la situazione evidenziata dai colleghi, fa appello ai rappresentanti delle forze di maggioranza al fine di tenere nella giusta considerazione le proposte emendative presentate da tutte le forze politiche.
Al riguardo, ricorda come per il decreto, che affronta questioni di rilevante importanza, siano state raccolte migliaia di firme e che le forze di maggioranza hanno finito per cristallizzare una situazione complessa, che genera tensioni sociali e che permette la retribuzione oraria di 5 euro lordi.
Nel chiedere quale sia la visione del Parlamento, afferma che il presidente della Commissione, onorevole Rizzetto, dovrebbe tutelare il ruolo dei parlamentari e stigmatizzare un atteggiamento che ha portato alla bocciatura della totalità degli emendamenti presentati dai gruppi di opposizione e di molti dei gruppi di maggioranza e che ha finito per esautorare il ruolo dei parlamentari che lavorano nell’interesse dei cittadini.
Osserva, quindi, che la questione salariale è uno dei temi sociali più dibattuti negli ultimi trenta anni, e che alcune disposizioni normative appaiono in contrasto con i princìpi costituzionali e, in particolare, con l’articolo 1 della Costituzione.
Chiede poi con quale spirito verranno affrontati, nei prossimi giorni, i lavori di Commissione e di Assemblea e se il Parlamento sia ancora da ritenersi il luogo dove discutere le leggi, alla luce della quasi totalità di pareri contrari espressi dai relatori e dal Governo sulle proposte emendative.
Afferma quindi che, in tale quadro, le forze di maggioranza si assumono una grande responsabilità, come peraltro accaduto di recente con l’approvazione di alcune riforme, come quella sulla giustizia culminata con un referendum confermativo dall’esito non favorevole per il Governo.
Segnala inoltre che occorre informare gli italiani di ciò che sta accadendo in Parlamento e della scelta di cristallizzare salari molto bassi in un momento storico dove le famiglie non riescono ad arrivare a fine mese pur lavorando a tempo pieno.
Chiede, infine, ai colleghi di maggioranza di non assumere posizioni di comodo mentre il Paese rischia di andare alla deriva e di prendersi le proprie responsabilità, rispetto alle scelte che si stanno compiendo in tema di lavoro.

Marco SARRACINO (PD-IDP), nel sottoscrivere, unitamente al collega Fossi, tutte le proposte emendative a firma del deputato Scotto, chiede chiarimenti sulle proposte di riformulazione dei relatori rispetto alle proposte emendative accantonate.

Walter RIZZETTOpresidente e relatore, nel ricordare come sulle proposte di riformulazione non vi sia possibilità di presentare subemendamenti, fa presente che i relatori e il Governo non hanno ancora presentato le loro proposte emendative, le quali potrebbero essere trasmesse entro domani mattina.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Aiello 1.13, Madia 1.11, Mari 1.29, Madia 1.12, Scotto 1.5 e 1.1, Tucci 1.14 e Barzotti 1.16.

Rosaria TASSINARI (FI-PPE) dichiara di ritirare il suo emendamento 1.10.

La Commissione respinge l’emendamento Carotenuto 1.15.

Walter RIZZETTO, presidente e relatore, concorde la rappresentante del Governo, dispone l’accantonamento dell’emendamento Sportiello 1.17.

Andrea GIACCONE (LEGA) dichiara di ritirare il suo emendamento 1.8.

Marco SARRACINO (PD-IDP), nel dichiarare di voler sottoscrivere l’emendamento 1.8, sottolinea l’importanza del predetto emendamento, inaspettatamente ritirato dal suo presentatore, in quanto interviene su aree interne e comuni montani, prevedendo 800 euro mensili per le assunzioni di lavoratori nei comuni classificati montani o appartenenti alle aree interne, che invece il Governo ha deciso di abbandonare al loro destino.
Riferisce della recente protesta dei sindaci dei comuni montani e delle aree interne legata al fatto che 700 comuni, precedentemente classificati come montani, sono poi stati riclassificati tramite un decreto del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, onorevole Calderoli, per volontà politica di punire i comuni colpevoli di trovarsi a sud del Po.
Fa presente che il suo gruppo politico, avendo colto positivamente la volontà della Lega di sostenere le battaglie dei sindaci dei suddetti comuni, ha presentato una proposta di legge con una nuova riclassificazione dei comuni montani.
Rileva, inoltre, che alla riunione dei sindaci, promossa dal sindaco della città di Urbino, politicamente vicino al partito della Presidente del Consiglio, i parlamentari del gruppo Fratelli d’Italia avevano assicurato, quanto alla citata riclassificazione dei comuni montani e al loro sostegno, che ci sarebbe stata una presa di posizione netta, da parte del Governo, in occasione del primo provvedimento utile, che di fatto è il decreto in esame. Tuttavia, il gruppo della Lega ha inizialmente presentato un emendamento, dalla finalità condivisibile, che in seguito è stato ritirato dal suo presentatore.
Chiede, quindi, di accantonare l’emendamento in esame e di poter avviare un confronto con il Governo, per dimostrare che ci sia una reale attenzione al sostegno delle aree interne e dei comuni montani.

Francesco MARI (AVS) dichiara di sottoscrivere l’emendamento Sarracino 1.8.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Sarracino 1.8, Tucci 1.18, Piccolotti 1.28, Scotto 1.2 e Carotenuto 1.19.

Riccardo TUCCI (M5S), intervenendo sull’emendamento Barzotti 1.20, di cui è cofirmatario, ne illustra le finalità, volte a estendere ai rapporti di lavoro domestico le disposizioni vigenti in materia di decontribuzione per le lavoratrici madri, al fine di contrastare il lavoro sommerso in un settore nel quale tale fenomeno assume carattere particolarmente rilevante e risulta, per sua natura, di difficile emersione. Osserva che si tratta di una questione nota e risalente, che non può essere imputata a un singolo Governo, ma che ha interessato nel tempo l’intero sistema Paese, anche in ragione della specificità dei rapporti di lavoro domestico e della difficoltà di svolgere controlli all’interno delle abitazioni private.
Ritiene pertanto che la proposta emendativa meriti un supplemento di riflessione, poiché introduce una misura incentivante volta a favorire l’assunzione regolare nel settore domestico. Pur riconoscendo che possano essere valutati eventuali interventi di rimodulazione, anche con riferimento all’entità delle risorse o alla previsione di una fase sperimentale annuale, invita dunque i relatori e il Governo ad accantonare l’emendamento.

Walter RIZZETTO, presidente e relatore, acquisito il parere delle altre relatrici e della rappresentante del Governo, avverte che, in assenza di obiezioni, l’emendamento Barzotti 1.20 si intende accantonato.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici emendamenti Scotto 1.3 e Giaccone 1.9, gli emendamenti Scotto 1.4 e 1.6, nonché l’emendamento Zanella 1.26.

Walter RIZZETTO, presidente e relatore, preso atto che l’emendamento Aiello 1.21 reca disposizioni di tenore analogo all’emendamento Barzotti 1.20, già accantonato, acquisito il parere delle altre relatrici e della rappresentante del Governo, avverte che, in assenza di obiezioni, l’emendamento Aiello 1.21 si intende accantonato.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Tucci 1.22, Aiello 1.25, Carotenuto 1.23, Barzotti 1.24, Guerra 1.7, Mari 1.27, Appendino 2.11, Madia 2.9, Mari 2.20, Madia 2.10, Scotto 2.4 e 2.1, Tucci 2.12.

Tiziana NISINIpresidente e relatrice, avverte che l’emendamento Tassinari 2.8 è stato ritirato.

La Commissione respinge l’emendamento Carotenuto 2.13.

Tiziana NISINIpresidente e relatrice, avverte che l’emendamento Giaccone 2.7 è stato ritirato.

Marco SARRACINO (PD-IDP), intervenendo sull’emendamento Scotto 2.2, ne illustra la finalità, volta a sopprimere l’esclusione dei rapporti di lavoro domestico dall’ambito applicativo dell’esonero contributivo. Osserva che, anche in questo caso, il parere contrario espresso dai relatori e dal Governo sull’emendamento segna un arretramento rispetto a una misura che il proprio gruppo considera rilevante e condivisibile, in quanto diretta a sostenere lavoratrici e lavoratori in un settore particolarmente delicato.
Fa presente che analoghe considerazioni saranno svolte anche con riferimento ad altre proposte emendative sulle quali è stato espresso analogo parere contrario, ritenendo che si tratti di interventi volti a rafforzare le tutele del lavoro e a rispondere a esigenze concrete del Paese.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Scotto 2.2 e 2.3.

Tiziana NISINIpresidente e relatrice, avverte che l’emendamento Giaccone 2.6 è stato ritirato.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Mari 2.19, Scotto 2.5, Barzotti 2.14, Appendino 2.16 e 2.15.

Francesco MARI (AVS), intervenendo sull’emendamento 2.18 a sua prima firma, ne richiama le finalità, atte a subordinare l’accesso al beneficio previsto dalla disposizione al rispetto dei princìpi internazionali in materia di lavoro dignitoso e responsabilità d’impresa, con particolare riferimento alle linee guida dell’Organizzazione internazionale del lavoro e ai princìpi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) destinati alle imprese multinazionali. Fa presente che la proposta emendativa mira altresì a escludere dall’accesso al beneficio i datori di lavoro che abbiano delocalizzato attività produttive fuori dall’Unione europea e a introdurre obblighi di trasparenza in ordine agli effetti occupazionali delle misure.
Osserva che l’obiettivo è quello di evitare che incentivi pubblici, statali o regionali, siano riconosciuti in assenza di adeguati vincoli, soprattutto nei confronti di imprese che, dopo aver beneficiato di risorse pubbliche, delocalizzano le proprie attività, con conseguenti ricadute negative sull’occupazione e sul sistema produttivo nazionale. Ritiene pertanto necessario rafforzare i presìdi di responsabilità e trasparenza, affinché le misure di sostegno siano coerenti con l’interesse del Paese e con la tutela del lavoro.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Mari 2.18 e Borrelli 2.17.

Riccardo TUCCI (M5S) rileva che gli articoli aggiuntivi Aiello 2.01 e Barzotti 2.02, di cui è cofirmatario, sono entrambi finalizzati a sostenere l’assunzione di giovani di età inferiore a trentacinque anni in possesso di laurea o dottorato, mediante contributi a fondo perduto ovvero agevolazioni fiscali. Osserva che le proposte intervengono su una questione di particolare rilievo, connessa alla necessità di contrastare l’emigrazione giovanile qualificata e di trattenere nel Paese competenze e professionalità che, anche a causa dei bassi salari, dell’elevata pressione fiscale e delle limitate opportunità di crescita, sono spesso costrette a cercare prospettive lavorative all’estero.
Precisa che l’articolo aggiuntivo Aiello 2.01 introduce uno specifico incentivo per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani under 35 in possesso di titolo di studio universitario, attraverso il riconoscimento ai datori di lavoro privati di un contributo a fondo perduto erogato dall’INPS, evidenziando che l’articolo aggiuntivo Barzotti 2.02 interviene per una finalità analoga attraverso ulteriori strumenti di incentivo fiscale.

Marco SARRACINO (PD-IDP), intervenendo sugli articoli aggiuntivi Aiello 2.01 e Barzotti 2.02, che dichiara di voler sottoscrivere, sottolinea come gli stessi muovano in una direzione analoga a iniziative già prospettate in ambito regionale, richiamando, in particolare, il cosiddetto «reddito di merito» promosso dalla regione Calabria. Rileva pertanto come il parere contrario espresso sulle proposte emendative appaia difficilmente comprensibile, trattandosi di misure volte a sostenere ragazze e ragazzi che, pur non volendo lasciare il proprio territorio, sono spesso costretti a cercare altrove migliori opportunità di lavoro e di crescita professionale.
Ricorda che, nella giornata odierna, il proprio gruppo ha presentato una proposta di legge volta a riconoscere, per le nuove assunzioni di giovani under 35, un incentivo pari a 200 euro in busta paga, nella convinzione che l’emigrazione giovanile qualificata costituisca ormai un’emergenza di carattere nazionale. Osserva che, a fronte di proposte volte ad arginare la fuoriuscita dal Paese di giovani competenze, il Governo dovrebbe quantomeno svolgere un supplemento di riflessione, anche alla luce delle persistenti diseguaglianze territoriali che, soprattutto nel Mezzogiorno, incidono sui livelli retributivi, sull’accesso ai servizi e sulle prospettive di permanenza dei giovani nei territori di origine. Rileva, in tale quadro, che anche fenomeni quali la mobilità sanitaria interregionale contribuiscono ad accentuare tali squilibri, penalizzando in particolare regioni come la Calabria, dalle quali molti cittadini sono costretti a spostarsi per ricevere cure adeguate.
Ritiene pertanto necessario sostenere tutte le proposte, provenienti dalla maggioranza o dall’opposizione, che vadano nella direzione di invertire questa tendenza. Per tali ragioni, invita i relatori e il Governo a riconsiderare il parere espresso, anche al fine di evitare scelte che risultino non pienamente coerenti con iniziative già assunte a livello territoriale da amministrazioni riconducibili alla stessa maggioranza.

La viceministra Maria Teresa BELLUCCI, nel manifestare la disponibilità del Governo ad accogliere degli ordini del giorno di analogo contenuto in Assemblea, invita i rispettivi presentatori al ritiro degli articoli aggiuntivi Aiello 2.01 e Barzotti 2.02.

Tiziana NISINIpresidente e relatrice, avverte che i rispettivi presentatori hanno ritirato gli articoli aggiuntivi Aiello 2.01 e Barzotti 2.02.

La Commissione respinge l’articolo aggiuntivo Carotenuto 2.03.

Riccardo TUCCI (M5S), intervenendo sull’articolo aggiuntivo 2.04, a sua prima firma, ne illustra le finalità, volte a prevedere uno specifico incentivo all’occupazione giovanile nelle aree interne, mediante l’esonero integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani under 35, estendendo il beneficio anche alle nuove imprese costituite da giovani nelle medesime aree.
Osserva che la proposta si pone in continuità con le precedenti misure in materia di occupazione giovanile, intervenendo tuttavia in modo mirato sui territori interni, nei quali le difficoltà di accesso al lavoro e di avvio di nuove attività risultano aggravate dalla distanza dai principali poli produttivi, dalla carenza di infrastrutture e dalle più generali criticità di collegamento. Rileva che l’emendamento intende offrire ai giovani la possibilità di restare nei propri territori, investendovi competenze e professionalità, con un sostegno pubblico nella fase iniziale dell’assunzione o dell’attività d’impresa. Sottolinea che non si tratta di una questione circoscritta al divario tra Nord e Sud, poiché le aree interne interessano l’intero territorio nazionale e sono accomunate dal rischio di progressivo spopolamento e indebolimento del tessuto economico e sociale.
Richiama, in tale prospettiva, anche iniziative già adottate in ambito regionale, come quelle promosse dalla regione Calabria per l’acquisto di abitazioni nelle aree interne, evidenziando come tali misure rispondano alla medesima esigenza di contrastare lo spopolamento e favorire lo sviluppo locale.
Invita pertanto i relatori e il Governo a un supplemento di riflessione, anche valutando una riformulazione o l’introduzione della misura in via sperimentale.

Marco SARRACINO (PD-IDP), intervenendo sull’articolo aggiuntivo Tucci 2.04, che dichiara di voler sottoscrivere, rileva che la proposta emendativa pone una questione di fondo, relativa alla necessità di comprendere se lo spopolamento delle aree interne sia considerato o meno un’emergenza nazionale. Osserva che si tratta di un fenomeno che coinvolge un numero significativo di cittadini, spesso costretti a lasciare i propri territori per l’assenza di adeguate opportunità di lavoro e di crescita. Sottolinea che, accanto al tema dell’immigrazione, sul quale il dibattito pubblico si concentra frequentemente, occorre affrontare anche quello dell’emigrazione interna ed esterna che interessa molte aree del Paese, con particolare incidenza sui territori più fragili. Ritiene quindi necessario rafforzare gli incentivi per favorire l’occupazione giovanile nelle aree interne e sostenere, in particolare, i giovani che intendano avviare attività d’impresa, anche nei settori dell’innovazione.
Osserva che l’Italia dispone di un significativo potenziale creativo e professionale, che deve essere valorizzato creando le condizioni affinché i giovani possano vivere, lavorare e generare sviluppo nei propri territori. Pur prendendo atto dell’orientamento finora emerso, auspica che su tale tema possa essere mantenuto un atteggiamento costruttivo, anche in coerenza con quanto già avvenuto per precedenti proposte emendative.

La viceministra Maria Teresa BELLUCCI, nel manifestare la disponibilità del Governo ad accogliere un ordine del giorno di analogo contenuto in Assemblea, invita quindi i presentatori al ritiro dell’articolo aggiuntivo Tucci 2.04.

Riccardo TUCCI (M5S) accede alla richiesta della viceministra Bellucci e ritira l’articolo aggiuntivo 2.04 a sua prima firma.

La Commissione respinge l’articolo aggiuntivo Ghirra 2.07.

Tiziana NISINIpresidente e relatrice, avverte che l’emendamento Caparvi 3.11 è stato ritirato.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Aiello 3.16, Madia 3.23, Mari 3.22, Scotto 3.6 e 3.2.

Tiziana NISINIpresidente e relatrice, avverte che l’emendamento Giaccone 3.9 è stato ritirato. Constata l’assenza della presentatrice dell’emendamento Madia 3.15; si intende vi abbia rinunciato.
Avverte altresì che l’emendamento Tassinari 3.1 è stato ritirato e constata l’assenza della presentatrice dell’emendamento Madia 3.14; si intende vi abbia rinunciato.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Scotto 3.3, Tucci 3.17 e Carotenuto 3.18.

Tiziana NISINIpresidente e relatrice, avverte che l’emendamento Tassinari 3.12 è stato ritirato.

La Commissione respinge l’emendamento Barzotti 3.19.

Tiziana NISINIpresidente e relatrice, avverte che l’emendamento Giaccone 3.10 è stato ritirato.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Scotto 3.4, 3.5 e 3.7, nonché l’emendamento Aiello 3.20.

Tiziana NISINIpresidente e relatrice, avverte che l’emendamento Giaccone 3.8 è stato ritirato.

La Commissione respinge l’emendamento Mari 3.21.

Tiziana NISINIpresidente e relatrice, constata l’assenza della presentatrice dell’articolo aggiuntivo Madia 3.01; si intende vi abbia rinunciato.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli articoli aggiuntivi Tucci 3.03, Carotenuto 3.04 e Mari 3.05.

Walter RIZZETTO, presidente e relatore, nel riferire dell’interlocuzione avviata con il Governo, preannuncia l’intenzione dei relatori di presentare un pacchetto di emendamenti che potranno essere oggetto di subemendamenti.
Ciò posto, ritiene, quindi, plausibile la conclusione dei lavori di esame del provvedimento entro la giornata di venerdì 5 giugno, anche tenuto conto che molti colleghi deputati saranno contestualmente impegnati nella chiusura della campagna elettorale per i turni di ballottaggio delle elezioni amministrative, in programma domenica 7 e lunedì 8 giugno prossimi.
Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.35.

ERRATA CORRIGE

Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 683 del 20 maggio 2026, apportare le seguenti modifiche:

a pagina 204, seconda colonna, settima riga, dopo la parola «Tucci.», aggiungere la seguente «(Inammissibile)»;

a pagina 204, seconda colonna, trentottesima riga, dopo la parola «Carotenuto.», aggiungere la seguente «(Inammissibile)».


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