Real Ferentino, 9 mesi per partorire… il sogno più bello: lo scudetto Under 21

Alle quattro di questa mattina, centotrentaquattro persone hanno lasciato Ferentino su un pullman. Mille chilometri, andata e ritorno, per un sogno. Il mister Luciano Mattone aveva scherzato alla vigilia: «sarà come andare a Lourdes per un miracolo». Il miracolo sportivo l’ha fatto. Real Ferentino è campione d’Italia Under 21 di Calcio a Cinque. Un miracolo centrato a 9 mesi dalla fondazione della squadra. Dal niente.

La finale

Reggio Emilia, campo neutro, avversario il Mirano. La partita è in equilibrio solo nei primi dieci minuti, il tempo che ci vuole per capire con chi hai a che fare. Poi i veneti vanno anche in vantaggio e per un momento si vede la fatica di un viaggio lungo e di una stagione ancor più lunga. Poi i ciociari reagiscono, come hanno sempre fatto in questi nove mesi: pareggiano, vanno in vantaggio, e da quel momento non c’è più partita. 7-1 prima dei cambi, 7-3 finale. Tre doppiette: Cristian PetrucciFrancesco EmanueleRiccardo Mattone. Un gol di Gianmarco Fiorletta. Un pomeriggio scritto nelle maglie amaranto con il giglio e le mura ciclopiche.

Centotrentaquattro persone partite alle quattro di mattina hanno cantato fino alla fine. Qualcuno piange. Succede.

I ragazzi che non sono andati via

Massimo D’Agostini, Luciano Mattone, Luca Fanella, Antonio Pompeo

Era settembre quando Luca Fanella e un gruppo di amici come Massimo D’AgostiniAntonio Pompeo avevano deciso di fondare la società. Non per fare business. Per dare a questi ragazzi un posto dove restare. Una maglia da indossare. Una città da rappresentare. Insieme hanno iniziato a scrivere la storia dei ragazzi di Ferentino dotati di piedi buoni e talento che avrebbero potuto andare a giocare altrove. E invece hanno avuto un’occasione nella loro città ed hanno scelto di restare, di costruire qualcosa di nuovo, con la loro maglia, davanti alla loro gente. Nove mesi dopo, quei ragazzi sono campioni d’Italia. (leggi qui: Il giglio è campione. Ferentino fa la storia in otto mesi e Il giglio e il pallone. Ferentino scopre che i suoi ragazzi non devono più andarsene).

Ragazzi come Cristian Petrucci, arrivato in prestito dal Cisterna a gennaio, l’ultimo pezzo del puzzle, quello che ha cambiato gli equilibri. «Sono stato accolto benissimo», dice. «Si è formato subito un bel gruppo. Essere i migliori in Italia è una grande soddisfazione». Capitan Giuseppe Pompeo cerca le parole e non le trova, come capita quando le cose belle succedono davvero: «Siamo campioni d’Italia. Con i compagni di squadra siamo una famiglia e sono orgoglioso di essere il capitano».

Mister Mattone ricorda tutti: Pompeo e le sue parate, Emanuele che non ha mollato nonostante gli infortuni, Riccardo Mattone come leader tecnico-tattico e poi AngelisantiRinnaMalanconaCampagnaEvangelistiBastoniDi TomassiMurgiaColetta. Non dimentica nessuno. È il segno di un allenatore che sa che le vittorie non appartengono a nessuno in particolare.

Il presidente che guarda avanti

Luca Fanella alza la coppa e guarda già al futuro, sa che festeggiare va bene ma costruire è un’altra cosa. Dice: «questo non è un punto di arrivo ma di partenza. Vogliamo la Serie A. Serve programmazione senza avere fretta».

Luca Fanella e Massimo D’Agostini

La società che ha fondato insieme a Massimo D’AgostiniAntonio Pompeo e i collaboratori è già un organismo vivo, con la prima squadra che ha conquistato i playoff in Serie C2, con la scuola calcio che dà ai bambini di Ferentino qualcuno da guardare, qualcuno da imitare, qualcuno che abita nella loro città e gioca con il giglio sulla maglia.

Lo scudetto dovrà essere una sorta di trampolino per la società che nutre ambizioni importanti. «Siamo ambiziosi ed il nostro è un progetto a lungo termine. Ribadisco: vogliamo la serie A, serve programmazione senza avere fretta. Abbiamo creato un gruppo fantastico che è una vera famiglia. C’è tanto entusiasmo: la città è felice ed orgogliosa di questo risultato.

Il mister e la vittoria più bella

«L’aver dato ai nostri bambini la prospettiva, l’ambizione ed il sogno di poter diventare come i loro idoli», dice Mattone«è la vittoria più bella». Non sta nella pelle: «Oggi concludiamo un percorso iniziato due anni fa quando questo gruppo rinforzato con il passare del tempo raggiunse la finale regionale Under 19. Da li siamo rimasti uniti e compatti ed in estate con la nuova società abbiamo investito su questi ragazzi. Oggi i risultati ci danno ragione». I tifosi sono stati l’uomo in più: «Una vittoria dedicata soprattutto ai 130 tifosi che si sono sobbarcati 1000 chilometri partendo alle 4 di questa mattina per raggiungere un sogno. Abbiamo scritto una pagina di storia per la città di Ferentino ma anche per il futsal provinciale e regionale».

Mattone con una punta di emozione rivive la finale ma si proietta anche al futuro. «La gara di oggi è stata in equilibrio solo in avvio con gli avversari che sono riusciti anche ad andare in vantaggio. Poi i ragazzi hanno reagito alla grande e dopo aver pareggiato ed essersi portati in vantaggio non c’è stata più partita. Siamo arrivati fino al 7-1, poi ho fatto diversi campi mandando in campo un po’ tutti ed abbiamo concluso sul 7-3. Siamo felici. Chiaro che ora il futuro di questi ragazzi è la prima squadra. Speriamo di essere ripescati in C1 e nel frattempo con la nuova Under 21 proveremo a bissare il successo di quest’anno».

Stanotte a Ferentino

Stanotte le macchine gireranno di nuovo per le strade con le bandiere amaranto. Qualcuno piangerà. Succede, quando una città vince qualcosa che non aveva mai vinto. Succede soprattutto quando lo fa in nove mesi, partendo da niente, con ragazzi che avrebbero potuto andarsene e hanno scelto di restare.

Lourdes i miracoli ci credono in pochi. A Reggio Emilia, oggi, ci credevano centotrentaquattro persone partite alle quattro di mattina.

Avevano ragione.


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