Un 2026 da incorniciare per Fares Ghedjemis ma c’è da credere che il bello deve ancora arrivare. In 29 mesi, dalla Terza Divisione francese ai Mondiali con la maglia dell’Algeria del ct Petkovic, passando per mezza stagione di serie A e due di serie B – l’ultima culminata con la promozione nella massima serie da vero e proprio ‘one man show’, 15 gol da esterno d’attacco – con la maglia del Frosinone, il suo vero trampolino di lancio. E per il club giallazzurro un motivo d’orgoglio: è il primo giocatore giallazzurro a giocare un Mondiale. Un’altra soddisfazione dopo la convocazione di Palmisani nella Nazionale maggiore (leggi qui: La favola di Ghedjemis, Palmisani e Fini: dopo la Serie A, sogno-Nazionale).
La chiamata in nazionale da parte dell’ex allenatore della Lazio per il girone eliminatorio (avversare l’Argentina, la Giordania e l’Austria) che si giocherà negli Stati Uniti è stata frutto di una costante valutazione. I quotidiani algerini spiegano come Ghedjemis, convocato per la prima volta durante l’ultima pausa per le nazionali, ha visto premiata la sua crescita esponenziale.
Una scoperta di Angelozzi
Ma come è arrivato al Frosinone questo ragazzo che sin dal primo giorno ha impressionato per compostezza e umiltà? Era il 2 gennaio 2024, il Frosinone a quei tempi veleggiava algido nel suo terzo campionato di Serie A prima di imboccare la strada della retrocessione, quando il club giallazzurro annunciò l’acquisto di un giocatore offensivo franco-algerino classe 2002 (è nato il 6 settembre) dalla Terza Divisione francese, dal Football Club de Rouen.
Fiuto dell’allora responsabile dell’Area Tecnica giallazzurra, Guido Angelozzi, che due anni prima aveva ‘pescato’ sempre nella terza Divisione francese, il Boulogne, il terzino del Gabon, Anthony Oyono. Passaporto francese e algerino ma nato a Montreuil in Francia, sbarcò all’ombra del Campanile da questo semisconosciuto Club della Normandia, il Rouen.
Il Frosinone si mosse in largo anticipo, battendo la concorrenza di diverse Società francesi e tra queste il Montpellier (Ligue1). Acquisto arrivato anche tra lo scetticismo della critica ma la politica del Frosinone era allora come oggi quella di guardare oltre il proprio orizzonte.
L’identikit tecnico-tattico
E allora vale anche la pena di ricordare che le caratteristiche con le quali Ghedjemis era stato accompagnato, sono allora esattamente quelle che lo hanno reso protagonista in Italia negli ultimi 2 anni e mezzo: calciatore in grado di giocare su entrambi i fronti offensivi ma anche a ridosso della punta, da trequartista puro.
Buona struttura fisica, si è posto all’attenzione per la capacità di saper leggere le fasi di gioco, l’ottima padronanza dello strumento chiamato pallone, tecnica di base sopraffina, pulizia nello sviluppo delle linee di passaggio. E poi dribbling secco e corsa. Ma soprattutto è il prototipo che fa la felicità di un allenatore: è in grado di coniugare al meglio le due fasi. Agile e veloce, pericolosissimo per i suoi inserimenti nell’area avversaria.
La fiducia di Stirpe e Castagnini, la mano di Alvini
A Frosinone ha superato tanti ostacoli, mettendoci di suo ma sempre con il supporto costante, attento e silenzioso da parte di tecnici, dirigenti, Società, collaboratori con in testa il presidente Maurizio Stirpe che ha sempre creduto nelle qualità tecniche e umane di Fares. Il salto dalla Terza Divisione Francese ad un campionato italiano non è solo cambiare maglietta, nazione, usanze, adattamento alla lingua.
Ghediemis è cresciuto in primo luogo sotto il profilo tattico, si è affinato tecnicamente, è maturato mentalmente. Nel Frosinone ha mosso i primi passi in serie A con Di Francesco, da esordiente 6 presenze in campionato. L’anno successivo ha pagato qualcosa sotto il profilo della continuità anche per i 3 cambi di allenatori (da Vivarini a Greco per finire a Bianco), mettendo insieme comunque 21 presenze in campionato con 2 reti e 1 in Coppa Italia.
L’esplosione c’è stata come detto sotto la mano di Max Alvini, 37 presenze, 15 reti, 3 assist. Ghedjemis si è rivelato alla stregua di una sciabola infilata costantemente nel fianco sinistro degli avversari ma anche chirurgico in zona gol. Il tecnico di Fucecchio ha saputo valorizzarlo al massimo. Ma bisogna dare merito anche al diesse Renzo Castagnini che sin dal suo arrivo a Frosinone ha creduto in Ghedjemis. Ottima pure la sua gestione durante il mercato di gennaio quando l’attaccante poteva essere ceduto al Celtic.
Sul taccuino di Deschamps
Tornando indietro nel tempo, sul ragazzo addirittura si erano posati già dalla stagione 2022-‘23 gli occhi del ct dei ‘galletti’ Deschamps in prospettiva Nazionale. In quella metà del campionato di Terza Divisione che convinse il Frosinone a muoversi con decisione, guardando proprio alla crescita del ragazzo e non tanto all’immediato, oltre alle 2 gare di Coupe de France aveva giocato tutte le partite con il Rouen che guidava a gennaio 2024 la classifica del Championnat National con 18 punti. Ed aveva messo a segno anche 4 gol.
E pensare che Ghediemis l’anno precedente giocava in Quarta Divisione francese, pima con l’Evraux FC e poi con la formazione del Vannes. Per lui nel totale 29 presenze, 7 gol e 9 assist nel torneo vinto proprio dal Rouen che sarebbe diventata la sua squadra l’anno successivo. Il neo giallazzurro ha militato anche nel Troyes e nel Le Havre. Con il Vannes il franco-algerino in coppia con l’altro esterno offensivo Alexis Ebrard si era rivelato tra i migliori della categoria.
Le convocazioni
L’ufficialità dell’inserimento nella lista per i Mondiali è arrivata nel pomeriggio da parte del ct Vladimir Petkovic che ha diramato la lista definitiva dei 26 convocati. Ghedjemis è stato preferito a Kebbal e fa parte del pacchetto di attaccanti composto anche dal capitano e stella Mahrez, Amoura, Benbouali, Boulbina, Gouira e Moussa. L’Algeria esordirà il 17 gennaio contro l’Argentina, campione in carica. Poi il 23 sfida contro la Giordania ed il 28 match con l’Austria.
La partecipazione ai Mondiali farà lievitare la valutazione (ad oggi oltre 10 milioni) del giocatore già uomo-mercato, richiesto da diversi club a partire dal Celtic in Scozia e dal Fullham in Premier League inglese. Il Frosinone dunque si ritroverà tra le mani un vero e proprio “gioiello” da maneggiare con cura. Di sicuro Stirpe. Doronzo e Castagnini sapranno fare il meglio per il giocatore ed il club.
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