Centottantaquattro anziani ogni 100 ragazzi al di sotto dei 15 anni. Questo dato, aggiornatissimo, riguarda la popolazione residente a Milano, ma in fondo è la fotografia di buona parte del Paese, che invecchia a velocità costante. Un milanese su quattro è single o anziano (739mila gli over 65 nell’area metropolitana), il primo figlio mediamente arriva a 35 anni, le famiglie monoparentali negli ultimi dieci anni sono aumentate dell’8%. I caregiver della Città metropolitana sono cresciuti di 500mila unità e le persone non autosufficienti sono 78mila. Numeri che hanno fatto comprendere a Radiomamma, impresa al femminile nata con l’intento di mappare i luoghi e gli esercizi commerciali family friendly, che i tempi sono maturi per promuovere nuove iniziative che guardino non più solo ai neonati, ai bambini e agli adolescenti ma anche a questa ampia fascia della popolazione. La prospettiva scelta però è quella di proposte integrate multigenerazionali, come il Campus estivo organizzato in collaborazione con la Fondazione Istituto Buon Pastore e la rete di poliambulatori Santagostino.
Chi è Radiomamma
«Dal 2008 lavoriamo a Milano per promuovere l’informazione e il design di servizi innovativi per famiglie attraverso una piattaforma multimediale che, tra le varie cose, cura una newsletter che raggiunge 17mila famiglie profilate», spiega la fondatrice Carlotta Jesi, che prima di diventare imprenditrice sociale è stata giornalista di VITA. «Abbiamo due community di riferimento. La prima è costituita dalle famiglie – in particolare genitori della generazione sandwich. All’inizio le famiglie avevano figli dai zero ai dieci anni, che nel frattempo sono cresciuti: quando ho fondato Radiomamma mio figlio aveva 4 anni, oggi ne ha 21. Adesso parliamo a nuclei con figli dai zero ai 18 anni. Gli adulti sandwich sono coloro che in casa hanno responsabilità di cura sia verso i figli piccoli sia verso propri genitori anziani, dunque devono occuparsi di entrambi. In molti casi sono caregiver che si prendono cura di familiari con disabilità o comunque non autosufficienti». La seconda community di Radiomamma «è composta da una rete di spazi, servizi, professionisti, scuole, teatri, musei, che abbiamo creato negli anni. Radiomamma ha assegnato loro il bollino blu Familyfriendly in base alla rispondenza dei servizi di accoglienza, accessibilità e attenzione alla famiglia».
Negli ultimi quattro anni, i genitori sandwich hanno fatto emergere in maniera chiara un bisogno su tutti: «Ci hanno detto di avere necessità di un sostegno per il padre, la madre o i suoceri, in aggiunta a quanto già facciamo centrato sui figli», racconta Carlotta Jesi. «Negli ultimi anni, soprattutto a Milano, la famiglia è cambiata in maniera evidente: oggi sono numerosi i nuclei monoparentali (composti da un solo genitore che vive con uno o più figli a carico, ndr). I bisogni sono cresciuti di conseguenza. Per prima cosa abbiamo creato la guida digitale “Aiuto anziani Milano” (scaricabile gratuitamente dal sito di Radiomamma, ndr) che mette a sistema tutti i tipi di assistenza che ci sono a Milano, i centri diurni, le leggi sui caregiver, gli aiuti economici, ecc. È stato un primo esperimento che è piaciuto. Da tanti anni proponiamo un workshop, “Digital family”, sull’uso responsabile dei dispositivi digitali da parte di genitori e figli. Qualcuno ci ha detto: vorrei portarci mio padre o mio nonno, perché spesso pubblicano in grande quantità foto dei nipoti senza tenere conto delle norme sulla privacy. Altri sono soggetti a truffe, altri ancora non sanno utilizzare lo Spid. In generale, c’è tutto un mondo che si rivolge ai senior, a cominciare dalla salute, ma c’è ancora un digital divide piuttosto evidente: molti anziani non riescono a prenotare, così facilmente come si vuol far credere, una visita medica in modalità online. Ecco perché, da settembre 2025, abbiamo dedicato agli over 65 un’agenda sul nostro sito e sull’app».


La generazione sandwich
In moltissimi casi, sono proprio gli adulti sandwich a fare da tramite nelle comunicazioni con i rispettivi genitori, spesso sprovvisti di casella di posta elettronica. «Nel frattempo, abbiamo duplicato la nostra guida dedicata alle attività e ai servizi per bambini e ragazzi, ma stavolta pensando alla popolazione anziana», prosegue la fondatrice di Radiomamma. «E abbiamo fatto delle scoperte: per esempio, la città offre parecchie opportunità, come i corsi di teatro per gli over 60, iniziative su Stem e robotica, lingue e intelligenza artificiale, sport e cultura. Facendo questa mappatura, ci siamo accorti che tante delle realtà alle quali abbiamo assegnato il bollino Familyfriendly in quanto esperte di servizi all’infanzia e alla genitorialità, avevano anche delle risposte già declinate sui Senior o, su nostro stimolo, ne hanno creato alcune. Da qui alcuni esperimenti di messa in rete, nella città, di mondi che lavorano con l’infanzia e con gli anziani, i quali condividono una serie di bisogni (cura, trasporti, educazione digitale e finanziaria, accessibilità di spazi e servizi). A loro possiamo rispondere con soluzioni integrate multigenerazionali».
Tante realtà alle quali abbiamo assegnato il bollino Familyfriendly (esperte di servizi all’infanzia e alla genitorialità) avevano delle risposte già declinate sui Senior o, su nostro stimolo, ne hanno creato alcune
Carlotta Jesi, fondatrice Radiomamma
Un Campus estivo per la terza età: a Milano parte il progetto pilota
Così è nata l’idea di un Campus, che si terrà dal 22 al 26 giugno. «A uno spazio che fa potenziamento matematico, ripetizioni e aiuto allo studio, utilizzando il metodo Feuerstein (un programma di potenziamento cognitivo che migliora la memoria, trasformandola da passiva ad attiva, ndr), abbiamo chiesto di sviluppare un progetto sulla riattivazione della memoria, dedicato ai Senior. Ed è partito un corso. In una casa di riposo abbiamo portato un’altra iniziativa sulla realtà virtuale. Alcune scuole pubbliche e paritarie iniziano a fare i conti con l’inverno demografico, vedono calare le iscrizioni: da un lato c’è bisogno di proporre nuovi servizi e di progettare una longevity differente; dall’altro, ci sono tante realtà che vivono sui servizi alle famiglie e vedono cambiare la tipologia di famiglia. Ecco perché ci è venuto in mente di proporre un campus estivo per anziani, denominato “Stay curious”: un progetto pilota che si terrà alla Fondazione Istituto Buon Pastore, un luogo per l’infanzia nel cuore di Milano, facilmente accessibile. Proporremo tematiche stimolanti per i Senior, all’interno di un’aula di una scuola elementare e alla presenza di bambini, perché è importante che ci sia uno scambio di energie e allegria».
Le materie trattate saranno molteplici: ginnastica per la mente con esercizi per la memoria e la riattivazione delle competenze; alfabetizzazione digitale e intelligenza artificiale, di diversi livelli (i partecipanti lavoreranno sui propri tablet e smartphone); design thinking sulla città che gli anziani desiderano e i servizi di cui hanno necessità; fotografia digitale (non solo gli aspetti tecnici ma anche le norme sulla privacy e sui minori); ceramica; realtà virtuale, con una esperienza digitale condivisa tra tutti i partecipanti.
Ad oggi, la maggior parte degli iscritti è di genere femminile, con un’età media che supera gli 80 anni (e una punta di 88 anni). L’obiettivo è di chiudere a quota 20 partecipanti. In base ai risultati che verranno conseguiti, il Campus si potrà replicare in un prossimo futuro, probabilmente anche durante l’anno scolastico, laddove ci siano spazi disponibili. Le persone interessate possono inviare una mail all’indirizzo [email protected] oppure consultare il sito di Radiomamma.
Parlano i partner del Campus estivo
«Siamo felici di ospitare “Stay Curious!” proprio nelle settimane in cui i nostri spazi sono anche animati dal campus estivo per bambini in collaborazione con “Sport senza frontiere”», commenta Federica Vella, direttrice della Fondazione Buon Pastore. «È la dimostrazione concreta di ciò in cui crediamo: che una Fondazione come la nostra debba essere un luogo vivo, intergenerazionale, capace di rispondere alle sfide di una città che cambia. Bambini e over 65 che imparano in contemporanea, nello stesso cortile, sono la nostra idea di una comunità nella comunità».
«L’invecchiamento non comporta automaticamente un declino cognitivo patologico», spiega Alberto Lerario, neurologo del Santagostino. «Il cervello mantiene per tutta la vita la capacità di adattarsi e creare nuove sinapsi, quando è esposto a stimoli nuovi. Il problema è che, senza sollecitazione, le abilità cognitive diminuiscono rapidamente. Le evidenze scientifiche indicano che attività fisica regolare, apprendimento continuo e socializzazione sono associati a un rallentamento del declino cognitivo legato all’età e a una riduzione del rischio di malattie neurodegenerative. Il campus Stay Curious si inserisce in questa prospettiva, proponendo attività strutturate che valorizzano il mantenimento della riserva cognitiva e della neuroplasticità cerebrale che continua ad accompagnarci nella vita».
Credits: foto Radiomamma (la foto d’apertura è di Omar Ramadan su Pexels)
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Luigi Alfonso
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