L’innovazione in sanità sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Se fino a pochi anni fa lo sviluppo di un farmaco era legato a una singola patologia, oggi stanno emergendo piattaforme tecnologiche in grado di essere adattate a diverse indicazioni terapeutiche, mettendo a frutto conoscenze e competenze acquisite nello sviluppo di nuovi vaccini e terapie. Tra queste, la tecnologia a mRNA rappresenta una delle innovazioni più significative degli ultimi anni, non solo per quanto dimostrato durante la pandemia, ma soprattutto per il potenziale che promette di esprimere in futuro. L’idea di piattaforma segna infatti un cambio di paradigma: non più lo sviluppo di un singolo prodotto destinato a una specifica malattia, ma una tecnologia comune, efficace e sicura, capace di generare soluzioni in aree terapeutiche diverse senza dover ripartire ogni volta da zero.
È da questa evoluzione che è partita la nuova puntata di Future in Healthcare. Ospite Cinzia Marano, General Manager di Moderna Italia, che ha illustrato la strategia dell’azienda fondata su tre direttrici fondamentali: sviluppo della piattaforma mRNA, rafforzamento della prevenzione – con particolare attenzione all’adulto – e costruzione di partnership strutturate con il Servizio sanitario nazionale.
Dalla pandemia a una piattaforma che continua a generare conoscenza
Se la pandemia ha rappresentato il momento in cui il grande pubblico ha conosciuto la tecnologia a mRNA, per Moderna quello è stato soltanto il punto di partenza. Oggi l’azienda considera la piattaforma un patrimonio di conoscenze in continua evoluzione, sul quale costruire nuovi programmi di ricerca.
“La piattaforma è stata conosciuta durante il periodo della pandemia perché ha dato la possibilità di realizzare un vaccino in tempi record. Se vi ricordate impiegammo solamente due giorni per definire la sequenza del vaccino. Ora la piattaforma non è soltanto Covid, è molto di più. Continuiamo a investire in ricerca, in scienza e nello sviluppo di strumenti utili alle popolazioni”.
Il punto centrale, spiega Marano, è che l’innovazione non risiede soltanto nel prodotto finale, ma nella capacità della piattaforma di accumulare esperienza e trasferirla da un programma all’altro. È questo che consente di affrontare contemporaneamente aree molto diverse, dalle malattie infettive alle malattie rare fino all’oncologia, dove i candidati oggi in sperimentazione stanno mostrando risultati incoraggianti presentati anche nei principali congressi internazionali.
“Quello che la piattaforma consente è proprio di imparare costantemente, di non focalizzarsi sullo sviluppo di un singolo prodotto ma sul know how, quindi sulla conoscenza continua, che ci consente poi di identificare nuovi target di sviluppo”.
Un nuovo modo di fare ricerca
La conseguenza è un cambiamento profondo del modello di ricerca farmaceutica. Per decenni ogni nuovo farmaco ha richiesto un percorso autonomo di sviluppo. Oggi, invece, ogni ‘progetto’ contribuisce ad arricchire una base comune di conoscenze che rende più rapido ed efficiente lo sviluppo successivo.
Marano porta un esempio concreto: il vaccino combinato contro Covid-19 e influenza. Tutto ciò che verrà appreso durante il suo sviluppo non resterà confinato a quel prodotto, ma potrà essere applicato ad altri vaccini o ad altre indicazioni terapeutiche.
“Con la piattaforma è un processo molto fluido. Tutte le conoscenze che noi acquisiamo lavorando, per esempio, allo sviluppo del prodotto combinato per la prevenzione del Covid e dell’influenza, sarà sicuramente applicabile per il miglioramento di quello che poi sarà un altro strumento di prevenzione o di trattamento. Quindi è sicuramente un cambio assolutamente importante, culturale e di paradigma”.
La prevenzione come investimento per la sostenibilità del Servizio sanitario
Questo cambio di paradigma trova una delle sue applicazioni più immediate nella prevenzione, che Moderna considera uno dei pilastri strategici della propria attività. Secondo Marano, investire in prevenzione significa non solo ridurre il peso delle malattie, ma contribuire alla sostenibilità dei sistemi sanitari in un contesto demografico caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione.
In Italia, ricorda, una persona su quattro ha già più di 65 anni e questa quota continuerà a crescere nei prossimi decenni. L’obiettivo non può quindi limitarsi ad aumentare l’aspettativa di vita, ma deve essere quello di garantire più anni vissuti in buona salute, riducendo ricoveri, complicanze e perdita di autonomia.
Le infezioni respiratorie rappresentano un esempio concreto di questa sfida. Il virus respiratorio sinciziale (RSV), tradizionalmente associato all’età pediatrica, ha un impatto molto rilevante anche nella popolazione anziana, aumentando il rischio di ospedalizzazione e di successivi ricoveri. Allo stesso modo, la vaccinazione antinfluenzale non protegge soltanto dall’infezione, ma contribuisce anche a ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari, come dimostrato da diversi studi richiamati dalla stessa Marano.
Da qui anche la prospettiva dei vaccini combinati, già consolidata nell’età pediatrica e destinata, secondo Moderna, ad assumere un ruolo crescente anche nella prevenzione dell’adulto. “Andiamo avanti anche nella rivoluzione della vaccinazione dell’adulto, che deve in qualche modo mimare quello che è accaduto nella vaccinazione pediatrica, dove vaccini che possono prevenire molteplici infezioni sono stati molto ben accettati. Anche nell’adulto andiamo verso una combinazione di patologie all’interno di un vaccino che può migliorare poi gli outcome di salute”.
Innovazione e partnership
Perché l’innovazione produca benefici concreti, però, non basta sviluppare nuove tecnologie. Occorre costruire un ecosistema capace di renderle rapidamente disponibili ai cittadini. Per questo Moderna punta su collaborazioni con istituzioni, centri di ricerca, ricercatori, operatori sanitari e società scientifiche, investendo sia nella ricerca clinica sia nella produzione di evidenze di real world evidence che permettano di misurare l’impatto delle innovazioni nella pratica quotidiana.
Parallelamente proseguono le collaborazioni internazionali dedicate alla preparedness pandemica. La partnership con CEPI, ad esempio, punta a sviluppare strumenti contro future pandemie prima che queste si manifestino, lavorando oggi su minacce come l’influenza pandemica e i recenti focolai di Ebola.
L’Italia come laboratorio dell’innovazione
Guardando al futuro, Marano auspica che il nostro Paese possa diventare uno dei primi ad adottare le innovazioni rese possibili dalla piattaforma mRNA, a partire dai vaccini combinati. “Il mio desiderio è che l’Italia sia il primo Paese in Europa a lanciare il vaccino combinato, utilizzarlo e misurarne l’impatto in termini di riduzione delle ospedalizzazioni, dei ricoveri e degli accessi ai Pronto soccorso”.
Una visione che si proietta anche oltre la prevenzione. Tra dieci anni, conclude, l’auspicio è che Moderna venga ricordata non soltanto per il contributo dato durante la pandemia, ma per aver costruito un modello di innovazione capace di migliorare la qualità della vita delle persone attraverso una piattaforma tecnologica che, come sottolinea la stessa Marano, “continua a imparare un pezzettino sempre di più”.
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