Come funziona la legittima difesa in Texas


Il confronto tra la normativa statunitense, più permissiva, e quella italiana, più restrittiva: quando negli USA si può sparare e uccidere il ladro o il rapinatore che entra in casa o nel negozio.

Dopo le polemiche del caso Roggero, il gioielliere condannato a quasi 15 anni di reclusione per il duplice omicidio dei rapinatori nel suo negozio, molti si chiedono come funziona la legittima difesa in Texas: uno Stato USA considerato tra i più permissivi del mondo in questa materia, e non a torto. Infatti negli Stati Uniti il sistema delle cosiddette cause di giustificazione – che permettono anche di uccidere chi ha compiuto un’aggressione violenta – è molto più favorevole alla difesa rispetto a quello italiano, ma – è bene precisarlo subito – non attribuisce un diritto indiscriminato di sparare contro chiunque rappresenti una minaccia o entri in una proprietà privata.

Regola generale: uso legittimo della forza se necessaria

Il quadro principale è il Texas Penal Code, Capitolo 9: le norme chiave sono il paragrafo 9.31 (forza non letale) e  il 9.32 (forza letale). Analizziamole separatamente.

Secondo la Section 9.31 della legge texana, una persona può usare la forza contro un’altra quando, e nella misura in cui, ritiene ragionevolmente che sia immediatamente necessaria per proteggersi dall’uso o dal tentativo di uso di forza illegittima.

Ci sono quindi tre elementi fondamentali:

  • deve esistere un’aggressione, almeno tentata;
  • la reazione deve essere necessaria in quel momento;
  • la convinzione del soggetto aggredito sulla necessità di difendersi con la forza deve essere ragionevole alla luce delle circostanze.

Dunque la sola provocazione verbale, gli insulti o le minacce generiche non autorizzano normalmente l’uso della forza. La difesa può inoltre essere esclusa quando chi reagisce ha provocato lo scontro, salvo che l’altro abbia continuato ad aggredirlo.

In ogni caso, non è richiesta una corrispondenza matematica tra aggressione e reazione, quindi non si deve, per così dire, usare il bilancino al momento; ma la forza impiegata deve essere quella che, ragionevolmente, appariva necessaria per arrestare il pericolo, e non eccedente.

Ora vediamo quando si può usare la forza letale, cioè uccidere. In Texas, la deadly force è la forza destinata a provocare la morte o lesioni gravi, oppure utilizzata in un modo concretamente capace di produrle. Rientra in questa categoria lo sparare contro una persona.

La Section 9.32 della legge texana consente la forza letale solo quando:

  1. sarebbero già presenti i requisiti della normale legittima difesa previsti dalla Section 9.31 che abbiamo descritto sopra;
  2. il soggetto ritiene ragionevolmente che essa sia immediatamente necessaria:
    • per difendersi dall’uso o dal tentativo di uso di forza letale illegittima (cioè se gli puntano un’arma o stanno per ucciderlo in un altra maniera);
    • oppure per impedire l’imminente commissione di uno dei seguenti delitti: sequestro di persona aggravato, omicidio, violenza sessuale, rapina.

Pertanto, non basta che l’altra persona appaia aggressiva, minacciosa o sospetta: occorre un pericolo immediato di morte, di grave lesione o di uno degli specifici reati elencati dalla legge.

La Castle Doctrine: chi entra abusivamente deve stare attento

In Texas, la propria abitazione, il veicolo (auto, camion) e il luogo di lavoro sono considerati spazi protetti ai sensi della cosiddetta Castle Doctrine: la casa come castello.

In parole povere, significa che, se un estraneo tenta di entrare o entra in modo illegale e violento in uno di questi luoghi, la legge presume automaticamente che il proprietario o l’occupante abbia un ragionevole timore di morte o gravi lesioni. Di conseguenza, l’uso della forza mortale è presunto legittimo.

La Castle Doctrine non è, quindi, una regola rozza, secondo cui “chi entra in casa può sempre essere ucciso”. La legge introduce piuttosto una presunzione di ragionevolezza della convinzione che in quel particolare caso la forza fosse necessaria. Ciò alleggerisce notevolmente la prova a carico della vittima, che in Italia deve dimostrare numerose circostanze per beneficiare della legittima difesa (ne parleremo nel prosieguo).

La presunzione opera, tra gli altri casi, quando l’aggressore entra o tenta di entrare illegalmente e con la forza nell’abitazione altrui, o nel veicolo occupato dal proprietario, o nel suo luogo di lavoro, specialmente se si tratta di un’attività commerciale, e in uno di questi luoghi pone in essere atti violenti, commettendo uno dei gravi delitti indicati dalla legge.

La casa deve essere “occupied”, cioè occupata nel momento dell’intrusione, quindi questa norma non vale per le case vuote o per le macchine lasciate parcheggiate. Inoltre, la regola riguarda l’ingresso illegale con la forza: non ogni sconfinamento, equivoco o presenza non autorizzata fa scattare automaticamente la presunzione.

La regola Stand Your Ground: non si deve fuggire

C’è un’altra fondamentale regola texana da conoscere: lo Stand Your Ground, che possiamo tradurre con: nessun dovere di fuga.

A differenza di altri ordinamenti (compresi quelli di molti Stati USA) che impongono il cosiddetto duty to retreat – cioè l’obbligo di scappare o ritirarsi prima di reagire, se è possibile farlo in sicurezza – il Texas applica una regola diversa: se una persona si trova in un luogo in cui ha il legittimo diritto di stare (strada pubblica, parcheggio, negozio, spiaggia), non ha alcun dovere di fuggire prima di difendersi con la forza o con le armi.

In poche parole, il Texas non impone il dovere di fuggire prima di difendersi (come invece talvolta occorre fare in Italia). Lì si può reagire subito.

In particolare, una persona non deve ritirarsi dall’aggressione che sta subendo quando ha diritto di trovarsi nel luogo in cui avviene il fatto, non ha provocato il confronto o lo scontro e non sta commettendo egli stesso un’attività criminale.

In queste condizioni, né il giudice né la giuria possono considerare la mancata fuga come prova del fatto che la forza non fosse necessaria. Sottolineiamo che questa regola vale non solo in casa e negli altri luoghi di privata dimora (uffici, negozi, autovetture, ecc.) ma anche al di fuori di essi, per esempio in strada.

Stand Your Ground non significa però che “si può sempre sparare senza prima dover arretrare”. Elimina soltanto l’obbligo giuridico di ritirarsi. Restano necessari il pericolo immediato e tutti gli altri requisiti della legittima difesa.

Difesa di familiari o di altre persone

Oltre all’aggredito, la legge texana considera anche i suoi parenti ed altre persone eventualmente presenti all’aggressione (amici, colleghi o anche estranei che si trovano sul posto), se vengono minacciati con violenza.

In particolare, la Section 9.33 consente di utilizzare la forza, anche letale, per proteggere un’altra persona quando nelle circostanze ragionevolmente percepite, chi interviene avrebbe potuto usare la stessa forza per difendere sé stesso e ritiene ragionevolmente che il proprio intervento sia immediatamente necessario.

La valutazione viene effettuata sulla base della situazione così come appariva al soccorritore, purché la sua ricostruzione fosse ragionevole. Ciò può riguardare, per esempio, il genitore che interviene contro chi sta tentando di uccidere o violentare il figlio, oppure il passante che cerca di fermare un’aggressione potenzialmente mortale.

Si può sparare per difendere un bene?

Qui la normativa texana è particolarmente ampia, ma deve essere interpretata con cautela. La normale forza fisica (che la legge texana definisce “forza semplice”) può essere utilizzata, ai sensi della Section 9.41, per impedire o far cessare un’intrusione nella proprietà privata o un’interferenza illegittima con un bene, quando essa appare immediatamente necessaria, ad esempio per recuperare una cosa rubata poco prima.

Il semplice trespassing (cioè lo sconfinamento, come l’ingresso abusivo in un terreno privato), però, non autorizza da solo la forza letale. Insomma, non si può uccidere per riprendere un oggetto. La Section 9.42 ammette eccezionalmente la forza letale per proteggere terreni, fabbricati o beni mobili di proprietà privata, quando essa è immediatamente necessaria per impedire furti di notte (nighttime), o per reprimere rapine, danneggiamenti gravi (compresi quelli derivanti dal burglary, furto con scasso) e incendi dolosi.

In tali specifici casi, per impedire che l’autore di un furto notturno o rapina fugga con i beni, se il proprietario ritiene che il recupero attraverso altri mezzi sia impossibile o esporrebbe a grave rischio la propria vita, può usare anche la forza letale, cioè uccidere il ladro o il rapinatore.

Questa disposizione non significa, quindi, che sia automaticamente lecito sparare a una persona – ad esempio un borseggiatore o uno scippatore – che scappa con un oggetto rubato. Il carattere immediato del fatto, l’orario, il tipo di reato, la possibilità di recuperare diversamente il bene e il rischio creato dalla reazione saranno tutti valutati nel procedimento penale.

Cosa succede dopo una sparatoria

In Texas, anche quando una persona ritiene di avere agito legittimamente, può comunque essere fermata o arrestata, interrogata, sottoposta a indagine, incriminata e processata per verificare se è colpevole oppure se la sua condotta rientra in una o più delle cause di giustificazione che abbiamo descritto e che configurano l’esimente della legittima difesa intesa in senso ampio.

La legittima difesa non viene certificata automaticamente sul luogo del fatto. Fotografie, filmati, chiamate al 911, posizione dei corpi, numero e direzione dei colpi, dichiarazioni dei testimoni e comportamento precedente o successivo possono risultare decisivi.

Nel processo, l’imputato deve introdurre elementi che rendano concretamente configurabile la legittima difesa. Una volta sollevata la questione, spetta all’accusa persuadere la giuria, oltre ogni ragionevole dubbio, che la difesa non ricorre; la giuria resta però libera di respingere la ricostruzione dell’imputato.

Sul piano civile, chi ha usato forza o forza letale in modo giustificato dal Chapter 9 è immune dalla responsabilità per le lesioni o la morte provocate. Ma l’immunità dipende proprio dal riconoscimento della giustificazione: non impedisce necessariamente che sorga una controversia sulla dinamica del fatto, e dunque il risarcimento non è escluso in partenza.

Confronto con la legittima difesa italiana

Mentre la normativa texana metta al centro, come abbiamo visto, la tutela prioritaria dell’aggredito e dei suoi beni, l’ordinamento italiano — pur avendo riformato la materia (da ultimo con la Legge n. 36/2019) — mantiene un approccio basato sul bilanciamento e sul controllo ex post da parte del giudice.

Ecco le differenze fondamentali tra l’articolo 52 del Codice penale italiano e la disciplina del Texas (Capitolo 9 del Texas Penal Code) in tema di legittima difesa.

Proporzionalità della difesa rispetto all’offesa

In Italia, la difesa deve essere sempre proporzionata all’offesa. L’incolumità fisica della persona vale sempre più di un bene materiale. Anche dopo la riforma del 2019 sulla “legittima difesa domiciliare”, il giudice verifica sempre se la reazione sia stata dovuta a uno stato di grave turbamento o dalla necessità di fermare un pericolo attuale.

In Texas, invece, esiste una presunzione legale automatica: se qualcuno entra violentemente in casa tua o tenta di rubarti l’auto mentre ci sei dentro, la legge presume che tu abbia avuto paura di morire e legittima direttamente l’uso delle armi o della forza mortale, senza dover dimostrare la proporzionalità caso per caso.

Inoltre, in Italia vige un principio che potremmo definire di ritirata strategica (in giurisprudenza viene chiamato commodus discessus). Significa che l’aggredito, se ha la possibilità di scappare o evitare il pericolo in sicurezza (specialmente nei luoghi pubblici), deve farlo. La reazione armata o violenta è legittima solo se la fuga era impossibile o avrebbe esposto l’aggredito o terzi a un rischio maggiore.

In Texas la regola è opposta perché si applica lo Stand Your Ground. Chi si trova in un luogo in cui ha il diritto di stare (strada, parcheggio, negozio) non ha alcun dovere di fuggire prima di difendersi, anche usando la forza mortale.

Difesa della proprietà privata e dei beni materiali

Qui c’è la distanza più profonda tra i due sistemi:

  • In Italia non si può mai uccidere o ferire gravemente qualcuno soltanto per difendere un oggetto o del denaro. La difesa dei beni è legittima solo se il ladro o rapinatore rappresenta anche un pericolo imminente per l’incolumità fisica di chi si difende o di altri;

  • in Texas, invece, la legge (§ 9.42) consente l’uso della forza mortale anche solo per proteggere la proprietà (ad esempio per impedire un furto di notte o per fermare chi sta fuggendo con i beni), se si ritiene che sia l’unico modo per recuperarli o impedire il reato.

Tabella comparativa delle differenze tra Italia e Texas

Aspetto Italia (Art. 52 c.p.) Texas (Penal Code Ch. 9)
Beni materiali Meno importanti della vita umana; no forza mortale solo per la proprietà. Tutelabili anche con forza mortale (es. furto notturno).
Dovere di fuga (commodus discessus), se la fuga è sicura. No (Stand Your Ground), nessuna resa obbligatoria.
Invasione di domicilio Presunzione di legittimità, ma soggetta a valutazione di grave turbamento/pericolo. Presunzione legale immediata e automatica a favore dell’occupante.
Valutazione del giudice Rigorosa e approfondita sul caso concreto e sulla proporzionalità. Ampia tutela preventiva all’aggredito; difficile incriminazione se dentro i parametri.

In sintesi: la legge italiana cerca di limitare la violenza privata imponendo la fuga ove possibile e vietando la tutela del patrimonio a spese della vita altrui. La legge texana attribuisce all’aggressore la piena responsabilità delle conseguenze della sua azione illegale, garantendo a chi si difende un margine di manovra quasi illimitato nei propri spazi o di fronte a minacce.

Tuttavia, anche in Texas spesso non basta un’intrusione, una minaccia verbale o un comportamento sospetto per usare forza letale. La domanda decisiva rimane sempre se, nelle precise circostanze del momento, una persona ragionevole avrebbe considerato quella forza immediatamente necessaria per fermare un pericolo o uno dei reati specificamente previsti dalla legge.




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Paolo Remer

Source link

Di