Quasi 4 adolescenti su 10 iniziano prima dei 12 anni


Quasi 4 adolescenti consumatori su 10 hanno iniziato ad assumere energy drink prima dei 12 anni e, in alcuni casi, addirittura prima dei 9. È il dato che emerge da uno studio del Gruppo di Studio Adolescenza della Società Italiana di Pediatria, condotto su 430 ragazzi tra i 9 e i 17 anni.

I risultati sono stati pubblicati il 7 luglio sull’Italian Journal of Pediatrics nello studio “The effects of energy drink consumption in children and adolescents: a cross-sectional study and the recommendations of the Italian Pediatric Society”. Secondo l’indagine, il 65% degli intervistati ha dichiarato di aver assunto almeno una volta bevande energetiche, mentre il consumo frequente riguarda circa il 10% del campione.

Esordio precoce: il 39,2% inizia prima dei 12 anni

Il dato che preoccupa maggiormente i pediatri è la precocità dell’esposizione. Tra gli adolescenti consumatori, il 39,2% ha iniziato prima dei 12 anni, mentre il 49% ha iniziato tra i 12 e i 14 anni.

Questo avviene nonostante le principali società pediatriche raccomandino di evitare il consumo di energy drink sotto i 18 anni. A differenza di altri Paesi europei, in Italia non esiste oggi un limite di età per l’acquisto di queste bevande, che sono liberamente disponibili nei supermercati e promosse anche attraverso sport, social media e pubblicità.

In Inghilterra divieto agli under 16 dal 2027

Il tema della regolazione è al centro del dibattito anche a livello internazionale. Nei giorni scorsi il Governo britannico ha confermato che, da aprile 2027, in Inghilterra sarà vietata agli under 16 la vendita di bevande energetiche ad alto contenuto di caffeina, cioè quelle con oltre 150 milligrammi per litro.

Il divieto riguarderà tutti i canali di vendita: negozi, bar e ristoranti, distributori automatici e piattaforme online. In Italia, invece, la facilità di acquisto resta uno degli elementi che contribuiscono a rendere normale il consumo anche tra i più giovani.

Agostiniani: “Le bevande energetiche non sono semplici bibite”

Rino Agostiniani, Presidente della Società Italiana di Pediatria, richiama l’attenzione sulla composizione degli energy drink e sui possibili rischi per bambini e adolescenti. “Le bevande energetiche non sono semplici bibite”, afferma Agostiniani. “Quando parliamo di energy drink parliamo di un concentrato di stimolanti. Non agisce solo la caffeina, ma un insieme di sostanze, taurina, guaranà, L-carnitina e altre, che possono avere un effetto sinergico”.

“Nei bambini e negli adolescenti questi ‘mix’ non sono adeguatamente studiati. Ecco perché andrebbero evitate nei minori di 18 anni e sotto i 12 anni l’attenzione deve essere ancora maggiore: non esiste una dose sicura, perché il cervello e il sistema cardiovascolare sono ancora in pieno sviluppo e l’organismo è più vulnerabile agli effetti della caffeina e degli altri stimolanti”, aggiunge.

Bozzola: “Rischi cardiovascolari e neurologici”

Sul piano clinico, Elena Bozzola, prima autrice dello studio e membro del Gruppo di Studio Adolescenza SIP, sottolinea che le evidenze scientifiche indicano possibili rischi a carico del sistema cardiovascolare e neurologico. “In particolare vi è il rischio di un aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca; nei soggetti predisposti sono stati descritti disturbi del ritmo cardiaco, che possono essere pericolosi in quei soggetti in cui non si è ancora giunti alla diagnosi di una patologia cardiaca”, aggiunge.

A questi rischi si sommano possibili disturbi del sonno, irritabilità, ansia e interferenze con i meccanismi di maturazione cerebrale, in una fase della vita in cui il sistema nervoso è ancora in evoluzione.

Supermercati, amici e pubblicità tra i fattori di esordio

Secondo lo studio SIP, tra i fattori che favoriscono l’avvio del consumo ci sono la facilità di reperimento, il ruolo del gruppo dei pari e la pressione pubblicitaria. “Un dato su cui bisogna riflettere è che è facile reperirli”, osserva Bozzola. “Le ragioni più frequenti per cui i partecipanti hanno iniziato ad assumere bevande energetiche sono state il fatto di averle trovate al supermercato, i consigli degli amici e la pubblicità su internet o in televisione”.

La disponibilità del prodotto e la sua promozione in contesti familiari agli adolescenti contribuiscono quindi a normalizzare il consumo, anche in età molto precoce.

Consapevolezza fragile: molti ragazzi non conoscono le linee guida

Oltre la metà degli adolescenti intervistati, il 52%, riconosce che le bevande energetiche possono comportare rischi per la salute.

Tuttavia, analizzando le risposte più nel dettaglio, emergono forti lacune informative: più del 55% non conosce le linee guida ufficiali e quasi un ragazzo su quattro ritiene che gli energy drink siano sicuri in adolescenza. La consapevolezza appare dunque più intuitiva che realmente informata. I ragazzi percepiscono un rischio generico, ma spesso non conoscono le conseguenze concrete del consumo.

Il ruolo della famiglia nella normalizzazione del consumo

Lo studio evidenzia anche il ruolo del contesto familiare. In oltre il 40% dei casi almeno un familiare consuma energy drink. Quando queste bevande sono presenti nella quotidianità domestica, i ragazzi tendono a iniziare prima, a consumarle più frequentemente e a percepire meno i rischi. “Il modello genitoriale resta uno dei fattori più potenti nella costruzione dei comportamenti di salute”, sottolinea Agostiniani. “La prevenzione non può essere rivolta solo ai ragazzi: serve un’alleanza con le famiglie”.

Il consumo riguarda anche adolescenti sani e sportivi

Lo studio ha analizzato quattro gruppi: atleti, pazienti con disturbi del comportamento alimentare, altri pazienti ricoverati per diverse patologie e un gruppo di controllo di soggetti sani.

Il consumo precoce, chiarisce la SIP, non riguarda solo contesti di fragilità clinica, ma attraversa tutti i gruppi. “Il fenomeno del consumo precoce non riguarda solo contesti di fragilità clinica ma attraversa tutti i gruppi, compresi adolescenti sani e sportivi”, prosegue Bozzola.

Un dato interessante riguarda proprio gli atleti, che risultano tra i più consapevoli dei rischi legati al consumo, tra cui tachicardia, ansia e insonnia, ma quasi la metà riferisce comunque un consumo almeno occasionale.

Oltre un ragazzo su tre favorevole a regole più severe

La facilità con cui gli energy drink possono essere acquistati contribuisce a renderne il consumo normale anche tra i giovanissimi. Eppure, oltre un terzo degli adolescenti coinvolti nello studio si dichiara favorevole all’introduzione di regole più restrittive. Il dato segnala che una parte significativa dei ragazzi riconosce l’esigenza di maggiore tutela, nonostante la diffusione del prodotto e la sua forte visibilità commerciale.

“Abbiamo davanti un fenomeno diffuso, precoce e ancora sottovalutato”, conclude Agostiniani. “I dati ci dicono che servono più informazione, più prevenzione e una riflessione seria su possibili misure di tutela. La salute dei nostri ragazzi viene prima di qualsiasi strategia commerciale”.


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